Ecco, ma il "legame" con l'analista, no, che rilievo ha in tutto questo.
Ha qualche importanza? domando.
Io vorrei sapere perchè proprio questo tipo di relazione asimmetrica porta questi risultati.
Perchè DEVE essere asimmetrica?
Qual è la "natura" di questo legame, che peculiarità ci sono, ecc.
Come "vedete", voi terapeuti, i vostri pazienti?
Cosa "provate" nei loro confronti? Noia, disgusto, simpatia, ammirazione, sono un rompimento di scatole,odio,per esempio,perchè no, l'odio lega tantissimo i comuni mortali, che so?

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Perchè non ne date testimonianza?
lo ammettete mai che detestate con tutto il cuore un vostro paziente?
Pare un'intervista, cielo.