
Originalmente inviato da
Char_Lie
Guardate che su questo punto ci si può non trovare in accordo anche con pratiche mediche efficaci, se delle terapie comportano tipi di modifiche che non si desidera apportare al proprio organismo o sofferenze che non si è disposti a sopportare, il male minore per certe persone rappresenta il restare malate secondo una qualche catalogazione nosografica. Secondo voi perché si parla di consenso informato?
Proprio per togliere questo potere dalle mani degli esperti, non spetta all'esperto giudicare questo. Tornando sempre all'esempio della biblioteca nel caso in cui io cerco un libro e non c'è non è che il bibliotecario me ne dà un altro a mia insaputa, io ero lì perché volevo quel libro, nessuno gli ha mai chiesto di doverlo sostituire con un altro di sua iniziativa.
Voi o altri, potete al più permettermi con qualche tecnica (si spera non invasiva) che io non conosco di accedere al "meglio" secondo il mio punto di vista, ma non definire o impormi in cosa dovrebbe consistere questo "meglio". Qui si tratta di decidere quali siano le finalità più importanti per noi stessi, di autorappresentarci il tipo di vita che ci piacerebbe davvero. Le tecniche si apprendono e si usano come le informazioni, cosa farne e decidere se risultano utili, ogni persona non può fare altro che giudicarlo in base a ciò che vuole ottenere, ma quel che si vuole ottenere non c'è esperto che possa svelarcelo, come fare per ottenere quel che si vuole forse sì.
Saluti