
Originalmente inviato da
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ho letto tutto il thread, ma ancora non mi è chiaro che tipo di riflessione vuoi stimolare darlinda...per cui questo mio post potrebbe anche non essere in linea con le tue domande...
io credo che la professione di psicologo sia una delle più pervase dal senso di responsabilità morale, che si incrocia perfettamente con il senso di responsabilità professionale...
tu dici che, al contrario di quanto succede con altre professioni, se lo psicologo non fa bene il suo lavoro, non succede nulla...come ti ha già fatto notare willy questo non è vero...si può sbagliare la diagnosi, di conseguenza si può indicare un percorso terapeutico non idoneo, con il risultato che l'utente possa non migliorare o addirittura peggiorare...penso ancora ai consulenti dei tribunali, che possono sbagliare la perizia e magari ritenere una coppia genitoriale idonea all'affidamento di un figlio, quando invece magari lo maltrattano...
e in tutti questi casi, come anche in altri, lo psicologo, non solo può portare il peso morale, umano (il bambino maltrattato) dei suoi errori, ma è anche soggetto ad una serie di sanzioni deontologiche, civili, penali...riprendendo l'esempio del perito potrebbe succedere che il bambino subisca una violenza dai genitori e coloro che avevano intentato causa contro questi ultimi per togliere loro il bambino (mettiamo, i nonni del bambino) possono fare causa allo psicologo per aver prodotto una perizia sbagliata...ci sono e come conseguenze, anche gravi, se uno psicologo commette un errore nel suo lavoro...che ricadono sia sugli utenti che sullo psicologo...
come è già stato detto, il senso di responsabilità e l'impegno morale dovrebbero essere insiti in ogni persona, a prescindere dal lavoro che si fa...il camionista che corre in autostrada, il muratore che costruisce palazzi con la sabbia, l'insegnante che produce ignoranza, il medico che sbaglia la cura, lo psicologo che non coglie i giusti elementi per sostenere o indirizzare adeguatamente un utente che ha bisogno di aiuto...