
Originalmente inviato da
nellogoi
provo ad aprire questo tread per raccogliere le immagini che cambiano
da tempo a tempo, da luogo a luogo, da autore ad autore e che abbiamo letto nei libri, quelli più amati quelli più odiati.
Chi non ricorda la madre di Cecilia: Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere su un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono più forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de'volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento.
Certo, i Promessi a vent’anni sono una pizza, a 60 sono quel capolavoro che non abbiamo capito prima.
Trascrivo qui quella che ho appena letto:
Il mio cervello può paragonarsi ad una macchina distributrice. Nella macchina distributrice metti dentro la fessura una moneta e dopo un rapido armeggio di ingranaggi salta fuori un bigliettino o un pacchetto di sigarette. Nel mio cervello metti dentro la fessura degli occhi una immagine qualsiasi e dopo un rapido ribollire della materia grigia, salta fuori un idea. (Guarechi, La scoperta)
avrte qualcosa da trascrivere?