L'esempio che avevo esposto metteva in evidenza questa specie di paradosso, se non si possiede una soluzione rispetto ad un problema che provoca sofferenza, la scelta di svalorizzare soggettivamente la negatività delle situazioni ritenute problematiche, magari è aperta e disponibile e farebbe venir meno la sofferenza psichica stessa. Ma a me personalmente non servirebbero soluzioni del genere, rappresentano per me una specie di trucco.
Una persona dice: "per me è un problema che per far questo e quest'altro devo andare incontro a questo e quest'altro rischio", va dallo psicoanalista e questo gli suggerisce e gli fa notare che "è stato lui stesso (il paziente) a scegliere che risulti problematico per lui che per far questo e quest'altro si corre qualche rischio", così facendo però si può risolvere "strutturalmente" praticamente tutto, perché siamo pur sempre noi stessi a scegliere cosa risulti problematico per noi stessi, c'è qualcun altro per caso oltre a noi nel far questo?

"Hai mal di testa? Ma scegli tu che provare un dolore al capo rappresenti una situazione problematica per te" ed è vero, questo non posso negarlo. Io credo che sia ovvio che è sempre ognuno di noi a delineare la natura di cos'è un problema per sé, ed in cosa consisterebbe una sua possibile soluzione (secondo noi), non è che c'è qualcun altro a cui andare a chiedere se avere mal di testa è qualcosa di bene o male, qualcosa che preferiamo togliere o meno.
E' già una nostra scelta quella che dà un certo valore alla soluzione di un certo problema.
Il definire quali siano ed in cosa consistono i nostri problemi già definisce in buona parte che tipo di soggetti siamo strutturalmente, parlare di soluzioni strutturali può risultare qualcosa di pericolosamente circolare e vuoto, io parlerei di dissoluzione strutturale del soggetto (della struttura soggettiva che crea certi problemi stessi che si portano in analisi). Questo modo di indicare quel che si cerca di fare, a mio avviso, risulta più corretto e mette da parte certe ambiguità con le quali si cerca di giocare.