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  1. #31
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Secondo me non si può partire dal presupposto che il terapeuta abbia un reale interesse affettivo per i propri pazienti.

    E dove è dimostrato questo assioma?
    Chi ce lo dice?

    Ci potrà avere dieci pazienti per cui ha un reale interesse affettivo, e altri dieci per i quali non c'è nulla da "sublimare".

    Questa è proprio fede.

    I rapporti di fiducia e di stima tra le persone si dipanano quando reciprocamente ci dimostriamo qualcosa, a parole, a gesti, in molti modi, non a priori, e non unilateralmente.
    In caso contrario, ci si stufa presto, è umano.

    I terapeuti sono fatti di ghiaccio, a volte, statue di sale piazzate lì.

    E questo gelo si diffonde nel mondo del paziente e anche nelle sue relazioni con gli altri.

    Io credo che in seduta si sperimentino molte cose, anche questo.
    Potremmo pensare a una dimostrazione per assurdo, dove ad andare a mangiare la pizza con altri, che è meglio, te lo insegna l'omino di neve a suon di legnate.

    Inoltre il paziente non è una tabula rasa, e porta in seduta anche il proprio bagaglio di relazioni positive, di affetto, di amore, di amicizia e quant'altro.
    Non ha bisogno che gli si insegni ad andare in pizzeria.
    Ultima modifica di complicata : 26-12-2009 alle ore 20.37.27

  2. #32
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio

    Ci potrà avere dieci pazienti per cui ha un reale interesse affettivo, e altri dieci per i quali non c'è nulla da "sublimare".

    1)Questa é proprio fede

    I rapporti di fiducia e di stima tra le persone si dipanano quando reciprocamente ci dimostriamo qualcosa, a parole, a gesti, in molti modi, non a priori, e non unilateralmente.
    In caso contrario, ci si stufa presto, è umano.

    2)I terapeuti sono fatti di ghiaccio, a volte, statue di sale piazzate lì.
    1) Di quale setta parli? I pazienti segreti?

    2) Più spesso di quanto pensi è l'esatto contrario, purtroppo.
    Gaia

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  3. #33
    Johnny
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    2) Più spesso di quanto pensi è l'esatto contrario, purtroppo.
    esatto

    per tornare all'esempio di Charlie, mettiamo che un paziente non riesca a andare in pizzeria, un altro non riesca a dormire, un altro abbia bisogno di una relazione affettiva, l'altro sia orfano.
    Il terapeuta non può, rispettivamente, andare in pizzeria con un paziente, cantare la ninna nanna all'altro, diventare l'amante di un altro, adottare l'altro paziente, e così via. Bisogna invece aiutare i pazienti a raggiungere queste mete lavorando nella stanza d'analisi con i mezzi a disposizione (la tecnica che deriva dalla teoria di riferimento).

    Ho spiegato il concetto in modo un po' spartano ma spero di essermi spiegato

  4. #34
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Ottimo, vada per gli spartani, grazie.
    Come disse il poeta, non c'è da fidarsi di chi usa tante parole per esprimere un semplice concetto.

  5. #35
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Ame l'idea del terapeuta trasformista non dispiaceva, comunque.

    E poi lavorando, lavorando, non si capisce mica bene cosa si intenda con tutto questo "lavoro"

    Ma voi non siete tanto di ghiaccio, come mai?
    Ultima modifica di complicata : 27-12-2009 alle ore 20.42.41

  6. #36
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ame l'idea del terapeuta trasformista non dispiaceva, comunque.

    E poi lavorando, lavorando, non si capisce mica bene cosa si intenda con tutto questo "lavoro"

    Ma voi non siete tanto di ghiaccio, come mai?
    Ti rispondo in un modo serissimo che ti sembrerà ironico:

    -perchè siamo umani, come te
    -perchè in quanto tali siamo deboli, fallibili, fragili, forti, passionali....
    -non capisco perchè solo per la professione che facciamo veniamo considerati delle specie di alieni dotati di chissà quale freddezza o chissà quali poteri....
    O meglio, lo capisco...ma non me lo spiego......
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  7. #37
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Morgana, ma perchè..certo che se lo troviamo fuori, un terapeuta, è un umano..ci mancherebbe.

    ma in seduta, non si pone, non si presenta come un umano, ma come il detentore di un potere, o perlomeno di un sapere particolare.

    E guarda come respiri, e guarda come ti muovi, e interpreta quello che dici, e non racconta nulla, e a domanda risponde "Lei cosa si Immagina?", insomma sono tutti comportamenti un po' strani, no?

    Per cui è chiaro.

    Come fai a immaginarti il terapeuta che magari è fragile e soffre, è passionale, o che so, prova paura di qualcosa, o non sa affrontare una situazione...
    è un po' arduo...

  8. #38
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Guarda, io sono entrata in terapia da un po', e anche il mio psicoterapeuta spesso mi chiede cosa mi faccia commuovere ad ogni lacrima che mi spunta....parla poco, mi scruta....
    eppure non mi sembra mai così distaccato, lo sento finora presente e accogliente...figurati che un giorno sono entrata nella stanza d'analisi che già piangevo, ero davvero affranta, e lui ha fatto una battuta fantastica per farmi ridere e sdrammatizzare...

    non mi è difficile immaginare che il mio terapeuta sia una persona "comune" perchè mi è capitato di vederlo mangiare durante un pranzo di un convegno....
    forse perchè ancora l'analisi è agli esordi certe cose non le ho sviluppate ancora...ti saprò dire....
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  9. #39
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Secondo me un paziente lo vive come un rifiuto quello dello psicoterapeuta se questo dice che non è possibile andare a prendere una tazzina di caffé al bar. Cioé è un rifiuto vero e proprio perché l'altra persona nega di investire energie in qualcosa che all'altro piacerebbe fare con lui/lei, questa cosa avviene sul piano reale e la psicoterapia secondo me c'entra poco. Se uno psicoterapeuta provasse un affetto amoroso per un/una paziente che è innamorato/a la psicoterapia passerebbe in secondo piano, ma proprio perché non prova alcun affetto reale, ma solo qualcosa di un po' fittizio e simulato che le cose proseguono su quei binari.
    Affinché ci sia affetto reale c'è bisogno di qualche prova in più, magari c'è disponibilità all'ascolto, ma probabilmente affetto no, l'affetto è un sentimento abbastanza esclusivo, si devono investire energie e risorse, si rischia molto, e siccome spesso lo psicoterapeuta non rischia nulla, non prova alcun affetto per molti suoi pazienti, le sue preoccupazioni per la salute del paziente sono professionali, non affettive.
    La relazione psicoterapeutica è una relazione fondamentalmente mercenaria, si paga una prestazione, l'altra persona non è là perché si preoccupa realmente di noi, cerca di fare bene il suo lavoro. Comunque se una persona cerca amore ed affetto reali probabilmente una psicoterapia (se non in qualche raro caso) non darà nulla di tutto questo.

    Saluti

  10. #40
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Secondo me un paziente lo vive come un rifiuto quello dello psicoterapeuta se questo dice che non è possibile andare a prendere una tazzina di caffé al bar. Cioé è un rifiuto vero e proprio perché l'altra persona nega di investire energie in qualcosa che all'altro piacerebbe fare con lui/lei, questa cosa avviene sul piano reale e la psicoterapia secondo me c'entra poco. Se uno psicoterapeuta provasse un affetto amoroso per un/una paziente che è innamorato/a la psicoterapia passerebbe in secondo piano, ma proprio perché non prova alcun affetto reale, ma solo qualcosa di un po' fittizio e simulato che le cose proseguono su quei binari.
    Affinché ci sia affetto reale c'è bisogno di qualche prova in più, magari c'è disponibilità all'ascolto, ma probabilmente affetto no, l'affetto è un sentimento abbastanza esclusivo, si devono investire energie e risorse, si rischia molto, e siccome spesso lo psicoterapeuta non rischia nulla, non prova alcun affetto per molti suoi pazienti, le sue preoccupazioni per la salute del paziente sono professionali, non affettive.
    La relazione psicoterapeutica è una relazione fondamentalmente mercenaria, si paga una prestazione, l'altra persona non è là perché si preoccupa realmente di noi, cerca di fare bene il suo lavoro. Comunque se una persona cerca amore ed affetto reali probabilmente una psicoterapia (se non in qualche raro caso) non darà nulla di tutto questo.

    Saluti

    Char_Lie, non é che confondi l'innamoramento con l'affetto? Proprio perché senza un investimento "affettivo" finalizzato alla salute non si può fare terapia, i terapeuti, in genere, non prendono tutti quelli che rivolgono loro una domanda, in terapia; questo perché l'altra persona, si pre -occupa realmnte del pz e se non é così, forse non è psicoterapia ma altro con lo stesso nome ed una sostanza diversa.
    Ciao
    Gaia

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  11. #41
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Ad ogni modo, se il terapeuta non comunicasse niente di tutto ciò, e passasse invece il messaggio del suo totale disinteresse, la vedrei difficile.

    Nelle normali relazioni tra persone è così.

    Anche i dottori in corsia spesso familiarizzano con i pazienti e anzi, li aiutano a guarire più presto, a volte.

    Non si capisce perchè non debba valere anche per gli analisti.

    Per esempio, tutti quei misteri intorno a sè, alla loro persona, alimentano dubbi e non contribuiscono alla chiarezza.

    Non c'è trasparenza, non ti pare?

    Anche questa è fondamento dei rapporti di fiducia, secondo me..
    a meno che una persona non si fidi indipendentemente da qualsiasi conferma, e allora si torna nel campo Arrigoni, ma siamo fuori del mondo, assolutamente, fuori dalla realtà.

    Poi, boh?
    Ultima modifica di complicata : 28-12-2009 alle ore 19.19.13

  12. #42
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Comunque non saranno tutti uguali, io ho letto di tutto di più, in proposito.
    Mille comportamenti diversi, poi bisognerebbe essere invisibili e vedere quel che effettivamente succede, ma dai racconti, di uniformità di comportamento e di atteggiamento neanche l'ombra.

    Anche questa è bella.

    Ci sono anche quelli che con i pazienti il caffè lo prendono, eccome, senza problemi di sorta.
    E invece quelli che appena finisce la seduta, neanche fanno mettere il cappotto e ti buttano fuori a spintoni.
    Se questo è un segno di pre-occupazione...
    Ultima modifica di complicata : 28-12-2009 alle ore 18.46.20

  13. #43
    Johnny
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Anche i dottori in corsia spesso familiarizzano con i pazienti e anzi, li aiutano a guarire più presto, a volte.

    Non si capisce perchè non debba valere anche per gli analisti.

    Per esempio, tutti quei misteri intorno a sè, alla loro persona, alimentano dubbi e non contribuiscono alla chiarezza.
    come hai detto nel post successivo, molto dipende dal tipo di approccio...ad esempio nella psicoanalisi classica una delle regole fondamentali è la neutralità proprio perché, se l'analista non rivela nulla di sé (Freud parlava a tal proposito dello "specchio opaco" come atteggiamento), il paziente è libero di dipingere e di percepire l'analista ...e in questo modo l'analista può avere informazioni sulla personalità e sul modo di pensare e percepire del paziente...è proprio questo uno degli scopi dell'analisi, altrimenti a cosa serve?


    Altri approcci invece enfatizzano il contatto umano (ad esempio l'approccio rogersiano o quello fenomenologico, basati sulla condivisione e sulla partecipazione emotiva)

  14. #44
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    come hai detto nel post successivo, molto dipende dal tipo di approccio...ad esempio nella psicoanalisi classica una delle regole fondamentali è la neutralità proprio perché, se l'analista non rivela nulla di sé (Freud parlava a tal proposito dello "specchio opaco" come atteggiamento), il paziente è libero di dipingere e di percepire l'analista ...e in questo modo l'analista può avere informazioni sulla personalità e sul modo di pensare e percepire del paziente...è proprio questo uno degli scopi dell'analisi, altrimenti a cosa serve?


    Altri approcci invece enfatizzano il contatto umano (ad esempio l'approccio rogersiano o quello fenomenologico, basati sulla condivisione e sulla partecipazione emotiva)
    Attualmente, ci sono anche approcci psicoanalitici che c in cui la condivisione è considerata molto importante, condivisione di uno spazio comune ( non al bar, in genere......) in cui fare esperienze di sè e dell'altro e di ciò che c'è in mezzo.
    Gaia

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  15. #45
    Johnny
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Attualmente, ci sono anche approcci psicoanalitici che c in cui la condivisione è considerata molto importante, condivisione di uno spazio comune ( non al bar, in genere......) in cui fare esperienze di sè e dell'altro e di ciò che c'è in mezzo.
    si esatto... in particolare penso alla teoria del campo e all'approccio intersoggettivo in cui, ovviamente, assume una rilevanza fondamentale il controtransfert

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