Ma Charlie, ma che fai, ce’ provi?
Ma bene, al di là di tutto è buon segno! Vuol dire che magari ti sei stufato di rimuginare sulle donne e hai deciso di metterti in gioco con più leggerezza e buon spirito!
Provo a chiarire, sicuramente non mi sono spiegata bene.
Ma è ovvio che per me il desiderio è centrale! Una sorta di motore di un’azione senza la quale non ci sarebbe attrazione e avvicinamento verso quel tale qualcuno. Nel desiderio è pure probabilmente vero che ci sia un meccanismo che mette in moto la selezione, e su certi parametri utili ad onguno di noi a seconda magari del contesto specifico di vita nel quale ci troviamo (il maschio riproduttivo piuttosto che quello paterno e protettivo o chissà cos’altro).
Dico che però un conto è il desiderio come motore dell’azione che ci da l’occasione di metterci in relazione con qualcuno, un conto è basare l’evoluzione del rapporto con qualcuno tutto e continuamente sul desiderio voluto per se stesso.
E con un atteggiamento di fondo estremamente egoico: “vorrei che questa persona fosse come dico io” senza trascendere mai il proprio opportunismo, e accettare soprattutto la diversità dell’altro, che in qualche caso rappresenta una vera e concreta delusione, ma in qualche altro ci può sorprendere.
Per lasciarci sorprendere – quando avviene – dobbiamo essere aperti all’altro, alla sua diversità appunto. Soprattutto al fatto che l’amore è incondizionato, disinteressato, non negoziabile. Questo perchè pone dei valori in sé.
Quando si ama qualcuno ci si trasforma profondamente, la propria identità è in pericolo (sarà per questo che si dice che l’orgasmo è una “petiti morte”?...) è rischioso insomma. Il sentimento amoroso è un nuovo modo di essere, non un vecchio (e infantile) modo di avere. Se non si è disposti a correre questo pericolo...
Essere così incentrati su se stessi, sulle proprie visioni, su come si vorrebbe che gli altri fossero, sul non accettare i loro limiti (e dunque soprattutto i propri)...essere così narcisisti insomma...ti impedisce di giocarti la tua identità nell’incontro con l’altro. E’ di questo che cerco – malamente – di parlare, caro Charlie.
Giulietta.O







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