Le teorie correnti ritengono che l'aumento dei mediatori chimici (serotonina, noradrenalina, dopamina) rappresenti il meccanismo d'azione attraverso cui si determina un miglioramento della depressione. Come mai così tante vendite? La ragione è semplice: questi farmaci si utilizzano per trattare situazioni che nulla hanno a che fare con la depressione, una importante e grave malattia psichica che richiede adeguate terapie. Succede invece che si trattino con i farmaci anche gli "stati depressivi" che sono tutt'altra cosa. Se qualcuno perde una persona cara, viene licenziato dal posto di lavoro, si trova in difficoltà economiche, è chiaro che non può essere felice e che si senta in condizioni di difficoltà. Tuttavia questo è un evento della vita, una situazione che non ha nulla a che fare con la medicina.
Anziché assumere farmaci si dovrebbe attingere alle proprie risorse interiori, alle proprie energie per superare il momento critico.L'ASSUNZIONE DI FARMACI ANTIDEPRESSIVI PUO' ESSERE ADDIRITTURA NEGATIVA, DIMINUENDO LE NOSTRE CAPACITA' DI REAZIONE. Se si manifesta al medico una situazione di depressione, se ci si sente "un po' giù", i medici meno interventisti prescriveranno un integratore alimentare a base di vitamine, mentre molti medici interventisti sceglieranno uno dei tanti farmaci antidepressivi disponibili sul mercato. Se non lo farà il medico è probabile che un amico o un parente consigli di fare quello che "ha fatto bene anche a me" porgendo magari la scatoletta di prodotto residuato dalla sua esperienza. Sono raramente attivi questi farmaci antidepressivi? Indubbiamente l'opinione generale dei medici è positiva, perché la letteratura scientifica è positiva. In realtà da qualche anno alcuni ricercatori scientifici avevano messo in guardia gli addetti ai lavori dimostrando che sono i lavori scientifici positivi quelli che vengono pubblicati più facilmente, mentre quelli negativi rimangono nei cassetti. Alcune ricerche hanno mostrato che gli studi clinici controllati che riportano un risultato positivo hanno tre volte più probabilità di essere pubblicati rispetto a quelli negativi. Questi inoltre vengono pubblicati in tempi più lunghi. La FDA, l'organismo americano che si occupa delle registrazioni dei farmaci, ha mostrato che, se si valutano solo i lavori positivi, l'efficacia dei farmaci antidepressivi sembra molto più rilevante. Molto recentemente un gruppo italiano in collaborazione con ricercatori giapponesi ha portato un ulteriore apporto alla conoscenza del problema.
Questi Autori hanno esaminato tutti i lavori pubblicati e non pubblicati per un totale di 3704 pazienti che avevano ricevuto la paroxetina, un farmaco antidepressivo di largo uso che agisce sulla serotonina, e 2687 pazienti che erano stati invece trattati con un placebo. I risultati sono stati veramente inquietanti perché non vi era alcuna differenza tra farmaco e placebo quando si considerava la durata del trattamento o meglio il numero di pazienti che interrompeva il trattamento per qualsiasi ragione. Il fatto che non vi sia differenza depone per una mancanza di efficacia. Tuttavia per altri aspetti la paroxetina mostrava differenze rispetto al placebo, le differenze erano veramente modeste: per ogni 100 adulti portatori di depressione 53 pazienti hanno mostrato una risposta nel miglioramento della malattia mentre il placebo produceva 42 risposte positive.
IN TOTALE QUINDI SI DEVONO TRATTARE 100 PAZIENTI PERCHè 11 ABBIANO UN BENEFICIO, MA ANCHE PER QUESTI 11 IL BENEFICIO è MOLTO MODESTO:
statisticamente significativo, ma CLINICAMENTE POCO UTILE. Ciò che invece sembra indiscutibile sono gli effetti tossici ed in particolare la maggior tendenza per la paroxetina rispetto al placebo all'ideazione e ai tentativi di suicidio. Perciò le conclusioni sono molto semplici: non facciamo uso improprio di antidepressivi; C'è IL PERICOLO CHE I RISCHI NON SIANO COMPENSATI ADEGUATAMENTE DAI BENEFICI
N.B.: chi ne vuol sapere di più può consultare lo studio di C. Barbui et al. – Canadian Medical Association Journal, 2008, 178, 296.
FONTE:
Silvio Garattini, Istituto Faramcologico Mario Negri di Milano
Mario Negri - L'Istituto sulla stampa - E' boom dei farmaci antidepressivi







Rispondi citando
