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Discussione: Abuso professione

  1. #76
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
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    717

    Riferimento: Abuso professione

    Questo è l'eterno dilemma, ordine sì, ordine no.

    Io personalmente ritengo l'Ordine inutile e dannoso. Inutile perché non serve a niente (scausate la tautologia...), dannoso perché di certo non tutela l'utenza.

    A ben vedere un professionista iscritto all'ordine, per rimanere tale, è obbligato al pagamento della quota sociale e al rispetto del codice deontologico. Di questi due il pagamento della quota è l'unico atto formale verificabile con certezza. Stop.

    Prendiamo ad esempio un'associazione di categoria di counseling tra le più serie e famose: AssoCounseling (una volta tanto non prendiamo i soliti cialtroni, come esempio, ma qualcuno che lavora con serietà).

    AssoCounseling prevede una verifica continua in itinere propria al così detto percorso di certificazione.

    Verifica iniziale:
    • viene verificata la formazione che deve rispondere agli standard previsti dall'associazione e che di fatto sono standard ricondicibili all'associazione europea di counseling
    • viene verificato il tirocinio
    • viene fatto sostenere un esame scritto e orale
    • il codice deontologico è materia d'esame
    • gli aspetti legali e professionali sono materia d'esame
    Verifica seguente:
    • il professionista viene certificato con un livello di accreditamento (ci sono più livelli)
    • il professionista viene certificato in specifici ambiti di intervento (ospedale, scuola, comunità, coppia, famiglia, etc.) e non è un "counselor-tuttologo" come di fatto è lo "psicologo-tuttologo" quando si iscrive all'ordine
    • l'iscritto è obbligato a stipulare un'assicurazione per responsabilità professionale (lo psicologo, no)
    • l'iscritto è obbligato a far firmare il consenso informato ai propri clienti
    Verifica periodica ogni 3 anni:
    • aver svolto almeno 100 ore di aggiornamento teorico
    • aver svolto almeno 30 ore di supervisione professionale
    • restano fermi i precedenti requisiti (assicurazione, etc.)
    La verità è che l'associazione di categoria, così facendo, tutela di molto di più i clienti dei counselor di quanto l'Ordine non tuteli i pazienti degli psicologi.

    L'unica differenza è che:
    • lo psicologo è costretto a buttare via 150 euro l'anno di... ehm... è obbligato ad iscriversi all'ordine
    • il counselor non è obbligato ad essere iscritto all'associazione
    Peggio, direte voi. No, molto meglio! Perché tra il fare una cosa perché si è obbligati e il farne una perché la si sceglie liberamente c'è molta differenza (vedi esame di Psicologia Generale, capitolo sulla motivazione ).

    Anzi, gli psicologi e le istituzioni psicologiche dovrebbero confrontarsi con chi opera seriamente così da rafforzare il loro lavoro.

    Un counselor cialtrone non giova nè agli psicologi nè ai counselor seri.

    L'idea che solo l'Ordine professionale possa tutelare una professione è un'idea risalente al medioevo e poi tornata in voga durante il fascismo (arti e corporazioni).

    Spesso si tende a confondere la regolamentazione di una professione con l'esistenza di un ordine, ma non è affatto così.

    E non ha molto senso colpevolizzare i counselor perché non hanno una regolamentazione. E' il legislatore italiano che gliela deve dare, mica se la possono inventare...

    Anzi, è del tutto lodevole che si siano auto-regolamentati con le associazioni di categoria in attesa (forse...) che il legislatore si occupi di loro. Così come è successo per tante altre professioni tra cui, guarda caso, quella di psicologo...

  2. #77
    Partecipante Affezionato L'avatar di Arjuna76
    Data registrazione
    29-09-2009
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    Torino
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    Riferimento: Abuso professione

    Pienamente d'accordo con quattostracci.
    Abbasso l'ordine per com'è fatto ora. Avesse una funzione vera di tutela, di verifica, selezione e filtraggio degli incompetenti (pur laureati) dagli psicologi validi, sarebbe uno strumento utilissimo. Così com'è ora è solo una tassa, un pizzo che gli psicologi devono pagare, ne tutela in parte gli interessi, ma da un'ottica di protezionismo "medioevale" piuttosto che da quella di un identificazione di validità e serietà professionale.
    Saluti

  3. #78
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Arjuna76 Visualizza messaggio
    Pienamente d'accordo con quattostracci.
    Abbasso l'ordine per com'è fatto ora. Avesse una funzione vera di tutela, di verifica, selezione e filtraggio degli incompetenti (pur laureati) dagli psicologi validi, sarebbe uno strumento utilissimo. Così com'è ora è solo una tassa, un pizzo che gli psicologi devono pagare, ne tutela in parte gli interessi, ma da un'ottica di protezionismo "medioevale" piuttosto che da quella di un identificazione di validità e serietà professionale.
    Saluti
    Menomale che non sono il solo a pensarla così...

  4. #79
    Partecipante Assiduo L'avatar di Lithium
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    01-03-2003
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    155

    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    dal sito OPL:

    Recentemente, un'associazione di counseling ha annunciato l'avvio di un “progetto” con il nostro Ordine professionale, ravvisando in esso un'“apertura” dell'OPL verso una forma di riconoscimento e definizione della professione di counselor, costringendoci a richiedere una rettifica urgente.
    La rettifica è stata immediata e la notizia è stata rettificata.
    Un consigliere del nostro Ordine, ***, ha effettivamente avviato un dialogo sul tema delle professioni affini, nella forma di una c.d. “mailing list” aperta. Ciò avviene nella cornice di una libertà di espressione che è, peraltro, costituzionalmente sancita.
    Posto che il Consiglio dell'OPL non ha ad oggi approvato gruppi di lavoro nè delibere di spesa, il consigliere *** ha effettivamente annunciato di voler proporre ad un prossimo Consiglio un progetto di ricerca sulle professioni affini, finalizzato anche a definire la qualità e quantità del fenomeno del counseling psicologico e non psicologico. Il che può essere utile al fine di tutelare nel migliore dei modi la nostra professione. Su questo progetto l'Ordine informerà puntualmente i colleghi, e, all'occorrenza, chiederemo il parere degli Psicologi tutti usando strumenti di democrazia diretta.
    Nessuna azione dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia rappresenta un' “apertura” verso una realtà, il counselling, specie laddove si intenda con questo termine un'auto-attribuzione arbitraria di competenze psicologiche da parte di soggetti privi di abilitazione all'esercizio professionale. I doveri di questo consiglio e dell'ufficio di presidenza vanno in direzione di una tutela seria e ferma di ciascun collega, e dei cittadini, di fronte a qualunque soggetto che eserciti le prerogative di prevenzione, diagnosi, attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno previste dalla l.56/89 come attribuzioni specifiche al ruolo professionale dello psicologo senza possederne i titoli.
    Su questo siamo già attivi nel considerare alcune situazioni che ci vengono segnalate.


    Il Presidente


    cpsa ne pensate? sapete qual è l'associazione di counseling che ha annunciato l'avvio di questo "progetto"?
    E' Assocounseling.

    E il consigliere OPL che ha avviato il dialogo è, guarda caso, socio MoPI (il MoPI accoglie psicologi, counselor, assistenti sociali, pedagogisti, e chi più ne ha più ne metta).

    Non è necessario omettere i nomi, sono notizie pubbliche

    Al via la mailing list dell'OPL sul counseling - AssoCounseling

    Non c'è dubbio che Assocounseling tuteli molto bene i suoi iscritti. Se fate un giro sul loro sito, ve ne accorgerete.

    Cosa ne penso di quest'iniziativa? Per ora non penso bene, ma si vedrà....
    the Dark side Clouds everything


    -------------------------------------

    Sei uno psicologo e vuoi contribuire allo sviluppo scientifico delle applicazioni della Psicologia su Internet?
    Partecipa alla RICERCA SPERIMENTALE SUL COUNSELING PSICOLOGICO ONLINE

    Segnala questa importante iniziativa anche ai tuoi colleghi!

    Per informazioni, visita il link del progetto, oppure contattami


    -----------------------------------------------------------------

  5. #80
    Partecipante Affezionato
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    99

    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Questo è l'eterno dilemma, ordine sì, ordine no.

    Io personalmente ritengo l'Ordine inutile e dannoso. Inutile perché non serve a niente (scausate la tautologia...), dannoso perché di certo non tutela l'utenza.

    A ben vedere un professionista iscritto all'ordine, per rimanere tale, è obbligato al pagamento della quota sociale e al rispetto del codice deontologico. Di questi due il pagamento della quota è l'unico atto formale verificabile con certezza. Stop.

    Prendiamo ad esempio un'associazione di categoria di counseling tra le più serie e famose: AssoCounseling (una volta tanto non prendiamo i soliti cialtroni, come esempio, ma qualcuno che lavora con serietà).

    Anzi, è del tutto lodevole che si siano auto-regolamentati con le associazioni di categoria in attesa (forse...) che il legislatore si occupi di loro. Così come è successo per tante altre professioni tra cui, guarda caso, quella di psicologo...
    Standing ovation!

  6. #81
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da darksky^ Visualizza messaggio
    Standing ovation!
    Esagerato!

  7. #82
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Lithium Visualizza messaggio
    E' Assocounseling.

    E il consigliere OPL che ha avviato il dialogo è, guarda caso, socio MoPI (il MoPI accoglie psicologi, counselor, assistenti sociali, pedagogisti, e chi più ne ha più ne metta).

    Non è necessario omettere i nomi, sono notizie pubbliche

    Al via la mailing list dell'OPL sul counseling - AssoCounseling

    Non c'è dubbio che Assocounseling tuteli molto bene i suoi iscritti. Se fate un giro sul loro sito, ve ne accorgerete.

    Cosa ne penso di quest'iniziativa? Per ora non penso bene, ma si vedrà....
    A me pare un'ottima notizia. Non è forse meglio dialogare tra persone adulte, che scannarsi?

  8. #83
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    A me pare un'ottima notizia. Non è forse meglio dialogare tra persone adulte, che scannarsi?
    è anche vero che il dialogo per essere tale deve essere reciproco. In questo caso si tratta di UN consigliere (membro di un'associazione di counseling) che ha intavolato questo scambio, mentre la posizione ufficiale dell'OPL è una posizione di chiusura (testualmente "un'auto-attribuzione arbitraria di competenze psicologiche da parte di soggetti privi di abilitazione all'esercizio professionale").

    Vi faccio una domanda forse un po' ingenua: se la PSICOLOGIA (intesa come Ordine) facesse comunella con il COUNSELING (inteso come Associazioni varie), ci sarebbe la possibilità di svincolarsi dalla sudditanza verso questa famigerata medicalizzazione della psicologia che fa solo danni?
    Ultima modifica di Johnny : 26-03-2010 alle ore 13.00.11

  9. #84
    Partecipante Affezionato
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    09-05-2008
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    Riferimento: Abuso professione

    certo ! cancelliamo qualunque tipo di evidenza scientifica e continuiamo a seguire autori autoreferenziali, non parliamo delle conseguenze sul neurosviluppo delle relazioni di attaccamento ma solo di madri sufficientemente buone, non parliamo delle modificazioni sinaptiche che la psicoterapia può produrre ma solo dell'importanza della relazione terapeutica, non parliamo della genetica dei disturbi ma solo (e sottolineo solo) di un ambiente famigliare incapace di comunicare. inoltre moltissimi psicologi (neuropsicologi e clinici ) hanno scelto questa strada perchè convinti, non è certo stata imposta dai medici. quali sarebbero questi danni? un analista che tiene un paziente in terapia 5 anni per una fobia o per il panico secondo me ne fa molti di più!! un terapeuta che cura un disturbo alimentare solo con la terapia famigliare per me è molto più pericoloso di uno capace di lavorare in modo "medicalizzato". perchè non facciamo tornare la psicologia sotto la facoltà di lettere come era all'inizio? cosi sarebbero tutti contenti (so che sono andata off topic ma all'ultima affermazione veramente mi sono cadute le braccia)

  10. #85
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da cecimarghe Visualizza messaggio
    certo ! cancelliamo qualunque tipo di evidenza scientifica e continuiamo a seguire autori autoreferenziali, non parliamo delle conseguenze sul neurosviluppo delle relazioni di attaccamento ma solo di madri sufficientemente buone, non parliamo delle modificazioni sinaptiche che la psicoterapia può produrre ma solo dell'importanza della relazione terapeutica, non parliamo della genetica dei disturbi ma solo (e sottolineo solo) di un ambiente famigliare incapace di comunicare. inoltre moltissimi psicologi (neuropsicologi e clinici ) hanno scelto questa strada perchè convinti, non è certo stata imposta dai medici. quali sarebbero questi danni? un analista che tiene un paziente in terapia 5 anni per una fobia o per il panico secondo me ne fa molti di più!! un terapeuta che cura un disturbo alimentare solo con la terapia famigliare per me è molto più pericoloso di uno capace di lavorare in modo "medicalizzato". perchè non facciamo tornare la psicologia sotto la facoltà di lettere come era all'inizio? cosi sarebbero tutti contenti (so che sono andata off topic ma all'ultima affermazione veramente mi sono cadute le braccia)
    ciao cecimarghe! cosa vuoi dire esattamente?
    Anche credere che tutti i disturbi siano esclusivamente organici è altrettanto autoreferenziale.
    anche curare una depressione con psicofarmaci a vita può produrre danni, anche perché spesso il sintomo su cui va ad agire quella sostanza esterna detta "farmaco" è la punta dell'iceberg, e il problema va risolto alla radice, quindi con la psicoterapia e indagando vari aspetti che esulano da quelli puramente organici.
    Evidentemente la terapia migliore, in genere, è quella integrata con psicoterapia+psicofarmaci (inoltre è meglio che a prescrivere i farmaci e a fare psicoterapia siano 2 figure diverse, questo era già stato trattato in un'altra discussione, a causa del cosiddetto "transfert", per citare un termine psicoanalitico, o in generale delle aspettative e vissuti nei confronti dei farmaci e della figura che li prescrive, e di colui che fa psicoterapia).
    Da quello che mi risulta, la posizione dlela psicologia non è chiusa nei confronti delle neuroscienze, della biologia, della chimica, ecc....ANZI il contrario, c'è tutta un'area della psicologia che interagisce con queste discipline.

    Per quanto riguarda il discorso analisi, sai bene che oggi esistono terapie BREVI ad indirizzo analitico che si concentrano sul sintomo, mantenendo (anche se solo in parte) l'impianto psicoanalitico (dico in parte perché si evita di analizzare il transfert, di andare in profondità, ecc...). Certo che se teniamo presente che il sintomo, in Psicoanalisi, è l'espressione di un conflitto inconscio, oltre a "risolvere il sintomo" sarebbe meglio approfondire. Ma per fare questo serve tanto tempo e allora non si tratta più nello specifico di una terapia analitica, ma di un'analisi vera e propria. Però, ripeto, oggi esistono terapie ad indirizzo analitico brevi.

    Inoltre, sempre per stare in tema, oggi c'è un fitto dialogo tra le neuroscienze e la psicoanalisi
    Ultima modifica di Johnny : 27-03-2010 alle ore 08.59.29

  11. #86
    Partecipante Affezionato
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    09-05-2008
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    Riferimento: Abuso professione

    attenzione ! io non ho detto che tutti i disturbi sono esclusivamente organici (anche se nn metto certo in dubbio la vulnerabilità genetica), anzi le interazioni con l'ambiente sono fondamentali. e la terapia integrata è ovviamente la migliore. quello che contestavo era il tono polemico contro la "medicalizzazione" della psicologia; non vedo come possa comportare danni, anzi. non vuol dire porre meno attenzione al paziente, ai suoi problemi relazionali e ai suoi vissuti emotivi vuol dire solo farlo tenendo presente anche altre EVIDENZE (biologiche). sulle teorie analitiche non mi esprimo perchè sono in fase di rifiuto totale. (bisognerebbe però ricordare che le terapie e le teorie COGNITIVE-comportamentali non sono terapie superficiali come ho sentito dire da diversi analisti e possono perfettamente andare all'origine della sintomatologia solo attraverso un'elaborazione cognitiva). se per medicalizzazione intendevi qualcos'altro mi piacerebbe capirlo, davvero. forse lavorando in psichiatria e trovandomi molto bene(così come tanti altri colleghi psicologi) ho un punto di vista un po' rigido. oltretutto sono andata in psicoterapia da uno psichiatra-psicoterapeuta per dei problemi di ansia e non solo mi sono trovata benissimo ma non ho mai dovuto prendere farmaci. n.b. la depressione non viene curata con una terapia farmacologica a vita, viene seguita in modo integrato (gruppi psicoeducazionali, psicoterapia e farmaci) e vengono date terapie (leggere) di mantenimento solo in alcuni casi per prevenire ricadute.

  12. #87
    Johnny
    Ospite non registrato

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    Citazione Originalmente inviato da cecimarghe Visualizza messaggio
    attenzione ! io non ho detto che tutti i disturbi sono esclusivamente organici (anche se nn metto certo in dubbio la vulnerabilità genetica), anzi le interazioni con l'ambiente sono fondamentali. e la terapia integrata è ovviamente la migliore. quello che contestavo era il tono polemico contro la "medicalizzazione" della psicologia; non vedo come possa comportare danni, anzi. non vuol dire porre meno attenzione al paziente, ai suoi problemi relazionali e ai suoi vissuti emotivi vuol dire solo farlo tenendo presente anche altre EVIDENZE (biologiche). sulle teorie analitiche non mi esprimo perchè sono in fase di rifiuto totale. (bisognerebbe però ricordare che le terapie e le teorie COGNITIVE-comportamentali non sono terapie superficiali come ho sentito dire da diversi analisti e possono perfettamente andare all'origine della sintomatologia solo attraverso un'elaborazione cognitiva). se per medicalizzazione intendevi qualcos'altro mi piacerebbe capirlo, davvero. forse lavorando in psichiatria e trovandomi molto bene(così come tanti altri colleghi psicologi) ho un punto di vista un po' rigido. oltretutto sono andata in psicoterapia da uno psichiatra-psicoterapeuta per dei problemi di ansia e non solo mi sono trovata benissimo ma non ho mai dovuto prendere farmaci. n.b. la depressione non viene curata con una terapia farmacologica a vita, viene seguita in modo integrato (gruppi psicoeducazionali, psicoterapia e farmaci) e vengono date terapie (leggere) di mantenimento solo in alcuni casi per prevenire ricadute.
    ciao!
    per quanto riguarda la terapia COGNITIVA, riprendendo un testo di Cornoldi "Psicologi clinica" si legge: il cognitivismo non è un approccio dottrinario, come possono essere altri, ma si basa su riferimenti metodologici il che significa che è aperto verso modificazioni, in base ad esempio alle scoperte della psicologia sperimentale e delle scienze ad essa connesse, e infatti nel tempo si è avuto uno slittamento dalla da un prevalere di riferimenti a matrice "comportamentista" ad un prevalere di rifermenti a matrice "cognitiva". In particolare all'interno di alcune impostazioni e filoni teorici emersi dagli anni '90 la durata del trattamento tende ad allungarsi perché l'obiettivo diventa la rivisatazione dell'organizzazione cognitiva, sia nell'attualità sia nelle sue linee evolutive (a partire dall'attaccamento infantile) Ciò permette un trattamento più incisivo per alcuni problemi (dist. dissociativi, di identità, di personalità). Dal punto di vista epistemologico si è aggiunto un nuovo riferimento al costruttivismo e al aostruzionismo sociale.
    Questo spiega il perché è vero che il cognitivismo non è affatto superficiale, e difatti qui sono d'accordo con te, infatti nessuno ha mai messo in dubbio questo.

    Sulla PSICOANALISI, mi dispiace che tu abbia questo "rifiuto totale". Poi ognuno ha le proprie "simpatie", nel senso che c'è chi è più portato per capire il cognitivismo, chi la psicologia dinamica, e così via. E' su queste "preferenze" che si basa la scelta della specializzazione in psicoterapia. C'è chi si sente più affine alla razionalità del cognitivismo, e chi si sente più affine alla psicoanalisi.
    A parte questo, se dici che il cognitivismo non è superficiale ma va in profondità, mi stupisce che non apprezzi la psicoanalisi, che fa dell'indagine profonda la sua cifra, tant'è che spesso viene criticata di mancare di "evidenze", proprio perché rivolta essenzialmente all'interiorità (non a caso viene definita psicologia del profondo). Certo è vero che la Psicoanalisi è complessa, non si presta a facile comprensione, anche se spesso i suoi concetti vengono presi in prestito e snaturati da gente incompetente, ciarlatani, che li usano a loro piacimento (soprattutto Freud e Jung, non so perché). Ma non è questa la psicoanalisi. Alcuni concetti elaborati dalla Psicoanalisi hanno avuto piena conferma dagli studi sperimentali successivi: è vero che esiste uno stato di non consapevolezza che ci influenza, è vero che i primi anni dell'infanzia sono fondamentali per lo sviluppo della personalità, è stata confermata la teoria dell'ansia di Freud, è vero che esistono dei meccanismi di difesa, ha dato una chiave di lettura fondamentale per i disturbi d'ansia, dell'umore. Ovviamente altri concetti non hanno avuto la stessa fortuna, e difatti sono stati abbandonati.
    Se ti interessa pprofondire, nel libro di MANGINI "lezioni sul pensiero post-freudiano" c'è un capitolo su "Psicoanalisi e scienze cognitive" (viene trattato in particolare l'argomento della memoria)
    Ultima modifica di Johnny : 27-03-2010 alle ore 22.18.06

  13. #88
    Partecipante Affezionato
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    mi sa che gli unici libri da qui a giugno saranno quelli dell'eds purtroppo....

  14. #89
    Partecipante Esperto
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Prendiamo ad esempio un'associazione di categoria di counseling tra le più serie e famose: AssoCounseling (una volta tanto non prendiamo i soliti cialtroni, come esempio, ma qualcuno che lavora con serietà).

    AssoCounseling prevede una verifica continua in itinere propria al così detto percorso di certificazione.
    ...
    Non dimentichiamo che anche i corsi "seri" di counseling durano massimo 500 ore, mentre lo psicologo ha alle spalle una laurea magistrale e 1000 ore di tirocinio. Lo psicologo avrà anche la formazione continua ECM.
    Per favore, come si fanno a fare questi paragoni!

  15. #90
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Non dimentichiamo che anche i corsi "seri" di counseling durano massimo 500 ore, mentre lo psicologo ha alle spalle una laurea magistrale e 1000 ore di tirocinio. Lo psicologo avrà anche la formazione continua ECM.
    Per favore, come si fanno a fare questi paragoni!
    Ma, infatti, sei tu che vuoi fare un paragone tra due professioni che, essendo diverse, non possono essere paragonate...

    Il loro iter è naturalmente diverso: presupposti, obiettivi formativi, etc. sono diversi.

    Su un punto però una piccola correzione: come di certo saprai l'ECM non è attualmente obbligatorio se non per i dipendenti del SSN. Ergo un libero professionista o comunque un non-dipendente del SSN non è obbligato da nessuna norma ad aggiornarsi. Così, per amore di chiarezza...

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