E' possibile, postman, che tutti facciamo lo stesso errore...
Ciò che è sicuro è che, a parer mio, tu un errore grossolano lo fai: quello di ritenere che TU, o chi per te, abbia il diritto di decidere al posto di altri..
Non ce l'hai questo diritto, almeno: io non te lo riconosco, nè a te nè a nessun altro, sia che vesta una tonaca di religioso, una toga di magistrato o una divisa di carabiniere. Ancor meno che sieda in parlamento.
Tutto il resto può essere oggetto di discussione, questo no.
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PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!
di nuovo? ho appena spiegato perche' l'eutanasia non ha a che fare con la liberta' di uccidersi.
Ha a che fare con la liberta' di essere uccisi.
E poi essere liberi di scegliere e' uno slogan perche' praticamente sei vincolato dalle possibilita' e dalla pressioni sociali. Non mi sembra un discorso astruso. Se non sei d'accordo spiega, argomenta ma non continuiamo a dire che uno e' libero di scegliere e quindi se vuole essere ucciso cavoli suoi.
Ti renderai conto che questo e' un argomento ingenuo, stiamo discutendo cerchiamo di affrontare la complessita' della cosa.
Ultima modifica di Postman Pat : 07-03-2010 alle ore 19.57.20
Ma vincolato da cosa? Su che cosa basi questa tua convinzione? Siamo tutti così deficienti da buttarci nel pozzo solo se vediamo il cartello "è lecito buttarsi nel pozzo" secondo te?
Non basta dare la possibilità di fare una certa cosa perchè la facciano tutti, le persone non sono tutte malleabili come credi tu, se uno vuole vivere con tutte le sue forze secondo te dovrebbe bastare l'esistenza di una possibilità diversa per fargli cambiare idea?
Dire "libertà di essere uccisi" invece che "libertà di uccidersi" poi è privo di senso, la sostanza è la stessa: un suicidio è un suicidio, punto, si tratta sempre di una scelta, giusta o sbagliata non sta a me deciderlo, e se permetti neanche a te!
basta chiederlo come si fa il multiquote, se sai fare il quote normale, il tasto "multi" lo trovi nei paraggi, e con un paio di tentativi puoi imparare ad usarlo tu (all'ultimo post che vuoi multiquotare devi cliccare il tasto quote e non il multiquote)!! con il "tutti fate lo stesso errore" intendevi che nessuno fa il multiquote o già ti volevi collegare alla discussione?
Come non sei libero di farti ammazzare, non sei libero di fare quello che ti pare qui, hai una decina di post e si sei già preso un cartellino rosso, al terzo scatta il ban. hai letto il regolamento?
l'ignoranza, inteso come il non sapere non ammette giustificazioni.
buona giornata!
Certo che la cambia totalmente. Amplia le possibilità d'azione di una persona.
Al di là del fatto che trovo curiosa la tua definizione, poiché mi pare tu dimentichi che io - come te - ho sempre, in qualunque momento, la possibilità di assoldare un killer per farmi uccidere, non capisco proprio perché alle persona non vada assegnata la libertà di fare di se stesse ciò che meglio credono.
Le scelte non sono mai "libere", se per libere si intende "non vincolate". Siamo organismi biologici, psichici e sociali, e le nostre scelte saranno sempre vincolate da riferimenti. Uno o un altro, per me, non fa differenza.
Lascio volentieri i discorsi sulla libertà ai filosofi e ai preti. Preferisco quelli sulla sofferenza e sulla possibilità di decidere per sé. Anche sbagliando.
Come diceva Lama (il sindacalista) molto tempo fa: "Preferisco sbagliare con i miei operai, che aver ragione contro di loro".
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Potrei ribatterti anche io "di nuovo" e ribadire come abbia più volte spiegato il mio pensiero...
Siccome però, a differenza di quanto pare faccia tu, io penso sempre di non essermi spiegato bene e che non sia il mio interlocutore a non aver capito ( o a non aver VOLUTO capire... ) nè mi sogno di accusarlo di proporre argomenti "ingenui", provo a spiegarti nuovamente il mio punto di vista ( NON la mia VERITÀ, il mio punto di vista, niente di più e niente di meno...).
Io l'ho detto come la penso: per me ( e, sottolineo: per me! ) il male assoluto non è la morte, evento inevitabile, ma il dolore, la sofferenza e la perdita della dignità umana, eventi questi in buona parte evitabili o che, comunque, si possono efficacemente combattere...
Ho però, il massimo rispetto per chi non la pensa come me... E se un paziente è disposto ad accettare sofferenze e/o mutilazioni, che io personalmente non accetterei, pur di continuare a restare in vita, il mio dovere è, ovviamente, di acconsentire alla sua volontà. Ma, e questo è il punto, non può essere una legge, per forza di cose astratta, generica e che non può comprendere le varie situazioni individuali, a stabilire quale sia la condotta giusta da seguire...
Vedi, caro Postman il nostro disaccordo è una questione di fondo, direi quasi filosofica... Per te è lo Stato che deve stabilire sempre e comunque se un comportamento sia o meno lecito e legittimo: è lui che "concede" la libertà all'individuo, alcune libertà e non altre, scelte a suo insindacabile giudizio.
Per me lo Stato non ha, di per sé, alcuna valenza etica e alcun diritto naturale che lo autorizzi a fare questo. Al contrario, lo Stato è uno strumento: uno strumento, variabile nel tempo e nello spazio, che gli uomini si danno per regolare i propri reciproci rapporti... Strumento indispensabile, per carità, ma LIMITATO solo al raggiungimento di questo scopo, la regolare convivenza dei cittadini che di quello Stato fanno parte e che a quello Stato, in virtù del patto sociale insito nella costituzione dello stesso, CEDONO parte delle proprie libertà.... La vedi la differenza? Non è lo Stato che elargisce libertà e facoltà, sono i cittadini che si privano di alcune libertà in suo favore per tutelare la pacifica convivenza tra di loro.
Da questo punto di vista, capisci bene che lo Stato NON HA ALCUNA AUTORITA' nè legittimazione etica per stabilire cosa sia giusto o sbagliato nell'ambito delle scelte personali che riguardano UNICAMENTE la sfera individuale del cittadino, tra cui, ovviamente, la principale è la decisione ultima sulla propria stessa esistenza terrena... E' inutile che tu continui a ripetere argomenti più o meno convincenti a proposito della giustezza o meno della eutanasia, NON E' QUESTO IL PUNTO, come te lo devo dire?
Il punto è che, secondo me ( e, fortunatamente secondo molti altri... ) lo Stato non ha alcun potere al riguardo, perchè il suo scopo è quello di regolare i rapporti TRA i suoi cittadini, NON la vita DEL cittadino!
Per te, con tutta evidenza, invece non è così: come ho già scritto in un altro post, nella tua visione "lo Stato è il fine supremo e arbitro assoluto del bene e del male di fronte a cui l'individuo e la sua volontà contano niente".
Anche se non te ne rendi, probabilmente conto, è la stessa ideologia che è stata alla base delle più feroci dittature del secolo scorso ed è, comunque, una visione dello Stato che non mi appartiene, che mi fa orrore, anzi... E contro cui, nei limiti delle mie modeste possibilità sono pronto a battermi SEMPRE.
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PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!
No proprio non ti seguo.
Se vuoi l'eutanasia lo stato deve creare un servizio pubblico di eutanasia? O no?
Oppure mi devi spiegare come nel tuo stato ideale dovrebbe essere dispensata l'eutanasia.
No perche' sta qui il mio problema. Fin quando si tratta di suicidio e' un altro discorso.
Se uno si vuole suicidare e' "libero" di farlo.
Magari a differenza di willy, amara ecc cercherei di convincerlo a non farlo e gli impedirei fisicamente di farlo.
Voglio dire che se e' sul cornicione del palazzo cerco di tirarlo dentro. Poi guarda non ci credo che la gente che scrive qua gli direbbe "e' una tua scelta, fai pure, buttati". Scrivono cosi' qua perche' sono impegnati in quello che per loro e' un giochetto retorico.
Comunque non e' che dop che l'ho tirato dentro lo punisco, magari cerco di aiutarlo, lo mando da uno psicologo (magari non uno che gli dice di uccidersi se gli va...), insomma faccio quello che posso ma poi se si uccide cosa posso fare?
L'eutanasia non e' il suicidio. Se fossero uguali non ci sarebbe nessuna questione sull'eutanasia come non c'e' sul suicidio.
Ultima modifica di Postman Pat : 09-03-2010 alle ore 12.14.58
No. Che c'azzecca lo Stato con la mia vita?
Proviamo ad immaginarlo. Io lascio un documento, sottoscritto da me e validato da un notaio o altro pubblico ufficiale, dove dichiaro che non intendo, qualora venissi colpito da una malattia non guaribile, venire sottoposto ad alcuna procedura volta ad allungare il periodo di sopravvivenza. Chiedo di venire sottoposto esclusivamente a cure palliative e, in caso di perdita di coscienza, rifiuto ogni tentativo di rianimazione, di nutrizione per via parenterale e di respirazione assistita meccanicamente.
In sostanza, dico: se mi ammalo e non potete guarirmi, lasciatemi morire in pace, eliminate le sofferenze utilizzando una terapia del dolore e non cercate di farmi vivere o sopravvivere oltre il mio tempo.
In tutto questo non vedo che c'entri lo Stato. Sono atti medici e se ne occuperanno i medici. Io chiedo solo che mi venga consentito di disporre della mia vita e della qualità della mia vita. Non vedo, e non comprendo, perché non lo posso fare.
Puoi sempre fare la prova: tu ti metti sul cornicione di un palazzo e verifichi il mio "giochetto retorico" di persona.
Così, forse, impari a parlare per te, invece che insegnare agli altri quel che pensano e credono.
Io ti dichiaro qui che non muoverei un dito per convincerti che la vita è bella e che non devi buttarti. Prova e vedrai.
INfatti. L'eutanasia, per come la concepisco io, è semplicemente lasciare che la vita faccia il suo corso. Guarda che Doc ha perfettamente ragione: la morte non si può sconfiggere, al massimo si può posticipare.
E, ovviamente, si può cercare di negarla. Ma la morte è il terzo principio della termodinamica. E noi viviamo in questo universo, non in un altro.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Curioso, come può una persona in coma o con una sindrome locked in o con una distrofia che ormai lo ha reso immobile essere libera di suicidarsi quando non può né grattarsi il naso né lavarsi né nutrirsi né scegliere se fare la pipì o meno?
Un vero inno alla libertà, la tua di decidere per un altro però.Magari a differenza di willy, amara ecc cercherei di convincerlo a non farlo e gli impedirei fisicamente di farlo.
La differenza sostanziale, che mi pare ti riesca difficile concepire, è che mentre per me tu sei libero di scegliere per te tutte le cure che ritieni opportuno avere, io non sono libera altrettanto, poiché saresti tu, la legge, lo Stato, una versione in grande di mamma e papà analiticamente parlando, a decidere per me.
Qui stiamo mischiando zucchine e schede ram. Mi pare siano circostanze molto differenti il lavorare in un contesto terapeutico in cui il paziente/cliente possa recuperare parti di vita nutritive e scegliere che valga la pena vivere ancora nonostante le difficoltà, fermo restando il sacro ed inviolabile principio della autodeterminazione comunque, dal forzare una situazione di malattia cronica e senza alcuna possibilità di miglioramento in cui io, principio esterno, mi ergo, senza possibilità della controparte di agire e disporre diversamente, a giudice esecutore di volontà mia su un altro.Voglio dire che se e' sul cornicione del palazzo cerco di tirarlo dentro. Poi guarda non ci credo che la gente che scrive qua gli direbbe "e' una tua scelta, fai pure, buttati". Scrivono cosi' qua perche' sono impegnati in quello che per loro e' un giochetto retorico.
Comunque non e' che dop che l'ho tirato dentro lo punisco, magari cerco di aiutarlo, lo mando da uno psicologo (magari non uno che gli dice di uccidersi se gli va...), insomma faccio quello che posso ma poi se si uccide cosa posso fare?
L'eutanasia infatti è un problema che non si porrebbe laddove sia data la possibilità al singolo di scegliere fin dove spingersi nel curarsi o meno, la vita farebbe il suo corso, che dome già detto e ridetto, finisce con la morte, che è un evento naturale.L'eutanasia non e' il suicidio. Se fossero uguali non ci sarebbe nessuna questione sull'eutanasia come non c'e' sul suicidio.
A pensavo che stessimo parlando di eutanasia. Tu parlavi di liberta' di cura e di testamento biologico. Tu concepisci l'eutanasia cosi', benissimo, la prossima volta spiega prima perche' se no uno puo' pensare che la concepisci come la concepiscono tutti.
Anche tu come willy sei libera di avere la tua personale definizione di eutanasia che io ovviamente rispetto anche se non comprendo.
Io credo che sarebbe opportuno che ci rifacessimo alle normali e comuni definizioni sara' piu' facile capirsi.
Poi spero che nessuno si offenda, ma non sono costretto a puntualizzare che:
In Italia chiunque giudicato in possesso della capacita' di intendere e volere e' libero di scegliere se curarsi o meno.
Questo vuol dire che tutti possono rifiutare una cura e morire se gli piace. E io su questo, come la chiesa, come tutti non ho nulla in contrario. Gli unici che ne fanno un problema sono quelli che credono non si possa.
Ok basta andare su google per informarsi, ma non e' soltanto colpa loro. Chi accede soltanto a mezzi di informazione di massa come tv e quotidiani e' soggetto ad una campagna proeutanasia condotta alimentando questo genere di confusioni.
Non me lo faccio dire da uno Stato cosa e come devo pensare, e vorresti farlo tu? Te lo scordi, figliolo!
Allora io pensavo di vivere in Italia, invece vivo in un altro Paese...
Campagna proeutanasia? E dove la vedi?
Mah... Mi sa che devo riesumare una vecchia firma: "Prima di azionare la tastiera, assicurarsi che il cervello sia collegato alla corteccia motoria..."
Buona vita, comunque
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Ma stai dicendo che non e' vero che in italia e' garantita la liberta' di cura?
No dillo chiaro se stai sostenendo questo perche' non ci metto niente per dimostrarti che ti sbagli.
La campagna proeutanasia la vedo dai risultati. Dal fatto che anche se si parla continuamente di eutanasia ci sono alcune persone che non sanno la differenza fra liberta' di cura e eutanasia e si trovano inconsapevolmente a sostenere l'eutanasia confondendola con la liberta' di cura.
Ovviamente se uno fosse realmente interessato all'argomento, e non fosse soltanto un giochetto retorico, lo approfondirebbe cercherebbe di capire meglio, cercherebbe di formarsi una propria opinione.
Ultima modifica di Postman Pat : 10-03-2010 alle ore 12.24.07
Esatto. Incredibile ma, per una volta, hai capito perfettamente..
Ora, accomodati. E dimostra che mi sbaglio.
Ora mi fai diventare anche "inconsapevole"... interessante, sempre più interessante. E, suppongo, tu ritieni di essere consapevole, invece.
Guarda che di guru ne ho sentiti talmente tanti, in vita mia, che uno in più o in meno non fa differenza. Lo metto assieme agli altri. Tanto, dopo cinque minuti, nessuno se li ricorda più...
Se proprio vuoi incrociare i ferri, bene, io sostengo che l'eutanasia (attiva e passiva) dovrebbe essere consentita. Non sostenuta o incoraggiata. Consentita.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Che io sappia, in Italia la legge prevede che in ogni caso l'ultima parola spetti al medico, o forse era uno dei contenuti di quella famosa legge fatta passare in fretta e furia l'anno scorso in concomitanza col caso Englaro. Però non riesco a trovare una citazione precisa, forse perchè non sono molto pratica di ricerche sul web (che vergogna). Qualcuno che è più pratico di me potrebbe magari citarla, giusto per fare chiarezza? Non vorrei sbagliarmi...
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