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  1. #16
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    22-08-2009
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    190

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    beh grazie per le vostre parole,e grazie a chiara perchè mi ha dato la sua esperienza personale.Sapevo che i terapeuti a loro volta si rivolgono ad un supervisore,altrimenti non ce la farebbero mai e questo è comprensibile.Penso che anche loro nonostante tutto debbano combattere ogni giorno con i propri limiti e spesso problemi con i loro pazienti chissà,magari ci sono delle difficoltà anche nel lavoro che fanno.
    La cosa che mi ha un po spiazzato è stato che non ero pronta ad aspettarmi che prima o poi non l'avrei piu rivista,che il nostro rapporto sarebbe stato limitato,e mi chiedo se è effettivamente cosi dannoso diventare amica della propria terapeuta dopo la terapia.Ho saputo di casi in cui è successo,hanno veramente sbagliato queste persone a concedere questo rapporto ai propri pazienti una volta guariti?

    Scusate ma per me è ancora piu difficile perchè ho problemi di dipendenza affettiva e diventa tutto piu complicato sganciarsi da un clima protettivo.

    grazie ancora mi state illiminando.
    Ultima modifica di ninina_ninina : 29-08-2009 alle ore 12.00.37

  2. #17
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    21-06-2005
    Residenza
    toscana
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    490

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da ninina_ninina Visualizza messaggio
    beh grazie per le vostre parole,e grazie a chiara perchè mi ha dato la sua esperienza personale.Sapevo che i terapeuti a loro volta si rivolgono ad un supervisore,altrimenti non ce la farebbero mai e questo è comprensibile.Penso che anche loro nonostante tutto debbano combattere ogni giorno con i propri limiti e spesso problemi con i loro pazienti chissà,magari ci sono delle difficoltà anche nel lavoro che fanno.
    La cosa che mi ha un po spiazzato è stato che non ero pronta ad aspettarmi che prima o poi non l'avrei piu rivista,che il nostro rapporto sarebbe stato limitato,e mi chiedo se è effettivamente cosi dannoso diventare amica della propria terapeuta dopo la terapia.Ho saputo di casi in cui è successo,hanno veramente sbagliato queste persone a concedere questo rapporto ai propri pazienti una volta guariti?

    Scusate ma per me è ancora piu difficile perchè ho problemi di dipendenza affettiva e diventa tutto piu complicato sganciarsi da un clima protettivo.

    grazie ancora mi state illiminando.
    Brava, hai raggiunto una buona consapevolezza. Io credo che se la tua terapeuta è brava ti aiuterà a risolvere i problemi di dipendenza affettiva che dici di avere ( mi ricordo che ne avevi già parlato su un altro forum che si occupa appunto di problematiche inerenti alla dipendenza affettiva) e risolti quei problemi anche le tue ansie si attenueranno.

    Io ti consiglierei di parlarne con la tua terapeuta, aprirti con lei ed esplicitare i tuoi timori... Sono convita che lei saprà gestire all'interno della vostra relazione terapeutica anche questi sentimenti particolaro che tu senti per lei e fare la cosa migliore per farti stare bene.

  3. #18
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
    Data registrazione
    26-10-2008
    Residenza
    Torino
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    640

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da ninina_ninina Visualizza messaggio
    beh grazie per le vostre parole,e grazie a chiara perchè mi ha dato la sua esperienza personale.Sapevo che i terapeuti a loro volta si rivolgono ad un supervisore,altrimenti non ce la farebbero mai e questo è comprensibile.Penso che anche loro nonostante tutto debbano combattere ogni giorno con i propri limiti e spesso problemi con i loro pazienti chissà,magari ci sono delle difficoltà anche nel lavoro che fanno.
    La cosa che mi ha un po spiazzato è stato che non ero pronta ad aspettarmi che prima o poi non l'avrei piu rivista,che il nostro rapporto sarebbe stato limitato,e mi chiedo se è effettivamente cosi dannoso diventare amica della propria terapeuta dopo la terapia.Ho saputo di casi in cui è successo,hanno veramente sbagliato queste persone a concedere questo rapporto ai propri pazienti una volta guariti?

    Scusate ma per me è ancora piu difficile perchè ho problemi di dipendenza affettiva e diventa tutto piu complicato sganciarsi da un clima protettivo.

    grazie ancora mi state illiminando.
    Figurati Ninina!
    Sono cose che possono succedere, e mi trovo assolutamente d'accordo con Monica: il fatto che tua sia consapevole e' gia' un grosso passo avanti...parlane con la tua terapeuta non avere paura.
    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Brava, hai raggiunto una buona consapevolezza. Io credo che se la tua terapeuta è brava ti aiuterà a risolvere i problemi di dipendenza affettiva che dici di avere ( mi ricordo che ne avevi già parlato su un altro forum che si occupa appunto di problematiche inerenti alla dipendenza affettiva) e risolti quei problemi anche le tue ansie si attenueranno.

    Io ti consiglierei di parlarne con la tua terapeuta, aprirti con lei ed esplicitare i tuoi timori... Sono convita che lei saprà gestire all'interno della vostra relazione terapeutica anche questi sentimenti particolaro che tu senti per lei e fare la cosa migliore per farti stare bene.
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  4. #19
    elisa1234
    Ospite non registrato

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da chiaravarri Visualizza messaggio
    La frase che mi sono permessa di evidenziare in rosso e' quella che piu' mi ha fatto accapponare la pelle.
    Hai fatto un quadro della nostra categoria orrendo.
    E mi domando che razza di terapeuti tu abbia incontrato sulla tua strada...
    I rapporti terapeutici che entrambe avete descritto in questo thread sono rapporti malsani e io vi consiglierei caldamente di parlarne con loro...andare da uno psicoterapeuta per stare meglio e poi ritrovarsi nelle situazioni sopra descritte per causa del terapeuta stesso e' malsano anche questo.

    Io sono quasi alla fine della mia terapia. Chiaro che dispiace anche a me sapere che poi non lo vedro' piu' (apparte qualche congresso e ammesso o non concesso che tra qualche anno non riesca ad entrare nella sua scuola di specializzazione, ma quando quel momento verra' lui sara' il mio professore non il mio terapeuta) ma sapevo fin dall'inizio che questo faceva parte del "gioco". E francamente per lui non provo altro che gratitudine...
    A me ha fatto accapponare la pelle il modo in cui alcuni di voi parlano dei pazienti in altri topic in questo forum. Ma ripeto son paziente ed è giusto sia cosi. Io credo che per la persona che ha aperto questo argomento sia molto meglio prendere questa visione, e prendere atto di queste cose. Vedere una carezza come un gesto fatto a lei personalmente vuol dire illudersi. Penso semplicemente questo. Sai è che ormai capisco cosa c'è dietro, e mi sembra tutto calcolato...il toccare un braccio in un particolare momento....l'abbraccio in un altro...e anche quella diventa routine.

  5. #20
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
    Data registrazione
    26-10-2008
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da elisa1234 Visualizza messaggio
    A me ha fatto accapponare la pelle il modo in cui alcuni di voi parlano dei pazienti in altri topic in questo forum. Ma ripeto son paziente ed è giusto sia cosi. Io credo che per la persona che ha aperto questo argomento sia molto meglio prendere questa visione, e prendere atto di queste cose. Vedere una carezza come un gesto fatto a lei personalmente vuol dire illudersi. Penso semplicemente questo. Sai è che ormai capisco cosa c'è dietro, e mi sembra tutto calcolato...il toccare un braccio in un particolare momento....l'abbraccio in un altro...e anche quella diventa routine.
    Mi dispiace per te. Davvero.
    E' evidente che non hai molto idea di quello che e' un SANO rapporto terapeutico, ma visto che Ninina sta cercando di lavorarci sopra ti chiederei per favore di non essere cosi' disfattista....
    E soprattutto se disprezzi cosi' la categoria non andarci piu'...visto che hai capito tutto quello che c'e' dietro...del resto non sei nemmeno costretta a venire su questo forum a leggere se la cosa ti fa cosi' accapponare la pelle.

    Comunque liberissima di pensarla come vuoi.
    A me non cambia la vita.
    Ultima modifica di chiaravarri : 29-08-2009 alle ore 17.01.34
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  6. #21
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da elisa1234 Visualizza messaggio
    A me ha fatto accapponare la pelle il modo in cui alcuni di voi parlano dei pazienti in altri topic in questo forum. Ma ripeto son paziente ed è giusto sia cosi.
    non so a quali thread ti riferisci, ma siccome mi sembra improbabile che uno psicologo/psicoterapeuta scriva cose da "far accapponare la pelle" parlando di pazienti (anche perché devono seguire un codice deontologico) , credo che gli interventi a cui ti riferisci siano quelli scritti da utenti che NON SONO PSICOLOGI, bensì counselor o cose del genere


    (mi riferisco in particolare a un consulente filosofico che è anche stato bannato per le cose che scriveva e pochi altri che appunto non erano psicologi e sparavano diagnosi a casaccio verso gli gli altri utenti e parlavano dell'Io Bambino come fosse un etto di mortadella...lo dico per chiarire che mi riferivo a qualche singola persona ben specifica)
    Ultima modifica di Johnny : 26-12-2009 alle ore 17.24.26

  7. #22
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    non so a quali thread ti riferisci, ma siccome mi sembra improbabile che uno psicologo/psicoterapeutas criva cose da "far accapponare la pelle" parlando di pazienti (anche perché devono seguire un codice deontologico) , credo che gli interventi a cui ti riferisci siano quelli scritti da utenti che NON SONO PSICOLOGI, bensì counselor o cose del genere
    Esatto.
    E soprattutto ALCUNI di noi non sono TUTTI noi.
    Quindi sarebbe auspicabile non generalizzare in questa maniera pacchiana...
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  8. #23
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    22-08-2009
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    io mi rendo conto che ognuno reagisce per la propria esperienza che ha avuto e dal carattere che ha.
    Posso solo dire,che per quanto mi faccia male non ricevere conferme esplicite dalla mia psicologa su quanto sia importante per lei la mia persona,sento che è una persona amorevole,l'ho sentito da subito,pensavo che all'inizio fosse cosi solo per lavoro,no è cosi anche fuori dal lavoro,mi fa male pensare che ogni gesto ricevuto sia a scopo schematico e meccanico,perchè non sono macchine e non lo siamo neanche noi.E' praticamente impossibile calcolare ogni gesto a scopo terapeutico,perchè nella terapia a volte la spontaneità ci vuole anche da parte di chi fa questo lavoro.prova a stare dentro il cervello di uno psicologo:

    1-ok adesso la mia paziente sta piangendo:soluzione...mi avvicino e la abbraccio.
    2-la mia paziente è arrabbiata con me:soluzione....la lascio sfogare e le sorrido cosi si calma.

    Io sento che quando uso termini duri verso la mia psicologa,lei si sente offesa,colpita nell'animo,e anche se non esplode come dovrebbe,si ferma a riflettere e si mette nei miei panni per capire perchè ho reagito in quel modo.per questo non vorrei mai perderla,perchè so che i suoi gesti non sono routine,e se non ci fosse un codice deontologico forse si sbilancerebbe ancora di piu.ha ammesso una volta che anche lei a volte fa fatica a starmi distaccata,che è un lavoro difficile per entrambe ma che dobbiamo superare questa cosa....anche per questo non vorrei mai perderla.Io credo che se tu hai questo astio nei confronti del tuo psicologo,forse dovresti cambiarlo,da quanto ho capito hai perso la testa per lui e sei alla ricerca di un rapporto molto piu intimo.Io gia mi sento male a pretendere un amicizia verso di lei,meno male che la mia è una donna e che io sono una persona normale,sotto l'aspetto di indirizzo sessuale.

    chiara,ti ho aggiunto su msn,se vuoi accettarmi mi fa molto piacere.

    grazie.

  9. #24
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    28-07-2004
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    In prov. di Novara
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Da moderatrice vi chiedo di discutere sul tema dell'attaccamento al proprio terapeuta senza entrare troppo nei particolari della propria esperienza personale, altrimenti sono costretta a chiudere e/o spostare nella sezione del benessere psicologico.
    Il titolo è stato modificato a tal proposito.

    Un dubbio invece da lettrice:
    Citazione Originalmente inviato da demetra83 Visualizza messaggio
    ...da un lato tu sai che per codice deontologico la tua terapeuta non puo' esternare ne' sentimenti ne' farsi vedere troppo emotivamente coinvolta...
    Scusa Demetra ma mi potresti indicare quale articolo del codice cita ciò che dici? Perchè mi potrei sconvolgere scoprendo che l'approccio rogersiano (che sto apprendendo) e come tale anche altre correnti umanistiche (e non solo!) che fanno della riflessione empatica e della congruenza con il proprio vissuto emotivo (da comunicare al paziente) il cardine dell'efficacia terapeutica, siano contrarie alla deontologia professionale
    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
    (Robert Luis Stevenson)


    VISITA IL MIO CENTRO DI PSICOLOGIA CLINICA E PSICOTERAPIA
    centroclinicopangea

  10. #25
    Partecipante Assiduo
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    22-08-2009
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    scusami è che non sono pratica di questo forum,ho visto il titolo di psicoterapie e mi bastava questo come argomento.mi dispiace cmnqe credo che la discussione sia finita qui....se vuoi puoi spostarla....non voglio crearti problemi.

  11. #26
    Partecipante Affezionato
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    ..in giro
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    Riferimento: sono nuova,vi presento e voglio raccontarvi la mia storia.

    Scusa Demetra ma mi potresti indicare quale articolo del codice cita ciò che dici? Perchè mi potrei sconvolgere scoprendo che l'approccio rogersiano (che sto apprendendo) e come tale anche altre correnti umanistiche (e non solo!) che fanno della riflessione empatica e della congruenza con il proprio vissuto emotivo (da comunicare al paziente) il cardine dell'efficacia terapeutica, siano contrarie alla deontologia professionale [/QUOTE]

    Il mio terapeuta è di una scuola umanistica e mi comunica a volte le emozioni che suscito in lui, non tanto ma lo fa. Inoltre, non ha avuto problemi a chiedermi di vederci in piazza per un chiarimento (io mi sono rifiutata perchè in quel momento ho pensato che non è una cosa professionale...ma ci sto riflettendo) ma penso che lo abbia fatto con consapevolezza.I miei prof erano dell'indirizzo clinico-dinamico di Padova, abbastanza ortodossi, e penso di rifarmi ancora al loro modello in parte.
    Lui è anche molto amico del suo terapeuta, che è anche suo maestro da anni...ed è anche molto amico di alcuni suoi pazienti., che però sono dei pazienti allievi..
    Non ho ancora maturato un'idea chiara sulla relazione paziente-terapeuta ma è molto interessante l'argomento.
    La mia tutor del tirocinio, una terap. sistemica, una volta mi disse a proposito di un paziente"questo è il tipico paziente con cui vorresti fare amicizia perchè interessante, simpatico, profondo...ma non puoi". Quindi è una questione di approccio teorico anche...
    Comunque credo che l'esagerato tecnicismo, la freddezza, il distacco "professionale" non sono caratteristiche del bravo terapeuta...almeno secondo me. Mi sembra una visione vecchia della psicoterapia...
    Io anche tendo ad attaccarmi al terapeuta, in questo momento è l'unica persona con cui riesco a fare discorsi interessanti e io ho sete di persone come lui aperte, intraprendenti, sorridenti...ma penso che sia meglio vedere la terapia come un'esperienza che ti da gli strumenti per creare legami nuovi e/o diversi.
    Cmq è importante che vengano fuori questi vissuti in terapia, fondamentale, l'importante è che il terapeuta li riconosca e aiuti a riconoscerli credo.
    penso che farò una specializzazione ad approccio umanistico...
    ciao

  12. #27
    Partecipante Assiduo
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    22-08-2009
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    190

    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    ecco perchè i pazienti si sentono confusi alla relazione con il terapeuta....io lo sento che la mia sta bene quando ci sono io e ci trasmettiamo emozioni a vicenda.per questo tutto diventa piu difficile ed è per questo che mi chiedo perchè dopo la mia guarigione,dopo che la mia dipendenza verso di lei viene a mancare,non è possibile continuare a vedersi?eppure c'è chi lo fa....dov'è che sbagliano queste persone?dov'è che potrei andare a sbagliare io se insistessi in questo argomento?

  13. #28
    Partecipante Figo L'avatar di demetra83
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    mi voglio scusare per aver citato il codice deontologico e umilmente chiedo scusa anche perchè l'esame di stato ancora non l'ho fatto .... quindi sorry , conj quello intendevo un altrra cosa ovvero , condivido con l idea che il bravo terapeuta non deve essere per forza distaccato e freddo , avete raGIONE , PERò IL BRavo terapeuta , deve riuscire ad adattarsi ad ogni singolo paziente che trova !!! in questo caSO secondo me l'errore che è stato commesso è specificare l'onorario diverso che ha adottato nei confronti di ninna e glielo ha anche fatto presente!!! ovvio che lei si è sentita "speciale" rispetto ad altri

  14. #29
    Banned
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Johnny
    2) Questa relazione è diversa dale relazioni che ognuno di noi ha nella vita reale, perchè è asimmetrica e finalizzata a uno scopo : asimmerica perché c'è una persona che (ognuno per i propri motivi) "sta male" e qualcuno che è interpellato per aiutarlo a star meglio; è finalizzata a uno scopo perché il fine ultimo della relazione non è mangiare una pizza col terapeuta, o andare al cinema, o bere qualcosa al bar, ma aiutare il paziente a uscire dal suo stato di sofferenza che l'ha portato a cercare l'aiuto professionale.
    Ma se per star meglio anche "mangiare una pizza col terapeuta" può funzionare perché bisogna escluderlo a priori?
    Secondo me questo è uno dei motivi per cui poi magari non funziona la psicoterapia, se si tiene presente che l'altra persona è là non per un reale interesse ma perché è pagata, finisce col rendere "vuoti" anche una serie di suoi interventi. Negare un possibile rapporto di amicizia può significare per l'altro un giudizio di non stima, di mancanza di interesse: ma come può, chi manca di un reale interesse affettivo nei nostri confronti aiutarci davvero?
    Questi pensieri balenano nella mente di un paziente, e rendono davvero problematica la netta distinzione da te delineata perché la vita reale non può essere disgiunta da quel che avviene anche in terapia, fa parte anche questa relazione stessa della vita reale della persona.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 26-12-2009 alle ore 13.20.29

  15. #30
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma se per star meglio anche "mangiare una pizza col terapeuta" può funzionare perché bisogna escluderlo a priori?
    Secondo me questo è uno dei motivi per cui poi magari non funziona la psicoterapia, se si tiene presente che l'altra persona è là non per un reale interesse ma perché è pagata, finisce col rendere "vuoti" anche una serie di suoi interventi. Negare un possibile rapporto di amicizia può significare per l'altro un giudizio di non stima, di mancanza di interesse: ma come può, chi manca di un reale interesse affettivo nei nostri confronti aiutarci davvero?
    Questi pensieri balenano nella mente di un paziente, e rendono davvero problematica la netta distinzione da te delineata perché la vita reale non può essere disgiunta da quel che avviene anche in terapia, fa parte anche questa relazione stessa della vita reale della persona.

    Saluti
    allora, il discorso è complesso...cercherò di spegarlo nei miei limiti: il rapporto paziente/terapeuta è un rapporto professionale, c'è un contratto, di solito verbale, in cui il terapeuta si impegna ad aiutare il paziente a risolvere un certo problema, in un certo arco di tempo, e con un certo compenso. Il terapeuta agisce in scienza e coscienza, nel senso che non può a priori essere sicuro al 100% di risolvere il problema che il paziente gli porta (regola che vale per ogni professione in ambito clinico) ma ha il dovere di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per raggiungere gli obiettivi della terapia. Agire secondo scienza significa che il terapeuta nel suo lavoro non fa quel che gli pare, ma si avvale di pratiche validate scientificamente secondo il suo approccio terapeutico. Ad esempio secondo l'approccio cognitivo-comportamentale per guarire una fobia specifica (es. ragni) è utile la desensibilizzazione sistematica (avvicinarsi graduamente all'oggetto fobico), e questa pratica si basa sui principi dell'apprendimento e in particolare sul processo di estinzione (dimostrati tramite vari esperimenti, a partire da Pavlov fino alla moderna realtà virtale appllicata alla terapia delle fobie).

    ma come può, chi manca di un reale interesse affettivo nei nostri confronti aiutarci davvero?
    il terapeuta ha un reale interesse affettivo verso i propri pazienti (che, fra l'altro, è uno dei fattori aspecifici, cioè comuni a tutti gli approcci terapeutici) ma, per usare un termine psicoanalitico, questo interesse deve essere sublimatoe utilizzato a fini terapeutici. Altrimenti la relazione col terapeuta diventa una normale relazione con qualsiasi altra persona e non ha nessun valore né terapeutico né di cambiamento.
    Non è terapeutico mangiare una pizza insieme, non fa parte di nessuna scuola di psicoterapia...ma può darsi che il paziente, ad un certo punto, riesca a andare a mangiare una pizza con qualcuno e questo passo può essere il risultato della terapia che sta facendo....è questo il tipo di aiuto che il terapeuta dà. Fornire gli strumenti affinché il paziente riesca a stabilire relazioni nuove (con sé stesso e con gli altri, si potrebbe dire)
    Ultima modifica di Johnny : 26-12-2009 alle ore 17.55.02

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