Nel mio caso l'attaccamento al terapeuta è sconfinato sicuramente in qualcosa di più, non saprei dire se innamoramento, ma qualcosa di molto simile in quanto a forza monopolio della mia attenzione, quando ci penso. Mi capita oggi di sognarla la notte (è una donna), nonostante mesi, anzi anni che non la vedo; ci penso e mi viene il magone, e le lacrime, perché tempo fa interruppi la terapia, con questi sentimenti che non sono riuscito ad esprimere; magari sarebbe servito a darle una sterzata importante alla terapia, che pur nelle difficoltà qualche progresso me lo stava facendo fare credo). Si interruppe nel momento che lei mi "spinse" a buttarmi in una relazione con una donna, di cui ero pieno di dubbi per le sue reali intenzioni, per la mia propensione ad "attaccarmi" passivamente a certe figure femminili etc., insomma per un mio vissuto personale preciso. Finita la relazione, riocntatto la terapeuta e la "rimporvero", tra l'altro di avermi spinto in una relazione dove in partenza ero poco convinto e dove potevo essere "carne da macello", visto che l'altra parte era una immigrata sud americana (sapete come sono queste, fino a che hanno bisogno di un permesso di soggiorno sono capaci di tutto), e per un soggetto abbastanza manipolabile e bisongoso di !appoggiarsi" come me poteva essere micidiale, e lo è stato solo in parte per fortuna, visto che me la sono cavata senza matrimoni affrettati e quantità esagerate di euro sperperate. Da allora, me ne sono andato e non mi sono fatto più vivo, per quanto lei mi disse che "se te ne devi andare, dimmelo di persona". Poi, solo, ho cominciato di nuovo pericolosamente ad avvicinarmi alla relazione con la straniera, e fare dei disastri, ma mi sono fermato ancora una volta. Tutto questo solo, senza terapeuta, ma con il desiderio di tornarci. Ho cercato altri terapeuti, con cui affrontare i miei problemi, che nel frattempo rimanevano ed anzi aumentavano, nel senso che facevo enormi passi indietro, ma ogni volta mi veniva alla mente lei; il confronto era inevitabile. Qualcuno di questi mi ha detto: "Ma meno male che ti sei staccato da lei; non poteva andare ancora avanti. Eppoi guarda in ceh relazione ti ha mandato? E aveva pure la pretesa di dirti che quella ragazza era ben intenzionata, cheti voleva bene, parlando di matrimonio dopo pochi mesi di conoscenza (sì, mi diceva questo ndAlessandro). Comunque doveva essere anche lei a capire quello che stava nascendo in te, e dirlo, così veniva fuori e ne avreste parlato. Invece lei è stata in silenzio, e non ti ha aiutato, favorendo la fuga". Ora, non so se le cose funzionano così in questi casi, non so se sono frasi che il terapeuta mi disse per invogliarmi a tagliare con il passato, però da allora, pur avendo provato altri 2 terapeuti compreso quello che mi ha detto quelle cose, di cui uno donna (avevo pensato, stupidamente, che ritrovando più o meno le stesse peculiarità, o almeno l'età, qualcosa si sarebbe sbloccato in me, ma invece niente, ma forse anche perché sono di scuole di psicologia molto distanti,; non lo so), ancora ci penso.
Direi che più che attaccamento o innamoramento al terapeuta, nel caso mio si tratta proprio di ossessioneBah, cerco di sdrammatizzare, almeno in questo momento di festività. Rimane il fatto che però sto molto male, anche se non ci penso, al punto che ogni tanto mi spunta nei sogni, per quanto, ripeto, sono anni che faccio di tutto per non pensarci.
Scusate se mi sono intrufolato nel topic, ma mi è scattato automaticamente raccontarvi la mia vicenda (e sfogarmi).
Saluti e Buone Feste![]()







Bah, cerco di sdrammatizzare, almeno in questo momento di festività. Rimane il fatto che però sto molto male, anche se non ci penso, al punto che ogni tanto mi spunta nei sogni, per quanto, ripeto, sono anni che faccio di tutto per non pensarci.
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