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  1. #46

    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Nel mio caso l'attaccamento al terapeuta è sconfinato sicuramente in qualcosa di più, non saprei dire se innamoramento, ma qualcosa di molto simile in quanto a forza monopolio della mia attenzione, quando ci penso. Mi capita oggi di sognarla la notte (è una donna), nonostante mesi, anzi anni che non la vedo; ci penso e mi viene il magone, e le lacrime, perché tempo fa interruppi la terapia, con questi sentimenti che non sono riuscito ad esprimere; magari sarebbe servito a darle una sterzata importante alla terapia, che pur nelle difficoltà qualche progresso me lo stava facendo fare credo). Si interruppe nel momento che lei mi "spinse" a buttarmi in una relazione con una donna, di cui ero pieno di dubbi per le sue reali intenzioni, per la mia propensione ad "attaccarmi" passivamente a certe figure femminili etc., insomma per un mio vissuto personale preciso. Finita la relazione, riocntatto la terapeuta e la "rimporvero", tra l'altro di avermi spinto in una relazione dove in partenza ero poco convinto e dove potevo essere "carne da macello", visto che l'altra parte era una immigrata sud americana (sapete come sono queste, fino a che hanno bisogno di un permesso di soggiorno sono capaci di tutto), e per un soggetto abbastanza manipolabile e bisongoso di !appoggiarsi" come me poteva essere micidiale, e lo è stato solo in parte per fortuna, visto che me la sono cavata senza matrimoni affrettati e quantità esagerate di euro sperperate. Da allora, me ne sono andato e non mi sono fatto più vivo, per quanto lei mi disse che "se te ne devi andare, dimmelo di persona". Poi, solo, ho cominciato di nuovo pericolosamente ad avvicinarmi alla relazione con la straniera, e fare dei disastri, ma mi sono fermato ancora una volta. Tutto questo solo, senza terapeuta, ma con il desiderio di tornarci. Ho cercato altri terapeuti, con cui affrontare i miei problemi, che nel frattempo rimanevano ed anzi aumentavano, nel senso che facevo enormi passi indietro, ma ogni volta mi veniva alla mente lei; il confronto era inevitabile. Qualcuno di questi mi ha detto: "Ma meno male che ti sei staccato da lei; non poteva andare ancora avanti. Eppoi guarda in ceh relazione ti ha mandato? E aveva pure la pretesa di dirti che quella ragazza era ben intenzionata, cheti voleva bene, parlando di matrimonio dopo pochi mesi di conoscenza (sì, mi diceva questo ndAlessandro). Comunque doveva essere anche lei a capire quello che stava nascendo in te, e dirlo, così veniva fuori e ne avreste parlato. Invece lei è stata in silenzio, e non ti ha aiutato, favorendo la fuga". Ora, non so se le cose funzionano così in questi casi, non so se sono frasi che il terapeuta mi disse per invogliarmi a tagliare con il passato, però da allora, pur avendo provato altri 2 terapeuti compreso quello che mi ha detto quelle cose, di cui uno donna (avevo pensato, stupidamente, che ritrovando più o meno le stesse peculiarità, o almeno l'età, qualcosa si sarebbe sbloccato in me, ma invece niente, ma forse anche perché sono di scuole di psicologia molto distanti,; non lo so), ancora ci penso.
    Direi che più che attaccamento o innamoramento al terapeuta, nel caso mio si tratta proprio di ossessione Bah, cerco di sdrammatizzare, almeno in questo momento di festività. Rimane il fatto che però sto molto male, anche se non ci penso, al punto che ogni tanto mi spunta nei sogni, per quanto, ripeto, sono anni che faccio di tutto per non pensarci.
    Scusate se mi sono intrufolato nel topic, ma mi è scattato automaticamente raccontarvi la mia vicenda (e sfogarmi).

    Saluti e Buone Feste

  2. #47
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Ciao, Alessandro!
    Benvenuto
    Se parli in generale, in teoria, si può imparare parecchio, qui, è interessante.

    Quindi si possono cambiare tanti terapeuti, ma rimanere legati alla prima esperienza, se ho capito bene..
    e i secondi non riescono a farla dimenticare..
    Ultima modifica di complicata : 28-12-2009 alle ore 21.36.45

  3. #48

    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ciao, Alessandro!
    Benvenuto
    Se parli in generale, in teoria, si può imparare parecchio, qui, è interessante.

    Quindi si possono cambiare tanti terapeuti, ma rimanere legati alla prima esperienza, se ho capito bene..
    e i secondi non riescono a farla dimenticare..
    Grazie per il benvenuto, "complicata" (se il nick rispecchia la personalità o il carattere, dovremmo essere simili, ma non mi batti ne sono certo )
    Non so cos'è scattato con lei: sicuramente è molto carina fisicamente, direi poprio bella; poi, ha sicuramente rappresentato, per certi aspetti, la madre, che non ho mai avuto; quella a cui poter raccontare cose che mi portavo dentro da piccolissimo. Una valenza sfaccettata insomma. Detto questo io sono un caso credo unico, e non so se ne uscirò. Più passa il tempo, più mi rendo conto che forse un modo per sbloccarmi sarebbe quello di reincontrarla, prendermi le incazzature, i "sei proprio una me--a", "un irresponsabile", un "con te è proprio difficile lavorare" che mi aspetto mi dica, e vedere che accade. Ma il coraggio mi manca, eppoi la questione della relazione con l'immigrata mi fa arrabbiare, anzi dispiacere, perché davvero lì c'è stato un black out di comunicazione&comprensione reciproca, a parte il trasporto per la terapeuta voglio dire, ma questa è una cosa off topic forse.
    Ultima modifica di Alessandro978 : 28-12-2009 alle ore 22.52.49

  4. #49
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Morgana, ma perchè..certo che se lo troviamo fuori, un terapeuta, è un umano..ci mancherebbe.

    ma in seduta, non si pone, non si presenta come un umano, ma come il detentore di un potere, o perlomeno di un sapere particolare.

    E guarda come respiri, e guarda come ti muovi, e interpreta quello che dici, e non racconta nulla, e a domanda risponde "Lei cosa si Immagina?", insomma sono tutti comportamenti un po' strani, no?

    Per cui è chiaro.

    Come fai a immaginarti il terapeuta che magari è fragile e soffre, è passionale, o che so, prova paura di qualcosa, o non sa affrontare una situazione...
    è un po' arduo...
    Io invece quando guardo il mio terapeuta penso sempre che per diventare cosi' in mezzo alla sofferenza e alla fragilita' ci e' passato eccome.
    La sua umanita', che poco ha a che fare con il nostro rapporto terapeutico, la vedo, la vedo eccome...

    Poi dipende cosa intendi tu per detentore di un potere particolare...io non la metterei su questo piano. Ma di certo se io da sola avessi avuto le stesse capacita' avrei fatto tutto da sola. Ed e' chiaro che deve osservare, ascoltare e interpretare. Altrimenti andava bene pure la mia migliore amica.

    Poi non so che dire, e' probabilmente anche questione di differenze individuali del terapeuta, di orientamento...non so...io se faccio una domanda ricevo una risposta da lui. In genere. Di certo non mi risponde con un'altra domanda.
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  5. #50
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Si eh, "detentore di potere" risale alle sensazioni iniziali, ma evidentemente...

    Forse bisogna cercare le domande giuste. Sono arrivata a questa conclusione.

    In effetti, affinchè le persone rispondano, anche nella vita reale, devi far appello a questa capacità.

    Devi andare a toccare corde che risuonino. Tasti del cuore.

    Il mio analista non si sa che tipo di chitarra sia, eh eh

    No?
    Ultima modifica di complicata : 29-12-2009 alle ore 14.37.15

  6. #51
    benedetta14
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Si eh, "detentore di potere" risale alle sensazioni iniziali, ma evidentemente...

    Forse bisogna cercare le domande giuste. Sono arrivata a questa conclusione.

    In effetti, affinchè le persone rispondano, anche nella vita reale, devi far appello a questa capacità.

    Devi andare a toccare corde che risuonino. Tasti del cuore.

    Il mio analista non si sa che tipo di chitarra sia, eh eh

    No?
    Forse è un violino e invece di usare il plettro occorre l'archetto (fa pure rima)

    Al di là della battuta, penso anche che la relazione terapeutica sia fatta di momenti e certe sensazioni/emozioni/percezioni dipendano anche dal punto in cui ti trovi con il tuo analista...nel tempo la tua visione cambierà e riuscirai a comprendere quelle che al momento sembrano grosse limitazioni.

    Saluti.

  7. #52
    Matricola
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Parlando da paziente (è da due anni che sono in terapia) concordo assolutamente con Johnny.
    Io provo stima, fiducia e affetto nei confronti della mia psicologa, come potrei affidarmi a lei, altrimenti?
    E così lei nei miei, nei limiti del suo lavoro (sissignore: è un lavoro, lo fanno per lavoro!)
    Non ho voglia di andare con lei al bar o in pizzeria, non ho interesse a conoscere la sua vita privata. Lei conosce me, io non conosco lei, né devo conoscerla.
    Questo è una relazione di tipo particolare, non è, né diventerà mai amicizia, né vogliamo, né io né lei, che lo diventi.
    Francamente a me il rapporto sta bene com'è.

    Unica cosa che posso dire: non vi fasciate la testa prima di esservela rotta.
    Oggi vi sembra una tragedia lasciare la/lo psicologo, ma non è detto che sia così quando avrete terminato la terapia.
    Le cose cambiano, i sentimenti cambiano, com'è giusto che sia ...

  8. #53
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Alessandro978 Visualizza messaggio
    Grazie per il benvenuto, "complicata" (se il nick rispecchia la personalità o il carattere, dovremmo essere simili, ma non mi batti ne sono certo )
    Non so cos'è scattato con lei: sicuramente è molto carina fisicamente, direi poprio bella; poi, ha sicuramente rappresentato, per certi aspetti, la madre, che non ho mai avuto; quella a cui poter raccontare cose che mi portavo dentro da piccolissimo. Una valenza sfaccettata insomma. Detto questo io sono un caso credo unico, e non so se ne uscirò. Più passa il tempo, più mi rendo conto che forse un modo per sbloccarmi sarebbe quello di reincontrarla, prendermi le incazzature, i "sei proprio una me--a", "un irresponsabile", un "con te è proprio difficile lavorare" che mi aspetto mi dica, e vedere che accade. Ma il coraggio mi manca, eppoi la questione della relazione con l'immigrata mi fa arrabbiare, anzi dispiacere, perché davvero lì c'è stato un black out di comunicazione&comprensione reciproca, a parte il trasporto per la terapeuta voglio dire, ma questa è una cosa off topic forse.
    Alessandro,non sai quanto ti capisco.E ti capisco anche per quanto riguarda la storia con la sud americana (mio padre ne sta frequentando una della mia eta,hanno 30 anni di differenza,quanto sto furbe ste straniere!).

    Ti capisco anche per la storia con la psicoterapeuta.Io credo che se la cosa è rimasta cosi inconclusa e cosi dolorosa,penso che dovresti tornare a parlare con lei anche solo per chiudere serenamente il vostro rapporto.Poi magari puoi andare avanti,ma se c'è la possibilità di dialogare,perchè no?
    anche la mia a volte nel nostro rapporto si creano black-out e ci sto malissimo quando succede.Ma forse perchè è nel mio carattere cercare di risolvere le questioni quanto prima,per quanto puo essere faticoso,perchè le situazioni inconcluse mi uccidono e almeno in un rapporto cosi stretto ed intimo devo avere la forza di affrontarle per utilizzare lo stesso metodo anche con altri rapporti al di fuori dal nostro.Vedo comunque il suo dispiacere dall'altra parte quando qualcosa viene considerato scontato.

    In bocca al lupo e tienici informati.

  9. #54

    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da ninina_ninina Visualizza messaggio
    Alessandro,non sai quanto ti capisco.E ti capisco anche per quanto riguarda la storia con la sud americana (mio padre ne sta frequentando una della mia eta,hanno 30 anni di differenza,quanto sto furbe ste straniere!).

    Ti capisco anche per la storia con la psicoterapeuta.Io credo che se la cosa è rimasta cosi inconclusa e cosi dolorosa,penso che dovresti tornare a parlare con lei anche solo per chiudere serenamente il vostro rapporto.Poi magari puoi andare avanti,ma se c'è la possibilità di dialogare,perché no?
    anche la mia a volte nel nostro rapporto si creano black-out e ci sto malissimo quando succede.Ma forse perchè è nel mio carattere cercare di risolvere le questioni quanto prima,per quanto puo essere faticoso, perché le situazioni inconcluse mi uccidono e almeno in un rapporto cosi stretto ed intimo devo avere la forza di affrontarle per utilizzare lo stesso metodo anche con altri rapporti al di fuori dal nostro.Vedo comunque il suo dispiacere dall'altra parte quando qualcosa viene considerato scontato.

    In bocca al lupo e tienici informati.
    Grazie dell'ascolto, ninina-ninina.
    purtroppo non ho da aggiornare molto, se non che sono anni che in seguito a questi avvenimenti sto sempre peggio; ho comportamenti a dir poco disdicevoli, di cui subito dopo mi pento (non entro nei dettagli perché me ne vergogno); perdo continuamente capelli, per lo stress, in un modo incredibile: se prendo una foto di 3 anni fa sembro un altro; nelle "relazioni", in quelle pochissime che ho, non riesco ad essere sereno, ma soprattutto sincero; sono falso, manipolatore (sebbene non faccia niente di grave), per vergogna che scoprano quello che sono.
    Quanto al tornare de lei, ho paura: sono anni che sto preferendo schiattare, piuttosto che tornare da lei. La paura che me ne possa dire di tutti i colori, come a volte faceva, mi terrorizza; se penso che poi a come me ne sono andato, a quello che ho fatto, ai disastri, alle istruzioni che mi aveva dato che ho disatteso... Già mi immagino la faccia. Ed io? Come potrei giustificarmi? Già una volta, interrompemmo e riprendemmo. Sono (o dovrei essere) un borderline (non me l'ha detto nessuno: i vari dotto non mi hanno mai detto che tipo di patologie ho, però credo, leggendo i sintomi che ci posso rientrare tranquillamente, a questo punto) e queste cose facilmente mi capitano, se non ci metto sufficiente attenzione. Ho provato, fino a qualche mese fa, come forse ho già detto in altri post, con altri terapeuti, ma non ha funzionato: mi ritorna sempre in mente. Con l'ultimo, questo mi ha detto, già nel primo incontro, che dovrei tornare da lei, perché è convinto che non funzionerebbe e perderei altro tempo, fino a che non chiudo, o proseguo (proprio quello che mi stai dicendo tu). Non ci ha nemmeno provato, cacchio. Essì che l'impressione era buona.

    Oggi mi è tornata di nuovo in mente, ed ho pensato persino di combinare un finto incontro casuale, passando volutamente sotto il portone dello suo studio, che a piedi è anche vicinissimo casa mia per altro, con la scusa di vedere le vetrine dei negozi attigui.

    Pensa a come mi sono ridotto: e pensare che sono un adulto, mamma mia...

    Grazie per il sostegno.
    Ultima modifica di Alessandro978 : 22-01-2010 alle ore 20.05.07
    Cercasi terapeuta a Foggia

  10. #55
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    penso che questa storia stia diventando un ossessione.Tu hai tutto il diritto di chiedere un incontro conclusivo con lei,e non ha nessuna autorità nel trattarti in malomodo,ma spiegarti con diplomazia le problematiche che vi hanno portato fino a quel punto.Si è creato un nodo enorme che non si è sciolto al tempo dovuto e che ora è diventato sempre piu grande.Mi dici che pensi di essere borderline,questo è un problema,perchè ti rende piu altalenante in questa situazione.Ma devi deciderti,o chiuderla serenamente,o cancellarla definitivamente dalla tua vita.E' successo anche a me,con un rapporto di amicizia finito male,ho cercato per un periodo di tempo di risolverla,dall'altra parte non c'era collaborazione,ho dovuto chiudere da sola e andare avanti.E ti assicuro che ora come ora non riaprirei quel rapporto per nulla al mondo,per me è stato deleterio.Quindi finchè sei in tempo e c'è disponibilità,trova la forza attraverso il tuo psicoterapeuta di affrontare questa situazione altrimenti sei gia cosciente che diventerà sempre piu insopportabile.

  11. #56
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Un momento, io (come tutti) ho le mie fisse, le mie "manie", le mie abitudini strane e i miei "riti" ma non e' che penso di essere affetta da disturbo ossessivo-compulsivo solo perche' acune caratteristiche o alcuni sintomi del suddetto disturbo marginalmente mi riguardano. In certi periodi della mia vita per diversi motivi ero molto, ma molto giu' di morale, alcuni dei miei stati d'animo potevo ritrovarli tra i criteri diagnostici della depressione ma questo non vuol dire che fossi malata. Se sfogliamo il DSM IV sicuramente troviamo qualcosa che ci riguarda, allora siamo tutti malati??? Scusate ma io ci andrei piano con le diagnosi fatte in casa altrimenti poi davvero rischiamo di convincerci di avere problemi che in realta' non ci sono....la patologia borderline e' un disturbo di personalita' piuttosto pesante.
    Ultima modifica di chiaravarri : 23-01-2010 alle ore 12.02.04
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

  12. #57
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    hai ragione chiara..... alessandro forse dovresti chiedere una diagnosi direttamente al tuo psicoterapeuta.Solo lui ti puo aiutare.

  13. #58

    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Ma io ho cercato di andare avanti e chiudere, cara ninina, ed il fatto di aver cercato altri terapeuti lo dimostra, penso. Poi, se quello che mi dava un buona impressione non mi ha accettato, che ci posso fare? Il mio ce l'ho messo. Quanto a chiedere la diagnosi, nessuno me l'ha mai data 8qualcuno parlava di narcisismo, indirettamente) e mi rispondevano che non è importante che io sappia di cosa sono affetto. L'unica cosa che mi hanno detto indistintamente chiunque ho frequentato, è che ci vorranno moltissimi anni e che dovrò anche mettere in conto di convivere anche con alcuni di questi disturbi, visto che non è detto che possa superarli del tutto.

    Non lo so: non voglio angosciarvi ancora; vedrò che potrò fare nei prossimi giorni, riflettendo su quello che mi avete detto.

    Vi abbraccio e, voi che potete, che possiate andare avanti e non avere paura.
    Cercasi terapeuta a Foggia

  14. #59
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    come non è importante sapere da cosa sei affetto?? ma scherziamo? altrimenti come fai a superare il tuo problema? io sono in terapia perchè sono cosciente di essere bulimica e se non ne fossi cosciente non potrei mai lavorarci su!cosi come una volta guarita continuero a convivere con i miei limiti,ma questa è la normalita!!
    e allora visto che ne hai gia provata una di opzione e visto che stai sempre peggio,vai li e risolvi,assolutamente.Raccogli le tue forze,parlane con il tuo psicoterapeuta e chiedi il sostegno necessario e di crearti la condizione emotiva ottimale per poter chiudere questa storia,perchè chiuderla serenamente è l'unico modo per andare avanti altrimenti nemmeno la tua terapia attuale potrebbe funzionare e buttia via tempo e soldi preziosi. pensaci.....

  15. #60
    Partecipante Super Esperto L'avatar di chiaravarri
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    Riferimento: Attaccamento al terapeuta

    Citazione Originalmente inviato da ninina_ninina Visualizza messaggio
    hai ragione chiara..... alessandro forse dovresti chiedere una diagnosi direttamente al tuo psicoterapeuta.Solo lui ti puo aiutare.
    Ma...io la chiederei ad uno psichiatra...
    "Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
    Camus

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