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  1. #736
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    visto che sono confusa ho ritenuto opportuno schiarirmi le idee andando a vedere il vostro piano di studi , in una università a caso (ferrara)
    non dirmi che i vostri esami non sono delle copie dei nostri, solo con molti meno crediti e quindi meno ore di lezione e meno cose da studiare:
    per essere ancora più precisa ti faccio degli esempi concreti :
    a parte i crediti che danno per quelli che da noi sono solo seminari slegati dal piano di studi (deontologia, sicurezza sui luoghi di lavoro etc) .
    psicopatologia dell'adulto e del bambino = 8 crediti ( noi 2 esami separati da 6)
    anatomia e istologia = 2 crediti(????) noi esami di fondamenti anatomici 6 crediti, fisiologia generale e del sistema nervoso 3.5 crediti, noi psicofisiologia 6 crediti (più esami di neuroscienze che neanche te li elenco) :cosa riabilitate senza conoscere il cervello proprio non lo so.
    non compare un esame di psichiatria ( e ancora mi chiedo come fate)

    devo continuare ?

  2. #737
    Partecipante Affezionato
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    19-05-2007
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Fujiyama Visualizza messaggio
    Gentile Psicoart,
    voglio rispoderle in merito ad alcuni punti da lei toccati:
    - "E' facile fare il counselor con 3 anni di corso due sabati al mese!". Non credo si possa tacciare di facilità un percorso. Non esitono percorsi facili! E poi che cosa intende lei per "facilità"? Credo, invece, che spetti alla persona approcciarsi in modo costruttivo ad un percorso di crescita, dunque il discorso è soggettivo. Da come parla lei (mi corregga se sbaglio) sembrerebbe che "facilità" sia riferita alla temporalità del percorso. Non credo che quantità sia sinonimo di qualità. Una persona può frequentare per anni e anni l'università...e allora? Crede che sia più seria o più preparata professionalmente? Sono convinto che l'impegno profuso e il mettersi in gioco personalmente sia molto più importante a dispetto della lunghezza o meno o della scansione temporale di un percorso.

    - "[...]bastano tre piacevoli anni di counseling per fare quello che molti psicologi aspirano a fare?". Che cosa intende per "piacevolezza"? Se la considera come voglia e propensione a fare ed imparare, come spinta motivazionale forte...ben venga! Meglio cimentarsi in un percorso che piace e stimola piuttosto che farlo senza passione...non crede? Credo che poi vada a riflettersi sulla sua professionalità. Se invece considera "piacevolezza" in modo sminuente, come "leggerezza" allora le rispondo in questo modo. Tre anni di counseling sono impegnativi, uno perchè si studia molta teoria, due perchè ti metti in gioco come persona con percorsi di crescita sia a livello individuale che di gruppo (la mia esperienza è stata questa), tre perchè ti devi sottoporre e regolare supervisione quando inizi a praticare. Dunque non credo assolutamente che siano una passeggiata!
    In più c'è un altro discorso da fare....dice "farsi il mazzo" all'università, come se l'aver investito anni di studio in psicologia sia garanzia, sempre e comunque, di professionalità e reale preparazione per l'inizio dell'attività. Come esce la persona dall'università? Si tratta, appunto, di psicologi che spesso sono solo teorici...e un teorico è in grado di approcciarsi alle problematiche delle persone? Su che base lo può fare? Su che vissuto? Su che modello? Con quali strumenti? Non li ha perchè l'università non da strumenti ma solo contenuti, e senza esperienza i contenuti non possono trasformarsi in strumenti. Certo può somministare i test....e a cosa serve da solo un test?! Lo dico con cognizione di causa... da persona che ha frequentato l'università e tutt'ora sta conseguendo una seconda laurea (in psicologia) nel nostro paese.... ligio agli ordini e alle caste... Le posso garantire che ciò che ho appreso e ho imparato a fare (Saper fare) ed essere (Saper Essere), durante la scuola di counseling, non può essere paragonato minimamente al solo "Sapere" dato dall'università...mi creda. E le dirò di più, attualmente tutta la psicologia che sto studiando dai testi universitati...così caldamente consigliati, non stanno aggiungendo nulla di così significativo rispetto a Saper essere in una relazione d'aiuto. Ho deciso di laurearmi in Psicologia solo ed esclusivamente perchè è il solo modo per aprirsi la strada verso una scuola di psicoterapia....che è ben altro rispetto alla preparazione universitaria. Ma questa spinta la devo alla Scuola di counseling che mi ha permesso di toccare con mano cosa significhi relazionarsi e fare relazione d’aiuto. Ho i miei dubbi sul fatto che se avessi fatto prima l’università in psicologia, questa mi avrebbe fatto comprendere ed apprezzare il valore di una relazione d’aiuto!

    - "Sicuramente esisteranno counselors splendidi che per tutta una serie di fattori sono abilissimi nel counseling psicologico. Ciò non toglie che non è accettabile che psicologi altrettanto splendidi abbiano dovuto fare molta più fatica per accedere alla profssione e ora debbano competere con chi alla meta ci è arrivato per una scorciatoia". Queste sono scelte! Non esiste nessuna scorciatoia come dice lei. Un percorso triennale, come detto, sopra, non è una questione di comodità per fare prima o arrivare in anticipo...e poi rispetto a chi? Non è una gara! Se uno è consapevole e sicuro della sua professionalità perchè mai dovrebbe sgomitare o abbreviare il percorso!! Sono d'accordo con lei sul fatto che esistano buoni counselor e buoni psicologi, ma sono anche della convinzione che esistano psicologi che non sanno stare nella relazione d'aiuto (e dunque non sanno aiutare l'altro) che però si vantano o rivendicano il loro ruolo solo per via di una certificazione. Non nego che poi esistono counselor che sono poco consapevoli dei loro confini e giocano a fare i piccoli psicologi o peggio gli psicoterapeuti...e questo è molto pericoloso. Ma esistono, per fortuna, anche professionisti counselor con chiarezza del loro perimetro di intervento, che fanno invii a psicoterapeuti quando sia accorgono che la problematica portata dalla persona non è di loro competenza, che si sottopongono a regolari supervisioni condotte da psicoterapeuti rispetto al loro operato, che insomma lavorano in un contesto di integrazione con altre figure professionali.
    Termino il mio intervento dicendo che, in ultima analisi, la differenza la fa la persona e la sua crescita e non un certificato o una laurea. Ho avuto la fortuna di conoscere e confrontarmi con psicologi e psicoterapeuti aperti, disponibili e intelligenti....Professionisti con la P maiuscola, che non tirano certo in ballo o se la prendono con altre figure professionali perchè gli "rubano il lavoro", o che non proiettano le loro ansie e la loro incapacità su altri...non riconoscendo le proprie appunto! Infine...da non dimenticare....è sempre il paziente/cliente che ti sceglie e ti richiede...
    La ringrazio per avermi dato lo spunto per esternare il mio punto di vista.
    Gentile Fujiyama,
    capisco perfettamente il suo intervento e la ringrazio perchè può sicuramente stimolare la riflessione proponendo punti di vista "altri".
    Le rispondo per quello che riguarda me e le affermazioni fatte nel mio precendente post.
    Quanto parlo di facilità e piacevolezza mi riferisco chiaramente a criteri soggettivi. Io frequento da un anno la scuola di counseling dopo l'esprienza universitaria e dò a facile e piacevole il loro significato "letterale": trovo molto facile e piacevole, nel senso di interessante e non troppo impegnativo, seguire corsi due sabati al mese, rispetto all'impegno richiestomi dall'università. Questa valutazione non dipende certo dall'aver frequentato "in generale" un corso di laurea, ma dal fatto che IO ho frequentato l'Università, dall'impegno con cui io ho vissuto e vivo quell'esperienza e da come io faccio esperienza della scuola di counseling. Non posso che collocare il discorso nel registro della soggettività. E' impossibile generalizzare in assoluto, mi limito alle scuole che conosco, ai counselors che conosco, agli studi che ho fatto.
    La laurea in psicologia non è garanzia di nulla. Basti pensare che nel corso di counseling, oltre a me ci sono due psicologi (già iscritti all'albo, a differenza di me) e sono ogni volta assolutamente stupito dalla scarsa preparazione, oserei dire dall'ignoranza che mostrano rispetto a quella che è stata la loro formazione, tanto che non mostrano un livello di molto superiore rispetto alle conoscenze di chi non proviene da un percoso di studi psicologici o addirittura da nessun percorso.
    Personalmente trovo la scuola facile nel senso che le conoscenze teoriche proposte sono per me tutte già note mentre quelle "pratiche" sono esercizi che ripropongono ciò che ho studiato e cercato di fare mio negli anni di studio e che cercherò di mettere in pratica nel tirocinio supervisionato da chi lo psicologo lo fa da tempo. Trovo la scuola piacevole perchè poco impegnativa, tutto sommato leggera rispetto agli studi universitari. Sufficientemente breve e perfettamente compatibile con qualsiasi lavoro a tempo pieno. Molte persone che la frequentano con me infatti - così almeno mi dicono -avrebbero preferito iscriversi a psicologia, ma ci sarebbero voluti troppi anni, troppo tempo, troppi esami, troppo impegno senza per giunta avere nessuna certezza rispetto alla professione.
    Chiaramente per chi fra i miei compagni di corso fa l'impiegato, lavora in banca o fa la casalinga, l'approccio alla scuola è diverso dal mio. La trovano più impegnativa, più difficile e anche più appassionante. Dipende sempre da chi la frequenta, dalle proprie conoscenze di base e dalle aspettative.
    Come è evidente, tutto è sempre e comunque soggettivo, per fortuna!

    Ma questa non è una novità. La cosa veramente interessante è una riflessione che mi sorge spontanea leggendo l'intervento di Fujiyama molto stimolante.
    Lui ha deciso di laureasi in psicologia eslcusivemante per poter accedere alla scuola di psicoterapia e quindi diventare psicoterapeuta. E fin qui tutto torna. Afferma poi che un counselor consapevole sa quando inviare il cliente ad uno psicoterapeuta. E anche fin qui tutto è chiaro. Non viene citato lo psicologo che dopo tutto non potrebbe fare altro che counseling psicologico. Magari senza scuola di counseling e quindi senza le capacità pretiche di un counselor ( attenzione, io non affermo affatto che le scuole di counseling non sono di valore). Mi sorge la solita domanda: se ci sono uno psicoterapeuta e un counselor a che serve uno psicologo quando si tratta di interventi di sostegno e counseling psicologico? ( in precedenza avevo posto la domanda diversamente, ossia perchè debba esserci la figura del counselor se ci sono già psicologo e psicoterapeuta. Il discorso di fuji ribalta il punto di partenza e può essere interessante questa sostituzione)
    Quindi ne consegue che chi volesse semplicemente svolgere una professione di aiuto che comprenda il sostegno, la valorizzazione delle potenzialità dell'altro, una relazione che consenta di attraversare momenti di crisi ( dalla coppia al lavoro, a tutti gli infiniti ambiti in cui l'individuo o il gruppo hanno bisogno di un sostegno per trovare le proprie soluzioni, sviluppare benessere, gestire conflitti, etc. etc. senza che ciò implichi la cura di una patologia psicologica di competenza dello psicoterapeuta - e questo cos'è se non counseling psicologico?-) dovrebbe seguire una scuola di counseling e quindi poter svolgere quello che è poi niente di più e niente di meno del counseling psicologico che molti psicologi o aspiranti tali aspirano a fare. Perchè infatti dovrebbero seguire minimo minimo 6 anni di studio ( col tirocinio per l'esame di Stato) ,sostenere infiniti esami, impegnare tempo e fatica, se, come appare da questo intervento, una scuola di counseling triennale propone una preparazione teorica all'altezza della situazione oltre ad una formazione pratica, esperienziale che rappresenta un valore aggiunto rispetto all'università?
    In sostanza, salvo un interesse personale per la teoria, salvo il desiderio di diventare psicoterapeuta, salvo l'aspirazione a quegli ambiti in cui è richiesto il "titolo" di psicologo (certamente numerosi), chi volesse svolgere l'attività di counseling psicologico privatamente, nelle organizzazioni, nelle scuole o nella sanità, dovrebbe seguire una scuola di counseling e non necessariamente un corso di laurea in psicologia.
    Io mi sono interessato al counseling anni fa, ma ho creduto utile prima iscrivermi a un corso di laurea in psicologia, nonostante lavorassi, non avessi più 18 anni e non fossi molto ricco perchè pensavo nella mia ingenuità che soltanto uno psicologo potesse essere adeguato a quella professione. Dare decine e decine di esami mi è costato molta fatica e non ho ancora finito anche se ho imparato molto e non solo a livello teorico. Se avessi optato subito per una scuola di counseling, oggi lo sarei già. La scuola mi sarebbe sembrata meno facile e leggera, visto che non avrei avuto alle spalle le conoscenze che ho ora, ma in 3 anni, con più motivazione, tanta pratica e al massimo 3-4 esami protrei già svolgere counseling psicologico ( togliendo opportunamente l'aggettivo psicologico dal biglietto da visita) da un pò.

    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi..
    Questo è il mio punto di vista parziale. Sono molto interessato al vostro.

  3. #738
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da cecimarghe Visualizza messaggio
    visto che sono confusa ho ritenuto opportuno schiarirmi le idee andando a vedere il vostro piano di studi , in una università a caso (ferrara)
    non dirmi che i vostri esami non sono delle copie dei nostri, solo con molti meno crediti e quindi meno ore di lezione e meno cose da studiare:
    per essere ancora più precisa ti faccio degli esempi concreti :
    a parte i crediti che danno per quelli che da noi sono solo seminari slegati dal piano di studi (deontologia, sicurezza sui luoghi di lavoro etc) .
    psicopatologia dell'adulto e del bambino = 8 crediti ( noi 2 esami separati da 6)
    anatomia e istologia = 2 crediti(????) noi esami di fondamenti anatomici 6 crediti, fisiologia generale e del sistema nervoso 3.5 crediti, noi psicofisiologia 6 crediti (più esami di neuroscienze che neanche te li elenco) :cosa riabilitate senza conoscere il cervello proprio non lo so.
    non compare un esame di psichiatria ( e ancora mi chiedo come fate)

    devo continuare ?
    io con un docente di psichiatria c'ho fatto perfino la tesi, quindi probabilmente l'elenco degli esami dipende anche dall'università e dal curricula.
    Comunque l'attività di "counseling", almeno da quanto ho capito nelle varie discussioni di questo forum, si configura come abuso di professione di psicologo quando si tratta di "counseling psicologico". Ma per ingannare la legge il counselor si difinisce solo counselor (senza "psicologico") e quindi il gioco è fatto.

    Personalmente credo che la "formazione personale" di cui parli (supervisione, ecc...) abbia un senso se è preceduta da una solida base teorica di riferimento da cui discende la possibilità di "leggere" ciò che avviene nella relazione con il cliente da un punto di vista scientifico e agire di conseguenza. Altrimenti cosa applichi? La pratica è un'applicazione della teoria, altrimenti si tratta di fare senza pensare.

    Mi potrai dire "anche noi studiamo discipline psicologiche" (come hai già detto nel tuo post precedente, fra l'altro) ma a questo punto, allora, è evidente che il counselor è un clone dello psicologo (ma con meno conoscenza alle spalle)
    Ultima modifica di Johnny : 04-12-2009 alle ore 17.42.57

  4. #739
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    ciao, non mi stavo riferendo al counseling ma alla riabilitazione psichiatrica

  5. #740
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da cecimarghe Visualizza messaggio
    ciao, non mi stavo riferendo al counseling ma alla riabilitazione psichiatrica
    opsss però il thread è dedicato al counseling quindi è facile equivocare

  6. #741
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    si si hai ragione, avevo inserito io un post sulla riabilitazione psichiatrica perchè è sempre nell'ambito di ,diciamo, confusione di ruoli

  7. #742
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da PsicoArt Visualizza messaggio
    Lui ha deciso di laureasi in psicologia eslcusivemante per poter accedere alla scuola di psicoterapia e quindi diventare psicoterapeuta. E fin qui tutto torna. Afferma poi che un counselor consapevole sa quando inviare il cliente ad uno psicoterapeuta. E anche fin qui tutto è chiaro. Non viene citato lo psicologo che dopo tutto non potrebbe fare altro che counseling psicologico. Magari senza scuola di counseling e quindi senza le capacità pretiche di un counselor ( attenzione, io non affermo affatto che le scuole di counseling non sono di valore). Mi sorge la solita domanda: se ci sono uno psicoterapeuta e un counselor a che serve uno psicologo quando si tratta di interventi di sostegno e counseling psicologico?

    è molto interessante questa mistificazione della realtà
    rimane da capire se viene fatta per cosciente demagogia oppure per ignoranza (da "colui che ignora")

    lo psicologo, per LEGGE, si occupa di disagio psicologico, di sostegno, di abilitazione e riabilitazione, ed anche di promozione di benessere e salute... in generale di occupa di processi psichici e mentali secondo modelli scientifici riconosciuti dalla comunità scientifica

    lo psicoterapeuta, specializzazione in condominio tra psicologia e medicina, si occupa tendenzialmente di profonda ristrutturazione della personalità e per lo più si declina in termini di cura e patologia

    consiglio la lettura di questa recente sentenza definitiva: Sentenza contro l'abuso della professione di Psicologo

    il succo? in pratica osservazione, colloquio e test divengono esclusivi della professione di psicologo nella misura in cui il fine dell'intervento è quello di individuare, conoscere ed intervenire su processi mentali, psichici, affettivi, emotivi... e ciò con l'utilizzo di teorie psicologiche
    in altre parole: lo psicologo - pre legge e di fatto - si occupa sia di disagio psicologico che di benessere

    occhio quindi a quei limitrofi che agiscono nostri atti tipici perché, se beccati, si va sul penale... capisco che alla scuoletta non ve ne parlano... e capisco pure che l'Ordine Psicologi non diffonda perché molti consiglieri stanno dentro scuolette... ma... occhio!


    il fatto che l'università non forma adeguatamente uno psicologo non significa assolutamente che le esclusive psy debbano essere svendute a chiunque... se la facoltà di medicina o giurisprudenza è scadente, non significa che io posso farmi un corsetto di cardichirurgia o di diritto civile e mettermi a fare il "counselor medico o legale"

    perché quindi scompare la figura dello psicologo?
    in estrema sintesi per questioni di bu$in€ss

    molto docenti universitari e/o consiglieri di Ordine sono anche docenti e/o direttori di Scuole formative... e moltissime di queste scuole formative, nelle stesse aule e con gli stessi docenti, formano:
    - futuri psicoterapeuti in 4 anni ed a 20.000€
    - futuri competitor (counselor, coach, reflector, ecc...) in 3 anni ed a poche migliaia di €

    addirittura molti di questi insigni colleghi psicologi hanno anche attivato degli Albi ad hoc... quello dei counselor, ad esempio... riconosciuto (che significa? lo vedo, esiste, c'è...), ma NON REGOLAMENTATO (che significa? che non vi è una legge che lo istituisce come per la psicologia)

    in altre parole io domani posso aprire l'Albo degli PsicoNani e cominciare a fare corsi di nanocounseling


    la realtà è che al reticolo di strutture che gestisce questo mercato formativo CONVIENE far scomparire la figura dello psicologo... il giovane sventurato che esce dall'università, senza competenze, ha due strade:
    - iniziare per inerzia la psicoterapia (non sapendo che lo aspetta un futuro da disoccupato)
    - buttarsi in una scuola per counselor (che sicuramente è esperienziale, ma svende la professione a cani e fagiani)


    COME ARGINARE E GESTIRE IL PROBLEMA?
    Obiettivo Psicologia, ad esempio, propone un corso in counseling psicologico aperto a soli psicologi e psicologi in formazione... l'attestato lo prendi solo quando iscritto all'Albo. Un modo in realtà molto semplice per fornire le competenze pratiche che mancano al giovane collega, ed allo stesso tempo per tutelare la professione. Capisco che si fanno meno soldi, ma in compenso si tutela la professione!

    Quando il giovane collega comincia a lavorare (e noi supportiamo molto anche nell'avvio della professione) ed a guadagnare... un domani potrà poi liberamente iniziare un percorso di psicoterapia...ma a quel punto perché realmente necessita di ulteriori strumenti, e non per inerzia come molti giovani neolòaureati fanno

    L'argomento è veramente complesso. Si muovono enormi interessi economici dietro questa cosa. Chi ci rimette?
    Gli psicologi, che dopo 5 anni, tirocinio, eds e tassa ordinistica si vedono sventrare la propria professione
    La gente qualunque che viene illusa con tre anni di potersi prendere in carico situazioni complesse!

    Mi ha colpito il passaggio di psicoart in cui parla del "tirocinio supervisionato da chi lo psicologo lo fa da tempo"
    sono piccole cose, ma comunicano la confusione esistente... di fatto a queste persone gli viene insegnato a fare lo psicologo... e di fatto a noi psicologi vengono scippati atti tipici della nostra professione!

    questa ad esempio è la situazione all'Ordine Psicologi Lazio: SIPAP Lazio. Etocounseling, Dancecounseling e Astrocounseling. quando è l'Ordine Lazio a contribuire allo sfascio della professione.

    E questa è una proposta operativa con cui mi candiderò a queste elezioni: TUTELA: lotta all'abuso della professione di Psicologo


    Cari colleghi, cominciamo ad aprire gli occhi!

    buona vita
    Nicola Piccinini
    Ultima modifica di nico : 05-12-2009 alle ore 10.47.42

  8. #743
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Caro Nicola,
    concordo perfettamente con la tua posizione. Quando parlo di tirocinio supervisionato da uno psicologo che lo fa già da tempo, mi riferisco al tirocinio per l'iscrizione all'albo degli psicologi (mi rendo conto che forse non era chiaro ). Se infatti si è fortunati ( a volte non è così semplice purtroppo), capita di lavorare affiancando professionisti (psicologi!) in grado di fornire quell'aspetto "esperienziale" che tanto decantano nelle scuole di counseling.
    C'è un'altra frase di Fujiyama che mi pare da evidenziare " è sempre il paziente/cliente che ti sceglie e ti richiede..."
    Questa è stata una delle affermazioni che mi sono state fatte anche durante il colloquio per essere ammessi alla scuola di counseling. Il senso era che non c'è differenza sostanziale tra psicologo e counselor, se sei bravo, empatico e metti le persone a loro agio (insomma se "piaci"!) le persone ti scelgono. Questo, onestamente, un pò mi inquieta. Per la nostra professione di psicologi e per le persone che "ignorando" il significato e il valore delle diverse professionalità valutano a "pelle".
    Come è evidente in molti casi lo "scippo" degli atti propri dello spicologo sorge già alla base, nell'intento esplicito o implicito delle scuole a cui preme "vendere" i corsi.

    Mi sembra davvero urgente fare in modo che gli psicologi riscoprano la loro identità e la affermino e la difendano evitando la confusione nella gente.
    Non si può certamente far finta di nulla. Ma anche nella scuola che fin'ora ho frequentato io, anche se siamo in 3 ad essere psicologi o psicologi in formazione, io sono l'unico che rileva come il counseling si sovrapponga indebitamente alle competenze professionali dello psicologo. Anche questo mi inquieta un pò..

    Quindi Nicola, ti faccio i complimenti per le posizioni che porti avanti. In bocca al lupo per la tua elezione. Tifo sinceramente per te.

    Art

  9. #744
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da PsicoArt Visualizza messaggio
    Caro Nicola,
    nella scuola che fin'ora ho frequentato io, anche se siamo in 3 ad essere psicologi o psicologi in formazione, io sono l'unico che rileva come il counseling si sovrapponga indebitamente alle competenze professionali dello psicologo. Anche questo mi inquieta un pò..
    al prossimo weekend ti invieterei a proporgli il mio articolo sulla sentenza definitiva, a fargli notare che viene dichiarato esclusivo l'utilizzo di osservazione colloquio e test... che si va sul penale

    mi farebbe piacere sapere poi le argomentazioni che portano i tuoi colleghi di corso, ma anche e soprattutto il docente (magari specificandoci anche se è psicologo)

    possiamo provare a fare questa sperimentazione?

    al momento sono in contatto con l'avvocato che ha curato il caso e sto cercando di capire l'applicabilità e ricaduta concreta di questa sentenza... spero di potervene dare presto notizia!

  10. #745
    Partecipante Affezionato L'avatar di Fujiyama
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da PsicoArt Visualizza messaggio
    Gentile Fujiyama,
    capisco perfettamente il suo intervento e la ringrazio perchè può sicuramente stimolare la riflessione proponendo punti di vista "altri".
    Le rispondo per quello che riguarda me e le affermazioni fatte nel mio precendente post.
    Quanto parlo di facilità e piacevolezza mi riferisco chiaramente a criteri soggettivi. Io frequento da un anno la scuola di counseling dopo l'esprienza universitaria e dò a facile e piacevole il loro significato "letterale": trovo molto facile e piacevole, nel senso di interessante e non troppo impegnativo, seguire corsi due sabati al mese, rispetto all'impegno richiestomi dall'università. Questa valutazione non dipende certo dall'aver frequentato "in generale" un corso di laurea, ma dal fatto che IO ho frequentato l'Università, dall'impegno con cui io ho vissuto e vivo quell'esperienza e da come io faccio esperienza della scuola di counseling. Non posso che collocare il discorso nel registro della soggettività. E' impossibile generalizzare in assoluto, mi limito alle scuole che conosco, ai counselors che conosco, agli studi che ho fatto.
    La laurea in psicologia non è garanzia di nulla. Basti pensare che nel corso di counseling, oltre a me ci sono due psicologi (già iscritti all'albo, a differenza di me) e sono ogni volta assolutamente stupito dalla scarsa preparazione, oserei dire dall'ignoranza che mostrano rispetto a quella che è stata la loro formazione, tanto che non mostrano un livello di molto superiore rispetto alle conoscenze di chi non proviene da un percoso di studi psicologici o addirittura da nessun percorso.
    Personalmente trovo la scuola facile nel senso che le conoscenze teoriche proposte sono per me tutte già note mentre quelle "pratiche" sono esercizi che ripropongono ciò che ho studiato e cercato di fare mio negli anni di studio e che cercherò di mettere in pratica nel tirocinio supervisionato da chi lo psicologo lo fa da tempo. Trovo la scuola piacevole perchè poco impegnativa, tutto sommato leggera rispetto agli studi universitari. Sufficientemente breve e perfettamente compatibile con qualsiasi lavoro a tempo pieno. Molte persone che la frequentano con me infatti - così almeno mi dicono -avrebbero preferito iscriversi a psicologia, ma ci sarebbero voluti troppi anni, troppo tempo, troppi esami, troppo impegno senza per giunta avere nessuna certezza rispetto alla professione.
    Chiaramente per chi fra i miei compagni di corso fa l'impiegato, lavora in banca o fa la casalinga, l'approccio alla scuola è diverso dal mio. La trovano più impegnativa, più difficile e anche più appassionante. Dipende sempre da chi la frequenta, dalle proprie conoscenze di base e dalle aspettative.
    Come è evidente, tutto è sempre e comunque soggettivo, per fortuna!

    Ma questa non è una novità. La cosa veramente interessante è una riflessione che mi sorge spontanea leggendo l'intervento di Fujiyama molto stimolante.
    Lui ha deciso di laureasi in psicologia eslcusivemante per poter accedere alla scuola di psicoterapia e quindi diventare psicoterapeuta. E fin qui tutto torna. Afferma poi che un counselor consapevole sa quando inviare il cliente ad uno psicoterapeuta. E anche fin qui tutto è chiaro. Non viene citato lo psicologo che dopo tutto non potrebbe fare altro che counseling psicologico. Magari senza scuola di counseling e quindi senza le capacità pretiche di un counselor ( attenzione, io non affermo affatto che le scuole di counseling non sono di valore). Mi sorge la solita domanda: se ci sono uno psicoterapeuta e un counselor a che serve uno psicologo quando si tratta di interventi di sostegno e counseling psicologico? ( in precedenza avevo posto la domanda diversamente, ossia perchè debba esserci la figura del counselor se ci sono già psicologo e psicoterapeuta. Il discorso di fuji ribalta il punto di partenza e può essere interessante questa sostituzione)
    Quindi ne consegue che chi volesse semplicemente svolgere una professione di aiuto che comprenda il sostegno, la valorizzazione delle potenzialità dell'altro, una relazione che consenta di attraversare momenti di crisi ( dalla coppia al lavoro, a tutti gli infiniti ambiti in cui l'individuo o il gruppo hanno bisogno di un sostegno per trovare le proprie soluzioni, sviluppare benessere, gestire conflitti, etc. etc. senza che ciò implichi la cura di una patologia psicologica di competenza dello psicoterapeuta - e questo cos'è se non counseling psicologico?-) dovrebbe seguire una scuola di counseling e quindi poter svolgere quello che è poi niente di più e niente di meno del counseling psicologico che molti psicologi o aspiranti tali aspirano a fare. Perchè infatti dovrebbero seguire minimo minimo 6 anni di studio ( col tirocinio per l'esame di Stato) ,sostenere infiniti esami, impegnare tempo e fatica, se, come appare da questo intervento, una scuola di counseling triennale propone una preparazione teorica all'altezza della situazione oltre ad una formazione pratica, esperienziale che rappresenta un valore aggiunto rispetto all'università?
    In sostanza, salvo un interesse personale per la teoria, salvo il desiderio di diventare psicoterapeuta, salvo l'aspirazione a quegli ambiti in cui è richiesto il "titolo" di psicologo (certamente numerosi), chi volesse svolgere l'attività di counseling psicologico privatamente, nelle organizzazioni, nelle scuole o nella sanità, dovrebbe seguire una scuola di counseling e non necessariamente un corso di laurea in psicologia.
    Io mi sono interessato al counseling anni fa, ma ho creduto utile prima iscrivermi a un corso di laurea in psicologia, nonostante lavorassi, non avessi più 18 anni e non fossi molto ricco perchè pensavo nella mia ingenuità che soltanto uno psicologo potesse essere adeguato a quella professione. Dare decine e decine di esami mi è costato molta fatica e non ho ancora finito anche se ho imparato molto e non solo a livello teorico. Se avessi optato subito per una scuola di counseling, oggi lo sarei già. La scuola mi sarebbe sembrata meno facile e leggera, visto che non avrei avuto alle spalle le conoscenze che ho ora, ma in 3 anni, con più motivazione, tanta pratica e al massimo 3-4 esami protrei già svolgere counseling psicologico ( togliendo opportunamente l'aggettivo psicologico dal biglietto da visita) da un pò.

    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi..
    Questo è il mio punto di vista parziale. Sono molto interessato al vostro.
    Grazie per il contributo!
    Concordo con lei sul fatto dell'impegno e dello spirito di sacrificio nell'affrontare l'Università o un master...senza dubbio sono da ammirare. Lo riconosco dal momento che ci sono passato e so cosa significa. Certamente dare tutta quella marea di esami che l'Università contempla richiede grande partecipazione in termini di fatica e impegno. Credo che l'accento vada posto in particolare sul sistema universitario, dal momento che molti psicologi (anche lei se non sbaglio), una volta conseguita la laurea e passato l'esame di stato si iscrivono a una scuola di counseling. Come mai accade questo? Dubito e non voglio credere che ciò accada solo perchè c'è la paura che il counselor lavori e lui (lo psicologo) no! Anche se faccio fatica a crederlo dal momento che adesso, più che mai, stanno spuntando scuole di Counseling Psicologico!! Voglio credere invece che sia per un'esigenza personale e professionale, per una presa consapevolezza che non si hanno quegli strumenti che sono essenziali per poter svolgere la propria professione, e che gli studi sui testi non sono sentiti come sufficienti. E questo sicuramente è da ammirare.
    Dunque come mai accade che psicologi vogliano diventare anche counselor? Forse perchè in generale il sistema universitario ci permette soltanto di "vomitare" un programma d'esame? Ingurgitare tante informazioni dell'esame del momento, vomitarle, sentirsi di nuovo liberi e alla fine avere un titolo di studio poco o per nulla spendibile sul mercato? Certamente non voglio fare generalizzazioni, nel senso che può capitare che durante questo percorso si illumi la famosa lampadina e si dica: "Ecco un concetto importante"! Ok...ma intanto il peso delle nozioni che si sono ingurgitate si sente...e soprattutto a che pro? Finiscono col diventare nozioni vuote e senza peso, non spendibili. Ecco allora che ci si lavora sopra, come? O con una scuola di counseling o con quella di psicoterapia (certamente più impegnativa...sopratutto economicamente!).
    Ora io e lei (e forse come noi anche tanti altri) stiamo seguendo due percorsi che partono da due punti differenti ma che credo ci porteranno alla stesso obiettivo o punto d'arrivo...forse la professione di psicoterapeuta e senz'altro quella di poter fare counseling psicologico. Credo siano percorsi paralleli...forse nati da esigenze e bisogni che il sistema universitario da solo non è riuscito a soddisfare e/o da richieste che la nostra società, gli ordini e guerriglie di alcuni psicologi stanno rivendicando. Personalmente dò valore, e anche molto, alla serietà e alla preparazione e, se venissi a conoscenza di persone che si spacciano e vendono ciò per cui io mi sono sacrificato e ho studiato, sarei il primo a farvi fronte. Però non capisco e non accetto chi indiscriminatamente si scaglia contro tutte le figure di counselor, di professionisti seri che lavorano con rigore e coscienza e che continuamente vanno avanti nella formazione e nella crescita per migliorare sempre più. Non mi vanno giù tutti quelli che creano stupido allarmismo e puntano il dito o, ancora, si ergono a giudici dell'operato altrui solo perchè hanno un titolo e si fanno scudo di questo (non è un’affermazione nei suoi riguardi).
    In merito al fatto a cosa serva la figura dello psicologo (e anche quella del counselor) chiediamolo all'università, alle scuola di counseling, a quelle di psicoterapia. Chiediamo perchè sono sorte le scuole di counseling psicologico (con l'aggiunta di psicologico appunto…forse anche queste un modo, come diceva qualcuno, che nasconde obiettivi economici?!!). Mi piacerebbe tanto sentire anche il loro punto di vista.
    Voglio finire dicendo che le dispute, le "guerre" e le accuse varie tra diverse professioni sono solo un ostascolo a impedirci di crescere, ad utilizzare il nostro potenziale che va accresciuto, non solo per noi (come professionisti) ma soprattutto per le persone che hanno bisogno e a noi si rivolgono e si rivolgeranno. Cominciamo ad aprire gli occhi... appunto!!
    暗闇のダンスの中に淡いブルーの灯籠の上藤山新月
    Luna nuova sopra il Fujiyama, pallide lanterne blu danzano nel buio (U.Bindi)




  11. #746
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da cecimarghe Visualizza messaggio
    ora nuovo argomento : le famose associazioni di volontariato a favore della salute mentale (e della salute in generale) , i cui volontari dopo un corso di formazione se va bene di un anno (1 volta a settimana) organizzano gruppi di auto aiuto, linea telefoniche di ascolto etc.etc.. chi le controlla ? chi è sicuro che le attività che svolgono non siano di competenza degli psicologi?
    Se per volontario intendi un ex utente o un utente che cmq ha un certo stato di benessere tale da poter guidare un gruppo di autoaiuto allora credo che il problema non si ponga.

    Fa parte delle logiche di empowerment dell'utente e della autodeterminazione far parte di alcuni progetti che prevedono la sua partecipazione in prima persona al suo progetto di cura e di cambiamento.

    L'autoaiuto è un intervento che rientra in questa logica e credo che sia molto utile per chi è sempre stato utente sentirsi anche "utile" e valorizzare le priprie esperienze negative traendone spunti utili per aiutare altri che vivono le sue stesse problematiche, dopo aver fatto un corso che gli dia le competenze per usare le loro esperienze nei gruppi.

    Se invece questi volontari che conducono i gruppi non sono mai stati utenti dei servizi psichiatrici ma sono semplici volontari, beh ecco, io personalmente allora sono scettica.

    Spesso dietro al volontario e al suo desiderio di fare del bene, si nasconde un bisogno di sentirsi utile risolvendo i problemi altrui che talvolta li fa "esagerare" e sconfinare in ambiti che sono di competenza dell'operatore professionista.

  12. #747
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Ciao a tutti,

    in merito al counseling, ho saputo che nella mia città un'infermiera che ha fatto un corso biennale di counseling lavora con gruppi di incontro per persone che soffrono di depressione o che ne hanno sofferto e ha scritto anche un libro su che cosa sono ansia e depressione.
    Lei inquadra il tutto sull'ascolto e sulla condivisione...ma mi chiedo alla luce delle ultime leggi e dichiarazioni dell'ordine su che cosa può e cosa non può fare il conselor non psicologo ci siano gli estremi per una segnalazione all'ordine. Qui non si tratta solo di ascolto, qui si tratta di persone che soffrono di una determinata patologia e che partecipano a gruppi coordinati da una figura che non è psicologo...che ne pensate??
    valentina

  13. #748
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da valevalens Visualizza messaggio
    Ciao a tutti,

    in merito al counseling, ho saputo che nella mia città un'infermiera che ha fatto un corso biennale di counseling lavora con gruppi di incontro per persone che soffrono di depressione o che ne hanno sofferto e ha scritto anche un libro su che cosa sono ansia e depressione.
    Lei inquadra il tutto sull'ascolto e sulla condivisione...ma mi chiedo alla luce delle ultime leggi e dichiarazioni dell'ordine su che cosa può e cosa non può fare il conselor non psicologo ci siano gli estremi per una segnalazione all'ordine. Qui non si tratta solo di ascolto, qui si tratta di persone che soffrono di una determinata patologia e che partecipano a gruppi coordinati da una figura che non è psicologo...che ne pensate??
    valentina
    stando a quanto riporti, potrebbero esserci gli estremi per abuso della professione al tuo ordine regionale di competenza

    stando a quanto riporti, e rifacendosi alla recente sentenza (Sentenza contro l'abuso della professione di Psicologo) potrebbe configurarsi un utilizzo di strumenti psy per finalità connesse al lavoro su stati psichici, affettivi ed emotivi secondo quanto previsto dalle teorie psicologiche riconosciute

    stando a quanto riporti... di fatto, dipende poi dalla reale volontà politica del singolo ordine di fare fatti e non chiacchiere

  14. #749
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da nico Visualizza messaggio
    stando a quanto riporti, potrebbero esserci gli estremi per abuso della professione al tuo ordine regionale di competenza

    stando a quanto riporti, e rifacendosi alla recente sentenza (Sentenza contro l'abuso della professione di Psicologo) potrebbe configurarsi un utilizzo di strumenti psy per finalità connesse al lavoro su stati psichici, affettivi ed emotivi secondo quanto previsto dalle teorie psicologiche riconosciute

    stando a quanto riporti... di fatto, dipende poi dalla reale volontà politica del singolo ordine di fare fatti e non chiacchiere

    a mio parere gli estremi ci sono, a questo punto oltre che lamentarsi bisogna rimboccarsi le maniche: bisogna attivare l'ordine. Questo non significa mandare una lettera e aspettare mesi per poi lamentarsi che l'ordine non fa niente. Se l'ordine non risponde si telefona, si riscrive, si cercano colleghi che possono scrivere altre lettere..... a volte veramente lottiamo contro i muri di gomma, ma dato che ormai lo sappiamo dobbiamo anche noi utilizzare altre strategie. dobbiamo imparare a rompere le p.........non soltanto sul forum, non soltanto una volta.Il mondo è difficile, chi ci tutela a volte ha le orecchie foderate di prosciutto..... e noi cosa facciamo?quando va bene mandiamo una lettera.

    Io consiglio di approfondire la ricerca, "chi ha scritto cosa"..., produrre più documenti possibili, la tua voce avrà sicuramente più peso, e sarà più difficile non ascoltarla.
    Ultima modifica di Peterpan1977 : 07-12-2009 alle ore 23.09.22

  15. #750
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Peterpan1977 Visualizza messaggio
    Io consiglio di approfondire la ricerca, "chi ha scritto cosa"..., produrre più documenti possibili, la tua voce avrà sicuramente più peso, e sarà più difficile non ascoltarla.
    ottimo

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