Io ho fatto una collaborazione di questo tipo con una dietologa sulla prevenzione dell'obesità infantile, lei curava l'aspetto alimentare io quello della motivazione e delle risorse attraverso attività psicoeducative e colloqui psicologici con la famiglia. E' stata un'esperienza molto bella anche perchè i risultati sono stati portati alla mega conferenza annuale medica "Milano pediatria" e ci hanno fatto anche molti complimenti per l'approccio.
Avevamo elaborato un metodo nostro integrando più cose insieme su cui tuttora c'è il copyright in attesa di farne una pubblicazione.
Il problema è stato di tipo economico: mi dava una percentuale minima sulla tariffa che faceva usualmente al cliente e alla fine in un'ora guadagnavo circa 8 euro. Ma non era tutta colpa della dietologa: che cosa avrebbe dovuto fare, aumentare il costo di una seduta per dare la metà a me? Ci avrebbe rimesso in prima persona, anche perchè chi si rivolge al dietologo lo fa perchè si aspetta una dieta non perchè si aspetta anche una consulenza psicologica.
Se vuoi intraprendere questa strada tieni conto di questo aspetto.
Idealmente è una cosa innovativa e sicuramente più efficace del fare la dieta soltanto, ma molte persone (compresi i medici) non sono disposte a condividere un punto di vista diverso perchè la buttano sul "mangia troppo, quindi va rieducato soltanto a mangiare diversamente" e non sul "mangia troppo perchè è insoddisfatto di sè e perchè probabilmente c'è qualcosa che non va".
Molte collaborazioni con i medici falliscono per questo motivo. Oltre a ragionare su un altro piano, collaborare significherebbe ridurre i guadagni o imporre un costo più alto per un servizio che spesso neanche i pazienti vorrebbero.








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