beh grazie per le vostre parole,e grazie a chiara perchè mi ha dato la sua esperienza personale.Sapevo che i terapeuti a loro volta si rivolgono ad un supervisore,altrimenti non ce la farebbero mai e questo è comprensibile.Penso che anche loro nonostante tutto debbano combattere ogni giorno con i propri limiti e spesso problemi con i loro pazienti chissà,magari ci sono delle difficoltà anche nel lavoro che fanno.
La cosa che mi ha un po spiazzato è stato che non ero pronta ad aspettarmi che prima o poi non l'avrei piu rivista,che il nostro rapporto sarebbe stato limitato,e mi chiedo se è effettivamente cosi dannoso diventare amica della propria terapeuta dopo la terapia.Ho saputo di casi in cui è successo,hanno veramente sbagliato queste persone a concedere questo rapporto ai propri pazienti una volta guariti?
Scusate ma per me è ancora piu difficile perchè ho problemi di dipendenza affettiva e diventa tutto piu complicato sganciarsi da un clima protettivo.
grazie ancora mi state illiminando.







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sorry , conj quello intendevo un altrra cosa ovvero , condivido con l idea che il bravo terapeuta non deve essere per forza distaccato e freddo , avete raGIONE , PERò IL BRavo terapeuta , deve riuscire ad adattarsi ad ogni singolo paziente che trova !!! in questo caSO secondo me l'errore che è stato commesso è specificare l'onorario diverso che ha adottato nei confronti di ninna e glielo ha anche fatto presente!!! ovvio che lei si è sentita "speciale" rispetto ad altri