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Discussione: Abuso professione

  1. #46
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-04-2007
    Messaggi
    99

    Riferimento: Abuso professione

    Evolution ti stai proprio sbagliando, respira profondamente prima di rispondere e magari pensa!
    Per fortuna che aggiungi alla fine niente di personale eh!
    Prima di tutto prendi atto che questa è una sentenza di un tribunale dello Stato italiano, per una delle tante accuse mosse dagli ordini che invece di lavorare per NOI, già noi, psicologi, perde tempo a muovere accuse infondate.

    Io stessa nella mia formazione post laurea ho seguito un corso di consueling, che è anche accreditato dal miur, anzi ho iniziato prima di laurearmi perchè nauseata dalla preparazione accademica prettamente teorica e relegata solo ai due orientamenti che hanno piu' potere nelle università.
    Ho fatto tantissime ore di moduli residenziali che mi hanno permesso di apprendere nella pratica come relazionarmi nella mia professione.
    Ho imparato l'abc, quello che all'università non insegna nessuno, ho imparato delle tecniche e ho lavorato su me stessa nel gruppo, su come mi relazionavo con gli altri, sul mio modo di comunicare ecc.

    Al di là di questo aspetto che ho sottolineato dal momento che molti di voi parlano di quest'argomento senza conoscerlo, la mia felicità sta nel fatto che conosco sia professionalmente che personalmente i due consuelor in questione, sono ottime persone e so per certo che non hanno mai fatto abuso della professione dello psicologo.
    Non hanno mai fatto diagnosi psicologica proprio perchè non è un argomento che non hanno studiato e che nemmeno gli interessa particolarmente, lavorano in un modo completamente diverso da quello in cui può lavorare uno psicologo.

    La cosa peggiore è che nessun utente ha denunciato i due consuellor, nessuno ha avuto i danni e le scompensazioni di cui parli.

    C'è la libertà di scelta in Italia, sai quante persone sono scontente di nostri colleghi psicologi? Dopo anni di sostegno psicologico che non portano a nulla?
    Perché invece di preoccuparci di fare seriamente il nostro lavoro e di chi svaluta la nostra professione e professionalità ci scagliamo sulle altre professioni?

    Tu vai da un professionista qualsiasi solo in base al suo titolo e al pezzo di carta o scegli anche in base ad altri parametri? Solo perchè uno è laureato in psicologia è automaticamente empatico? competente?

    Io stessa ho mandato mia madre, dopo anni di cure inutili se non dannose da uno psichiatra e da una psicoterapeuta, da un consuelor molto bravo docente della scuola in cui ho studiato.

    Lui non le ha fatto una diagnosi, non le ha detto che era senza speranza e che non sarebbe mai stata bene psicologicamente come facevano i professionisti legalmente abilitati.
    Per lei questo è stato molto piu' terapeutico dell'incontro con i professionisti suddetti, in particolare la psicoterapeuta che nel momento in cui ha deciso di smettere le sedute le ha fatto un sacco di pressioni perchè non smettesse, anche dicendole che in futuro non sarebbe piu' stata disponibile se lei aveva bisogno.
    Mentre il consuelor in questione in maniera etica, non ha mai fissato un limite nel tempo agli incontri, anzi ha sempre sollecitato in lei un'autonomia nel decidere di terminare gli incontri o continuare.

    A me interessava principalmente il benessere di mia madre e soprattutto che non continuasse a spendere soldi con professionisti che non l'aiutavano, anzi le toglievano ogni speranza perché usavano la diagnosi non come una risorsa ma come un'etichetta incancellabile.

    Proprio per questo mi sono rivolta a una persona competente con solidi studi alle spalle laurea, formazione sul campo, tirocinio, supervisioni, esperienza pluriennale di consueling ecc., che non avesse una visione di un certo tipo, che non riducesse le sue problematiche a una diagnosi immutabile da accettare senza via di scampo.
    E il benessere ritrovato di mia madre mi ha dato ragione.

  2. #47
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da darksky^ Visualizza messaggio
    Non hanno mai fatto diagnosi psicologica proprio perchè non è un argomento che non hanno studiato e che nemmeno gli interessa particolarmente, lavorano in un modo completamente diverso da quello in cui può lavorare uno psicologo.
    un lapsus?




    Lui non le ha fatto una diagnosi, non le ha detto che era senza speranza e che non sarebbe mai stata bene psicologicamente come facevano i professionisti legalmente abilitati.
    Per lei questo è stato molto piu' terapeutico dell'incontro con i professionisti suddetti, in particolare la psicoterapeuta che nel momento in cui ha deciso di smettere le sedute le ha fatto un sacco di pressioni perchè non smettesse, anche dicendole che in futuro non sarebbe piu' stata disponibile se lei aveva bisogno.
    rispetto al primo punto, se c'è uno psicologo che dice "lei è senza speranza e non starà mai bene" sarebbe da denuncia perché lo psicologo deve vedere le potenzialità nei clienti, e lavorare per svilupparle, non per reprimerle! E il cliente fa bene ad andare da un'altra parte.
    Sul secondo punto, le pressioni, vale lo stesso discorso.
    Se non generalizziamo con i counselor, non generalizziamo neanche con altri professionisti per favore.

    Riguardo alla svalutazione della nostra professione, leggendo la presentazione del counseling in siti internet di alcuni counselor (non ricordo se anche nei siti ufficiali delle varie associazioni), in cui descrivono la differenza tra counseling e psicologia, spesso emerge una rappresentazione della psicologia falsata, non vera, forse con lo scopo di promuvere il counseling. Ad esempio quando dicono "il counselor ha un atteggiamento non giudicante a differenza dello psicologo", questo NON E' VERO, perché anche lo psicologo usa un atteggiamento non giudicante; è PROPRIO QUESTO che distingue l'intervento psicologico da quello medico/psichiatrico ed è proprio questa la specificità della psicologia!

    Farebbero bene a dire la verità, cioè che esiste un vuoto legislativo, perciò il counseling lo possono fare anche non-psicologi e per questo è nata la figura del counselor. La questione è tutta qui, alla fine.

    Per quanto riguarda la formazione universitaria: secondo me, è giusto che sia lunga e nozionistaica, è proprio questa la specificità dell'Università. Lo psicologo può svolgere non solo interventi di counseling, ma tante altre cose, anche delicate (tipo la psicodiagnosi) e da questo punto di vista la formazione nozionistica è necessaria.

    Per quanto riguarda l'accanimento di certi psicologi contro i counselor, diciamo che i counselor a volte ci mettono del suo: quando leggi delle castronerie nei siti internet pubblicitari di counselor, consulenti filosofici, e cose del genere (tipo che guariscono patologie come attacchi di panico, depressione, fobie, ecc..che sono di competenza dello psicoterapeuta, oppure fanno un miscuglio tra psicologo/psicoterapeuta/psicoanalista dicendo castronerie su ognuna delle 3 categorie citate) l'accanimento a volte viene spontaneo.
    Ultima modifica di Johnny : 24-03-2010 alle ore 09.34.01

  3. #48
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    27-01-2009
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da darksky^ Visualizza messaggio
    Evolution ti stai proprio sbagliando, respira profondamente prima di rispondere e magari pensa!
    Per fortuna che aggiungi alla fine niente di personale eh!
    Prima di tutto prendi atto che questa è una sentenza di un tribunale dello Stato italiano, per una delle tante accuse mosse dagli ordini che invece di lavorare per NOI, già noi, psicologi, perde tempo a muovere accuse infondate.

    Io stessa nella mia formazione post laurea ho seguito un corso di consueling, che è anche accreditato dal miur, anzi ho iniziato prima di laurearmi perchè nauseata dalla preparazione accademica prettamente teorica e relegata solo ai due orientamenti che hanno piu' potere nelle università.
    Ho fatto tantissime ore di moduli residenziali che mi hanno permesso di apprendere nella pratica come relazionarmi nella mia professione.
    Ho imparato l'abc, quello che all'università non insegna nessuno, ho imparato delle tecniche e ho lavorato su me stessa nel gruppo, su come mi relazionavo con gli altri, sul mio modo di comunicare ecc.

    Al di là di questo aspetto che ho sottolineato dal momento che molti di voi parlano di quest'argomento senza conoscerlo, la mia felicità sta nel fatto che conosco sia professionalmente che personalmente i due consuelor in questione, sono ottime persone e so per certo che non hanno mai fatto abuso della professione dello psicologo.
    Non hanno mai fatto diagnosi psicologica proprio perchè non è un argomento che non hanno studiato e che nemmeno gli interessa particolarmente, lavorano in un modo completamente diverso da quello in cui può lavorare uno psicologo.

    La cosa peggiore è che nessun utente ha denunciato i due consuellor, nessuno ha avuto i danni e le scompensazioni di cui parli.

    C'è la libertà di scelta in Italia, sai quante persone sono scontente di nostri colleghi psicologi? Dopo anni di sostegno psicologico che non portano a nulla?
    Perché invece di preoccuparci di fare seriamente il nostro lavoro e di chi svaluta la nostra professione e professionalità ci scagliamo sulle altre professioni?

    Tu vai da un professionista qualsiasi solo in base al suo titolo e al pezzo di carta o scegli anche in base ad altri parametri? Solo perchè uno è laureato in psicologia è automaticamente empatico? competente?

    Io stessa ho mandato mia madre, dopo anni di cure inutili se non dannose da uno psichiatra e da una psicoterapeuta, da un consuelor molto bravo docente della scuola in cui ho studiato.

    Lui non le ha fatto una diagnosi, non le ha detto che era senza speranza e che non sarebbe mai stata bene psicologicamente come facevano i professionisti legalmente abilitati.
    Per lei questo è stato molto piu' terapeutico dell'incontro con i professionisti suddetti, in particolare la psicoterapeuta che nel momento in cui ha deciso di smettere le sedute le ha fatto un sacco di pressioni perchè non smettesse, anche dicendole che in futuro non sarebbe piu' stata disponibile se lei aveva bisogno.
    Mentre il consuelor in questione in maniera etica, non ha mai fissato un limite nel tempo agli incontri, anzi ha sempre sollecitato in lei un'autonomia nel decidere di terminare gli incontri o continuare.

    A me interessava principalmente il benessere di mia madre e soprattutto che non continuasse a spendere soldi con professionisti che non l'aiutavano, anzi le toglievano ogni speranza perché usavano la diagnosi non come una risorsa ma come un'etichetta incancellabile.

    Proprio per questo mi sono rivolta a una persona competente con solidi studi alle spalle laurea, formazione sul campo, tirocinio, supervisioni, esperienza pluriennale di consueling ecc., che non avesse una visione di un certo tipo, che non riducesse le sue problematiche a una diagnosi immutabile da accettare senza via di scampo.
    E il benessere ritrovato di mia madre mi ha dato ragione.
    Non ho nulla in contrario che uno psicologo faccia un corso di counseling per migliorare la sua pratica professionale; il problema è quando una persona fa questi corsi (400 ore) senza aver fatto nemmeno un giorno di università.
    Che un titolo di studio o un'abilitazione non sia garanzia di ottima professionalità sono d'accordo con te, ma non per questo al posto di trovare un altro professionista più competente si debba cercare persone (anche brave) non preparate.
    Non è che perchè ci sono cattivi chirurghi, la prossima volta che ho bisogno di un'operazione non mi affido ad un bravo chirurgo.
    Mi dispiace tu non sia riuscita a far fruttare la tua esperienza universitaria, e addirittura tu sia arrivata alla nausea; io sto apprendendo molto, e grazie ad un'analisi personale e allo studio sto crescendo e apprendendo molto. Forse in futuro per integrare farò una scuola di counseling, anche se sono più orientato a una scuola di psicoterapia.

  4. #49
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    un lapsus?


    Nessun lapsus tranquillo, come sottolinea Quattrostracci l'unica specificità della figura dello psicologo per legge è proprio quello di fare la diagnosi, se voi siete contenti così.
    A me all'università in una lezione hanno detto che se viene un paziente che non rientra in una patologia precisa di rimandarlo a casa dicendoli che non rientra in nessuna diagnosi precisa del Dsm...

    La diagnosi è utile ma può essere un'arma pericolosa, io non me la sentirei di basare tutta la mia professionalità solo sulla capacità di fare diagnosi, poi ognuno si regola come meglio crede



    rispetto al primo punto, se c'è uno psicologo che dice "lei è senza speranza e non starà mai bene" sarebbe da denuncia perché lo psicologo deve vedere le potenzialità nei clienti, e lavorare per svilupparle, non per reprimerle! E il cliente fa bene ad andare da un'altra parte.
    Sul secondo punto, le pressioni, vale lo stesso discorso.
    Se non generalizziamo con i counselor, non generalizziamo neanche con altri professionisti per favore.

    Io al contrario vostro non sto generalizzando e parlando di cose che non conosco.
    Sto parlando in maniera concreta di professionisti legalmente abilitati che purtroppo ho visto con i miei occhi e ti assicuro che sento moltissime storie di persone che hanno trovato professionisti che hanno detto loro che devono abituarsi e che non guariranno mai totalmente dai loro problemi.

    I due consuelor in questione sono persone serie, la mia scuola di consueling lo è, non posso parlare di quello che non conosco, spingo a orientare la discussione non tanto sui consuelor che "rubano" soldi e pazienti agli psicologi, anche se a me non rubano niente sia chiaro, ma sui professionisti legalmente abilitati che con il loro operato svalutano la nostra professione.

    Ribadisco le persone hanno libertà di scelta, nello studio dei due consuelor in questione c'è scritto a lettere cubitali cos'è il consueling, che non è una professione sanitaria e che non si fanno diagnosi, terapie psicologiche, mediche ecc. quindi non capisco dove sta il problema
    .



    Per quanto riguarda la formazione universitaria: secondo me, è giusto che sia lunga e nozionistaica, è proprio questa la specificità dell'Università. Lo psicologo può svolgere non solo interventi di counseling, ma tante altre cose, anche delicate (tipo la psicodiagnosi) e da questo punto di vista la formazione nozionistica è necessaria.

    Nessuno dice che non ci debba essere una formazione teorica e nozionistica, ma mi sembra ovvio che l'Università non ti prepara al lavoro di psicologo nel concreto ne ti dà gli strumenti ne le competenze.
    Io nella mia università non ho mai visto un test, si ho letto gli enormi libroni dei professori che discorrevano sui test, però se volessi imparare a fare psicodiagnosi, dovrei fare un'uteriore formazione per colmare le lacune che ho.
    Nell'anno di erasmus ho visto con i miei occhi i test principali, c'erano per ogni materia le ore di pratica e ti insegnavano a calcolare i punteggi, a somministrarli ecc.

    Psicologia clinica? non ne parliamo, un esame in cui si studia l'orientamento principale del docente sempre nella teoria e si fa un'analisi clinica di un suo caso, sempre nella teoria.
    E da due righe dovresti fare un'analisi di struttura della personalità, delle difese, diagnosi e prognosi, quando nella realtà è tutto molto piu' complesso e nessuno si sognerebbe di fare una diagnosi a distanza senza aver visto di persona un paziente.

    Fare la psicodiagnosi ok, ma fare consueling pensi non sia delicato e che non ci voglia una formazione in proposito?
    Io non manderei mai un paziente, un amico ecc. da uno psicologo fresco di laurea.
    Io stessa non mi sarei sognata di iniziare senza aver investito soldi, tempo ed energie in formazioni che mi dessero le competenze che all'università non mi ha dato nessuno e soprattutto incontrare orientamenti differenti, di cui non avevo sentito parlare, perchè sono del parere che siamo noi a doverci adattare al problema del paziente e non il contrario e avere un solo orientamento è estremamente limitante.

  5. #50
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abuso professione

    Nessun lapsus tranquillo, come sottolinea Quattrostracci l'unica specificità della figura dello psicologo per legge è proprio quello di fare la diagnosi, se voi siete contenti così.
    A me all'università in una lezione hanno detto che se viene un paziente che non rientra in una patologia precisa di rimandarlo a casa dicendoli che non rientra in nessuna diagnosi precisa del Dsm...

    La diagnosi è utile ma può essere un'arma pericolosa, io non me la sentirei di basare tutta la mia professionalità solo sulla capacità di fare diagnosi, poi ognuno si regola come meglio crede
    non è che "siamo contenti così". Stiamo dicendo quello che è nella realtà dei fatti.
    E' ovvio che se non c'è una patologia precisa si rimanda a casa il paziente. Inoltre i test non vengono usato solo per stabilire se una persona ha una sindrome del DSM (a parte che non esiste solo il DSM, ma anche altre classificazioni). Esistono anche test che vengono usati non per diagnosticare patologie, ma nella selezione del personale, test di livello per il QI, ecc...E' anche vero che le diagnosi, o in generale la somministrazione di test o altri strumenti psicologici, vengono fatte su richiesta laddove ce ne sia la necessità.
    Se uno psicologo fa un test, c'è qualcuno che ha chiesto di farlo.


    Nessuno dice che non ci debba essere una formazione teorica e nozionistica, ma mi sembra ovvio che l'Università non ti prepara al lavoro di psicologo nel concreto ne ti dà gli strumenti ne le competenze.
    Io nella mia università non ho mai visto un test, si ho letto gli enormi libroni dei professori che discorrevano sui test, però se volessi imparare a fare psicodiagnosi, dovrei fare un'uteriore formazione per colmare le lacune che ho.
    Nell'anno di erasmus ho visto con i miei occhi i test principali, c'erano per ogni materia le ore di pratica e ti insegnavano a calcolare i punteggi, a somministrarli ecc.

    Psicologia clinica? non ne parliamo, un esame in cui si studia l'orientamento principale del docente sempre nella teoria e si fa un'analisi clinica di un suo caso, sempre nella teoria.
    E da due righe dovresti fare un'analisi di struttura della personalità, delle difese, diagnosi e prognosi, quando nella realtà è tutto molto piu' complesso e nessuno si sognerebbe di fare una diagnosi a distanza senza aver visto di persona un paziente.
    in che sede studi?

    Fare la psicodiagnosi ok, ma fare consueling pensi non sia delicato e che non ci voglia una formazione in proposito?
    Io non manderei mai un paziente, un amico ecc. da uno psicologo fresco di laurea.
    Io stessa non mi sarei sognata di iniziare senza aver investito soldi, tempo ed energie in formazioni che mi dessero le competenze che all'università non mi ha dato nessuno e soprattutto incontrare orientamenti differenti, di cui non avevo sentito parlare, perchè sono del parere che siamo noi a doverci adattare al problema del paziente e non il contrario e avere un solo orientamento è estremamente limitante.
    .
    bè, se è per questo anche io non andrei mai da un avvocato che si è appena abilitato per farmi difendere in un processo. E non mi farei operare da un medico fresco di esame di stato. E' anche meglio scegliere un parrucchiere che lavora da anni così sono sicuro che è più bravo a tagliare i capelli. Il problema non è sull'esperienza, ma sulle competenze di ogni specifica professione che sono stabilite per legge, cioè "chi può fare cosa".
    A me sta bene che esistano i counselor, ma allora deve esserci una legge che stabilisce i criteri di accesso ai corsi e il modo in cui questi corsi si svolgono (ho trovato scuole di counseling che durano 2 settimane, altre che durano 3 anni ma non insegnano praticamente niente) e una legge che dice chiaramente quali sono le competenze dello Psicologo. Tra le varie figure, fra l'altro, i counselor se vogliamo sono anche i più "seri", perché poi esiste anche la consulenza filosofica, l'antropologia esistenziale e altre cose del genere che dichiaratamente dicono di curare patologie tipo la depressione. Ma questa discussione riguarda nello specifico il counseling.

    Probabilmente gli insegnamenti variano da un'Università all'altra. Ad esempio a Padova ci sono tantissimi docenti validi (validissimi) e di ogni orientamento (psicoanalitico, cognitivista, gestalt, sistemico, ecc...) e vengono tutti studiati in modo approfondito. Personalmente ad esempio conosco tutti questi orientamenti abbastanza bene, avendo avuto docenti di ogni "approccio teorico", e c'è anche una varietà di curricula di studi specifici. Io nello specifico ho fatto l'indirizzo psicoanalitico, nel biennio finale, ma nel triennio ho fatto esami e corsi con docenti praticamente di ogni orientamento teorico (sistemico, analisi transaizonale, psicoanalitico, cognitivista, interattivo cognitivo, fenomenologico...insomma, una bella panoramica...alla fine ho identificato l'indirizzo che sentivo più consono a me, se eventualmente vorrò fare una scuola di psicoterapia la sceglierò con coscienza). C'è anche un indirizzo specifico di "assesment della personalità" quindi credo di poter dire che insegnino bene anche i test e la psicodiagnosi, se è questo quello a cui l'allievo aspira.
    POI c'è il tirocinio (o meglio, i tirocini). Se non è vissuto come un iter burocratico e se si sceglie la sede e il tutor giusto, puoi imparare un sacco di cose.
    Effettivamente quello che manca è la supervisione, quindi la possibilità di esecitare affiancati da un tutor/supervisore. Per il resto non ho nulla da dire.
    Ultima modifica di Johnny : 24-03-2010 alle ore 15.16.02

  6. #51
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Esultate e andate avanti...a fare danni e scompensazioni. Il counselor non è minimamente in grado di vedere psicopatologie latenti.
    Ti ricordo che la sentenza non da nessuna competenza legale al counselor, legalmente non esiste, e quello che fa il counselor lo può fare anche il panettiere. Niente sostegno, riabilitazione o diagnosi!
    Ovviamente niente di personale con te, che per quello che ne so puoi essere uno psicologo, almeno, lo spero per te; altrimenti in bocca al lupo per il tuo lavoro... di abusivo.
    Evolution, se incorreggibile!

    Stai dicendo delle cose che non hanno nè capo nè coda:
    • una sentenza di un Tribunale della Repubblica Italiana ha sancito che esercitare il counseling non significa esercitare abusivamente la professione di psicologo, quindi è veramente insensato che tu continui a sostenere che chi fa counseling è un abusivo
    • le uniche riserve di Legge che un Tribunale ha dato agli psicologi sono relative alla diagnosi e alla sommiistrazione di test (la riabilitazione e il sostegno te li devi essere sognati stanotte, perché in giurisprudenza non ve ne è traccia)
    • una professione legalmente esiste indipendentemente dal fatto di essere regolamentata dalla Legge: continui a confondere il piano del riconoscimento con quello della regolamentazione (e insisti, pure!)
    Infine ti ricordo che, in caso di controversia tra due cittadini, nessuno va a chiedere il parere né a quattrostracci né a evolution, ma ad un Giudice. E il Giudice (non solo in questa occasione perché di sentenze specifiche sul counseling ce n'è almeno un'altra, e di sentenze relative agli psicoanalisti non iscritti all'Ordine, ad esempio, ce ne sono a palate...) ha espresso il suo parere.

    Ora, va bene il tuo disappunto, ci mancherebbe. Va bene che non sei daccordo, ci mancherebbe. Ma non puoi continuare a sostenere che un counselor è un abusivo, perché questo non sta nè in cielo nè in terra.

    Tutto quanto da me riportato non è frutto nè di pareri nè di interpretazioni, ma di sentenze di Tribunali italiani.

    Devi saper distinguere i piani, altrimenti rischi di fare confusione.

  7. #52
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Non ho nulla in contrario che uno psicologo faccia un corso di counseling per migliorare la sua pratica professionale; il problema è quando una persona fa questi corsi (400 ore) senza aver fatto nemmeno un giorno di università.
    Che un titolo di studio o un'abilitazione non sia garanzia di ottima professionalità sono d'accordo con te, ma non per questo al posto di trovare un altro professionista più competente si debba cercare persone (anche brave) non preparate.
    Non è che perchè ci sono cattivi chirurghi, la prossima volta che ho bisogno di un'operazione non mi affido ad un bravo chirurgo.
    Mi dispiace tu non sia riuscita a far fruttare la tua esperienza universitaria, e addirittura tu sia arrivata alla nausea; io sto apprendendo molto, e grazie ad un'analisi personale e allo studio sto crescendo e apprendendo molto. Forse in futuro per integrare farò una scuola di counseling, anche se sono più orientato a una scuola di psicoterapia.
    La logica non garantisce la veridicità di quanto si afferma:
    scrivere che esistono <<brave, ma non preparate>> ha forse
    un senso logico (forse), ma in sè non ne capisco il significato
    (e non credo di esser l'unico...).
    Domanda: esistono psicologi <<bravi, ma non preparati>>??
    Difficile secondo me...semmai esistono psicologi e psicoterapeuti
    bravi nei "fondamenti teorici" (<<Anch'io ho studiato la Satir...che credi? -
    citazione di una psicoterapeuta, poi, nei fatti, dimostra di contraddire
    teoria e pratica della Satir!), ma carenti nella coerenza di ciò che hanno studiato, nella pratica.
    Questo è il problema fondamentale, forse (forse), comune anche ad altre professioni. Ma forse...perchè per un avvocato la teoria del diritto (ei principi, soprattutto) hanno un riflesso diretto nella pratica. Per lo psicologo NO. Può avere una buona preparazione teorica, anche alcuni anni di pratica, ma, poi, contraddirsi nella pratica. Di quella "contraddizione" (incoerenza, incongruenza o come volete) ne pagherà le conseguenze il cliente (che è "paziente" per lo psicoterapeuta) che farà una pubblicità negativa a tutta la categoria. Quindi, conviene x tutti che chiunque dei nostri professionisti sia al contrario <<preparata e brava>>.
    psi_net

  8. #53
    Johnny
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Difficile secondo me...semmai esistono psicologi e psicoterapeuti
    bravi nei "fondamenti teorici" (<<Anch'io ho studiato la Satir...che credi? -
    citazione di una psicoterapeuta, poi, nei fatti, dimostra di contraddire
    teoria e pratica della Satir!), ma carenti nella coerenza di ciò che hanno studiato, nella pratica.
    forse evolution si riferisce al fatto che tu (dico te, per dire i counselor in generale) hai studiato Virginia Satir, ma hai studiato solo quella. Un counsleor che si ispira alla teoria sistemica, ha studiato solo quella e non sa nulla di cognitivismo, psicologia dinamica, ecc...
    Non è un'offesa, anzi visto che la formazione del counselor è orientata alla pratica, più che al nozionismo, può essere più utile conosce una cosa soltanto e ignorare tutto il resto.

    Ma forse...perchè per un avvocato la teoria del diritto (ei principi, soprattutto) hanno un riflesso diretto nella pratica. Per lo psicologo NO.
    mi puoi spiegare meglio questo concetto per favore? non lo capisco.
    Qualunque professionista fa ciò che sa, la pratica deriva dalla teoria. Dalla teoria di riferimento derivano gli strumenti di intervento
    Ultima modifica di Johnny : 24-03-2010 alle ore 17.58.20

  9. #54
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-04-2007
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    non è che "siamo contenti così". Stiamo dicendo quello che è nella realtà dei fatti.
    E' ovvio che se non c'è una patologia precisa si rimanda a casa il paziente. Inoltre i test non vengono usato solo per stabilire se una persona ha una sindrome del DSM (a parte che non esiste solo il DSM, ma anche altre classificazioni). Esistono anche test che vengono usati non per diagnosticare patologie, ma nella selezione del personale, test di livello per il QI, ecc...E' anche vero che le diagnosi, o in generale la somministrazione di test o altri strumenti psicologici, vengono fatte su richiesta laddove ce ne sia la necessità.
    Se uno psicologo fa un test, c'è qualcuno che ha chiesto di farlo.

    No tu davvero sei del parere che se una persona viene da te con un disagio, con una motivazione a cambiare qualcosa nella sua vita e nelle sue relazioni per esempio, la rimanderesti a casa se non rientra in un quadro psicopatologico da manuale? Spiegati meglio per favore


    in che sede studi?

    Ho già terminato i miei studi universitari, per fortuna, da 5 anni!



    bè, se è per questo anche io non andrei mai da un avvocato che si è appena abilitato per farmi difendere in un processo. E non mi farei operare da un medico fresco di esame di stato. E' anche meglio scegliere un parrucchiere che lavora da anni così sono sicuro che è più bravo a tagliare i capelli. Il problema non è sull'esperienza, ma sulle competenze di ogni specifica professione che sono stabilite per legge, cioè "chi può fare cosa".

    Io non ti sto parlando di esperienza, a volte può essere piu' empatico e presente un professionista che sta iniziando la professione che uno che vede da anni centinaia di casi, ma di competenze pratiche e spendibili.
    Un laureato in psicologia non ce le ha. E nemmeno l'esame di stato verifica questo.
    Mi fai piacere che tu abbia avuto degli ottimi insegnanti, anch'io non mi posso lamentare per la preparazione teorica a parte la scarsa rappresentatività degli orientamenti psicologici, solo psicodinamico in gran parte e qualcosa di cognitivo comportamentale.

    Psicologia clinica stendo un velo pietoso, rispondi alla mia precedente domanda: quale professionista potrebbe fare una diagnosi a distanza senza aver mai visto un paziente? Completo di diagnosi di personalità, meccanismi di difesa, prognosi..ecc. Ricordo all'orale una ragazza che disse la prognosi per me è relativamente breve e il prof che disse, quello è stato un mio paziente è venuto anni e non ha risolto un tubo. Grazie tante che lui conosceva la prognosi!




    Probabilmente gli insegnamenti variano da un'Università all'altra. Ad esempio a Padova ci sono tantissimi docenti validi (validissimi) e di ogni orientamento (psicoanalitico, cognitivista, gestalt, sistemico, ecc...) e vengono tutti studiati in modo approfondito. Personalmente ad esempio conosco tutti
    POI c'è il tirocinio (o meglio, i tirocini). Se non è vissuto come un iter burocratico e se si sceglie la sede e il tutor giusto, puoi imparare un sacco di cose.
    Effettivamente quello che manca è la supervisione, quindi la possibilità di esecitare affiancati da un tutor/supervisore. Per il resto non ho nulla da dire.
    Non sempre il tirocinio è una valida esperienza e magari, come nel mio caso, ti promettono mari e monti e poi finisci a fare segreteria, i miei tirocini li considero ben altri!

  10. #55
    Partecipante Esperto
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    forse evolution si riferisce al fatto che tu (dico te, per dire i counselor in generale) hai studiato Virginia Satir, ma hai studiato solo quella. Un counsleor che si ispira alla teoria sistemica, ha studiato solo quella e non sa nulla di cognitivismo, psicologia dinamica, ecc...
    Non è un'offesa, anzi visto che la formazione del counselor è orientata alla pratica, più che al nozionismo, può essere più utile conosce una cosa soltanto e ignorare tutto il resto.
    Magari avessi studiato solo la Satir. Aggiungici dodici anni di PNL, con Corsi
    fatti all'estero e pagati di tasca mia. Poi, una volta tornato, mi sono dovuto confrontare anche con psicoterapeuti e psicologi come quella citata sopra.
    C'è un "purtroppo", putroppo (e ne sono orgoglioso) il Modello Satir non me l'ha fornito o erogato nessuno: l'ho dovuto "ricostruire" io in prima persona, andandomi a cercare tutti i testi originali, i video e molto altro. Ora è tutto in un libro che tratta di applicazione del counseling in azienda.
    Magari ciò che è racchiuso dentro me l'avesse fornito qualcuno all'Università.
    Ma ci sono collegamenti anche con ciò che ho studiato all'Università, Laurea
    che sto concludendo.


    mi puoi spiegare meglio questo concetto per favore? non lo capisco.
    Qualunque professionista fa ciò che sa, la pratica deriva dalla teoria. Dalla teoria di riferimento derivano gli strumenti di intervento
    Sta scritto sopra: lo psicologo può sapere, ma può contraddirsi ne proprio lavoro (per limiti propri, tutti "interni"), facendo i conti con se stesso e questa contraddizione la proverà direttamente sulla propria pelle, chi si rivolgerà a lui/lei. Eppure lui/lei avevano detto che avevano studiato....(aggiungi Laurea e Modelli che vuoi...).Tutte belle parole...inesistenti nella pratica. Perchè è mancata la coerenza (interna).
    Ultima modifica di IT_Modeler : 24-03-2010 alle ore 18.18.40
    psi_net

  11. #56
    Johnny
    Ospite non registrato

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    No tu davvero sei del parere che se una persona viene da te con un disagio, con una motivazione a cambiare qualcosa nella sua vita e nelle sue relazioni per esempio, la rimanderesti a casa se non rientra in un quadro psicopatologico da manuale? Spiegati meglio per favore
    ma che vuol dire? Intanto già parli di una persona che "viene per un disagio, con motivazione a cambiare qualcosa" e questo non l'avevi specificato prima (ed è importante per l'analisi della domanda). Poi, non c'è solo il DSM e soprattutto, come insegnano in ogni corso di psicodiagnosi, è il DSM che deve adattarsi alla persona e non viceversa! Le persone non sono fatte con lo stampino del DSM, se una persona mi riferisce vari sintomi di ansia (ad esempio) ma non a sufficienza per soddisfare i criteri di una specifida sindrome sarà un Disturbo d'ansa NAS (non altrimenti specificato) da approfondire successivamente con strumenti appropriati. E poi non esiste solo il DSM, ci sono anche altre classificazioni. Se non ha patologie evidenti ma un problema di relazioni (visto che parli di quello) invece della diagnosi col DSM si potrebbe tracciare un profilo di personalità usando un test come il 16-PF o il Big Five. Oppure altri test adeguati al problema che porta

    Psicologia clinica stendo un velo pietoso, rispondi alla mia precedente domanda: quale professionista potrebbe fare una diagnosi a distanza senza aver mai visto un paziente? Completo di diagnosi di personalità, meccanismi di difesa, prognosi..ecc. Ricordo all'orale una ragazza che disse la prognosi per me è relativamente breve e il prof che disse, quello è stato un mio paziente è venuto anni e non ha risolto un tubo. Grazie tante che lui conosceva la prognosi!
    non ho capito, il tuo prof. vi ha fatto fare una diagnosi/prognosi come esercitazione presentandovi il caso di un suo paziente, o lui ha fatto una diagnosi/prognosi a distanza, cioè senza vedere fisicamente il paziente?
    Come si dice spesso con i counselor in questo forum, se si tratta di un caso specifico di professionista ciarlatano non bisogna generalizzare



    It modeler Magari avessi studiato solo la Satir. Aggiungici dodici anni di PNL, con Corsi
    fatti all'estero e pagati di tasca mia. Poi, una volta tornato, mi sono dovuto confrontare anche con psicoterapeuti e psicologi come quella citata sopra.
    C'è un "purtroppo", putroppo (e ne sono orgoglioso) il Modello Satir non me l'ha fornito o erogato nessuno: l'ho dovuto "ricostruire" io in prima persona, andandomi a cercare tutti i testi originali, i video e molto altro. Ora è tutto in un libro che tratta di applicazione del counseling in azienda.
    Magari ciò che è racchiuso dentro me l'avesse fornito qualcuno all'Università.
    Ma ci sono collegamenti anche con ciò che ho studiato all'Università, Laurea
    che sto concludendo.
    ok, Satir e pnl ma tu ora stai facendo l'università quindi sei un caso a parte.
    Quello che volevo dire, per argomentare l'osservazione di Evolution secondo cui il counselor non ha una conoscenza teorica approfondita, è che, giustamente, un counselor che fa una scuola di counseling sistemico conosce la teoria sistemica e stop. Una scuola di counseling rigersiano insegna Rogers e stop. E così via.
    Ripeto, non è un difetto ma la specificità. Il counselor non deve sapere la rava e la fava della teoria (che invece è richiesto dalla formazione universitaria, giustamente), ma il minimo necessario per applicarlo nella pratica, come appunto viene detto su questo forum da tempo ed è in sostanza il motivo per cui il counselor avrebbe maggiori abilità nello svolgimento del counseling
    Ultima modifica di Johnny : 24-03-2010 alle ore 18.44.13

  12. #57
    Partecipante Affezionato
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    Forse scrivo arabo!
    Sto parlando di casi concreti della mia esperienza universitaria e di cose che ho toccato con mano, non generalizzo come state facendo voi su realtà che non conoscete.

    Si a una lezione ci dissero che se viene un paziente che non rientrava in una diagnosi specifica del dsm, gli si doveva dire che non potevamo prenderlo in carico e dirgli questa motivazione.

    Secondo esempio, il paziente ovviamente era stato ovviamente paziente del professore. Eravamo noi a dover far la diagnosi per "corrispondenza" in base a una sommaria descrizione e a uno stralcio del colloquio.
    E questa è una preparazione adeguata per chi andrà a far lo psicologo?
    Per me assolutamente no, anche se la legge lo permette.
    Io posso essere preparatissimo sui meccanismi di difesa, sulla diagnosi ecc. e poi non essere in grado nella pratica di stabilire un contatto empatico con un paziente e di relazionarmi con lui.
    Capisco perchè temiate tanto i corsi di consueling: perchè insegnano proprio le basi e le competenze pratiche che a noi nessuno ha insegnato all'università.

  13. #58
    Partecipante Affezionato
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    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Mi dispiace tu non sia riuscita a far fruttare la tua esperienza universitaria, e addirittura tu sia arrivata alla nausea; io sto apprendendo molto, e grazie ad un'analisi personale e allo studio sto crescendo e apprendendo molto. Forse in futuro per integrare farò una scuola di counseling, anche se sono più orientato a una scuola di psicoterapia.
    Uh mi ero persa questa perla, come sei altruista ma non ti dispiacere per me davvero non c'è n'è bisogno.
    Ho trovato molta competenza, apertura, disponibilità e una vera motivazione alla ricerca al di fuori nel mondo universitario.
    Le mie basi mi sono servite per poter partire ad approfondire altro e a discernere tra cosa mi poteva essere utile nel mio lavoro e cosa no.

  14. #59
    Partecipante Esperto
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    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    come appunto viene detto su questo forum da tempo ed è in sostanza il motivo per cui il counselor avrebbe maggiori abilità nello svolgimento del counseling
    Non so da chi <<viene detto>>, ma su questa affermazione ho molti dubbi.
    D'altronde di tutti i miei colleghi di Corso (di Counseling) forse 2 o 3 svolgono
    il Counseling "part time". Ed eravamo 33 partecipanti.
    Per gli altri, e soprattutto per gli psicoterapeuti che insegnavano, è stata solo un'opportunità di terapia breve (neanche troppo dissimulata) in aula: un pessimo esempio di professionalità e un pessimo esempio di conoscenza di competenze e "saper fare" di Counseling da fornire.
    Altro che <<ciarlatani, che per comodità hanno speso poco e guadagnano parecchio>>!
    Quest'ultima affermazione non ha nessun fondamento, per quanto mi riguarda.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 24-03-2010 alle ore 19.09.25
    psi_net

  15. #60
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da darksky^ Visualizza messaggio
    Forse scrivo arabo!
    Sto parlando di casi concreti della mia esperienza universitaria e di cose che ho toccato con mano, non generalizzo come state facendo voi su realtà che non conoscete.

    Si a una lezione ci dissero che se viene un paziente che non rientrava in una diagnosi specifica del dsm, gli si doveva dire che non potevamo prenderlo in carico e dirgli questa motivazione.

    Secondo esempio, il paziente ovviamente era stato ovviamente paziente del professore. Eravamo noi a dover far la diagnosi per "corrispondenza" in base a una sommaria descrizione e a uno stralcio del colloquio.
    E questa è una preparazione adeguata per chi andrà a far lo psicologo?
    Per me assolutamente no, anche se la legge lo permette.
    Io posso essere preparatissimo sui meccanismi di difesa, sulla diagnosi ecc. e poi non essere in grado nella pratica di stabilire un contatto empatico con un paziente e di relazionarmi con lui.
    Capisco perchè temiate tanto i corsi di consueling: perchè insegnano proprio le basi e le competenze pratiche che a noi nessuno ha insegnato all'università.
    forse sono io che parlo arabo. Se mi riporti il caso specifico di 2 tue esperienze e da lì fai una critica a tutta l'Università italiana questa si chiama generalizzazione.

    Il primo esempio che hai detto si tratta di una frase decontestualizzata e non vuol dire niente di per sé, andrebbe capita nel contesto del corso, della lezione e del concetto che stava esprimendo uel prof.
    Il secondo esempio è chiaramente un'esercitazione, cosa deve fare un prof., portarvi i pazienti in carne e ossa? E' ovvio che ll'uni. insegnano la teoria

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