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  1. #841
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    717

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    I poveri sono quelli che non si formano e svolgono una professione. Per me i counselor possono operare, basta che non facciano terapia, riabilitazione, diagnosi, ecc. il resto lo possono fare anche i maghi, ed è giusto che lo possano fare anche i counselor, essendo non regolamentati e non avendo niente di riservato. Il counselor può fare quello che può fare qualsiasi persona, anche senza il titolo inesistente di counselor. Le persone decideranno da chi andare, basta che non abbiano nessuna psicopatologia (es. disturbo d'ansia, attacchi di panico, ...) altrimenti al gabbio il counselor ciarlatano!
    Fate pure senza studiare all'università e successive specializzazioni, avrete sempre difficoltà a sapere come trattare le persone senza sapere fare una valutazione della personalità e una diagnosi. Io intanto tra poco mi iscriverò alla scuola di Rorchach...dimenticavo, possono accedere solo i laureati in psicologia. Non preoccupatavi, voi counselors potete fare tutti i corsi new age aperti a casalinghe e maghi ecc... Festeggiate, festeggiate... anche se fossi in voi mi formerei seriamente e studierei.
    Cara evolution, mi piacerebbe sapere da dove arriva tutto questo tuo astio... non credi di usare termini un po' forti?

    Perché dai per scontato che i counselor non siano professionisti preparati? Solo per il fatto che la loro professione non è regolamentata?

    Secondo me, oltre a comportarti in maniera un po' ingenua, commetti anche delle inesattezze. E forse non ti rendi conto che il fenomeno è esteso ed importante e che, soprattutto, va al di là di quello che vogliamo io e te.

    Ad esempio quando fai l'ennesimo (è uno sport, ormai lo fanno tutti) riferimento alla patologia. Ma dove sta scritto che un depresso non può andare da un counselor? Sarebbe come dire che un diabetico non può andare dall'ortolano...

    Il diabetico andrà dall'ortolano non a curarsi il diabete, ma a comprare i pomodori. Allo stesso modo il depresso andrà dal counselor per altre ragioni, non certo per curarsi la depressione.

    Il vero problema è che il concetto di "relazione d'aiuto" non è codificabile da una legge perché spazia dall'amicizia, al volontariato, al medicina, alla psicologia, al counseling, alla consulenza filosofica, all'assistenza sociale, e potrei andare avanti all'infinito.

    E non è un caso se l'unica riserva di legge che hanno gli psicologi sia quella relativa alla diagnosi psicologica (test inclusi, ovviamente). Ma ti dirò di più: ritengo che nemmeno il concetto di "terapia" sia codificabile in tal senso. La somministrazione di un farmaco, la rimozione di un tumore, l'ingessatura di un osso rotto, queste sono "terapie" codificabili. Ma tutte le varie talking cure... beh, la vedo molto dura.

    Anche il capitolo formazione che tu tiri in ballo è molto discutibile. Ma dove sta scritto che la formazione universitaria "codificata" è la migliore? E per di più quella italiana??????????????

    Solo un'università in Italia (l'Alma Mater di Bologna) compare nell'elenco degli migliori università a livello internazionale (World University Rankings), ma solo al 192° posto (che vergogna!).

    Insomma, i tuoi toni sembrano molto dispregiativi. Accomuni i counselor ai maghi e alle casalinghe. Mi sembra di sentire i medici che fino agli anni '80 chiamavano gli psicologi gli "amici a pagamento" con lo stesso tono dispregiativo...

    Gli ci voleva giusto la legge di ordinamento, agli psicologi, per fargli alzare un po' la cresta...

  2. #842
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Concordo, il counseling non è e non dovrebbe essere una professione. Non ho nulla in contrario se uno psicologo fa un corso di counseling; il problema è che come dici tu sono corsetti aperti a tutti. Ho conosciuto una persona che aveva la terza media. Per fortuna ha preso dopo il corsetto di counselor almeno il diploma di maturità. E' uno scandalo, molte persone verranno scompensate per meri interessi economici e a causa di persone che non vogliono formarsi seriamente.
    il punto principlale della questione, secondo me, è proprio questo. Con ciò non voglio dire che tutte le scuole di counseling siano da buttare, ma a parte quelle poche serie, la maggior parte credo siano una "buffonata" (ne ho trovate alcune in internet che non valgono una patacca). Il problema è che manca una legge che regolamenti queste scuole

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Cara evolution, mi piacerebbe sapere da dove arriva tutto questo tuo astio... non credi di usare termini un po' forti?

    Perché dai per scontato che i counselor non siano professionisti preparati? Solo per il fatto che la loro professione non è regolamentata?

    Secondo me, oltre a comportarti in maniera un po' ingenua, commetti anche delle inesattezze. E forse non ti rendi conto che il fenomeno è esteso ed importante e che, soprattutto, va al di là di quello che vogliamo io e te.

    Ad esempio quando fai l'ennesimo (è uno sport, ormai lo fanno tutti) riferimento alla patologia. Ma dove sta scritto che un depresso non può andare da un counselor? Sarebbe come dire che un diabetico non può andare dall'ortolano...

    Il diabetico andrà dall'ortolano non a curarsi il diabete, ma a comprare i pomodori. Allo stesso modo il depresso andrà dal counselor per altre ragioni, non certo per curarsi la depressione.

    Il vero problema è che il concetto di "relazione d'aiuto" non è codificabile da una legge perché spazia dall'amicizia, al volontariato, al medicina, alla psicologia, al counseling, alla consulenza filosofica, all'assistenza sociale, e potrei andare avanti all'infinito.

    E non è un caso se l'unica riserva di legge che hanno gli psicologi sia quella relativa alla diagnosi psicologica (test inclusi, ovviamente). Ma ti dirò di più: ritengo che nemmeno il concetto di "terapia" sia codificabile in tal senso. La somministrazione di un farmaco, la rimozione di un tumore, l'ingessatura di un osso rotto, queste sono "terapie" codificabili. Ma tutte le varie talking cure... beh, la vedo molto dura.

    Anche il capitolo formazione che tu tiri in ballo è molto discutibile. Ma dove sta scritto che la formazione universitaria "codificata" è la migliore? E per di più quella italiana??????????????

    Solo un'università in Italia (l'Alma Mater di Bologna) compare nell'elenco degli migliori università a livello internazionale (World University Rankings), ma solo al 192° posto (che vergogna!).

    Insomma, i tuoi toni sembrano molto dispregiativi. Accomuni i counselor ai maghi e alle casalinghe. Mi sembra di sentire i medici che fino agli anni '80 chiamavano gli psicologi gli "amici a pagamento" con lo stesso tono dispregiativo...

    Gli ci voleva giusto la legge di ordinamento, agli psicologi, per fargli alzare un po' la cresta...
    quella degli "amici a pagamento" non la sapevo però è singolare che poi l'ordine dei medici si sia preso una serie di "favori" perché sono rappresentati in politica (accesso alle scuole di psicoterapia, e addirittura possibilità di fare psicoterapia SENZA la scuola quadriennale che secondo me è scandaloso). Alla fine anche loro hanno voluto diventare amici a pagamento
    Ultima modifica di Johnny : 22-03-2010 alle ore 15.43.06

  3. #843
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    717

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    il punto principlale della questione, secondo me, è proprio questo. Con ciò non voglio dire che tutte le scuole di counseling siano da buttare, ma a parte quelle poche serie, la maggior parte credo siano una "buffonata" (ne ho trovate alcune in internet che non valgono una patacca). Il problema è che manca una legge che regolamenti queste scuole
    A ben vedere la mancanza di una regolamentazione prima di tutto penalizza proprio i counselor che fanno le cose per bene. E lo stesso vale per le scuole di formazione.
    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    quella degli "amici a pagamento" non la sapevo però è singolare che poi l'ordine dei medici si sia preso una serie di "favori" perché sono rappresentati in politica (accesso alle scuole di psicoterapia, e addirittura possibilità di fare psicoterapia SENZA la scuola quadriennale che secondo me è scandaloso). Alla fine anche loro hanno voluto diventare amici a pagamento
    Sai, io ho vissuto tutta la "storia" fin dall'inizio, e gli psicologi fanno ora contro i counselor esattamente (credimi, E S A T T A M E N T E ) quello che i medici fecero a suo tempo con gli psicologi...

    Corsi e ricorsi storici? Coazione a ripetere?

    Così come avvenne per gli psicologi, allo stesso modo i counselor non saranno certo fermati da un ordine regionale che intende fare esposti...

    Peraltro... ad oggi non c'è stata una causa vinta contro un counselor. Mi sono andato a vedere (nei limiti del possibile :-) tutte le sentenze e non ce n'è una che dia ragione agli psicologi.

    Le sentenze che apparentemente sembrano condannare un counselor, in realtà condannano tutt'altre figure professionali e, in primis, dei delinquenti veri e propri (quindi ben venga la condanna).


    Quelle che ho trovato io:
    • Ordine della Sicilia contro 2 counselor (sentenza Pricoco-Laganà) - l'Ordine perde con sentenza passata in giudicato
    • Ordine dell'Emilia contro 1 naturopata (sentenza Abela) - l'Ordine vince, ma non contro un counselor (è la fanosa sentenza con la perizia di parte di Calvi)
    • Cliente contro 1 naturopata (sentenza Castoldi) --> la Castoldi condannata insieme al marito medico che la spalleggiava
    • Cliente contro 1 quasi-psicologo (sentenza Perri) --> Perri viene condannato insieme allo psicoterapeuta che lo spalleggiava, Perri è ora iscritto all'Ordine degli psicologi ed aveva adottato la dicitura counselor in attesa di laurearsi in psicologia...
    • Ordine della Toscana contro 2 counselor (mancano gli estremi della sentenza) - l'Ordine perde sonoramente
    Insomma, l'antifona mi pare chiara... e ricordo a tutti che gli Ordini pagano gli avvocati con i quattrini che tutti noi versiamo all'Ordine...

  4. #844
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    ok mettiamo che tra qualche anno esisterà l'Ordine dei counselor e corsi di laurea in counseling. A questo punto sorgeranno nuove figure (ad esempio il consulente filosofico, o l'antropologia esistenziale, cose del genere, che peraltro già esistono) che faranno esattamente quello che fa il counselor.
    Il counselor si comporterà esattamente come stanno facendo gli Psicologi ora, e come hanno fatto i Medici vent'anni fa?

    Secondo me (ma non sono una cima in questo ambito, quindi la considerazione che sto per fare è anche una domanda che pongo a voi) la Psicologia si distingue dall Psichiatria (poiché la Psichiatria, essendo un ramo della Medicina, è radicalmente diversa, basandosi sul cosiddetto modello medico), ma il Counseling non si distingue dalla Psicologia perché si basa su assunti di base non diversi da quelli della psicologia (Rogers)
    Ultima modifica di Johnny : 22-03-2010 alle ore 16.46.45

  5. #845
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Ciao Johnny, secondo me questo problema non si pone in quanto l'Ordine dei counselor non esisterà mai. Considera che si sta parlando di abolire gli Ordini già esistenti, figuriamoci di farne di nuovi...

    Al di là di questa considerazione (qui solo il tempo può dare ragione) vedo la categoria dei counselor "ben governata", se così si può dire. Rispetto invece a come è stata mal governata quella degli psicologi a suo tempo. Dunque non credo che in futuro si possa porre un problema del genere.

    Rispetto all'ultima questione che poni (di fatto la più importante) io rimango della mia idea: la relazione d'aiuto (in tutte le sue forme) a mio avviso non è codificabile nè attraverso degli atti nè attraverso delle leggi.

    L'essere umano, nella ricerca del proprio benessere psico-fisico (chiamiamolo così, anche se il termine non mi piace) ha sempre dimostrato di saper cercare strade e ritagliarsi nuovi spazi di riflessione, meditazione, incontro, confronto, etc.

    Poiché una legge, per forza, dovrebbe "codificare" questi atti, chi è che stabilisce a monte quale sia un atto terapeutico e quale non lo sia?

    C'è chi trova sollievo dall'andare dal prete, dal mago, dallo psicologo, dal maestro di yoga, dal parlare con gli amici, dallo psicoanalista, dal medico, etc. C'è chi cerca di migliorare se stesso facendo volontariato, aiutando gli altri, buttandosi a capofitto sul lavoro, etc.

    Ora, come possiamo stabilire "quanto" e "come" tali atti potrebbero avere dei risvolti terapeutici?

    Qui c'è il blocco (che peraltro Freud aveva risolto alla grande proprio non facendo rientrare la psicoanalisi tra gli atti medici, ma i suoi discepoli ben poco hanno capito del maestro...) e oltre non si va.

    Possiamo allora provare a codificare degli atti: la diagnosi, il test... poi? Come potremo mai dire: "se io ti parlo in un certo modo" oppure "se uso certe parole" oppure "se provoco in te certe cose" allora questo è atto terapeutico... mentre se ti dico quest'altro non lo è più?

    Il processo terapeutico, di cura, di guarigione è molto comlplesso.

    Io amo risolvere questo dilemma distinguendo il "curare" dal "prendersi cura di".

    Ecco, sono tanti i mestieri (e non solo i mestieri) dove ci si prende cura dell'altro, anche dal punto di vista psicologico. Ma non credo proprio che questo dovrebbe ricadere come riserva di Legge della professione di psicologo.

    Nella sentenza Abela è stata data la notizia trionfalistica della perizia di parte di Calvi. Se quello che sostiene Calvi fosse vero, vorrebbe dire che tutti i mestieri che ruotano attorno alla psiche dovrebbero essere di appannaggio esclusivo degli psicologi: pensiamo agli educatori di comunità, ai volontari nelle case-famiglia, agli assistenti sociali, etc.

    E' evidente che è pura follia e infatti l'Ordine dell'Emilia ha vinto non certo perché la tesi di Calvi fosse vera, ma per due semplici ragioni:

    - l'imputato era un vero e proprio delinquente (millantava titoli che non aveva, prescriveva farmaci, interpretava i sogni, etc.)
    - l'imputato non aveva un consulente di parte (da contrapporre a Calvi) evidentemente con i controfiocchi

    Questo almeno mi dice la mia modestissima esperienza ormai quasi ventennale.

  6. #846
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    a questo punto non sarebbe più logico fare come con la criminologia? non esiste la "professione" di criminologo, ma tante figure (avvocati, sociologi, antropologi, psicologi, medici, ecc...) che si occupano del fenomeno "crimine" da vari punti di vista e quindi si definiscono "crimonologi".
    Si potrebbe abolire l'ordine degl psicologi e dare l'appellativo di psicologo a tutti coloro che in vari modi si occupano della "psiche"


    Ecco, sono tanti i mestieri (e non solo i mestieri) dove ci si prende cura dell'altro, anche dal punto di vista psicologico. Ma non credo proprio che questo dovrebbe ricadere come riserva di Legge della professione di psicologo.
    con 70.000 psicologi in Italia sarebbe fattibile
    Ultima modifica di Johnny : 22-03-2010 alle ore 19.37.44

  7. #847
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Non ho letto tutti i post precedenti, ma al momento in italia esistono delle associazioni di categoria che stabiliscono dei criteri di chiamiamolo "acreditamento dei corsi di counseling", e in genere tutte le persone che frequentano tali corsi hanno già una professione (quindi una cultura generale minima). Poi in generale i corsi sono della durata triennale composti da una parte teorica e da una pratica (oltre che vari laboratori sono richieste un determinato numero di ore (documentabili) di stage per ogni anno).

    Il tutto NON per esercitare la professione dello psicologo ma di counselor di cui le competenze sono già descritte in precedenza (e non comprendono ne la diagnosi ne la psicoterapia) e non si può paragonare quindi all'esercizio della professione dello psicologo.

    Chi lo fa, la esercita abusivamente e quindi ricorre alle sanzioni (come già dimostrato). D’altronde lo possono fare i medici, gli avvocati ecc…e sono perseguibili legalmente.

    Non vedo (come futuro psicologo) nessuna minaccia per la mia professione ne per la salute e benessere psicofisico dei pazienti/clienti, anzi intravedo una eventuale possibile e proficua collaborazione.

  8. #848
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da r.chavo74 Visualizza messaggio
    Non ho letto tutti i post precedenti, ma al momento in italia esistono delle associazioni di categoria che stabiliscono dei criteri di chiamiamolo "acreditamento dei corsi di counseling", e in genere tutte le persone che frequentano tali corsi hanno già una professione (quindi una cultura generale minima). Poi in generale i corsi sono della durata triennale composti da una parte teorica e da una pratica (oltre che vari laboratori sono richieste un determinato numero di ore (documentabili) di stage per ogni anno).

    Il tutto NON per esercitare la professione dello psicologo ma di counselor di cui le competenze sono già descritte in precedenza (e non comprendono ne la diagnosi ne la psicoterapia) e non si può paragonare quindi all'esercizio della professione dello psicologo.

    Chi lo fa, la esercita abusivamente e quindi ricorre alle sanzioni (come già dimostrato). D’altronde lo possono fare i medici, gli avvocati ecc…e sono perseguibili legalmente.

    Non vedo (come futuro psicologo) nessuna minaccia per la mia professione ne per la salute e benessere psicofisico dei pazienti/clienti, anzi intravedo una eventuale possibile e proficua collaborazione.
    Eh, che dire? Purtroppo siamo in pochi a pensarla così... la maggior parte dei (giovani) psicologi sono convinti che le altre professioni minacciano in maniera indiscriminata un presunto "predominio" che dovrebbero avere solo gli iscritti all'albo...

    Nella mia esperienza ho potuto osservare che:
    • è un problema prevalentemente legato ai giovani, giovanissimi e ai laureandi in quanto tutti sanno che il lavoro come psicologo scarseggia ed è comodo farsi trascinare sull'onda della caccia all'abusivo che sarebbe colpevole di questa assenza di sbocchi occupazionali
    • è un problema prevalentemente legato a chi dirige gli Ordini da un punto di vista istituzionale poiché - nella maggior parte dei casi - tutto muove da difese di tipo corporativo
    • è un problema quasi del tutto assente in chi ha alle spalle una "solida" professione e che, anzi, con i counselor ci collabora (non essendoci l'ansia per il proprio futuro si ragiona più lucidamente sulle possibile interconnessioni)
    L'esistenza stessa dell'ordine e della legge di ordinamento in qualche modo muove fantasie di "sicurezza": sicurezza della propria professionalità, sicurezza per il lavoro, sicurezza di far parte di un "gruppo" e dunque un forte sentimento di identità e di identificazione.

    La cultura generale però si sta spostando nella direzione di mal tollerare òe "riserve" professionali in quanto queste non si dimostrano all'altezza di saper stare al passo con i tempi.

    Di sicuro l'Ordine, in questo, non è stato capace di dimostrare che la sua stessa ragion d'essere andava al di là della legge stessa. E questo è stato sicuramente un limite.

  9. #849
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    a questo punto non sarebbe più logico fare come con la criminologia? non esiste la "professione" di criminologo, ma tante figure (avvocati, sociologi, antropologi, psicologi, medici, ecc...) che si occupano del fenomeno "crimine" da vari punti di vista e quindi si definiscono "crimonologi".
    Si potrebbe abolire l'ordine degl psicologi e dare l'appellativo di psicologo a tutti coloro che in vari modi si occupano della "psiche"
    con 70.000 psicologi in Italia sarebbe fattibile
    Io non so se questo sarà possibile, ma di una cosa ho la certezza: la nascita dell'Ordine degli psicologi ha sancito il lento declino della psicologia professionale.

    Paradossalmente prima, quando l'Ordine non c'era, le cose andavano meglio...

  10. #850
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Cara evolution, mi piacerebbe sapere da dove arriva tutto questo tuo astio... non credi di usare termini un po' forti?

    Perché dai per scontato che i counselor non siano professionisti preparati? Solo per il fatto che la loro professione non è regolamentata?
    Non sono arrabbiato con nessuno; mi da certamente fastidio quando si prende con superficialità la salute delle persone, rischiando di procurare più danni che altro.
    Non do nulla per scontato, il counselor fa una formazione ridicola per avere a che fare con le emozioni delle persone. Io sto ancora facendo l'università (e un'analisi personale), per cui sarebbe molto più comodo mollare tutto e iscrivermi a un corso di counselor; non lo faccio perchè credo che senza saper fare una valutazione seria si rischia di fare solo pasticci.
    Mi spiace che anche tu prenda con superficialità la questione (credo tu sia psicologo, o sbaglio?).

  11. #851
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    L'essere umano, nella ricerca del proprio benessere psico-fisico (chiamiamolo così, anche se il termine non mi piace) ha sempre dimostrato di saper cercare strade e ritagliarsi nuovi spazi di riflessione, meditazione, incontro, confronto, etc.

    Poiché una legge, per forza, dovrebbe "codificare" questi atti, chi è che stabilisce a monte quale sia un atto terapeutico e quale non lo sia?

    C'è chi trova sollievo dall'andare dal prete, dal mago, dallo psicologo, dal maestro di yoga, dal parlare con gli amici, dallo psicoanalista, dal medico, etc. C'è chi cerca di migliorare se stesso facendo volontariato, aiutando gli altri, buttandosi a capofitto sul lavoro, etc.

    Ora, come possiamo stabilire "quanto" e "come" tali atti potrebbero avere dei risvolti terapeutici?

    .
    Dal mio punto di vista, molto superficiale e idealista. Anche confuso!
    C'è anche una bella differenza tra l'amico, che non lo fa come professione e non ti chiede soldi e il mago o il counselor che ti spillano soldi facendolo come professione.
    Ultima modifica di evolution : 23-03-2010 alle ore 12.51.16

  12. #852
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Secondo me (ma non sono una cima in questo ambito, quindi la considerazione che sto per fare è anche una domanda che pongo a voi) la Psicologia si distingue dall Psichiatria (poiché la Psichiatria, essendo un ramo della Medicina, è radicalmente diversa, basandosi sul cosiddetto modello medico), ma il Counseling non si distingue dalla Psicologia perché si basa su assunti di base non diversi da quelli della psicologia (Rogers)
    Hai perfettamente ragione, infatti le scuole di counseling fanno riferimento ad orientamenti psicologici. Quasi tutte le scuole di psicoterapia, di qualsiasi orientamento, ha anche un corso di counseling... stessi docenti, ecc. Hanno ovviamente tolto 3/4 delle ore e la parte diagnostica e terapeutica, facendone un corsetto all'acqua di rose (massimo 450 ore) aperto a tutti, ma sempre facendo riferimento all'orientamento psicologico della scuola.

  13. #853
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Vorrei chiarire un mio pensiero su quale debba essere una formazione seria per aiutare qualcuno in ambito psicologico.
    Dal mio punto di vista la formazione universitaria, il tirocinio e l'esame di stato sono molto importanti ma non bastano (ma non si possono sostituire con corsi per casalinghe). Credo che molto importante sia fare un lungo lavoro su di se attraverso l'analisi personale (comunque un lavoro psicoterapeutico) per conoscersi a fondo e vedere meglio anche le dinamiche delle altre persone. Penso sia importante anche la scuola di specializzazione.
    Dopo la laurea e un lavoro su di sè potrei capire anche la scuola di counseling.
    Con questa formazione, a mio avviso si può lavorare in scienza e coscienza.
    Con la scorciatoia del corsetto si rischia di fare molti danni, difficili da misurare a breve termine.

  14. #854
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Vorrei chiarire un mio pensiero su quale debba essere una formazione seria per aiutare qualcuno in ambito psicologico.
    Dal mio punto di vista la formazione universitaria, il tirocinio e l'esame di stato sono molto importanti ma non bastano (ma non si possono sostituire con corsi per casalinghe). Credo che molto importante sia fare un lungo lavoro su di se attraverso l'analisi personale (comunque un lavoro psicoterapeutico) per conoscersi a fondo e vedere meglio anche le dinamiche delle altre persone. Penso sia importante anche la scuola di specializzazione.
    Dopo la laurea e un lavoro su di sè potrei capire anche la scuola di counseling.
    Con questa formazione, a mio avviso si può lavorare in scienza e coscienza.
    Con la scorciatoia del corsetto si rischia di fare molti danni, difficili da misurare a breve termine.
    Sono d'accordo con quanto dici...in effetti uno psicologo serio e competente deve secondo me fare questo percorso.

    Ma il counselor appunto NON é uno psicologo.
    Non capsico se la preoccupazione generale sia quella per il benessere dei pazienti/clienti che verrebbe messo a repentaglio dai "counsuelor", o il proprio , mosso da lauti interessi economici (del tipo già siamo in tanti e adesso anche questi ci rubano i pazienti).
    Non sto insinuando niente ma il "dubbio legittimo mi sorge".

    Trovo sia ingiustificati sia il primo che il secondo, in quanto per ciò che DOVREBBE fare tale figura coscenziosa il pericolo non esista (al massimo chiude lo studio e perde i pazienti per l'incompetenza). Se coscienziosa non é, allora vale lo stesso principio per tutti i professionisti.

    Trovo quindi che lo psicologo competente, sicuro di se e nelle sue capacità acquisite ed interiorizzate nel corso della propria formazione universitaria e l'esperienza clinica dovrebbe essere più aperto (in modo critico ma aperto) verso tutte le professioni atte a promuovere il benessere globale della persona.

  15. #855
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Non sono arrabbiato con nessuno; mi da certamente fastidio quando si prende con superficialità la salute delle persone, rischiando di procurare più danni che altro.
    Non do nulla per scontato, il counselor fa una formazione ridicola per avere a che fare con le emozioni delle persone. Io sto ancora facendo l'università (e un'analisi personale), per cui sarebbe molto più comodo mollare tutto e iscrivermi a un corso di counselor; non lo faccio perchè credo che senza saper fare una valutazione seria si rischia di fare solo pasticci.
    Mi spiace che anche tu prenda con superficialità la questione (credo tu sia psicologo, o sbaglio?).
    Vedi evolution, io penso esattamente il contrario...

    Credo che la laurea quinquennale in psicologia sia una formazione ridicola per avere a che fare con le emozioni delle persone. Ma quando mai in facoltà ti hanno insegnato a rapportarti agli altri e alle loro emozioni?

    Per gestire il colloquio con un depresso credi che basti aver preso 30 a teoria e tecniche del colloquio psicologico??????

    Il fatto che tu sostenga che la laurea non basta e che uno dopo deve continuare (pur essendo onorevole da parte tua) è una risposta che proprio non mi soddisfa nemmeno un po'. Dal momento che, per legge, basta la laurea per fare lo psicologo. E il resto cos'è? Un optional lasciato al buon cuore del neo-psicologo?

    Trovo la formazione in counseling molto più centrata ed equilibrata rispetto al rapportarsi con altre persone, dal momento che nella formazione in counseling c'è l'obbligo di analisi, l'obbligo di supervisione, l'obbligo di tirocinio, etc.

    Sicuramente non c'è l'obbligo di studiarsi montagne di libri teorici sulla psicologia, ma questo è naturale. Uno alla fine deve saper fare il counselor, mica lo psicologo!

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