Ma, io invece non la chiederei proprio.
Sennò ti appiccicano l'etichetta, il cartellino.
Tu sei così, sei cosà...
E sei fregato.
Ma, io invece non la chiederei proprio.
Sennò ti appiccicano l'etichetta, il cartellino.
Tu sei così, sei cosà...
E sei fregato.
Edito. Scusate ma avevo postato due volte lo stesso messaggio.
Ultima modifica di chiaravarri : 23-01-2010 alle ore 15.52.47
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
E si certo, se soffro di un disturbo di personalita' borderline o, non lo so, di una depressione maggiore e' meglio che non lo sappia e continui a sprofondare nel baratro senza fare nulla per cercare di guarire o comunque di migliorare la qualita' della mia vita...certo come no...se ragionassero tutti cosi' saremmo fermi all'eta' della pietra!
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
discorsi: ma se uno se n'è accorto, che sta male, a cosa gli serve sapere che è un "borderline", o che soffre di "depressione maggiore"?
Tutt'al più andrà a cercare tutti i sintomi, e anche quelli che non ha, saranno suoi, improvvisamente.
E' capitato a tutti, sai, di leggere il famoso DSM, e dire: " Io ce le ho tutte, eh, quelle caratteristiche? Sono quello, è il mio ritratto."
Servirà più a chi lo cura, no?
Mi piace la polemica.
Mi piace anche come nel thread "transfert e relazione" si polemizzi sulla figuro dello psicoanalista che si pone sul piedistallo, si erge a Sapere Assoluto e vuole imporre la propria teoria sul paziente (a differenza di quelli che costruiscono nuove possibilità insieme al paziente), mentre in queste ultime righe di questo thread, come spesso accade, si richiede a gran voce che qualcuno ci dica per filo e per segno come siamo fatti. Per farcene cosa? Anche perché "borderline" non vuol dire più niente, ormai.
La polemica è spesso figlia di ciò che in Italia va alla grande, ossia la generalizzazione...tutti i giudici sono politicizzati...tutti i magistrati sono dei persecutori...tutti i politici sono dei ladri...perchè stupirsi che anche tutti gli analisti siano dei sadici e sfruttatori di risparmi?
Difficile insomma capire quanto giochi il tratto distintivo di una sotto-cultura e quanto quello della personale incapacità/impossibilità di porsi nei confronti degli altri in modo un pelino equilibrato e aperto...
L’altro sport italiano per eccellenza è la de-responsabilizzazione. Sempre colpa dell’altro, no? Mah...
Poi, l'altra cosa misteriosa, è il perchè si rimanga con terapeuti che si "impongono", come dice Lalangue. Eh sì, perchè in questo deserto culturale e civile, unito al narcisismo imperante della società e dove ci si affanna per non credere a nessuno, poi si finisce per credere a tutti...salvo lamentarsene, ovviamente...
Giulietta
E forse saremmo pure migliori di così!
Certo, nell'età della pietra non c'erano dsm...un vero guaio per l'Occidente...ma forse non c'era nemmeno chi ci godeva ad appiccicarti addosso le sue belle pagine! Forse non c'erano neanche i ''borderline'' però...boh! Vabbè! Al massimo ci si tirava qualche sassolino in testa!
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
già già...., basti pensare che le 'etichette' o 'malattie psy' (=diagnosi) sono triplicate dalla prima all'ultima edizione del dsm....curioso...! nuove 'scoperte scientifiche' (di farmaci o 'chimica') o ...'adattamenti' alla società..., ci sono testi davvero interessanti su questi temi..., e poi qualcuna è anche magicamente scomparsa, prima era una patologia ora non più..., sicuramente un campo in supercontinua evoluzione. qualcuno dice che dovremmo basarci più sui sintomi e meno sulle etichette, tant'è che 'ci sono tante depressioni quante sono le persone a cui è stata diagnosticata la depressione'
io vi dico che per mia esperienza dalla sindrome di Laronne da cui sono stata salvata per i capelli,alla dipendenza affettiva,la depressione,l'esaurimento,l'anoressia e la bulimia,l'attaccamento materno.....IO mi sono documentata appositamente per capirne i sintomi e per esserne il piu consapevole possibile per uscirne fuori!! come fai a risolvere un problema di geometria se non sai su quale figura stai lavorando? e vi assicuro che un quadro ben definito delle nostre problematiche ci permette di mettere a tavolino su cio che c'è da fare per uscirne fuori.E sono sicura che un bravo psicologo non ti attaccherebbe nessuna etichetta.....ALTRIMENTI LA MIA MI AVREBBE GIA RICOPERTO DI ETICHETTE DALLA TESTA AI PIEDI E SIAMO ENTRAMBE COSCIENTI DI CIO' CHE MI PORTO DIETRO!! non è possibile lavorare nell'incoscienza.Rende il lavoro dispersivo per il paziente ed entra di piu in confusione e basta!!quindi rendiamoci conto di cio che ci fa stare male,che siamo in un ambiente protetto,dove non c'è niente di strano ad essere cosi,bisogna solo lavorarci con pazienza senza essere giudicati e seguiti da persone competenti e benevolenti,che lo siano per lavoro oppure no! (mi riferivo al benevolente!)
un altra cosa..... SI VEDONO INFATTI I RISULTATI DEL MODO IN CUI VENGONO CURATI I PAZIENTI CON I PSICOFARMACI! una botta di calma apparente dove non sanno neanche loro che cosa li fa stare in questo modo e una volta finito l'effetto,tornano nel baratro,perchè non sono abituati a lavorarci su,ma solo a prendersi questi pagliativi di felicità momentanee che mano a mano li portano alla distruzione.
A mio parere ci vuole un profilo personale. Una disamina del modo di esprimersi verbalmente e prossiemicamente del cliente, della sua posizione esistenziale nei confronti dell'altro e del mondo, dei giochi e dei ricatti che tende a mettere in atto, del tipo di decisioni che ha preso nei confronti della vita, ecc.
Un profilo che non ha nulla che fare con classificazioni da DSM, basate sulla sintomatologia clinica dandogli una connotazione medica, perche' non dicono nulla se non allo psichiatra, e ad una eventuale terapia farmacologica.
Non mi pare che esista un protocollo di intervento psicoterapico per il narcisista o il sociopatico.
Affrontando la situazione da un punto di vista pragmatico ed esistenziale credo che ci sarebbe una mappa su cui lavorere e su cui individuare un progetto di obiettivi condivisi.
Diversamente e' alto mare.
A mio parere.
condivido a pieno su questo !ho appena dato un esame che diceva chiaramente che benzidiazepine , antidepressivi e company smettono il loro effetto se smetti di prenderli con il ritorno di tutta la sintomatologia .. per non parlare del LITIO CHE è TOSSICO PER L'ORGANISMO!!
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che sia tossico per l'organismo non è un fatto da trascurare sicuramente....ma la cosa peggiore è quando tutta quell'astinenza emotiva che hai controllato con gli psicofarmaci,quando ritorna a galla è molto peggio di un intossicazione all'organismo.ed io ne vivo,ne vivo tanto di astinenza emotiva.....non prendo psicofarmaci,ma so cosa vuol dire non avere il controllo della propria emotività e dipendere dalle energie degli altri.A volte mi sento come un tossicodipendente privo di dose per rifarsi di eroina.
Quando ho chiesto un ansiolitico al medico curante, poco tempo fa, ho specificato che andavo da un analista, qualcosa dovevo pur dire, e questo mi fa subito: "Ma perlomeno è bello!?"
Gasp!"Obiettivamente no!"
Ma si può andare da un dottore e chiedere un ansiolitico per distaccarsi dal terapeuta? E' capitato a qualcun'altro?
E' questo l'attaccamento?
Ho smesso di prenderlo dopo una settimana, mi rintontiva e basta, però guardate in che condizioni mi ritrovo![]()
Ultima modifica di complicata : 06-02-2010 alle ore 18.33.48
a mio parere penso che sia un pessimo esempio da seguire.Anche io ho problemi di distacco verso la mia terapeuta,ma prendermi un ansiolitico vuol dire non seguire la rotta di uscita per la terapia,e sperando che si prenda una strada piu corta ma in realtà rischi di caricarti di un altro problema e basta.Non solo,ti impedisce di lavorare al meglio su un percorso decisamente piu faticoso,ma sicuramente piu efficace.