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  1. #31
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    ...e grazie melody

  2. #32
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    capirai x così poco...

    a me è piaciuto tanto studiare per la 3 prova...ti forma davvero da un punto di vista clinico (almeno a me che sono di clinico ) da un punto di vista più pratico ed approfondito...alla fine è stato interessante. e poi un minimo di 'buono' in questo schifo di esame bisogna trovarcelo. anche io come voi passai le feste a studiare perchè ebbi il caso intorno a inizio febbraio...però poi che soddisfazione
    sott con lo studio...dateci dentro...siete quasi arrivate...ingranate la quinta!!

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  3. #33
    Partecipante Esperto L'avatar di spaceintime
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    Citazione Originalmente inviato da Melody82 Visualizza messaggio


    quella a piacere - se mi sono arrivate informazioni giuste - chiedeva di stilare un caso in un ambito a scelta (sviluppo, clinico, lavoro, sperimentale) che comprendesse i soliti punti che solitamente escono per ciascuno dei 4 tipi di prova.

    Quali 4 punti ????

  4. #34
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    non ho scritto 4 punti, ma 4 prove
    i punti mi diceva , ripeto, che sono gli stessi che di solito chiedono per le 4 prove
    per le quali vi rimando a leggere le tracce degli scorsi anni come da link di cui sopra
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  5. #35
    Partecipante Affezionato L'avatar di ninettas9
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    Ragzze vedete se questa cosa può andare bene...è um modello di stesura dei casi clinici!!!

    linee guida per la stesura del caso clinico all'esame di Stato per l'abilitazione professionale
    Campagna di informazione psicologica professionale a cura del settore "professione" della Psicologia (INDICE.COM)

    La prova clinica (seconda prova di psicologia clinica nel vecchio ordinamento) dell'Esame di Stato per l'abilitazione alla professione di psicologo consta di un caso clinico circa il quale viene richiesto di elaborare un intervento diagnostico ed indicare possibilità di trattamento. È “consuetudine” delle varie commissioni ridurre a due sole pagine di foglio protocollo la stesura del caso. Questo comporta inevitabilmente una scelta rispetto a ciò che vogliamo dire. Occorre pertanto selezionare il materiale a disposizione ed organizzarlo in modo sintetico e puntuale, senza perdersi troppo “in chiacchiere”.
    Il primo passo consiste in una attenta lettura del testo del caso così come proposto dalla commissione. Chi conosce il modello dell'”analisi della domanda” dovrà utilizzarlo non tanto nella stesura del caso, ma nella lettura stessa del testo! Questo perché il candidato psicologo dovrà comprendere l'orientamento teorico prevalente di chi ha redatto il testo cioè di coloro che hanno stabilito i criteri di correzione. Per esempio, se nel testo sono presenti i genitori di un ragazzo con problemi “x”, forse la commissione si aspetta che il candidato orienti l'intervento sul versante sistemico, relazionale e/o familiare. Molta attenzione va posta quando emergono sintomi apparentemente eclatanti. Dobbiamo ricordare, e questo vale anche nella relazione clinica reale, che spesso tali sintomatologie non sono il disturbo in sé. Non lasciamoci quindi sedurre da tutto questo e allo stesso tempo evitiamo forme “paranoidi” del tipo “c'è sempre qualcosa sotto”. In questo caso il modo migliore di procedere è evitare di pensare a ciò che farebbero altri e limitarsi ad utilizzare le proprie conoscenza. Molte persone tendono a vedere ad un problema maggiormente evidente come il vero problema soltanto perché sarebbe così per se stessi, ma non è detto che lo sia per chi abbiamo di fronte. Ricordiamo sempre che anche se ci sono sintomatologie evidenti, nella lettura del testo, non possiamo fermarci solo ad esse.
    Quindi prima di avanzare qualsiasi ipotesi leggiamo tutto: la prima vola rapidamente e subito dopo, con un seconda lettura, più attentamente. Attenzione va posta ai dettagli. Non esiste nessuna parola scontata. Se sul testo appare una frase del tipo “una signora ben vestita si reca dallo psicologo”, quel “ben vestita”, dovrà essere sottolineato così come l'intera frase. Il
    motivo di tutto questo è semplice. Chi ha redatto il testo ci ha prestato attenzione, altrimenti non lo avrebbe scritto!
    Una volta letto con meticolosità e tenuto in memoria ogni dettaglio del testo, dobbiamo organizzarlo secondo uno schema piuttosto semplice che è il seguente:
    1) apertura: dichiarare il modello diagnostico utilizzato nella maggior parte dei casi si utilizza il DSM nelle versioni IV o IV-TR. Così inizieremo a dichiarare “per le finalità diagnostiche richieste ci riferimento prevalentemente al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione (DSM-IV)”.
    2) ipotesi diagnostiche e diagnosi differenziale Ciò che viene richiesto non è “indovinare” una diagnosi. Quello che conta è dimostrare di aver capito il processo diagnostico. È come pensare di risolvere una espressione aritmetica, di quelle con parentesi graffe, quadre e tonde tipiche nelle scuole medie inferiori. Se abbiamo capito il processo è probabile che il risultato sia 99 volte su 100 quello giusto (una volta su cento si può sbagliare!). Mentre se non conosciamo il processo possiamo solo “indovinare” (99 volte su 100 sarà sbagliato!).
    Il processo diagnostico differenziale rappresenta la parte sostanziale del nostro elaborato. Dall'analisi attenta del testo emergeranno più possibilità diagnostiche, spesso nessuna di tali possibilità esclude aprioristicamente le altre. Pertanto procederemo nel modo seguente:

    2.1) elencare le sintomatologie descritte
    2.2) creare una gerarchia tra i sintomi più evidenti per primi fino a quelli apparentemente meno rilevanti
    2.3) associamo ogni sintomo ad uno o più disturbi dei quali il sintomo rappresenti un criterio diagnostico
    esempio: "il paziente racconta di sentire spesso il posto dove si trova come estraneo".
    Nel nostro esempio questo sintomo può far pensare ad episodi di "derealizzazione" o più in generale ad un sintomo "dissociativo". Non sappiamo nulla di più, quindi ci rendiamo conto che si ha la necessità di altre informazioni. Ma di quali informazioni bisogno? Per saperlo occorre procedere con il processo diagnostico differenziale. Il sintomo dissociativo descritto può essere un tratto di più disturbi. Prenderemo in considerazione almeno due-tre ipotesi generali che secondo noi sono principali, descrivendo prima la categoria più ampia in cui i sintomi sono contenuti e successivamente andremo nello specifico dei singoli disturbi.
    a) disturbi dissociativi (amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo dissociativo dell'identità)

    b) disturbi d'ansia (disturbo da attacchi di panico, disturbo acuto da stress, disturbo post-traumatico da stress)
    c) disturbi di personalità (disturbo borderline di personalità)
    d) disturbi somatoformi (somatizzazione, ipocondria, conversione)
    Ora abbiamo una scaletta da seguire. Dobbiamo quindi fare lo stesso per ogni altro sintomo che emerge nella lettura del testo d'esame. Questa operazione non va scritta immediatamente quindi dovremmo tenerla in mente. Appena sono stati trovati sia la categoria generale di appartenenza di ogni sintomo descritto che la categoria specifica, andremo semplicemente a sommare stilando una classifica. Ci saranno quindi sintomi che convergeranno in uno stesso disturbo. Il disturbo in grado di giustificare la maggior parte dei sintomi diverrà l'ipotesi diagnostica principale (ma non quella certa, ricordiamolo sempre) a seguire nella classifica tutte le altre. Prendiamo quindi in considerazione le prime tre (comunque mai meno di due) ipotesi diagnostiche.
    3) altri dati e fonti di informazione Analizziamo tutti gli altri dati del testo che non rappresentano direttamente un sintomo ma che sono rilevanti per le finalità diagnostiche (es. relazioni del paziente, personaggi implicati e fonti di informazione, abbigliamento, lavoro, scuola, ecc.). Questi dati dovranno essere quanto più coerenti con i disturbi presi in considerazione. I dati ricavati dal testo daranno quindi conferma di uno o più possibilità diagnostiche. Tra le ipotesi avanzate quella che riesce a spiegare meglio i sintomi e che sia anche coerente con gli altri dati rilevanti sarà la nostra ipotesi principale definitiva (di nuovo non escluderemo le altre). Le altre diagnosi diverranno le possibili comorbilità (o comorbidità) che andranno sempre tenute in considerazione o diagnosi secondarie.
    4) eventuali test psicodiagnostici Rispetto all'ipotesi principale quindi dichiareremo quali altri dati sono necessari al fine di confermarla oppure quali test psicodiagnostici potremmo consigliare per risolvere eventuali dubbi diagnostici. Questo è essenzialmente il processo diagnostico differenziale, che ci permetterà di offrire una diagnosi principale, valutare eventuali comorbilità e indicare diagnosi secondarie. Ricordiamo che se viene richiesto nel testo d'esame una valutazione diagnostica, noi dobbiamo sempre fornire una risposta adeguata alla domanda posta. Quindi anche nel caso di un elemento sintomatico in un contesto familiare disfunzionale, se nella domanda è richiesta la diagnosi di questo elemento sarà necessario proporla. Mentre il trattamento può seguire le ipotesi che il problema sia di tipo relazionale familiare.
    5) il trattamento Ora passiamo all'indicazione del piano di trattamento. Tutto il resoconto sarà descritto con cautela rimanendo sempre possibilisti rispetto ad altre diagnosi. Utilizzeremo quindi, nella stesura del testo, un linguaggio ipotetico (“nel caso in cui fosse dimostrato... allora...”, “dai dati emersi sarebbe ipotizzabile...”, “sembrerebbe che...”). Una volta concluso il processo diagnostico differenziale e valutati i dati mancanti in grado di migliorare la nostra diagnosi si procede nel definire un breve consiglio di trattamento. Diremmo quindi "qualora fosse confermata attraverso ulteriori colloqui ed altri eventuali strumenti diagnostici l'ipotesi principale si potrebbe orientare il paziente verso un tipo di trattamento X..." tutto questo sarà seguito da una brevissima spiegazione degli obiettivi del trattamento indicato. E' consigliabile proporre anche un'alternativa di trattamento, ma molto brevemente visto che lo spazio disponibile sarà praticamente terminato.

    Aschettino, F., Baranello, M. (2004) Il caso clinico nell'esame di Stato per psicologi.
    Psicologia Rivista (www..org). Roma, 25 maggio 2004

  6. #36
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    Grazie Ninetta!

    Una domanda a chi è laureato in Psicologia del benessere (una a caso: Memole Memole, abbi pazienza!) in cosa consiste di preciso il nostro caso? Io ho un sacco di materiale sul clinico e sul gabbard ma da quanto scrivi mi sarà poco utile, giusto? Sempre che abbia passato la seconda prova

    Che stress ragazzi! MEMOLE MEMOLE e MELODY grazie per la pazienza, leggendo tra i vari post ho potuto constatare che ne avete taaaaanta!

    Buona domenica a tutti.

  7. #37
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    ma figurati non c'è di che

    io non sono di Sviluppo come Elisa, aspettando che arrivi lei ti consiglio di studiare, dal DSM, i disturbi dello sviluppo e basta e in più lei cita sempre un manuale, il CELI, che dovrebbe essere fondamentale x il vs. indirizzo.
    ad ogni modo ricordati smepre che puoi scegliere tu che prova fare (anche se fosse a piacere)

    leggiti qualche vecchia traccia, cmq, per farti un'idea
    Sapienza > Esami di Stato

    un bacione e buona domenica a tutte/i

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  8. #38
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    ops scusate mi è partito un post doppio!!!!
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  9. #39
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    Grazie melody, certamente per me sarebbe più facile svolgere la prova del mio indirizzo ma ho paura di non riuscire a studiare in modo adeguato e in così poco tempo dovendo ripartire da zero. Per il caso clinico, invece, ho materiale già pronto. Seguirò il tuo consiglio nel frattempo. GRAZIE!

  10. #40
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    psiche: ECCOMI

    aalora. per il caso disviluppo i testi sono DSM (infanzia e adolescenza) e il testo "psicopatologia dello sviluppo. CELI.

    ma..ti consigliod i fartid ei temi (IO HO FATTO COSI') su tutti idisturbid ell'evolutivo (cher ti scrivo qui sotto) cvon criteri fdaignostici, manifestazione e dist associati, diagnosi differeziale, decorso, eziologia,terapia estruemnti...

    questo ti aiuterà nella stesura del caso.....
    dopo aver letto i testi, fatti i riassunti...esercitati sui casi già usciti...solo in questo modo potrai avere una preparazioen completa al 100%

    cmq, se vuoi mandami una mail (tarielisaòlibero.it) e ti invierò (grtauitamente) 1 tema svolto..così ti farai un idea....ovvio..uno solo altriem,nti non sarebbe giusto nei confronti di chi, da me ha acquistato il maetriale!

    i disturbi da afre pert l'evolutivo sono:
    1. ansia da separazione
    2. dgs (autismo, rett, asperger......
    3. dist identità di genere
    4. dist reattivo dell’attatccamento
    5. dist sonno (terrore, sonnambulismo....
    6. dist ansia (fobie..panioco....
    7. dist alimentari (anoresiia, bulimia...
    8. dist comportamento (DDIA, DOC, condotta....
    9. dist apprendimento (scrittura, lettura calcolo...
    10. dist umore (distimia edepressione
    11. dist comunicazione
    12. dist nutrizione
    13. dist capacità motorie
    14. dist adattamento,
    15. mutismo
    16. tic
    17. RM

    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #41
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    Citazione Originalmente inviato da psiche.85 Visualizza messaggio
    Grazie melody, certamente per me sarebbe più facile svolgere la prova del mio indirizzo ma ho paura di non riuscire a studiare in modo adeguato e in così poco tempo dovendo ripartire da zero. Per il caso clinico, invece, ho materiale già pronto. Seguirò il tuo consiglio nel frattempo. GRAZIE!
    e di che!!
    grande Elisa come sempre... su indirizzo sviluppo fate sempre riferimento a lei...di sicuro ne sa molto più di me che sono di clinico!!!!
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  12. #42
    Matricola L'avatar di paolamonique
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    Ragazze, io sono di Psicolodia dinjamica e clinica per le pers,organ, comunità, del DSM cosa dovrei studiare?Non è che abbia le idee chiarissime su questa prova......
    Grazieee

  13. #43
    Neofita L'avatar di vintagegirl
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    Riferimento: ^^ 3° PROVA-Prima Commissione ^^

    ciao a tutti!
    ancora non ho iniziato a studiare per la terza prova, aspetto i risultati per sentirmi o meno giustificata a farlo durante le vacanze!
    volevo chiedervi se qualcuna di voi è a conoscenza della scaletta richiesta dalla commissione per lo svolgimento del compito, tipo come abbiamo visto per il progetto (analisi, destinatari, tempi etc...), almeno sarebbe un inizio su come è più utile studiare!
    grazie mille!!!

  14. #44
    L'avatar di Melody82
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    Citazione Originalmente inviato da paolamonique Visualizza messaggio
    Ragazze, io sono di Psicolodia dinjamica e clinica per le pers,organ, comunità, del DSM cosa dovrei studiare?Non è che abbia le idee chiarissime su questa prova......
    Grazieee

    psicologia clinica = disturbi dell'adulto

    @ Vintagegirl, riposto lo stesso link per la 60000000 volta ...basta guardare sul sito dell'Università

    vecchie tracce
    Ultima modifica di Melody82 : 21-12-2009 alle ore 10.21.23
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  15. #45
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    VINTAGE: di solito chiedono:
    1. teoria di riferiemtno (DSM..di solito!);
    2. elementi utili per fare diagnosi;
    3. diagnsoi differenziale;
    4. utleriori approfondimenti;
    5. terapia ;
    uleteriori risorse che attiversesti...)

    i termini non sono proprio questi ..ma.......gli argoemnti più o meno si!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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