Ma bentornato
Alej
in che senso puoi provare invidia per me, non nuoce? Sei enigmatico, secondo me. Capisco perfettamente la questione del leone erbivoro e condivido: se ci disturba una cosa che in verità è innocua c'è qualche cosa che non va; tuttavia, non ho capito cosa abbia a che fare con quello che stavo dicendo. Intendevo dire che il transfert è transfert e ci interessa, siamo d'accordo. Ma in quali termini può essere spogliato, completamente, dell'attualità, e dunque di ciò che non è inconscio; in quanto, della realtà della nostra persona - e dunque insite nel nostro agire - fanno pure parte cose arcaiche, rintracciabili ugualmente nei nostri atteggiamenti, credo, nel nostro vissuto quotidiano, o crediamo forse di fare in modo consapevole e volontario tutto quello che facciamo?
Anche quel che è concretamente percepibile, e dunque non inconscio,
dovrebbe essere un derivato della nostra storia. O no?
Non è un'affermazione ma una domanda.
Dunque, in quante chiavi può realmente essere interpretabile [il transfert]?
Secondo me milioni di milioni; altroché.
Ma vedremo, chiaramente è ancora presto per poterlo dire [ed è possibile pure che mi ricreda, resta una sensazione unita ad una certa curiosità].
