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  1. #106
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Mah, Megiston. Che ti devo dire? Sei un po' permaloso, come tutti noi a nostro modo.
    Ma col cavolo che vengo a dirti cosa devi o non devi fare (Gieko mi staccherebbe le orecchie, e non voglio rischiare ).

    Io, per ora seguo e cerco di capire. Ho le mie idee, sulla questione, ma non sono ancora abbastanza definite da essere scritte. Sono confuse. Ti posso dire che sulla questione del passato/presente sono interessato alla tua posizione, ma anche perplesso.

    Mi pare che assegni un'importanza eccessiva (a mio modo di vedere) alla volontà. Sarà che la mia formazione ha le sue radici in una prospettiva teorica che chiede di rinunciare alla volontà, non di utilizzarla. In fondo, la bioenergetica viene dall'analisi del carattere e dalla vegetoterapia reichiane. E in quelle forme di psicoterapia l'accento non viene posto su cosa il paziente "voglia" fare, ma su quel che fa senza volerlo fare.

    D'altro canto, capisco bene che lo scegliere di focalizzarsi sul presente può essere utile. Sia in termini di restituzione alla persona che viene a chiedere aiuto della sua parte di responsabilità, sia come "finestra di osservazione". Probabilmente, concentrare l'attenzione sulla relazione e non sul transfert consente di osservare fenomeni che altrimenti è più difficile, o impossibile, osservare. Un criterio pragmatico.

    Quel che mi riesce difficile da comprendere è il posto che assegni alla storicità delle persone, al "prepersonale", alla matrice gruppale originaria entro la quale ogni individuo nasce e prende forma. Non credo che la neghi (non mi è parso), ma non capisco come ne tieni conto.

    Forse, la difficoltà mia di comprendere è anche legata al fatto che, dato che non si possono semplicemente buttare a mare dei termini che hanno una storia, si finisce sempre per utilizzare le stesse parole ma per veicolare significati differenti. Inevitabile, ma credo tu riesca a fare uno sforzo e a farmi capire meglio come vedi questa questione del transfert o utilizzando termini nuovi quando ti pare adeguato, o spiegando il significato che assegni ai termini vecchi.

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #107
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    ... non puoi non pensare che il presente metta mano continuamente al passato per attualizzarlo, modificandolo e ri-creandolo in base a come siamo adesso. Ciò significa che, qualsiasi cosa sia accaduta in passato, il presente non la rievoca e basta (lasciandola inalterata), la ricrea in base a ciò che siamo adesso e alla relazione attuale (cioè la trasforma ogni volta che la rappresenta) ...
    E la trasforma in base allo stato emotivo attuale. L'accesso "pieno" ad una memoria instaura un vero e proprio stato di trance in cui, se presente, partecipa anche il terapeuta; che deve prestare attenzione alla propria comunicazione verbale e non verbale per non influirvi accidentalmente e facilitare invece una riorganizzazione della "struttura" dell'esperienza rammemorata in direzione terapeutica.

  3. #108
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Eccellentissimi,
    volevo comunicare alle Loro Signorie che ho diligentemente acquistato un notes e un lapis, da oggi in poi non perderò una sillaba dei Vostri eccelsi discorsi, delle vostre illustrissime sentenze. Ho già annotato gli ultimi Vostri insegnamenti: i bicchieri da osteria e il fiaschetto da mezzo litro li ho già fatti sparire dallo studio, pensavo che non fosse poi tanto male un goccetto ogni tanto col paziente , e ho pure buttato via le carte da briscola, lo so sono inqualificabile; non dirò mai più ad un paziente che mi fa incavolare, per carità, non sta bene, ne va della deontologia professionale, non si può, non si fa, che figura ci facciamo? Mi chiedevo solo: “Ma come farà un paziente a dirci che è incavolato con noi se noi non ne siamo capaci di dirlo a lui trincerandoci dietro l’etica professionale?”. Ma mi rimetto alle vostre opinioni, e alla vostra grande esperienza. Avendo già da tempo rinunciato a Vespa (nel senso di Bruno) ho pure venduto la mia vecchia vespa , non si sa mai, se gli eccellentissimi oracoli delfici dicono “Niente vespa!”, vorrà dire niente vespa, e non stiamo qui a sottilizzare. Ho buttato via tutti i dischi di baldanbembo, e ho acquistato tutti quelli di Gaber, ora sono alquanto depresso e ogni volta che ascolto un brano mi viene una voglia irresistibile di sposare Ombretta Colli, ma almeno mi sento un analista migliore. Ho fatto un falò unico dei libri di Mitchell e della psicoanalisi relazionale, robaccia dogmatica e semplicistica, adesso ho tutti gli scritti della Klein, di Bion, di Fairbairn, ecc. pizzini compresi e pure gli scottex dove si pulivano il naso. Li ho già esposti in alcune teche come reliquie. Per il resto: voi mi dite quello che devo fare, e io lo faccio!
    Un inchino
    Mah, guarda...se ce l'hai con me, hai sbagliato strada amico mio. Va bene che si scherza, sempre, ma scrivere un intero messaggio (e ti sei pure sforzato lo so) per prendere in giro posizioni diverse dalle tue significa semplicemente che hai molto tempo...da perdere. Io ho preso in giro qualcuno? No così eh, giusto per capire l'opportunità di un ricovero coatto! Mah! Se ti sei sentito offeso per Vespa, ti chiedo di perdonarmi...non sapevo ci fosse qualcuno che frequenta ancora il vespaio.
    Poi, ''dire'' al paziente che si è incavolati è un conto; ''incavolarsi'' è un'altro! Ma che facciamo?? E l'interpretazione? Cioè, se ti vuoi incavolare fallo pure eh...ma non chiamare 'psicoanalisi' questa cosa qui! Questi atteggiamenti sono spesso volutamente presenti in altre forme di psicoterapia direttiva ma non in analisi. Per quanto mi riguarda. Se questa mia posizione ti disturba in qualche modo, o possa sembrare 'oracolare', non è affatto colpa mia; esprimo solo un parere riguardo ad uno specifico problema di transfert.
    Su Gaber hai fatto proprio bene direi; comunque, per lavar via un pò di cattivi pensieri, potresti fare uno shampoo! La schiuma è una cosa buona, come la mamma...

    Saluti,
    Luigi
    Ultima modifica di luigi '84 : 03-12-2009 alle ore 11.08.35

  4. #109
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Questo è un intervento che a me pare molto interessante. Nel senso che quel che dice mi interessa. Ma, per come sono fatto io, mi pare di non essere d'accordo su alcune cose, anche se, forse, ciò dipende dal fatto che mi pare tu abbia condensato molti concetti grandi in un intervento piccolo...


    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    E la trasforma in base allo stato emotivo attuale.
    E questo, non solo riesco a capirlo, ma mi sembra corretto.

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    L'accesso "pieno" ad una memoria instaura un vero e proprio stato di trance in cui, se presente, partecipa anche il terapeuta;
    Questo passaggio, invece, lo comprendo molto meno (o per nulla). Cosa intendi per "accesso pieno"?
    Come mai un accesso "pieno" alla memoria instaura uno stato di trance? E se l'accesso non è pieno cosa succede? E se si arriva ad uno stato di trace in modo diverso cosa succede?
    Come fa il terapeuta a partecipare ad uno stato di trance? La trance è un'esperienza e, per quel che riesco a capirne, le esperienze non sono condivisibili da nessuno, sono "private", come gli stati mentali. Posso "empatizzare" con l'esperienza di un altro, ma condividerla mi pare assai difficile.

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    che deve prestare attenzione alla propria comunicazione verbale e non verbale per non influirvi accidentalmente e facilitare invece una riorganizzazione della "struttura" dell'esperienza rammemorata in direzione terapeutica.
    Può essere che io sbagli, ma ritengo sia del tutto impossibile non "influire" (accidentalmente o meno) su un'altra persona nel corso di una relazione di qualunque tipo. Semmai, il problema è come influire in modo che ciò sia utile a quella persona. Ma non si può sostenere una posizione che dà importanza alla relazione e non considera la vecchia "neutralità" dannosa e, contemporaneamente, sostenere che il terapeuta non debba "influire" sulla relazione...

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  5. #110
    Megiston Matema
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Caro Luigi,
    ohibò, sono stupito, non comprendi la celia? Eppure ci sono le faccine, o non ho messo quelle giuste? Mi stupisce che pensi al ricovero coatto, non pensavo di averti destabilizzato fino a questo punto, in fondo si scherza, o no? “Ma non chiamare psicoanalisi questa cosa qui...” non sapevo fossi il depositario di ciò che è psicoanalisi e ciò che non lo è, potevi dirlo prima...
    Ciò che mi disturba, caro Luigi, è che qualcuno dia giudizi sommari senza argomentarli, che pretestuosamente mi si dica che dico cose vecchie, trite e ritrite e senza soluzione di continuità che dico cose nuove, ardite e inaudite che sono dogmatiche, semplicistiche e forse non sono nemmeno psicoanalisi, ma “questa cosa qui”.
    Le cose che ho scritto qui sul transfert e sul controtransfert non sono nuove, circolano da diversi anni, le puoi trovare molto simili negli scritti di Racker, Levenson, Merton Gill, Sandler, Hoffman, Greenberg, Mitchell, Bromberg, Aron, Renik, Donnel Stern, Spezzano Jacobs, Chused, Stolorow, Fosshage, Betty Joseph e Elisabeth Bott Spillius. Per citare quelli che ricordo. Si tratta di autori relazionali, intersoggettivi, freudiani, della psicologia del Sé e kleiniani; insomma sono idee che hanno travalicato, per fortuna, i confini delle singole scuole, ma che stentano persino ad essere prese in considerazione da queste parti da alcuni colleghi.
    Sulla modalità di psicoanalisi che esercito, non deve dimostrare niente a nessuno, perché è già da un po’ che ha dimostrato di funzionare sia a livello clinico, sia attraverso delle ricerche sugli esiti e sui processi della psicoterapia (cosa che non è molto diffusa in psicoanalisi).
    Intendiamoci, non mi da fastidio la critica con degli argomenti, ma proprio il giudizio sommario senza appello e senza la minima curiosità di cercare di capire cosa dico prima di giudicare.
    In questo e in altri thread ho cercato di esprimere le mie convinzioni, le mie idee e di trasmettere qualcosa sul mio fare, non è facile perché ci si espone, in cambio chiedo il confronto, lo scambio, l’essere ripagato nella stessa moneta. E in parte questo è avvenuto, per questo ho sottratto del tempo alla mia vita privata e alla mia attività, ma è avvenuto anche, spesso da parte di colleghi, di riscuotere giudizi sommari, sentenze e sarcasmo, senza nessuna contro-argomentazione. La domanda che mi pongo e pongo un po’ a tutti è: è ancora possibile dialogare da queste parti o è più divertente sentenziare sulle parole altrui?
    Un saluto.

  6. #111
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    “Ma non chiamare psicoanalisi questa cosa qui...” non sapevo fossi il depositario di ciò che è psicoanalisi e ciò che non lo è, potevi dirlo prima...
    E va bene. Allora chiamiamo psicoanalisi tutto quanto. Che ti devo dire? In fondo il transfert che sarà mai, l'interpretazione che sarà mai, gli spazi transizionali e le perturbazioni che saranno mai! In fondo, basta incavolarsi per essere bravi psicoanalisti no?...
    Mio caro, io non ho mai espresso nulla riguardo alla ''tua'' pratica ne ho usato fare giudizi di cattivo gusto come mi pare tu sostieni. Spesso ho invece espresso scetticità verso i quadri teorici che ponevi in essere (ma che d'altro canto posso anche condividere fin quando non diventano troppo presuntuosi). Solo questo. Non capisco invece perchè pensi che essere legati ad una tradizione piuttosto che ad un'altra significhi 'dogmatismo' o cose di questo genere. Insomma, si fa quel che si può!
    Sul fatto della ''funzionalità'' della ''tua'' psicoanalisi alla stregua di una psicoterapia scientificamente 'provata' ci sarebbe tanto da dire. Nulla contro le evidenze empiriche...solo un pò di antipatia verso la completa medicalizzazione della psicoanalisi in funzione della sua 'riproducibilità' scientifica secondo modalità 'rigorose'. Io invece vedo alla psicoanalisi come ad una pratica che contiene molto di più rispetto alla ristretta nozione di 'clinica' vitale in ambito medico. Ma lascio cadere questo discorso.

    Saluti,
    Luigi

  7. #112
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    senza nessuna contro-argomentazione.
    Io ho contro-argomentato un paio di volte e non hai più risposto, bisogna dire anche questo...

  8. #113
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Questo è un intervento che a me pare molto interessante. Nel senso che quel che dice mi interessa. Ma, per come sono fatto io, mi pare di non essere d'accordo su alcune cose, anche se, forse, ciò dipende dal fatto che mi pare tu abbia condensato molti concetti grandi in un intervento piccolo...
    Piccolo nel senso di breve ?

    Questo passaggio, invece, lo comprendo molto meno (o per nulla). Cosa intendi per "accesso pieno"?
    Richiamare un evento con "tutte" le emozioni associate. Mi riferisco comunque ad eventi che suscitano nella persona delle forti emozioni.

    Come mai un accesso "pieno" alla memoria instaura uno stato di trance? E se l'accesso non è pieno cosa succede?
    Non c'è un perchè, succede, è uno dei metodi spontanei di accesso agli stati alterati: la trance è uno stato in cui una persona esclude buona parte dell'esperienza esterna in corso e reagisce invece quasi esclusivamente alla propria esperienza interna.
    Data questa definizione, molte esperienze quotidiane possono essere etichettate come trance spontanee.

    E se si arriva ad uno stato di trance in modo diverso cosa succede?
    Se è il terapeuta ad effettuare una induzione di trance con un qualsiasi approccio, può suggerire al paziente di accedere all'esperienza, con le opportune precauzioni se l'evento è traumatico.

    Come fa il terapeuta a partecipare ad uno stato di trance? La trance è un'esperienza e, per quel che riesco a capirne, le esperienze non sono condivisibili da nessuno, sono "private", come gli stati mentali. Posso "empatizzare" con l'esperienza di un altro, ma condividerla mi pare assai difficile.
    Partecipa nel senso che il paziente non lo esclude dalle sue percezioni come può fare invece con altri soggetti od oggetti presenti (cosiddette allucinazioni negative). Il terapeuta "partecipa" alla trance quando lo stato si instaura da un'interazione con lui, è l'effetto del rapport ipnotico.

    Può essere che io sbagli, ma ritengo sia del tutto impossibile non "influire" (accidentalmente o meno) su un'altra persona nel corso di una relazione di qualunque tipo. Semmai, il problema è come influire in modo che ciò sia utile a quella persona.
    Ma non si può sostenere una posizione che dà importanza alla relazione e non considera la vecchia "neutralità" dannosa e, contemporaneamente, sostenere che il terapeuta non debba "influire" sulla relazione...
    Sono d'accordo con te e capisco di non essere molto stato chiaro.

    Quando dico di "non influirvi accidentalmente (sull'esperienza rammemorata)", con "accidentalmente", mi riferisco al fatto di non essere consapevoli di "come" il linguaggio modifichi la "struttura" dell'esperienza e di come possa contribuire a riorganizzarla.
    Come influire in modo utile per quella persona fa parte, in una certa misura, del training all'utilizzazione degli stati alterati e all'uso delle suggestioni indirette, da non confondere con le suggestioni dirette degli stili ipnotici autoritari.
    Ultima modifica di _daimon_ : 03-12-2009 alle ore 16.08.18

  9. #114
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Piccolo nel senso di breve ?

    Richiamare un evento con "tutte" le emozioni associate. Mi riferisco comunque ad eventi che suscitano nella persona delle forti emozioni.

    1...Non c'è un perchè, succede, è uno dei metodi spontanei di accesso agli stati alterati: la trance è uno stato in cui una persona esclude buona parte dell'esperienza esterna in corso e reagisce invece quasi esclusivamente alla propria esperienza interna.
    Data questa definizione, molte esperienze quotidiane possono essere etichettate come trance spontanee.



    2..Partecipa nel senso che il paziente non lo esclude dalle sue percezioni come può fare invece con altri soggetti od oggetti presenti (cosiddette allucinazioni negative). Il terapeuta "partecipa" alla trance quando lo stato si instaura da un'interazione con lui, è l'effetto del rapport ipnotico.



    3...Quando dico di "non influirvi accidentalmente (sull'esperienza rammemorata)", con "accidentalmente", mi riferisco al fatto di non essere consapevoli di "come" il linguaggio modifichi la "struttura" dell'esperienza e di come possa contribuire a riorganizzarla.
    Come influire in modo utile per quella persona fa parte, in una certa misura, del training all'utilizzazione degli stati alterati e all'uso delle suggestioni indirette, da non confondere con le suggestioni dirette degli stili ipnotici autoritari.
    1..Ti riferisci ad es. alle esperienze "oniriche" diurne comuni, alle esperenze "visionarie" del terapeuta descritte in questo caso, in ambito junghiano? Oltre a trance vere e proprie presenti in alcune comunicazioni?

    2...Parli di "inclusione" del terapeuta ai fini di una riorganizzazione e/o anche di "proiezioni"? O di un processo dialettico tra le due dinamiche?

    3...Ti riferisci a Milton Erikson o anche ad altri?

    Grazie
    Ciao
    Gaia

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  10. #115
    elisa1234
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    A proposito di esperienze oniriche.....posso farvi una domanda?
    Scusate se vado un pò fuori tema, ma mi chiedevo.
    Che significato si deve dare ai sogni fatti dal paziente che includono il terapeuta?
    Io penso che al paziente capiti spesso di sognare il terapeuta. Probabilmente lo sogna in rapporto a come stanno andando le sedute.
    Sognare spesso di abbracciarlo, ha un significato particolare?
    Probabilmente sogni cosi si fanno in momenti in cui la terapia, (posso dirla banalmente), 'sta andando bene'.
    POi magari i sogni mutano.
    Che ne pensate?
    Io spesso tanto tempo fa sognavo di abbracciarlo....o tenerlo per mano....Ed una volta ho persino sognato che mi dicesse "Menomale che ci sei tu..."
    che sogni fantasiosi

  11. #116
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da elisa1234 Visualizza messaggio
    A proposito di esperienze oniriche.....posso farvi una domanda?
    Scusate se vado un pò fuori tema, ma mi chiedevo.
    Che significato si deve dare ai sogni fatti dal paziente che includono il terapeuta?
    Io penso che al paziente capiti spesso di sognare il terapeuta. Probabilmente lo sogna in rapporto a come stanno andando le sedute.
    Sognare spesso di abbracciarlo, ha un significato particolare?
    Probabilmente sogni cosi si fanno in momenti in cui la terapia, (posso dirla banalmente), 'sta andando bene'.
    POi magari i sogni mutano.
    Che ne pensate?
    Io spesso tanto tempo fa sognavo di abbracciarlo....o tenerlo per mano....Ed una volta ho persino sognato che mi dicesse "Menomale che ci sei tu..."
    che sogni fantasiosi
    Scusa Elisa, sogni lui e chiedi a noi che significa (un "significato", non si "deve" dare, cmq) il fatto di sognarlo in certi modi? Dovresti raccontarli a lui questi sogni, per coglierne il significato che essi hanno per te e per il vostro lavoro in comune. Del resto, mi sembrerebbe che qualche risposta te la stai già dando; solo discutendo nell'ambito del vostro setting e del significato particolare che esso ha per te, é possibile interpretarli correttamente. Comunque, capita di sognare il terapeuta anche in situazioni apparentemente strane per il sognatore e talvolta, essi possono arricchire molto la comprensione di ciò che accade e/o - far cogliere nessi con qualcosa di "accaduto" - di alcune difficoltà ed anche fornire una "qualche" visione prospettica.

    Fine Ot.

    Sentiamo cmq i colleghi che ne pensano.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  12. #117
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Eccellentissimi,
    volevo comunicare alle Loro Signorie che ho diligentemente acquistato un notes e un lapis, da oggi in poi non perderò una sillaba dei Vostri eccelsi discorsi, delle vostre illustrissime sentenze.
    Ho già annotato gli ultimi Vostri insegnamenti: i bicchieri da osteria e il fiaschetto da mezzo litro li ho già fatti sparire dallo studio, pensavo che non fosse poi tanto male un goccetto ogni tanto col paziente ][BB] non dirò mai più ad un paziente che mi fa incavolare, per carità, non sta bene, ne va della deontologia professionale, non si può, non si fa, che figura ci facciamo? Mi chiedevo solo: “Ma come farà un paziente a dirci che è incavolato con noi se noi non ne siamo capaci di dirlo a lui trincerandoci dietro l’etica professionale?”[/B]. Ma mi rimetto alle vostre opinioni, e alla vostra grande esperienza. Avendo già da tempo rinunciato a Vespa (nel senso di Bruno) ho pure venduto la mia vecchia vespa , non si sa mai, se gli eccellentissimi oracoli delfici dicono “Niente vespa!”, vorrà dire niente vespa, e non stiamo qui a sottilizzare. Ho buttato via tutti i dischi di baldanbembo, e ho acquistato tutti quelli di Gaber, ora sono alquanto depresso e ogni volta che ascolto un brano mi viene una voglia irresistibile di sposare Ombretta Colli, ma almeno mi sento un analista migliore. Ho fatto un falò unico dei libri di Mitchell e della psicoanalisi relazionale, robaccia dogmatica e semplicistica, adesso ho tutti gli scritti della Klein, di Bion, di Fairbairn, ecc. pizzini compresi e pure gli scottex dove si pulivano il naso. Li ho già esposti in alcune teche come reliquie. Per il resto: voi mi dite quello che devo fare, e io lo faccio! Un inchino
    da incorniciare...

    Se uno si "sente" incavolato, può semplicemente, come accade nel caso si ritenga utile, dirlo. Per comunicare e far comprendere - se la persona ha difficoltà a questo livello - che é possibile sentirlo, pensarlo e parlarne, rendendolo "dicibile" oltre che e piuttosto che, agirlo e/o che é possibile agire in modi diversi da quelli che provocano sofferenza, cosciamente ed inconsciamente.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 04-12-2009 alle ore 11.59.16
    Gaia

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  13. #118
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    1..Ti riferisci ad es. alle esperienze "oniriche" diurne comuni, alle esperenze "visionarie" del terapeuta descritte in questo caso, in ambito junghiano? Oltre a trance vere e proprie presenti in alcune comunicazioni?

    2...Parli di "inclusione" del terapeuta ai fini di una riorganizzazione e/o anche di "proiezioni"? O di un processo dialettico tra le due dinamiche?

    3...Ti riferisci a Milton Erikson o anche ad altri?

    Grazie
    Ciao
    Il riferimento diretto è certamente Milton Erickson. Le trance spontanee sono descritte da Ernest Rossi come comuni trance quotidiane caratterizzate dal depotenziamento della coscienza e dall'attivazione del parasimpatico. Ci sono infatti alcuni cambiamenti fisiologici che possono essere osservati e molte di queste esperienze sono seguite da amnesie parziali o anche totali.
    In questo senso le esperienze da te citate sembrano avere alcune di queste caratteristiche.

    Riguardo all'uso delle suggestioni indirette mi riferisco sia ad Erickson che alle esplicitazioni di Bandler sull'uso combinato delle presupposizioni e delle sottomodalità sensoriali in ipnosi (se vuoi posso darti qualche riferimento, se sai ascoltare l'inglese).

    L'inclusione del terapeuta l'ho intesa proprio nel senso percettivo.

    Certamente uno stato di trance non è terapeutico in sè, è necessario infatti che vengano attivate nuove catene associative che bypassino le limitazioni apprese tipiche dell'atteggiamento cosciente per facilitare la riorganizzazione inconscia dell'esperienza.

    Sulle proiezioni non so dire, effettivamente mi è venuta in mente qualche correlazione tra atteggiamenti "abnormi" del paziente che proietta sul terapeuta e attivazione di stati di trance spontanee non riconosciute in cui il terapeuta essendovi incluso può essere identificato con figure genitoriali, ma non mi sento di sostenere questa ipotesi in questo contesto.

    Ciao

  14. #119
    elisa1234
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Scusa Elisa, sogni lui e chiedi a noi che significa (un "significato", non si "deve" dare, cmq) il fatto di sognarlo in certi modi? Dovresti raccontarli a lui questi sogni, per coglierne il significato che essi hanno per te e per il vostro lavoro in comune. Del resto, mi sembrerebbe che qualche risposta te la stai già dando; solo discutendo nell'ambito del vostro setting e del significato particolare che esso ha per te, é possibile interpretarli correttamente. Comunque, capita di sognare il terapeuta anche in situazioni apparentemente strane per il sognatore e talvolta, essi possono arricchire molto la comprensione di ciò che accade e/o - far cogliere nessi con qualcosa di "accaduto" - di alcune difficoltà ed anche fornire una "qualche" visione prospettica.

    Fine Ot.

    Sentiamo cmq i colleghi che ne pensano.

    Eran cose vecchie...lo avevo detto....
    cose passate. Ormai non posso più dirle.
    Era semplice curiosità.
    Non era per chiedere qualcosa fuori dalla terapia...perchè la terapia ormai non c'è più....


    Ultima cosa su quello che ha detto Magiston :
    Mi chiedevo solo: “Ma come farà un paziente a dirci che è incavolato con noi se noi non ne siamo capaci di dirlo a lui trincerandoci dietro l’etica professionale?”.

    Da paziente qual'ero sono perfettamente daccordo con lui....

  15. #120
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Piccolo nel senso di breve ?

    Richiamare un evento con "tutte" le emozioni associate. Mi riferisco comunque ad eventi che suscitano nella persona delle forti emozioni.

    Non c'è un perchè, succede, è uno dei metodi spontanei di accesso agli stati alterati: la trance è uno stato in cui una persona esclude buona parte dell'esperienza esterna in corso e reagisce invece quasi esclusivamente alla propria esperienza interna.
    Data questa definizione, molte esperienze quotidiane possono essere etichettate come trance spontanee.

    Se è il terapeuta ad effettuare una induzione di trance con un qualsiasi approccio, può suggerire al paziente di accedere all'esperienza, con le opportune precauzioni se l'evento è traumatico.

    Partecipa nel senso che il paziente non lo esclude dalle sue percezioni come può fare invece con altri soggetti od oggetti presenti (cosiddette allucinazioni negative). Il terapeuta "partecipa" alla trance quando lo stato si instaura da un'interazione con lui, è l'effetto del rapport ipnotico.

    Sono d'accordo con te e capisco di non essere molto stato chiaro.

    Quando dico di "non influirvi accidentalmente (sull'esperienza rammemorata)", con "accidentalmente", mi riferisco al fatto di non essere consapevoli di "come" il linguaggio modifichi la "struttura" dell'esperienza e di come possa contribuire a riorganizzarla.
    Come influire in modo utile per quella persona fa parte, in una certa misura, del training all'utilizzazione degli stati alterati e all'uso delle suggestioni indirette, da non confondere con le suggestioni dirette degli stili ipnotici autoritari.
    Caro Daimon,
    il tuo intervento iniziale e lo scambio con Willy è per me una vera miniera di stimoli. Su questa linea sarebbe possibile immaginare l'intera esperienza analitica di un paziente come uno stato di trance, in fondo la presenza del terapeuta è predominante e il paziente gli assegna un ruolo, un significato e un'incidenza sulla sua persona straordinarie, che non assegna ad altre persone al di fuori. Anche il terapeuta, nel corso della terapia, assegna al paziente un ruolo complementare, nella misura in cui anche lui sperimenta un cambiamento in relazione al cambiamento del paziente. Dal tuo primo intervento mi sembrava di poter capire che il momento del ricordo potesse essere relazionale, cioè il ricordo è un evento che avviene all'interno della relazione fra paziente e terapeuta ed è frutto di una co-costruzione di dialogo e di significati. Ma la tua ulteriore precisazione sul ruolo e sulla partecipazione del terapeuta, che deve stare attento ad evitare suggestioni indirette, mi fa capire che sono fuori strada. Io, come già Willy, ritengo che qualsiasi tipo di atteggiamento possa assumere il terapeuta, influirà comunque sul paziente, pensare di non influire, di non interferire, è forse un modo per influire senza tenerne conto. Credo che tutto ciò che accade in analisi sia relativo ad un rapporto fra quel paziente e quel terapeuta: sogni, ricordi, azioni, ecc. appartengono ad un linguaggio condiviso che viene costruito collettivamente dalle due persone coinvolte nella relazione. Il ricordo è frutto di qualcosa che riguarda entrambi ed è, a mio parere, finalizzato a dire qualcosa sulla relazione stessa (altri userebbero il termine di transfert per dire cose che assomigliano molto a ciò che ho detto io usando il termine relazione che comprende nel duale della coppia analitica ciò che una volta era riferito all'individuale del doppio concetto di transfert e di controtransfert).
    Un saluto.

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