a me così a naso vengono subito in mente i grandi classici dei paradigmi della psicologia sociale, quindi per l'altruismo ad es. l'esperimento del buon samaritano di Darley&Bateson (l'importanza del "contesto"), per l'aggressività le dinamiche ingroup/outgroup (quindi Sherif, Lewin...). Un ottimo libro sul pregiudizio invece si chiama "Gli stereotipi" (Arcuri, Cadinu), è piccolo ma chiarissimo e c'è tutto ciò che c'è da sapere in merito - specie sul "perchè" ci si comporta così.
importantissime poi anche le teorie sulla categorizzazione, sempre in merito al pregiudizio ed al comportamento pro/antisociale. c'è un testo che si chiama "Categorizzazione sociale e costruzione del pregiudizio. Riflessioni e ricerche sulla formazione degli atteggiamenti di "genere" ed "etnia" (Di Nuovo, Licciardello, Sagone, 2005), ma basti anche studiare il "paradigma dei gruppi minimi" di Tajfel (un classico) oppure la Teoria dell'Identità Sociale (SIT) , uno dei paradigmi più famosi a spiegare le dinamiche inter/intragruppi che vanno poi a creare comportamenti sociali oppure, al contrario, razzismo, discriminazione ecc...
come contesto di intervento, essendo appunto a mio avviso un tema di psicologia di comunità, andrei ad ipotizzare un risvolto applicativo progettuale inerente argomenti come il recupero delle periferie; di un quartiere particolarmente disagiato; l'integrazione di una comunità/di una minoranza etnica...e così via.
anche nelle scuole è importantissimo educare alla socialità!
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S.Freud