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Discussione: Abuso professione

  1. #91
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329

    Riferimento: Abuso professione

    Ah, il mai sopito desiderio di eliminare l'ostacolo principale alle magnifiche sorti, e progressive, del counselling come "professione"...

    L'Ordine è sicuramente "inutile e dannoso", ma soprattutto per i counsellor non psicologi che - mi si dice - cercano di scavare una nicchia di mercato all'interno dell'area di pertinenza di una professione esistente e regolamentata, come quella degli Psicologi.

    AssoCounselling non è che sia proprio la più nota: mi si dice che sia recentissima, e solo una delle tante esistenti; sarebbe parte delle iniziative di una nota sigla di settore per provare a costruire una rete di servizi a pagamento, proponendo formazione e servizi ad aspiranti "terapeuti" (che magari non hanno voglia/capacità/tempo di laurearsi), nella speranza di ottenere prima o poi dei presunti "riconoscimenti di legge" che, guarda caso, tardano ad arrivare.

    Gli elenchi puntati mi sembrano un tantinello faziosi
    Proviamo a correggerli così.

    Il professionista iscritto all'Ordine deve:
    [*] Avere un diploma di scuola superiore (molti corsi di counselling non lo richiedono).
    [*] Avere studiato Psicologia in un'Università pubblica o privata riconosciuta dal MIUR, con docenti universitari e strutture relative, per tre anni.
    [*] Avere conseguito 180 crediti formativi universitari in una vasta serie di discipline teorico-metodologiche di base, nei diversi settori scientifico-disciplinari della Psicologia, e di diverse discipline limitrofe, superando una trentina di verifiche indipendenti con standard qualitativi pubblici.
    [*] Avere completato e discusso una tesi di laurea triennale, sotto la guida di un relatore.
    [*] Avere frequentato un tirocinio ufficiale presso strutture pubbliche o private riconosciute, con certificazione dei tutor (psicologi abilitati).
    [*] Avere conseguito una Laurea Specialistica in in un'Università pubblica o privata riconosciuta dal MIUR, con docenti universitari e strutture relative, per altri due anni.
    [*] Avere conseguito 120 crediti formativi universitari di laurea specialistica in una serie di discipline teorico-metodologiche ed applicative, nei diversi settori scientifico-disciplinari della Psicologia, e di diverse discipline limitrofe, superando una dozzina di verifiche indipendenti con standard qualitativi pubblici.
    [*] Avere completato e discusso una tesi di laurea specialistica, sotto la guida di un relatore; tesi spesso sperimentale o di ricerca empirica di livello universitario.
    [*] Avere frequentato un tirocinio ufficiale post-lauream presso strutture pubbliche o private riconosciute, con certificazione dei tutor (psicologi abilitati), in media per circa un anno con frequenze quotidiane e verificate.
    [*] Avere superato un Esame di Stato pubblico, su quattro prove (tre scritte ed una orale), relative ad aspetti teorici, applicativi, progettuali e deontologici della professione, abilitandosi ai sensi di Legge all'esercizio di una Professione regolamentata e riconosciuta.
    [*] Essersi iscritto ad un'Ordine professionale, che riverifica indipendentemente la documentazione relativa.
    [*] Essere sorvegliato permanentemente dal proprio Ordine in merito al rispetto della Deontologia e delle buone prassi professionali; Deontologia che in questo caso è cogente per legge, e non per "buona volontà soggettiva" (differenza non da poco rispetto alle professioni non regolamentate), a garanzia dell'utenza.

    Per esercitare poi il ruolo di Psicoterapeuta, si aggiungano i cinque anni di Scuola di Specializzazione - pubblica o privata riconosciuta -, con relativi insegnamenti con valutazione, tirocini pluriennali e tesi, e conseguente iscrizione all'elenco presso l'Ordine. Totale, 11-12 anni di formazione universitaria e post-universitaria, teorica e professionale, riconosciuta, stabilita dalla Legge, verificata e verificabile.

    Se operi nel pubblico, anche in convenzione, hai poi l'ulteriore obbligo di ECM, certificati e annuali.

    Dall'altra parte: per fare il "counsellor" ("professione" inesistente), mi si dice che è spesso sufficiente fare un corso privato non riconosciuto a pagamento di breve durata, senza particolari pre-requisiti, e magari presso la stessa "rete" di enti privati non riconosciuti che poi ti "iscrivono" direttamente (a pagamento) ad un "albo" privatistico non riconosciuto... i cui criteri di ammissione sono costruiti apposta per essere (casualmente) equivalenti a quelle dei corsi che prima ti hanno proposto a pagamento. E per questo non solo non serve una laurea; ma a volte nemmeno un diploma di scuola superiore (così si dice...). Gli stessi enti/associazioni/istituti privati poi (immagino sempre a pagamento) "verificheranno" i tuoi requisiti annuali, ti forniranno la "supervisione" che poi ti chiederanno di "certificare", ti "aggiorneranno", e così via. Tutto in maniera privatistica, non pubblicamente riconosciuta, e "in-house".

    E, sempre mi si dice, il counsellor non psicologo sarebbe, spesso, una persona cui si vende l'illusione di esercitare una non-professione, non riconosciuta e non regolamentata, e che cerca di darsi una patina di "autoregolamentazione" su base eminentemente privatistiche ed autoreferenziali, visto che il Legislatore non intende ovviamente riconoscere una "professione" basata sull'assenza di qualunque criterio pubblico e riconosciuto di formazione, verifica, accesso.

    La cosa più buffa (ma in realtà è vecchia, ed un pò insidiosa, tecnica comunicativa), è il considerare implicitamente in tutto il ragionamento il counselling come se fosse già una professione, alla pari della psicologia. Così, sottilmente, si fa già passare metacomunicativamente l'idea che counselling e psicologia siano da porre sullo stesso piano "dialettico-argomentativo", con pari dignità professionale.

    Cosa che, ovviamente, non è: il counselling non è una professione riconosciuta. Il CNEL, nei suoi report, li considera "professione non regolamentata", categorizzandoli allo stesso livello delle associazioni di astrologi, operatori dell'esoterismo, stenotipisti, pranoterapeuti e dialoghisti. Insomma, dal punto di vista di tutela del titolo e di riconoscimento pubblico ufficiale, ha la stessa valenza di legge del pizzaiolo d'asporto; con la differenza che il pizzaiolo è tenuto al rispetto di maggiori certificazioni formali ed obblighi di verifica pubblica del counsellor. Il counsellor non psicologo, come professione in quanto tale, semplicemente non esiste. E quindi non può avere criteri pubblici di riconoscimento. In compenso, mi si dice, esistono molti corsi a pagamento che vendono formazione su qualcosa che non è riconosciuto dalla legge. E quindi, volendo, sul counselling si può guadagnare: basta vendere formazione, e iscrizioni a pagamento ad elenchi di carta che non hanno alcun valore formale, legale o professionale.
    Ma sono certo che nessuno faccia queste cose, in Italia.

    Intendiamoci: è comprensibile e legittimo che ciascuno porti acqua al proprio mulino; gli psicologi agli psicologi, i pizzaioli ai pizzaioli, i cosiddetti counsellor ai cosiddetti counsellor.

    Evitiamo però di scivolare (immagino involontariamente) in codeste "azioni di marketing e di PR", sfruttando magari il disagio o disillusione dei giovani psicologi rispetto a università/EdS/Ordine, per cercare di convincerli che, tutto sommato, il counselling non-professionale non sia un problema, ma anzi, una cosa utile e buona. Soprattutto per loro. Suvvia

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Questo è l'eterno dilemma, ordine sì, ordine no.

    Io personalmente ritengo l'Ordine inutile e dannoso. Inutile perché non serve a niente (scausate la tautologia...), dannoso perché di certo non tutela l'utenza.

    A ben vedere un professionista iscritto all'ordine, per rimanere tale, è obbligato al pagamento della quota sociale e al rispetto del codice deontologico. Di questi due il pagamento della quota è l'unico atto formale verificabile con certezza. Stop.

    Prendiamo ad esempio un'associazione di categoria di counseling tra le più serie e famose: AssoCounseling (una volta tanto non prendiamo i soliti cialtroni, come esempio, ma qualcuno che lavora con serietà).

    AssoCounseling prevede una verifica continua in itinere propria al così detto percorso di certificazione.

    Verifica iniziale:
    • viene verificata la formazione che deve rispondere agli standard previsti dall'associazione e che di fatto sono standard ricondicibili all'associazione europea di counseling
    • viene verificato il tirocinio
    • viene fatto sostenere un esame scritto e orale
    • il codice deontologico è materia d'esame
    • gli aspetti legali e professionali sono materia d'esame
    Verifica seguente:
    • il professionista viene certificato con un livello di accreditamento (ci sono più livelli)
    • il professionista viene certificato in specifici ambiti di intervento (ospedale, scuola, comunità, coppia, famiglia, etc.) e non è un "counselor-tuttologo" come di fatto è lo "psicologo-tuttologo" quando si iscrive all'ordine
    • l'iscritto è obbligato a stipulare un'assicurazione per responsabilità professionale (lo psicologo, no)
    • l'iscritto è obbligato a far firmare il consenso informato ai propri clienti
    Verifica periodica ogni 3 anni:
    • aver svolto almeno 100 ore di aggiornamento teorico
    • aver svolto almeno 30 ore di supervisione professionale
    • restano fermi i precedenti requisiti (assicurazione, etc.)
    La verità è che l'associazione di categoria, così facendo, tutela di molto di più i clienti dei counselor di quanto l'Ordine non tuteli i pazienti degli psicologi.

    L'unica differenza è che:
    • lo psicologo è costretto a buttare via 150 euro l'anno di... ehm... è obbligato ad iscriversi all'ordine
    • il counselor non è obbligato ad essere iscritto all'associazione
    Peggio, direte voi. No, molto meglio! Perché tra il fare una cosa perché si è obbligati e il farne una perché la si sceglie liberamente c'è molta differenza (vedi esame di Psicologia Generale, capitolo sulla motivazione ).

    Anzi, gli psicologi e le istituzioni psicologiche dovrebbero confrontarsi con chi opera seriamente così da rafforzare il loro lavoro.

    Un counselor cialtrone non giova nè agli psicologi nè ai counselor seri.

    L'idea che solo l'Ordine professionale possa tutelare una professione è un'idea risalente al medioevo e poi tornata in voga durante il fascismo (arti e corporazioni).

    Spesso si tende a confondere la regolamentazione di una professione con l'esistenza di un ordine, ma non è affatto così.

    E non ha molto senso colpevolizzare i counselor perché non hanno una regolamentazione. E' il legislatore italiano che gliela deve dare, mica se la possono inventare...

    Anzi, è del tutto lodevole che si siano auto-regolamentati con le associazioni di categoria in attesa (forse...) che il legislatore si occupi di loro. Così come è successo per tante altre professioni tra cui, guarda caso, quella di psicologo...
    Ultima modifica di Lpd : 29-03-2010 alle ore 18.19.31

  2. #92
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Abuso professione

    Lpd, mi fa piacere tu abbia fatto questo intervento che mette un po' di chiarezza sul counseling non professionale. Purtroppo ci sono psicologi che per interessi personali fanno promozione al counseling per non psicologi, facendo un danno agli utenti finali, agli studenti abusivi che credono di ricevere un diploma (in realtà attestato di frequenza = 0) e ai professionisti psicologi.

  3. #93
    Partecipante Affezionato
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    14-04-2007
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Esagerato!
    ehm esageratA semmai grazie

    una curiosità tu sei psicologo o sei anche psicoterapeuta?

    Perchè ho amici psicologi che però lavorano come baby sitter, segretarie, ecc. che mi fanno una capa tanta sul fatto che bisogna fare una scuola di specializzazione, sennò come fai a lavorare, a gestire i pazienti ecc.

    Io non penso sia necessario,
    perchè nel frattempo continuo a formarmi ed aggiornarmi continuamente scegliendo di integrare orientamenti e terapeuti differenti, cosa che in una scuola di specializzazione è piu' difficile.

    Secondo credo nella figura dello psicologo e so bene che non è sovrapponibile alla psicoterapia e per il momento preferisco questo ruolo e poi quando avrò esperienza e un'entrata potrei anche in futuro specializzarmi.
    Non ho voglia di entrare nel mondo del lavoro a 35 anni, senza troppe esperienze a parte il tirocinio.
    Mi farebbe piacere sentire il tuo parere in merito!

  4. #94
    Partecipante Affezionato
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    14-04-2007
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    è anche vero che il dialogo per essere tale deve essere reciproco. In questo caso si tratta di UN consigliere (membro di un'associazione di counseling) che ha intavolato questo scambio, mentre la posizione ufficiale dell'OPL è una posizione di chiusura (testualmente "un'auto-attribuzione arbitraria di competenze psicologiche da parte di soggetti privi di abilitazione all'esercizio professionale").

    Vi faccio una domanda forse un po' ingenua: se la PSICOLOGIA (intesa come Ordine) facesse comunella con il COUNSELING (inteso come Associazioni varie), ci sarebbe la possibilità di svincolarsi dalla sudditanza verso questa famigerata medicalizzazione della psicologia che fa solo danni?
    Magari, la medicalizzazione della psicologia la vedo tutt'altro che una risorsa.

  5. #95
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    AssoCounselling non è che sia proprio la più nota: mi si dice che sia recentissima, e solo una delle tante esistenti; sarebbe parte delle iniziative di una nota sigla di settore per provare a costruire una rete di servizi a pagamento, proponendo formazione e servizi ad aspiranti "terapeuti" (che magari non hanno voglia/capacità/tempo di laurearsi), nella speranza di ottenere prima o poi dei presunti "riconoscimenti di legge" che, guarda caso, tardano ad arrivare.
    Interessante, questo che tu dici. Effettivamente esistono molte associazioni di counseling che hanno lo scopo di autoregolare la professione. Facendo un breve giro in rete:
    • AICo
    • ANCoRe
    • AssoCounseling
    • CNCP
    • FAIP
    • ReICo
    • SICo
    • SICOOl
    L'AICo è una federazione e sembra essere legata prevalentemente al mondo sistemico.

    ANCoRe è una piccola associazione legata direttamente all'Università di Siena dove si tiene il Master in Counseling Relazionale.

    AssoCounseling non appare legata a nessuna sigla e non propone, come tu dici, corsi o servizi a pagamento. Anzi, insieme all'AICo è l'unica associazione che non associa scuole e dice che lo fa proprio per non avere conflitti di interessi tra la formazione e la certificazione.

    CNCP è la divisione counseling del CNSP, sigla storica delle scuole di psicoterapia ricnosciute dal MIUR.

    FAIP è una della sigle storiche delle associazioni di psicoterapia che ha creato al proprio interno la divisione counseling. Fa diretto riferimento a Roberto Parrini.

    ReICo è una piccola associazione che è diretta emanazione dell'ASPIC di Edoardo Giusti e Claudia Montanari.

    SICo è l'associazione più anziana che, come si può leggere in rete, sta perdendo pezzi anno dopo anno. Loro sul sito vendono ai propri counselor servizi di visibilità a pagamento.

    SICOOl è l'associazione che raggruppa i counselor olistici. Piucchealtro, mi pare d'aver capito, siano abilità di counseling applicate ai vari operatori della salute.

    In tutto questo marasma AssoCounseling è l'unica che:
    • scrive e pubblica articoli anche inerenti la politica professionale
    • palesa (magari l'hanno fatto anche le altre, ma non lo dicono) l'essere stata parte di procedimenti penali che hanno visto coinvolti counselor
    • ha pubblicato articoli su quotidiani come il Sole24Ore
    • è l'unica con un sito internet... navigabile (!)
    Se fai ricerche in rete con semplici parole chiave che non siano "counseling" e basta, si trovano sempre gli stessi risultati.

  6. #96
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    La cosa più buffa (ma in realtà è vecchia, ed un pò insidiosa, tecnica comunicativa), è il considerare implicitamente in tutto il ragionamento il counselling come se fosse già una professione, alla pari della psicologia. Così, sottilmente, si fa già passare metacomunicativamente l'idea che counselling e psicologia siano da porre sullo stesso piano "dialettico-argomentativo", con pari dignità professionale.
    Stai compiendo un grave errore, lo stesso che fa evolution. Ovvero quello di non sapere giuridicamente la differenza tra regolamentazione e riconoscimento...

    Qui sì che tiri acqua al tuo mulino con informazioni campate in aria!

    Riprovo, questa volta in maniera molto sintetica: se seguissi il tuo ragionamento in Italia esisterebbero 3.000.000 di professionisti che tali non sarebbero. Infatti tanti sono i professionisti censiti che esercitano le professioni così dette non regolamentate (si va dai counselor, ai fiscalisti, agli interpreti, ai bibliotecari, agli enologi, etc.).

    Di contro ci sono 1.500.000 (la metà) professionisti che appartengono a professioni regolamentate che poi si declinano nell'iscrizione a ordinei, albi, collegi, ruoli, etc.

    Tali dati non sono miei, ovviamente, ma del Ministero di Giustizia.

    Dunque stai compiendo l'errore di ritenere che sul piano giuridico una professione è riconosciuta solo se è regolamentata.

    A parte il fatto che è l'esatto contrario... vale la pena ricordare che il concetto giuridico di regolamentazione implica semplicemente che lo Stato, perché tu possa esercitare un mestiere, ti vincola ad un percorso predeterminato. Tale percorso, ai sensi della Costituzione, deve avere il proprio apice con l'esame di Stato.

    Altra cosa sono le professioni riconosciute.

    Proviamo ad astrarci un momento dal counseling (così magari siete un po' più lucidi nel valutare...).

    La Regione X ha all'interno dei propri profili professionali il corso di "Pedagogista Relazionale". Tale professione è regolamentata? No di certo, ma è ampiamente riconosciuta. Di più: il titolo che acquisisci è pure un titolo pubblico! Dunque fa punteggio nei concorsi, tanto per intendersi.

    Lo stesso ragionamento si può fare per la mediazione familiare. Idem come sopra. In più la MF si è vista pure riconoscere a livello giuridico con la modifica dell'art. 155 del codice civile. Nonostante questo la MF continua ad essere una professione non regolamentata. Chiunque può fare il mediatore familiare e non esiste un percorso predeterminato.

    Analogo ragionamento possiamo fare con il counseling. Qui, in più, ci sono anche dei pronunciamenti del Tribunale.

    Morale: quando le cose non si sanno è meglio tacere. Si evitano figuracce. Non ha senso addentrarsi in strade che non si conoscono.

    Spiegazione: è legittimo essere contro il counseling (ormai in Italia si è contro su tutto), ma non inventandosi fandonie tese a gettare discredito gratuito.

    Questo vale, naturalmente, anche per quei counselor che senza sapere un tubo di psicologia, per tirare acqua al proprio mulino, tentano di gettare discredito sulla professione di psicologo.

  7. #97
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Il professionista iscritto all'Ordine deve: Avere un diploma di scuola superiore (molti corsi di counselling non lo richiedono).
    Dunque, immagino, che tu saresti in grado di riferire puntualmente quali sono i corsi di counseling che non richiedono il diploma di scuola media superiore.

    Però, ti prego, fallo con nomi e cognomi e possibilmente link (tanto ormai tutte le scuole hanno un sito).

    Non farlo con la solita modalità dell'illazione che non sei in grado di dimostrare...

    Resto in attesa.

  8. #98
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Dunque, immagino, che tu saresti in grado di riferire puntualmente quali sono i corsi di counseling che non richiedono il diploma di scuola media superiore.

    Però, ti prego, fallo con nomi e cognomi e possibilmente link (tanto ormai tutte le scuole hanno un sito).

    Non farlo con la solita modalità dell'illazione che non sei in grado di dimostrare...

    Resto in attesa.
    1. Si, sarei in grado. Ma, col tuo permesso, le ho già segnalate all'Ordine, non su un forum.
    Del resto, immagino che se sei molto attivo in questo settore qualche voce del genere sarà arrivata anche a te, così come è arrivata a me.

    2. Passando ad altro argomento.
    Mi si dice che un certo Movimento, di cui alcuni dei membri del direttivo di AssoCounselling forse facevano/fanno parte, anni fa abbia favorito e supportato a suon di ricorsi e vie legali quelle famose "iscrizioni all'Albo degli Psicologi" di persone sembra nemmeno laureate - e forse anche solo con la terza media...! Voci di corridoio, indubbiamente, che però si ripetono spesso. Immagino che non sia vero, e quindi è giusto dare l'opportunità di smentirle una volta per tutte. Nessuna associazione/società legata anche solo indirettamente al mondo del counselling potrebbe mai fare cose del genere, vero ?

    3. Riconoscimento/regolamentazione. Tema vecchiotto ! Ma essendo un tema delicato e complesso è il caso di chiarirlo bene, perchè altrimenti qualcuno - involontariamente, è ovvio - potrebbe senza accorgersene prendere una mera presa d'atto di esistenza di un attività non regolamentata da parte di un ente locale, e scambiarla con una sorta di "regolamentazione legittimante" di una professione normata. Cosa che, ovviamente, non è.

    Ad esempio, il fatto che il CNEL "attesti l'esistenza" dell'Operatore di Reiki, o che la Regione X organizzi un corso di formazione per "Pizzaioli Esperti di Calzoni Tipici", non rende minimamente la "professione di Pizzaiolo Esperto di Calzoni" un titolo abilitante, nè la trasforma in una professionalità riconosciuta dallo Stato in quanto "identità professionale" formalmente stabilita (il "Calzonologo"), cui corrispondano percorsi formativi, regolamentazioni pubbliche di accesso al ruolo, criteri di buone prassi e vincoli civilistici (e penalistici) espliciti. Che è invece quello che succede per gli Psicologi, ed i Medici, e gli Avvocati, etc. Con conseguenti garanzie pubbliche per l'interesse pubblico, per i pazienti/clienti, per i professionisti, etc.

    Per fare un esempio, in assenza di tali regolamentazioni e normative pubbliche, chiunque potrebbe "inventarsi un'attività" non strutturata (ad esempio "Artigiano Specialista in Yo-Yo di Ebano"), presentarla al CNEL tramite un'associazione privatistica auto-costituita ("Associazioni Yo-Yoisti Ebanologi Specializzati", che prevede un breve codice deontologico e l'indicazione all'obbligo di assicurazione professionale), ottenerne una "attestazione di esistenza" (ovvero il cosiddetto "riconoscimento") e, con un pò di fortuna e costanza, riuscire magari anche ad avere qualche voucher formativo dalla Regione/Provincia/Comune ("Corso di Formazione sul mestiere tradizionale e tipico dello Yo-Yoista specializzato in lavorazione dell'Ebano"), per poi presentarsi pubblicamente come "professione riconosciuta", magari con relativo "albo" auto-costituito ("Albo Nazionale Ufficiale Yo-Yoisti Ebanologi"). Ma è, e rimane, un'attività non regolamentata, non una "Professione". Piccolissima differenza.

    La valenza giuridica formale di regolamentazione pubblica di quel cosiddetto "Albo Nazionale Ufficiale" privatistico sarebbe quindi praticamente pari - e questo va detto - a quella di una serie di nomi che scrivo con la bic su un post-it giallo a casa mia, o sul retro di un tovagliolo al bar....

    In certi casi si potrebbe anche costituire la Società YoYoisti, che tuteli l'immagine dei costruttori di Yo-Yo. Legittimo, certo; a patto di non illudere (anche solo per confusione/omissione casuale di informazioni) gli aspiranti Yo-Yoisti che tali corsi "riconosciuti", e la conseguente iscrizione in tali "elenchi privatissimi", siano anche solo implicitamente simili o equipollenti all'iscrizione in Albi Professionali nazionali, o allo statuto normativo di professioni realmente "regolamentate" e riconosciute dalle Leggi dello Stato.

    Se la Società YoYoisti non fa niente del genere, e combatte attivamente contro le eventuali ambiguità di merito, non ho niente in contrario, e le auguro gran fortuna.

    Se invece si creano, anche solo involontariamente, situazioni di possibile ambivalenza o confusione, è opportuno rimarcare per bene le differenze.

    Sai mai che qualche giovane studente di psicologia si confonda in buona fede, e pensi magari che fare lo YoYoista iscritto all'Elenco Privato YoYoisti d'Italia sia quasi più strutturato che fare una Professione Ordinistica !

    Ciao a te.
    Ultima modifica di Lpd : 30-03-2010 alle ore 13.26.40

  9. #99
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    1. Si, sarei in grado. Ma, col tuo permesso, le ho già segnalate all'Ordine, non su un forum.
    Del resto, immagino che se sei molto attivo in questo settore qualche voce del genere sarà arrivata anche a te, così come è arrivata a me.
    No, non ne sono a conoscenza, e non capisco questa tua riluttanza nel fare i nomi... quanto alla segnalazione all'Ordine mi faccio una grassa risata: che competenza ha l'Ordine su una scuola di counseling? Chi c'ha provato (Ordine della Sicilia contro Centro Olos) ha pagato pure i danni (oltre a perdere la causa, ovviamente...).

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    2. Passando ad altro argomento. Mi si dice che un certo Movimento, di cui alcuni dei membri del direttivo di AssoCounselling forse facevano/fanno parte, anni fa abbia favorito e supportato a suon di ricorsi e vie legali quelle famose "iscrizioni all'Albo degli Psicologi" di persone sembra nemmeno laureate - e forse anche solo con la terza media...! Voci di corridoio, indubbiamente, che però si ripetono spesso. Immagino che non sia vero, e quindi è giusto dare l'opportunità di smentirle una volta per tutte. Nessuna associazione/società legata anche solo indirettamente al mondo del counselling potrebbe mai fare cose del genere, vero?
    Di quali siano i rapporti tra AssoCounseling e il Mo.P.I. (ma il tuo è proprio un vizio di fare i nomi a mezzo...) io non ne ho idea. Tuttavia quello a cui ti riferisci è relativo all'annosa questione della norme transitorie della legge di ordinamento (in particolare l'art. 34), dove non mi risulta siano stati iscritti soggetti con la terza media. Alcuni privi di laurea effettivamente sì. Ma stiamo parlando di un numero irrisorio su 80.000 psicologi. A margine faccio notare di come questi soggetti abbiamo vinto in Tribunale. Ma come al solito, immagino, che vuoi che conti per te una sentenza di un Tribunale della Repubblica, la tua opinione sarà molto più autorevole...

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    3. Riconoscimento/regolamentazione
    Hai espresso magnificamente cosa sia una professione regolamentata. Ancora continui a non capire che, sul piano giuridico, il riconoscimento è un'altra cosa. Oh, ma d'altra parte sei laureato in psicologia, mica in giurisprudenza...

  10. #100
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    Riferimento: Abuso professione

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    No, non ne sono a conoscenza, e non capisco questa tua riluttanza nel fare i nomi... quanto alla segnalazione all'Ordine mi faccio una grassa risata: che competenza ha l'Ordine su una scuola di counseling? Chi c'ha provato (Ordine della Sicilia contro Centro Olos) ha pagato pure i danni (oltre a perdere la causa, ovviamente...).

    Di quali siano i rapporti tra AssoCounseling e il Mo.P.I. (ma il tuo è proprio un vizio di fare i nomi a mezzo...) io non ne ho idea. Tuttavia quello a cui ti riferisci è relativo all'annosa questione della norme transitorie della legge di ordinamento (in particolare l'art. 34), dove non mi risulta siano stati iscritti soggetti con la terza media. Alcuni privi di laurea effettivamente sì. Ma stiamo parlando di un numero irrisorio su 80.000 psicologi. A margine faccio notare di come questi soggetti abbiamo vinto in Tribunale. Ma come al solito, immagino, che vuoi che conti per te una sentenza di un Tribunale della Repubblica, la tua opinione sarà molto più autorevole...

    Hai espresso magnificamente cosa sia una professione regolamentata. Ancora continui a non capire che, sul piano giuridico, il riconoscimento è un'altra cosa. Oh, ma d'altra parte sei laureato in psicologia, mica in giurisprudenza...
    Suvvia, dipende. Se nella scuola di counselling che forma le persone con la terza media insegnasse, tanto per fare esempio astratto, uno psicologo, questi sarebbe soggetto alla Deontologia (ah, i vantaggi di avere dei veri vincoli deontologici, a tutela dell'utenza...).

    Se poi, in seguito a valutazione ordinistica, emergessero anche ipotesi di violazione del codice penale (esercizio abusivo, etc.), l'Ordine può far partire la segnalazione all'autorità giudiziaria. Ed in alcuni casi, chissà, magari anche costituirsi parte civile. Potrebbe andargli male, qualche volta. Potrebbe andargli bene, qualche altra. Chissà.

    Su rapporti MOPI - AssoCounseling. Boh, strano. Mi dicevano che andando sui siti, vengono fuori "coincidenze" di nomi, a livello di staff/dirigenza. Capita anche che in recentissimi procedimenti penali, a quanto dice un comunicato sul sito AssoCounseling, i consulenti di parte dei counsellor citati in giudizio siano stati, insieme, un dirigente di AssoCounseling ed uno del MOPI. Dobbiamo allora concludere che sia stata una mera casualità, visto che di questi rapporti perfino tu - che sei così informato sul mondo del counselling - "non hai idea".

    Mi spiace, invece, che mi confermi che MOPI abbia consapevolmente supportato in sede legale dei non laureati, per farli diventare Psicologi a tutti gli effetti sulla base di decisioni giudiziarie, e non di lauree ed esami universitari. Saranno numeri "irrisori", ma qui ovviamente è il principio che conta. Un Movimento - legittimamente, bene inteso, qui si fa discussione politico-professionale, non giurisprudenziale - supporta in sede legale l'inserimento nell'Ordine Professionale degli Psicologi (che del resto sembra osteggiare spesso) di soggetti addirittura non laureati; qualche anno dopo, un'associazione di categoria che vede diverse coincidenze di nomi col Movimento si propone di sostenere e promuovere altre figure lavorative (i counsellor) nello stesso campo degli Psicologi... e il tutto, presentato come se fosse un vantaggio per gli Psicologi laureati ed abilitati (che hanno speso anni per certificare a livello universitario specialistico il livello della propria formazione).
    Questioni di interpretazione, evidentemente.

    Ulteriore piccolo dubbio, se permetti, è il tuo interessante "lapsus" nella frase:
    "Alcuni privi di laurea effettivamente sì. Ma stiamo parlando di un numero irrisorio su 80.000 psicologi. A margine faccio notare di come questi soggetti abbiaMo vinto in Tribunale.". AbbiaMo ?
    In una frase riferita al MOPI, di diversi anni fa ??
    Ma non avevi appena detto che non avevi idea dei rapporti tra MOPI e AssoCounselling ? Ed adesso viene fuori che "avete" vinto ?

    Registro che in merito al resto delle osservazioni che sono state fatte sulla validità legale e regolamentatoria degli "albi/elenchi/cataloghi" auto-organizzati di counsellor, e tutto il ragionamento annesso, non vi è risposta di merito. Ad esempio, a tuo parere, un elenco di esperti di YoYo ha validità legale maggiore o minore di quella di un elenco di counsellor, secondo la normativa nazionale ?
    Ma d'altra parte, come mi scrivevi, tu sei laureato in... (?).

    Scuserai la mia franchezza argomentativa. E' che penso che davanti alle situazioni anche solo un poco di difficile interpretazione, è meglio peccare di eccesso di chiarezza nel ragionamento critico.

    Ciao !
    Ultima modifica di Lpd : 30-03-2010 alle ore 16.35.27

  11. #101
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    Suvvia, dipende. Se nella scuola di counselling che forma le persone con la terza media insegnasse, tanto per fare esempio astratto, uno psicologo, questi sarebbe soggetto alla Deontologia (ah, i vantaggi di avere dei veri vincoli deontologici, a tutela dell'utenza...).
    C'hanno già provato a citarli per l'articolo 21 del c.d. e non è andata bene (vedi Ordine della Toscana)

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    Se poi, in seguito a valutazione ordinistica, emergessero anche ipotesi di violazione del codice penale (esercizio abusivo, etc.), l'Ordine può far partire la segnalazione all'autorità giudiziaria. Ed in alcuni casi, chissà, magari anche costituirsi parte civile. Potrebbe andargli male, qualche volta. Potrebbe andargli bene, qualche altra. Chissà.
    E quali infrazioni penali potrebbero mai esserci nell'iscrivere corsisti essendo dei corsi privati? Nessuna, ovviamente.

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Su rapporti MOPI - AssoCounseling. Boh, strano. Mi dicevano che andando sui siti, vengono fuori "coincidenze" di nomi, a livello di staff/dirigenza. Capita anche che in recentissimi procedimenti penali, a quanto dice un comunicato sul sito AssoCounseling, i consulenti di parte dei counsellor citati in giudizio siano stati, insieme, un dirigente di AssoCounseling ed uno del MOPI. Dobbiamo allora concludere che sia stata una mera casualità, visto che di questi rapporti perfino tu - che sei così informato sul mondo del counselling - "non hai idea".
    Ti ripeto, non ne ho idea, ma immagino che il ragionamento a monte da fare sia veramente banale. Il Mopi è l'unica associazione di categoria di psicologi che non osteggia i counselor, non trovo strano che vi siano affinità di vedute...

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Mi spiace, invece, che mi confermi che MOPI abbia consapevolmente supportato in sede legale dei non laureati, per farli diventare Psicologi a tutti gli effetti sulla base di decisioni giudiziarie, e non di lauree ed esami universitari. Saranno numeri "irrisori", ma qui ovviamente è il principio che conta. Un Movimento - legittimamente, bene inteso, qui si fa discussione politico-professionale, non giurisprudenziale - supporta in sede legale l'inserimento nell'Ordine Professionale degli Psicologi (che del resto sembra osteggiare spesso) di soggetti addirittura non laureati; qualche anno dopo, un'associazione di categoria che vede diverse coincidenze di nomi col Movimento si propone di sostenere e promuovere altre figure lavorative (i counsellor) nello stesso campo degli Psicologi... e il tutto, presentato come se fosse un vantaggio per gli Psicologi laureati ed abilitati (che hanno speso anni per certificare a livello universitario specialistico il livello della propria formazione).
    Questioni di interpretazione, evidentemente.
    Sai, io vent'anni fa c'ero... la cosa non è proprio così lineare come la indichi tu...

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    Ulteriore piccolo dubbio, se permetti, è il tuo interessante "lapsus" nella frase:
    "Alcuni privi di laurea effettivamente sì. Ma stiamo parlando di un numero irrisorio su 80.000 psicologi. A margine faccio notare di come questi soggetti abbiaMo vinto in Tribunale.". AbbiaMo ?
    In una frase riferita al MOPI, di diversi anni fa ??
    Ma non avevi appena detto che non avevi idea dei rapporti tra MOPI e AssoCounselling ? Ed adesso viene fuori che "avete" vinto ?
    Si chiama errore di battitura, essendo la M accanto alla N (almeno sulla mia tastiera...).

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    Registro che in merito al resto delle osservazioni che sono state fatte sulla validità legale e regolamentatoria degli "albi/elenchi/cataloghi" auto-organizzati di counsellor, e tutto il ragionamento annesso, non vi è risposta di merito. Ad esempio, a tuo parere, un elenco di esperti di YoYo ha validità legale maggiore o minore di quella di un elenco di counsellor, secondo la normativa nazionale ?
    Stai mescolando piani diversi. Ti supplico: compra un manuale di diritto e guarda la differenza tra riconoscimento e regolamentazione.

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Ma d'altra parte, come mi scrivevi, tu sei laureato in... (?).
    Psicologia (VO), 2 specializzazioni in psicoterapia (gestalt e cognitivismo), un master in mediazione familiare, uno in psicologia giuridica, un M.A. in counseling negli Stati Uniti. Un anno di approfondimento (tirocinio + supervisione) di counseling a Londra. Aggiungi svariate centianaia di ore di analisi personale e di supervisione (entrambi individuali e di gruppo). I corsi, i corsettini, gli workshop, i convegni e gli aggiornamenti te li evito. PS Sto seriamente pensando di iscrivermi ad una scuola sistemica, sempre che mia moglie e i miei figli non mi buttino fuori di casa...

    Tu, invece? Studente di psicologia o aspirante libero professionista frustrato perché non lavora e quindi dà la colpa ai counselor?

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Scuserai la mia franchezza argomentativa. E' che penso che davanti alle situazioni anche solo un poco di difficile interpretazione, è meglio peccare di eccesso di chiarezza nel ragionamento critico.
    Concordo, ed infatti con i tuoi non detti di chiarezza ne stai facendo ben poca...

  12. #102
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    Citazione Originalmente inviato da darksky^ Visualizza messaggio
    ehm esageratA semmai grazie

    una curiosità tu sei psicologo o sei anche psicoterapeuta?

    Perchè ho amici psicologi che però lavorano come baby sitter, segretarie, ecc. che mi fanno una capa tanta sul fatto che bisogna fare una scuola di specializzazione, sennò come fai a lavorare, a gestire i pazienti ecc.

    Io non penso sia necessario,
    perchè nel frattempo continuo a formarmi ed aggiornarmi continuamente scegliendo di integrare orientamenti e terapeuti differenti, cosa che in una scuola di specializzazione è piu' difficile.

    Secondo credo nella figura dello psicologo e so bene che non è sovrapponibile alla psicoterapia e per il momento preferisco questo ruolo e poi quando avrò esperienza e un'entrata potrei anche in futuro specializzarmi.
    Non ho voglia di entrare nel mondo del lavoro a 35 anni, senza troppe esperienze a parte il tirocinio.
    Mi farebbe piacere sentire il tuo parere in merito!
    Sono psicoterapeuta e sono molto a favore della figura dello psicologo che però non è adeguatamente promosso dall'ordine.

    Esistono decine e decine di campi in cui la psicologia "non clinica" potrebbe/dovrebbe affermarsi. Solo che l'Ordine perde più tempo ad inseguire i counselor che a fare vera promozione della propria professione.

    Così come è successo nel counseling e ancora prima nel mondo dell'azienda, più passa il tempo più i bisogni non coperti dallo psicologo saranno coperti da nuove figure professionali.

    E' totalmente illogico fare guerre corporative, sarebbe molto più utile anticipare i tempi e cominciare ad occuparsi degli spazi ancora vuoti.

    Naturalmente tutto ciò sarà possibile solo se la psicologia affermerà con forza la propria distanza dal concetto di sanitarizzazione della medicina.

    Che in buona parte nella sostanza sia così, conta poco. Purtroppo relazionandoti alla società civile conta molto la forma, e la forma con cui si promuove la psicologia è pessima e scimmiotta la medicina.

    Ad oggi i counselor saranno qualche migliaio, comunque poca roba rispetto agli 80.000 e passa psicologi. Non sarebbe il caso di metterci mano prima che il fenomeno diventi ingestibile sotto il profilo numerico?

    Sarebbe così assurdo pensare ad un'istituzione che rappresenta la psicologia in senso lato sotto le più variegate forme?

    Infondo l'APA, negli States, comprende decine di divisioni interne (psicologia scolastica, counseling, psicoterapia, ricerca, psicologia dello sport, etc.) dove ognuno è rispettato per il ruolo che svolge e parimenti rispetta gli altri.

    Lo stesso, seppure un po' diversamente, accade in Inghilterra.

    ma qui siamo in Italia...

  13. #103
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    C'hanno già provato a citarli per l'articolo 21 del c.d. e non è andata bene (vedi Ordine della Toscana)

    E quali infrazioni penali potrebbero mai esserci nell'iscrivere corsisti essendo dei corsi privati? Nessuna, ovviamente.
    Concorso in Esercizio abusivo di professione, dice niente ?

    Ti ripeto, non ne ho idea, ma immagino che il ragionamento a monte da fare sia veramente banale. Il Mopi è l'unica associazione di categoria di psicologi che non osteggia i counselor, non trovo strano che vi siano affinità di vedute...
    Immagino...

    Si chiama errore di battitura, essendo la M accanto alla N (almeno sulla mia tastiera...).
    Immaginavo pure questo ! Del resto, tutti i lapsus di contenuto più "interessanti" si basano proprio sulle allitterazioni formali più semplici...

    Stai mescolando piani diversi. Ti supplico: compra un manuale di diritto e guarda la differenza tra riconoscimento e regolamentazione.
    Facciamo così: passami il tuo manuale di marketing, ed io leggerò quello di diritto

    Psicologia (VO), 2 specializzazioni in psicoterapia (gestalt e cognitivismo), un master in mediazione familiare, uno in psicologia giuridica, un M.A. in counseling negli Stati Uniti. Un anno di approfondimento (tirocinio + supervisione) di counseling a Londra. Aggiungi svariate centianaia di ore di analisi personale e di supervisione (entrambi individuali e di gruppo). I corsi, i corsettini, gli workshop, i convegni e gli aggiornamenti te li evito. PS Sto seriamente pensando di iscrivermi ad una scuola sistemica, sempre che mia moglie e i miei figli non mi buttino fuori di casa...
    Sono impressionato... ma per la sistemica, non stare a fare quelle lunghe di cinque anni.... si potrebbe organizzare - chessò - un corso di counselling sistemico, con iscrizione in un esclusivo Albo di SystemiCounselling@ garantito da un'apposita associazione privata.

    Tu, invece? Studente di psicologia o aspirante libero professionista frustrato perché non lavora e quindi dà la colpa ai counselor?
    Acqua, acqua...

    Concordo, ed infatti con i tuoi non detti di chiarezza ne stai facendo ben poca...
    ....disse la nebbia in val padana... !

    Vabbuò, mi stai simpatico. Almeno la promozione la fai con chiarezza.
    Buona Pasqua a te.

  14. #104
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Concorso in Esercizio abusivo di professione, dice niente?
    No, non mi dice niente... sai chi è stato condannato invece per concorso in esercizio abusivo? Lo psicologo che aiutava il quasi-psicologo a far finta di fare il counselor... (sentenza Perri, Tribunale di Milano).

    Ovviamente il concorso in un reato è tale se vi è abusivamente l'espletamento di una funzione riservata. Come di certo saprai l'insegnamento è libero e garantito dall'articolo 33 della Costituzione.

    Non è infatti un caso che l'Antitrust abbia condannato l'Ordine degli psicologi proprio per l'articolo 21 del codice deontologico...

  15. #105
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Ad oggi i counselor saranno qualche migliaio, comunque poca roba rispetto agli 80.000 e passa psicologi. Non sarebbe il caso di metterci mano prima che il fenomeno diventi ingestibile sotto il profilo numerico?

    Sarebbe così assurdo pensare ad un'istituzione che rappresenta la psicologia in senso lato sotto le più variegate forme?

    Infondo l'APA, negli States, comprende decine di divisioni interne (psicologia scolastica, counseling, psicoterapia, ricerca, psicologia dello sport, etc.) dove ognuno è rispettato per il ruolo che svolge e parimenti rispetta gli altri.

    Lo stesso, seppure un po' diversamente, accade in Inghilterra.

    ma qui siamo in Italia...
    perché in Italia non succede, secondo te? Chi gestisce l'Ordine non sa queste cose? fanno gli gnorri, hanno uno scopo, hanno le mani legate? non riesco a capire

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