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Discussione: Stalking

  1. #16
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Stalking

    io oserei provare ad ipotizzare-ma siccome lo penso io voi potete tranquillamente essere in disaccordo-che una persona con difficoltà relazionali, proprio a causa delle stesse che non gli consentono di "sintonizzarsi" sulla giusta lunghezza d'onda dell'altro e calibrare nel modo migliore-inteso come socialmente accettato e opportuno relativamente al momento e all'occasione-le proprie azioni, o affermazioni.
    In altri termini, al di là della causa, una persona con difficoltà relazionali è in qualche modo sopra le righe nel rapportarsi agli altri perchè il suo modo di entrare in relazione con qualcuno non rispetta o non si confà alle norme e alle convenienze sociali.
    Premesso questo, possiamo ipotizzare che qualcuna di queste azioni di corteggiamento può risultare poco gradita a chi la riceve, nel senso di fastidiosa, inopportuna o eccessiva. Involontariamente, perchè la persona che lo fa magari non avverte la possibilità di arrecare disagio ad altri.
    Quindi, il corteggiamento di questa persona potrebbe risultare come una sorta di stalking involontario.
    A mio parere a questo punto la dicitura di stalking è inesatta, perchè non vi è l'intenzionalità a nuocere e a danneggiare l'oggetto di tali attenzioni.
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  2. #17
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    Riferimento: Stalking

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Mi ha colpito questa tu affermazione. è strano pernsare ad un corteggiatore incapace che diventa ai tuoi occhi uno stalking involontario. Ecco la mia curiosa domanda che ti ha scaldato.
    Non attribuisco un bel nulla. Leggo ciò che scrivi.

    ciaz.
    allora forse non hai letto con la dovuta attenzione, perchè mi sembra evidente la differenza tra dire
    "uno stalker può avere problemi relazionali" e
    "le persone con problemi relazionali sono stalker"
    Citazione Originalmente inviato da Morgana-z Visualizza messaggio
    io oserei provare ad ipotizzare-ma siccome lo penso io voi potete tranquillamente essere in disaccordo-che una persona con difficoltà relazionali, proprio a causa delle stesse che non gli consentono di "sintonizzarsi" sulla giusta lunghezza d'onda dell'altro e calibrare nel modo migliore-inteso come socialmente accettato e opportuno relativamente al momento e all'occasione-le proprie azioni, o affermazioni.
    In altri termini, al di là della causa, una persona con difficoltà relazionali è in qualche modo sopra le righe nel rapportarsi agli altri perchè il suo modo di entrare in relazione con qualcuno non rispetta o non si confà alle norme e alle convenienze sociali.
    Premesso questo, possiamo ipotizzare che qualcuna di queste azioni di corteggiamento può risultare poco gradita a chi la riceve, nel senso di fastidiosa, inopportuna o eccessiva. Involontariamente, perchè la persona che lo fa magari non avverte la possibilità di arrecare disagio ad altri.
    Quindi, il corteggiamento di questa persona potrebbe risultare come una sorta di stalking involontario.
    è esattamente quello che intendevo dire. Grazie.
    Citazione Originalmente inviato da Morgana-z Visualizza messaggio
    A mio parere a questo punto la dicitura di stalking è inesatta, perchè non vi è l'intenzionalità a nuocere e a danneggiare l'oggetto di tali attenzioni.
    su questo non sono esattamente concorde, o meglio bisognerebbe trovare un punto comune alle varie descrizioni di stalking. Secondo me l'involontarietà non esclude il reato, sicuramente è più comprensibile, sicuramente è meno pericoloso, però non sono convinta che l'intento distruttivo sia la componente essenziale dello stalking. Del resto, anche lo stalker gravemente disturbato potrebbe non avere tale intenzione, ed essere sinceramente convinto che la vittima sarebbe più felice con lui e chiedersi come mai quello che è evidente per lui non è evidente per la ragazza.

  3. #18
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: Stalking

    Citazione Originalmente inviato da chiocciolina4 Visualizza messaggio

    Poi c'è quello del corteggiatore con disturbi mentali, che può assumere più o meno le stesse forme.

    Poi il corteggiatore incapace, cioè una persona che fa stalking "involontariamente" diciamo così, cioè non con intenti persecutori ma perchè ha grosse difficoltà relazionali, e ciò non toglie che di stalking si tratti e che sia sicuramente dannoso per la vittima.
    Le hai scritte te o no?
    Il corteggiatore che fa involontariamente stalking (davvero?????) ma non con intenti persecutori ma "diciamo" perchè ha grosse difficoltà relazionali...

    spero che tu non abbia mai pazienti con difficoltà relazionali, potresti scambiarli per stalker.....

    chiuso il chiarimento. (sono uno stalker!)
    ciaz.

  4. #19
    Postatore OGM L'avatar di chiocciolina4
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    Riferimento: Stalking

    non mi sembra un gran chiarimento, continui a travisare, te lo ha spiegato anche Morgana cosa volevo dire, ripeto che dire che gli stalker possono avere problematiche relazionali è ben altro dal dire che tutte le persone con problemi relazionali sono stalker, sono semplici sillogismi, ma forse aristotele non ti piace. La maggior parte delle persone con problemi relazionali non diventa invadente nei confronti di una persona, quindi non potrei scambiare uno con difficoltà relazionali per uno stalker. In ogni caso, il fatto che non necessariamente lo stalker abbia patologie mentali gravi non è una cosa che ho inventato io, ma l'hanno detto vari autori che si occupano dell'argomento. Detto questo direi di chiudere, perchè francamente non mi sembra che tu voglia apportare contributi alla discussione, ma solo fare polemica.

  5. #20
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    Riferimento: Stalking

    Citazione Originalmente inviato da chiocciolina4 Visualizza messaggio
    non mi sembra un gran chiarimento, continui a travisare, te lo ha spiegato anche Morgana cosa volevo dire, ripeto che dire che gli stalker possono avere problematiche relazionali è ben altro dal dire che tutte le persone con problemi relazionali sono stalker, sono semplici sillogismi, ma forse aristotele non ti piace. La maggior parte delle persone con problemi relazionali non diventa invadente nei confronti di una persona, quindi non potrei scambiare uno con difficoltà relazionali per uno stalker. In ogni caso, il fatto che non necessariamente lo stalker abbia patologie mentali gravi non è una cosa che ho inventato io, ma l'hanno detto vari autori che si occupano dell'argomento. Detto questo direi di chiudere, perchè francamente non mi sembra che tu voglia apportare contributi alla discussione, ma solo fare polemica.
    Prendo atto della correzione che Morgana ha fatto per te, del fatto che la dicitura di stalker non sia proprio adatta nel caso specifico di chi abbia difficoltà relazionali (che poi mischiare tale grosso contenitore con il comportamento di corteggiamento è davvero incauto, per essere poco polemici...).
    Peccato, avrei preferito che fossi te stessa ad autocorreggere il tiro.

    ciaz.

  6. #21
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Stalking

    Io ho letto quest'articolo

    Lo Stalking: conoscerlo e difendersi
    credo che il punto su cui stiamo dibattendo è questo:

    Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente” , che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare

    Nel momento in cui ho proposto una spiegazione ho precisato che era la mia personale-e quindi opinabile-opinione.
    Possiamo continuare il confronto? perchè a me stava piacendo parecchio, e mi sta venendo proprio una gran voglia di saperne sempre di più.
    E per me sarebbe davvero interessante poterci confrontare su tutte le sfumature del fenomeno.
    Magari possiamo darci nuovi criteri, o una serie di situazioni da osservare volta per volta.
    Credo che questo topic sia realmente rilevante non solo perchè "di moda" ma anche perchè realmente forte.
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  7. #22
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Stalking

    Allora, la continuiamo questa discussione???
    Ultima modifica di Morgana-z : 13-12-2009 alle ore 09.04.56 Motivo: doppio messaggio
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  8. #23
    benedetta14
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    Riferimento: Stalking

    Lo stalking è un comportamento persecutorio molto spesso sottovalutato, così come la violenza psicologica in generale (nelle sue cinque forme statisticamente raggruppate: isolamento, controllo, violenza economica, svalorizzazione ed intimidazione) che si verifica anche all'interno della coppia e che spesso accompagna o precede violenza fisica. Molto spesso si riscontrano casi di stalking quando la donna cerca di allontanarsi da una relazione violenta.
    Naturalmente questo è solo un aspetto.
    Se vi interessa una “fotografia” del fenomeno da un punto di vista statistico, nel 2006 è stato considerato all'interno di uno studio commissionato dal Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità all'Istat riguardante la violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia. Riporto alcuni dati:

    2 milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), che le hanno
    particolarmente spaventate, dai partner al momento della separazione o dopo che si erano lasciate, il
    18,8% del totale. Tra le donne che hanno subito stalking, in particolare il 68,5% dei partner ha cercato
    insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente
    appuntamenti per incontrarla, il 57% l’ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha
    inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l’ha seguita o spiata e
    l’11% ha adottato altre strategie. Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un
    partner precedente ha subito anche lo stalking, 937 mila donne. 1 milione 139 mila donne hanno
    subito, invece, solo lo stalking, ma non violenze fisiche o sessuali.


    Saluti.
    Ultima modifica di benedetta14 : 13-12-2009 alle ore 12.28.57

  9. #24
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Stalking

    Citazione Originalmente inviato da darlinda Visualizza messaggio
    Io ho un suggerimento per dissuadere un persecutore telefonico me lo hanno suggerito una volta le mie voci ed ha funzionato con un maniaco che telefonava di continuo,è bastato farlo per due sole volte di seguito e cioè ho detto una filastrocca senza senso che ricordava un po' una maledizione,tipo magia nera.Nella voce del maniaco ho sentito il terrore puro,alla seconda filastrocca non si è fatto più sentire.
    .....mi sto piegando dalle risate, ma ammetto che hai inventato un metodo infallibile!!!


    Vorrei iniziare una discussione generale sullo stalking, ho letto che ci sono vari tipi di stalker e che chi lavora in una professione d'aiuto come la nostra è più facilmente vittima di stalking.
    Inoltre vorrei chiedere un punto specifico: Come rispondere a messaggi di uno stalker? So che in genere si dice di dare un secco no subito, ma se non si era capita la gravità della cosa? Meglio non rispondere proprio o questo può peggiorare la situazione?
    secondo te chi fa una professione d'aiuto è più facilmente vittima di stalking perché conosce persone (clienti) potenzialmente stalker nel corso del lavoro, o perché viene preso di mira da parte di estraneiin quanto operatore di una professiona dii auto?
    Per quanto riguarda il primo caso, credo sia molto utile mantenere in modo fermo il setting e evitare di colludere con le fantasie, anche sottili, delle persone che ci si rivolgono per lavoro.

    Poi, ovviamente, non si è obbligati ad accettare tutti i clienti che si presentano. Se all'inizio del rapporto professionale ti accorgi che con quel cliente non ti trovi bene, nessuno ti vieta di non accettare l'incarico, ricordo che lo disse una prof. a lezione.
    Ultima modifica di Johnny : 13-12-2009 alle ore 16.53.53

  10. #25
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Stalking

    Grazie, Benedetta, per i dati statistici.
    E' doloroso, come donna, considerare che queste cifre sono altre donne come me che hanno vissuto un'esperienza talmente allucinante che a volte sembra proprio folle.
    Penso che sia estremamente importante creare una cultura che ci aiuti a riconoscere lo stalking e fornire alle donne-ma anche agli uomini in realtà-vittime di stalking un sostegno per non sentirsi soli e per capire quando una situazione degenera.

    Un libro scritto da una donna che ha vissuto queste violenze è "rivoglio la mia vita" di Veronica de Laurentiis, che racconta le violenze subite da compagni tanto violenti quanto inetti.
    In realtà, non avendo letto il libro, non posso parlarne molto.
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
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  11. #26
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    Riferimento: Stalking

    Citazione Originalmente inviato da Morgana-z Visualizza messaggio
    Io ho letto quest'articolo

    Lo Stalking: conoscerlo e difendersi
    credo che il punto su cui stiamo dibattendo è questo:

    Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente” , che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare
    Infatti è a questo che mi riferivo. Se non sbaglio ho linkato in un post precedente proprio quell'articolo o uno simile. Il punto su cui io so poco e perciò avevo lanciato lo spunto è se l'intenzionalità di distruggere la vittima è tratto distintivo dello stalking. Secondo me no, perchè anche i soggetti più pericolosi credo siano convinti (in modo distorto) che per la vittima sarebbe un bene stare con loro.
    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    secondo te chi fa una professione d'aiuto è più facilmente vittima di stalking perché conosce persone (clienti) potenzialmente stalker nel corso del lavoro, o perché viene preso di mira da parte di estraneiin quanto operatore di una professiona dii auto?
    io ho letto che statisticamente chi fa una professione d'aiuto è più a rischio. Sul perchè, credo che possano essere valide entrambe le tue ipotesi, nel primo caso non necessariamente perchè il cliente può essere già uno stalker, ma perchè il tipo di relazione può agevolare l'instaurarsi di una dipendenza, che in alcuni pazienti potrebbe assumere una forma distorta. D'altra parte forse, e dico forse, chi lavora nelle professioni d'aiuto può risultare particolarmente accogliente anche al di fuori del lavoro, e "attirare" più facilmente persone che si rivelano poi stalker.

    Una domanda che mi ponevo e che è legata anche a questo discorso è: lo stalker è sempre stalker? Ad esempio, un uomo che fa stalking, poi abbandona quella vittima, farà stalking anche con un'atra donna? con tutte le donne da cui è attratto o con cui ha una relazione? Oppure le caratteristiche di quella specifica donna possono essere determinanti, e quindi uno può essere stalker con quella donna ma non con altre? Non so se è chiaro il quesito...

  12. #27
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    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    spero che tu non abbia mai pazienti con difficoltà relazionali, potresti scambiarli per stalker.....
    Ciao, è un peccato che questa discussione si sia spenta, credo che sia interessante; parto da una citazione di meuromancer. Per quanto ne sappia, personalmente, pare che lo stalking abbia molto a che fare con delle modalità relazionali che portano in sé qualcosa di patologico; e quì mi spiace per neuromancer, ma dovremmo stare più attenti a criticare gli altrui punti di vista se non abbiamo certezza di quello che stiamo affermando. Quel che so è che non c'è, in italiano, un corrispettivo preciso per questa parola, che sia applicabile al campo psicopatologico, tuttavia, per evitare fraintendimenti dovuti alla sovrapposizione di termini come ossessione e persecuzione alcuni autori hanno osato la definizione di "molestie assillanti"; questi autori sembrano affermare che "la sindrome del molestatore assillante" è una patologia della comunicazione e della relazione costituita una serie più o meno ampia di criteri, che vi allego:

    a) un attore (molestatore, stalker) che individua una persona nei cui confronti sviluppa una polarizzazione ideo-affettiva;
    b) una serie di comportamenti aventi i caratteri della sorveglianza, della comunicazione e della ricerca, a cui corrispondono diverse tipologie di risposte della vittima che costituiscono, insieme agli agiti del molestatore, la dinamica relazionale e comunicativa della coppia;
    c) la percezione soggettiva dei comportamenti come spiacevoli,
    intrusivi, inquietanti e pericolosi per la propria incolumità;
    d) condotte associate, cioè minacce esplicite e atti di violenza a cose (danni alla proprietà) o persone (la vittima o persone ad essa vicine), sintomo di sviluppo e di intensificazione della campagna di molestie. Un sostanziale consenso individua, quindi, nello stalking un insieme di comportamenti di sorveglianza e di controllo, ripetuti ed intrusivi, volti a ricercare un contatto con la vittima che ne risulta infastidita, preoccupata e spaventata. La componente soggettiva di inquietudine e timore costituisce un elemento necessario per definire la sindrome.

    Lo stalking appare come un disturbo del corteggiamento: un modo di reagire, basato soprattutto sulla collera, sull’invidia o sulla gelosia, conseguente alla fine di un rapporto o ad un rifiuto. Recentemente, lo stesso gruppo di ricercatori ha adottato il termine di “inseguitori ossessivi” (obsessional followers) sia perché i comportamenti consistenti nel seguire, pedinare e aggirarsi attorno alla vittima sono tra i più comuni sia per mettere in risalto la componente cognitiva e motivazionale dello stalking, cioè le ossessioni. [Galeazzi G.M., Curci P., 2001- Sindrome del molestatore assillante; rassegna tratta dal Giornale italiano di Psicopatologia [online], 7, 4]


    Da quel che ho percepito, anche da un punto di vista giuridico, pare che comunque sia indispensabile una certa intenzionalità. Ho anche assistito, indirettamente, a qualche processo (parlato con chi se ne occupa): l'intenzionalità è una componente fondamentale. Sono stati precisati alcuni elementi che hanno a che fare con la ripetitività, con le minacce e l’intenzione malevola. Poi chiaramente, paese che vai, usanze che trovi; questo pare valere per quello nostro. Anche se pare che vi siano delle differenze normative tra paesi, legate al privilegiare ora il profilo vittimologico, ora le modalità dello stalker, e pare che comunque gli americani abbiano un primato sulla definizione del problema, nel senso che lo hanno identificato per primi (tuttavia mi pare di ricordare che per loro ricadeva in un campo più prettamente criminologico; se trovo qualche citazione ve la riporto).

    Spero di avervi chiarito, in parte, le idee.

    Un saluto.
    Ultima modifica di missfreedom : 16-01-2010 alle ore 13.46.09
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  13. #28
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    hai ragione per quanto riguarda l'intenzionalità, missfreedom. Perchè credo che l'intenzionalità che soggiace ai comportamenti di sorveglianza e che nuocciono alle vittime sia il punto focale per discriminare uno stalker da una persona con difficoltà relazionali che non sa calibrare l'intensità delle emozioni e delle azioni di corteggiamento.
    Credo che nelle prossime settimane mi interesserò di quest'argomento....
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
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  14. #29
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    Citazione Originalmente inviato da Morgana-z Visualizza messaggio
    hai ragione per quanto riguarda l'intenzionalità, missfreedom. Perchè credo che l'intenzionalità che soggiace ai comportamenti di sorveglianza e che nuocciono alle vittime sia il punto focale per discriminare uno stalker da una persona con difficoltà relazionali che non sa calibrare l'intensità delle emozioni e delle azioni di corteggiamento.Credo che nelle prossime settimane mi interesserò di quest'argomento....
    Ciao Morgana, sono contenta che hai colto il ritorno. Personalmente mi sono interessata all'argomento perché l'ho riscontrato nel mio lavoro, che qualche volta ha a che fare con criminalità e illegalità, dove pare sia abbastanza diffusa una cultura della persecuzione (non parlo per statistiche ma per esperienza diretta, sicché pur limitata). Tuttavia, mi sono sempre domandata quale fosse la differenza tra una molestia intenzionale, ed una che invece non lo è - involontaria, come dicevate - pare che, almeno dal nostro punto di vista, esista una deviazione dalla normalità in entrambi i casi. Ma per la legge è importante soltanto la prima, a quanto pare; quello che segue è il frammento di una discussione che pare piuttosto attendibile, fa riferimento al decreto legge del 23 febbraio '09 (poi convertito), che ha introdotto nel codice penale il reato in questione [puoi dare uno sguardo quì, se hai tempo]:

    "L’elemento soggettivo richiesto è il dolo generico, avendo cura di precisare che – qualificandosi lo stalking quale reato d’evento – il soggetto dovrà anche rappresentarsi e volere uno degli eventi descritti dalla norma.

    Dubbi, invero, potrebbero sussistere in ordine alla possibilità di configurare gli atti persecutori in presenza di dolo eventuale, posto che, in tal caso, il soggetto, pur ammettendo che si rappresenti ed accetti la concreta possibilità di realizzare la condotta tipica, pare ostico si configuri altresì il rischio di verificazione di uno degli eventi descritti dalla norma incriminatrice; in altri termini, l’introduzione della locuzione “in modo da cagionare”, pare restringa l’operatività del momento soggettivo alla situazione corrispondente ad un’assoluta omogeneità tra il momento rappresentativo e quello volitivo in capo al soggetto.

    Non si vede poi motivo per negare la figura del tentativo, purché possa dimostrarsi che gli atti diretti in modo non equivoco a cagionare il delitto si siano verificati in numero tale da soddisfare il requisito della reiterazione richiesto per la configurazione dello stesso."

    Mi piacerebbe sciogliere, invece, la confusione - forse intrinseca - di questo termine. Confusione che percepisco nel dover considerare la condotta come "patologica" quasi a priori da un punto di vista relazionale e affettivo. Quello che è scritto sul giornale di psicopatologia pare inequivocabile, malgrado siano riflessioni datate rispetto ai tempi che corrono; però c'è sempre qualche cosa che non mi convince; ad esempio, quando lo stalking rispetta tutte le caratteristiche di questa modalità, ma non ne viene esplicitato un comportamento volontario da parte dello stalker, in che modo è possibile catalogarlo; e cioé che cosa diventa se manca il dolo?

    Per la legge, ma soprattutto per noi, da un punto di vista più psicologico.
    A questa domanda non saprei come rispondere; attendo tue nuove (o quelle di chi vuole partecipare).
    Siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo. R. Zero

  15. #30
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    Riferimento: Stalking

    Infatti è un nodo difficile da sciogliere, perchè spesso si ritrovano discordanze tra quello che dice la psicologia e ciò che prevede la legge. E questo mi porta a chiedermi, anche volendo restare sul piano della legge, se una donna si sente perseguitata ma non è riscontrabile il dolo in termini giuridici, cosa può fare?

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