Ma nel ridefinirlo non lo si può stravolgere, ridefinire un problema che pone il paziente secondo il tuo punto di vista significa praticamente occuparsi di un altro problema e non di quello di partenza. Per farti capire quel che voglio dire ti faccio un esempio: ci sono problemi aperti in diversi settori della matematica che nessuno è riuscito ancora a risolvere, arriva qualcuno che con una certa prepotenza li "ridefinisce" tutti in maniera tale che sia possibile per lui fornire una soluzione per ognuno di questi, "et voilà" il gioco è fatto, ha risolto tutto...Originalmente inviato da lalangue
Ma non è corretto operare in questo modo. Assumendo che tutte le dimostrazioni di questo tale siano corrette ed accettate dalla comunità di esperti, questo non basta, anche le ridefinizioni devono essere accettate come corrette dagli esperti, e cioé come delle ridefinizioni che non forzano i vincoli dei problemi stessi di cui si ha intenzione di fornire una soluzione.
Alla fine visto che il problema lo pone il paziente stesso ed è lui a dover spiegare in fin dei conti in cosa consiste, è lui che deve decidere se la ridefinizione proposta da uno psicoanalista non forza i vincoli che lui stesso ha posto in essere.
Non esistono problemi se non c'è qualcuno che li pone definendo in cosa consistono, il senso ultimo di un problema o di cos'è problematico è il paziente stesso (la persona che chiede aiuto) che deve ed allo stesso tempo è libera di indicarlo... Indicarlo anche al di fuori di ogni teoria del bene e del male, patologica o psicopatologica creata fino ad ora, altri possono parlare, dire cose, fornire suggerimenti, e così via, ma tutte queste "ridefinizioni" se non sfiorano nemmeno quel che risulta problematico per quell'individuo e vanno ad inquadrare teoricamente tutt'altro e non quelli che lui e soltanto lui ritiene siano i suoi problemi, in che modo potranno mai essergli utili?
So Alejandro che qualcuno col termine "negazione" indica un meccanismo di difesa dell'io che consiste nel negare con convinzione l'esistenza di un pericolo o qualcosa di reale e disturbante che sarebbe preoccupante per il soggetto.Originalmente inviato da Alejandro
Tu suggerisci, che una persona che si trova in quelle condizioni, debba essere indotta a negare che dovrà morire?
Non ho capito bene...
Da un lato si rendono coscienti certi desideri e dall'altro si dovrebbe negare la realtà che fa sussistere un contrasto tra questi?
Un saluto![]()








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