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  1. #16
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Per quanto riguarda la mole di studio...prova a guardare a biblioteca di un laureato in medicina....la nostra in confronto sembra quella di uno scolaretto elle elementari!
    Ah si?...se vuoi, vieni a fare un salto da me allora, ho delle cosette interessanti!
    Avresti dovuto fare il medico! Lo dico spesso, a tutti quelli che sentono di dover espletare i rispettivi 'furor sanandi'! La psicologia è un'altra cosa. E ancora un'altra cosa è la clinica psicologica: lasciamo volentieri i cervelli ai laboratori e ci teniamo i nostri pazienti 'interi', così come intera è la loro domanda di cura.

    Saluti,
    Luigi

  2. #17
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    questo post non l'avevo visto, probabilmente è stato scritto mentre rispondevo all'altro

    Per quanto riguarda la mole di studio...prova a guardare a biblioteca di un laureato in medicina....la nostra in confronto sembra quella di uno scolaretto elle elementari!
    non sapevo fosse una gara a chi ce l'ha più lungo....cioè, a chi ha più tanti libri se la mettiamo su questo piano vince chi studia da ingegnere aerospaziale, scommetto che quella biblioteca è il doppio di medicina e psicologia messe insieme.
    A parte le battute, credo che le "biblioteche" di psicologia e di medicina siano diverse, con libri diversi, ma alla fine la dimensione della biblioteca dipende dalla facoltà. Ci sono facoltà più attrezzate e altre meno, dipende da quanto investe l'università nell'allestire la biblioteca


    Ciao Johny....evidentemente abbiamo opinioni diverse ed è giusto in fondo che sia così. Però il punto fondamentale credo che sia questo....tu sembri trattare la psiche come se fosse "anima" e quindi soggetta ad essere studiata solo tramite l'osservazione e i metodi della psicologia sociale, del lavoro eccetera....Io invece credo che la psiche abbia sede nel nostro cervello in interazione con il resto del nostro corpo da qui le mie considerazioni.
    fondamentalmente siamo d'accordo, cervello e il resto del corpo interagiscono per produrre quello che noi definiamo "psiche". Ma oltre al cervello e al corpo, concorrono anche altri aspetti, quali le relazioni familiari, le relazioni sociali, l'esperienza, il sistema di valori dell'ambiente in cui siamo situati, le rappresentazioni mentali che ci formiamo con l'esperienza, e così via.
    Dire che il cervello è la "sede della psiche" mi pare un po' esagerato. Cartesio nel '600 situava la sede dell'anima al centro del cervello (ghiandola pineale), ma oggi sappiamo che aveva torto. Cioè, la psiche non sta lì. Penso che 400 anni dopo possiamo dirlo con certezza.
    Ultima modifica di Johnny : 03-04-2010 alle ore 16.28.14

  3. #18
    Partecipante Esperto
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    289

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    (..) Cioè, la psiche non sta lì. Penso che 400 anni dopo possiamo dirlo con certezza (..)

    certo non è li ma non è nemmeno qualcosa che fluttua nell'etere nè è una sostanza "incorporea" nè un oggetto individuabile da qualche parte. La psiche è un aspetto funzionale del cervello e dipende dall'interazione tra questo e il mondo esterno. e queste interazioni dove vanno a finire? esse sono informazioni registrate ovviamente nel cervello e che ne modificano addirittura la sua struttura.

    Così come le informazioni che immetti in un computer si trasformano in codici numerici, le informazioni che acquisiamo (esperienze, interazioni, interiorizzazioni , relazioni oggettuali , rappresentazioni del sè che ne conseguono, oggetti interni, acquisizioni culturali ) si trasformano in codici biochimici.

    NON c'è psiche se non c'è il cervello. Il paragone migliore che salta in mente è quello tra hardware (cervello) e software (psiche).

  4. #19
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da simunafo Visualizza messaggio
    NON c'è psiche se non c'è il cervello. Il paragone migliore che salta in mente è quello tra hardware (cervello) e software (psiche).
    E non c'è cervello se non c'è psiche, caro!

    Saluti,
    Luigi

  5. #20
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Ragazzi posso dire sinceramente una cosa? Troppi punti messi "in tavola...." Sarebbe bello incontrarsi e fare una bella discussione dal vivo! Cmq facciamom un pò di chairezza:

    1) Con biblioteca non intendevo quella della facoltà ma intendevo quella personale di ongi studente. Cioè il numero di libri, che bisogna comprare e studiare per laurearsi (5 anni). E per esperienza personle di confronto io ho notato che la mole di studio di uno studente di medicina o di giurisprudenza è molto maggiore di quella di uno studente di psicologia (inutile nascondersi dietro un dito).
    L'esempio della biblioteca così intesa era riferito al commento dell'esame di stato. Se c'è la fanno gli avvocati a portare all'esame di stato a memoria tutti i diritti (tributario, costituzionale, lavoro, societario, civile, penale, e così via...) allora anche uno psicologo all'esame di stato può benisssimo portare tutte le branche della psicologia (clinico, dinamico, lavoro, sociale, nuerocognitivo....ok è logico che non può portare prorio tutto di ogni-materia ma potrebbe portare ciò che dovrebbe essere considerato i capisaldi di ogni branca, così come l'avvocato ad esempio non porta tutto il diritto del lavoro ma ciò che è considerato da sapere).

    2) Io voglio studiare l'individuo nella sua interezza e proprio per questo dico di voler studiare di più l'hardware (concordo con simunafo al 100%). Senza perdere di vista il software ovviamente. Ho già espresso che non ho ancora l'esperienza tale da poter esprimere un parere ragionato e ponderato su quanto hardware studiare. Però andando a "buon senso" direi che il giusto hardware da studiare sia quello che permeterebbe a uno psicologo di somministrare anche farmaci (per i motivi detti nei post precedenti) e da qui l'esempio dello psicologo statutinitense o quanto meno di capire che un attacco di panico può essere determinitato anche per problemi derivanti dalla tiroide (come detto da simunafo). Io nel mo trienno di laurea non ho studiato un tubo sulla tiroide ad esempio. E non la studiero neanche nella magistrale a cui andrò a iscrivermi.
    E dato che l'hardware della psiche non è solo nel cervello ma anche nel resto del corpo mi spiegate perchè in un corso di laurea ad esempio psicologia del lavoro (andate a vedere il programma di studi di psicologia del lavoro di psicologia2 alla sapienza) non si faccia praticamente nulla di tutto l'hardware (cervello e corpo)?
    ESEMPIO: Tu psicologo del lavoro selezioni le persone. Sai per la letteratura del lavoro che hai studiato che un buon fattore di predizione di riuscita lavorativa è "l'autocontrollo".
    Il tuo candidato nel momento della selezione va in panico più totale. Tu magari lo scarti o dai un parere negativo. E magari lo stai facendo senza avere la più pallida idea che quel candidato possa avere probelmi di tiroide. E che quindi il suo non è una componente caratteriale di base ma solo mometaneo. SCUSATE L'ESEMPIO SPICCIOLO MA E' SOLO PER RENDERE LA MIA IDEA DI ETEROGENEITA' DI STUDI TRA MEDICINA E PSICOLOGIA E TRA TUTTE LE BRANCHE DELLA STESSA PSICOLOGIA.
    Un altro motivo per cui ritengo che all'università si debba studiare più hardware E' perchè, dovreste convenire con me,E' PIU' DIFFICILE. E quando quindi studiare qualcosa che è più difficile? All'università, ovvero quel period di tempo nella vita dedicato solo allo studio.
    Quando si lavorerà ci potremo sempre aggiornare sulla letteratura leggendo un libro o abbonandoci ad una rivista di psicologia su le ultime teorie della personalità o gli ultimi esperimenti di psicolgia sociale eccetera....ma dovreste covenire con me che sarà senz'altro più difficile che nei week di riposo dal lavoro si metta a studiare, che so....., biochimica-neurologica o appunto come è fatta una tiroide!
    BUONA PASQUA A TUTTI!

  6. #21
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    bisogna però considerare che ogni indirizzo ha i suoi approfodimenti. Lo psicologo del lavoro non entra nel merito della psicologia clinica.
    Se ti avvii verso l'indirizzo clinico (con gli esami di psicologia clinica, complementari di psichiatria, ecc) studiando le sindromi ti rendi conto di come uno psicologo "clinico" acquisisca quelle competenze da poter capire quali siano i problemi organici che un tizio può avere .

  7. #22
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Con biblioteca non intendevo quella della facoltà ma intendevo quella personale di ongi studente. Cioè il numero di libri, che bisogna comprare e studiare per laurearsi (5 anni). E per esperienza personle di confronto io ho notato che la mole di studio di uno studente di medicina o di giurisprudenza è molto maggiore di quella di uno studente di psicologia (inutile nascondersi dietro un dito).

    Io penso che solo per il fatto che l'università sforni e prepari pareri (per non dire minchiate) come il tuo sia da riformare. Ma qui ci attestiamo su di un livello preoccupante. Vedi, quanto più la psicologia si medicalizza e insegue le fesserie dell'ideologia, più si avvicina ad un grado di inconsistenza pauroso. Ci si aspetta che uno psicologo sia un 'professionista della psiche', io dico almeno qualcuno che abbia raggiunto un certo grado di problematizzazione meno immaginaria dei problemi legati alla vita psicologica...e invece...chi se lo aspetterebbe mai di incontrare uno che, invece di 'psicologizzare' i problemi, non dorme la notte perchè la sua 'biblioteca' è 'più piccola' rispetto a quella del medico!?Allucinante! Sei un grande...

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Un altro motivo per cui ritengo che all'università si debba studiare più hardware E' perchè, dovreste convenire con me,E' PIU' DIFFICILE.
    Ancora una conseguenza dello sfacelo dell'università. Che passa per 'psicologia' quelle cose lì...mah!

    Saluti,
    Luigi

  8. #23
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    Io penso che solo per il fatto che l'università sforni e prepari pareri (per non dire minchiate) come il tuo sia da riformare. Ma qui ci attestiamo su di un livello preoccupante. Vedi, quanto più la psicologia si medicalizza e insegue le fesserie dell'ideologia, più si avvicina ad un grado di inconsistenza pauroso. Ci si aspetta che uno psicologo sia un 'professionista della psiche', io dico almeno qualcuno che abbia raggiunto un certo grado di problematizzazione meno immaginaria dei problemi legati alla vita psicologica...e invece...chi se lo aspetterebbe mai di incontrare uno che, invece di 'psicologizzare' i problemi, non dorme la notte perchè la sua 'biblioteca' è 'più piccola' rispetto a quella del medico!?Allucinante! Sei un grande...



    Ancora una conseguenza dello sfacelo dell'università. Che passa per 'psicologia' quelle cose lì...mah!

    Saluti,
    Luigi
    Tu invece sei un bravo psicologo vero?
    Ad aggredire chi ha un parere diverso dal tuo in questa maniera?
    E' molo costruttivo il tuo apporto per la discussione vero ?
    Saluti!

  9. #24
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Ragazzi posso dire sinceramente una cosa? Troppi punti messi "in tavola...." Sarebbe bello incontrarsi e fare una bella discussione dal vivo! Cmq facciamom un pò di chairezza:

    1) Con biblioteca non intendevo quella della facoltà ma intendevo quella personale di ongi studente. Cioè il numero di libri, che bisogna comprare e studiare per laurearsi (5 anni). E per esperienza personle di confronto io ho notato che la mole di studio di uno studente di medicina o di giurisprudenza è molto maggiore di quella di uno studente di psicologia (inutile nascondersi dietro un dito).
    L'esempio della biblioteca così intesa era riferito al commento dell'esame di stato. Se c'è la fanno gli avvocati a portare all'esame di stato a memoria tutti i diritti (tributario, costituzionale, lavoro, societario, civile, penale, e così via...) allora anche uno psicologo all'esame di stato può benisssimo portare tutte le branche della psicologia (clinico, dinamico, lavoro, sociale, nuerocognitivo....ok è logico che non può portare prorio tutto di ogni-materia ma potrebbe portare ciò che dovrebbe essere considerato i capisaldi di ogni branca, così come l'avvocato ad esempio non porta tutto il diritto del lavoro ma ciò che è considerato da sapere).
    immagino che tu non abbia ancora sostenuto l'esame di stato hai presente la mole di materiale da studiare?
    biaogna sapere A MEMORIA: tutto il DSM (o altri sistemi di classificaizone, tipo l'ICD), tutti gli argomenti di psicologia generale e sociale (per ogni argomento: definizioni, storia del concetto, principali teorie, 2 teorie in modo approfondito a confronto con vantaggi e critiche, principali esperimenti, applicazioni), tutte le psicoterapie adeguate per ogni tipo di disturbo (mi riferisco all'ambito clinico che è quello in cui ho fatto l'esame di stato io, ma per gli altri indirizzi la situazione è più o meno la stessa), tutto ciò che riguarda i test (definizioni, aspetti psicometrici, come si costruiscono i test, tutti i test e loro uso), poi bisogna sapere come sviluppare un progetto e, siccome non si sa quale saràla traccia, bisogna sapere come sviluppare un progetto per ogni tipo di ambito (scuola, lavoro, bullismo, disturbi vari ecc...), poi il codice deontologico a memoria. Più varie altre cose, che variano a seconda dell'indirizzo.

    Per quanto riguarda la "biblioteca"....bè, se prendiamo un marcoargomento: l'attenzione. Sull'attenzione ci sono libri generici, se vogliamo farci un'idea generale sull'attenzione è sufficiente un libro generico. Se vogliamo approfondire possiamo andare a prendere libri più specifici che trattano l'argomento in modo più minuzioso, quindi diciamo 5 o 6 libri. Ancora, si può aumentare il focus e approfondire ulteriormente, a questo punto potremmo utilizzare una decina di libri (magari un libro per ogni tipo di approccio: Gestalt, cognitivismo, aspetti fisiologici, sviluppo dell'attenzione, tipi di attenzione, ecc...). A questo punto possiamo approfondire ulteriormente prendendo direttamente gli esperimenti (mi vengno in mente, ad esempio, le miriadi di esperimenti svolti sull'argomento dell'attenzione, come quelli di Treisman, piuttosto che quelli di Cherry sull'effetto cocktail party). Ora potremmo vedere il collegamento tra attenzione e psicopatologie (ad es. perché nella depressione la capacità di attenzione diminuisce? potremmo indagare il ruolo della ruminazione in questa diminuzione di facoltà attenetive, ma anche gli effetti dei neurotrasmettitori; perché lo stress o alcune sostanze invece aumentano la vigilanza? e così via). Diciamo...quanti libri? una ventina? una ventina di libri solo per l'attenzione, che in genere occupa un paragrafo nei capitoli sulla percezione.

    Cioè, questo per dire che ogni argomento può essere trattato usando più o meno libri a seconda dell'approfondimento che si vuole ottenere.
    Può darsi che certi esami, per problemi di durata (a seconda che il corso sia di 4 o 8 cfu dura più o meno tempo) richiedano meno libri di altri, ma l'università è il luogo in cui si va per imparare, non per ascoltare. Cioè l'università (almeno, a me hanno insegnato così) non è come la scuola dell'obbligo: all'univ. l'allievo è tenuto ad approfondire gli argomenti che più gli interessano per conto proprio, non c'è una passiva trasmissione di insegnamenti da docente ad allievo, ma è l'allievo che attivamente apprende le nozioni. Per questo motivo il numero di libri, sinceramente, mi sembra una cosa ridicola.
    Alla fine vedrai che non ci sarà così tanta differenza tra psicologia e la tua amata medicina. Pensa che addirittura una delle cricihe alle facoltà di psicologia è che sono troppo nozionistiche!!!

    2) Io voglio studiare l'individuo nella sua interezza e proprio per questo dico di voler studiare di più l'hardware (concordo con simunafo al 100%). Senza perdere di vista il software ovviamente. Ho già espresso che non ho ancora l'esperienza tale da poter esprimere un parere ragionato e ponderato su quanto hardware studiare. Però andando a "buon senso" direi che il giusto hardware da studiare sia quello che permeterebbe a uno psicologo di somministrare anche farmaci (per i motivi detti nei post precedenti) e da qui l'esempio dello psicologo statutinitense o quanto meno di capire che un attacco di panico può essere determinitato anche per problemi derivanti dalla tiroide (come detto da simunafo). Io nel mo trienno di laurea non ho studiato un tubo sulla tiroide ad esempio. E non la studiero neanche nella magistrale a cui andrò a iscrivermi.
    E dato che l'hardware della psiche non è solo nel cervello ma anche nel resto del corpo mi spiegate perchè in un corso di laurea ad esempio psicologia del lavoro (andate a vedere il programma di studi di psicologia del lavoro di psicologia2 alla sapienza) non si faccia praticamente nulla di tutto l'hardware (cervello e corpo)?
    ESEMPIO: Tu psicologo del lavoro selezioni le persone. Sai per la letteratura del lavoro che hai studiato che un buon fattore di predizione di riuscita lavorativa è "l'autocontrollo".
    Il tuo candidato nel momento della selezione va in panico più totale. Tu magari lo scarti o dai un parere negativo. E magari lo stai facendo senza avere la più pallida idea che quel candidato possa avere probelmi di tiroide. E che quindi il suo non è una componente caratteriale di base ma solo mometaneo. SCUSATE L'ESEMPIO SPICCIOLO MA E' SOLO PER RENDERE LA MIA IDEA DI ETEROGENEITA' DI STUDI TRA MEDICINA E PSICOLOGIA E TRA TUTTE LE BRANCHE DELLA STESSA PSICOLOGIA.
    Un altro motivo per cui ritengo che all'università si debba studiare più hardware E' perchè, dovreste convenire con me,E' PIU' DIFFICILE. E quando quindi studiare qualcosa che è più difficile? All'università, ovvero quel period di tempo nella vita dedicato solo allo studio.
    Quando si lavorerà ci potremo sempre aggiornare sulla letteratura leggendo un libro o abbonandoci ad una rivista di psicologia su le ultime teorie della personalità o gli ultimi esperimenti di psicolgia sociale eccetera....ma dovreste covenire con me che sarà senz'altro più difficile che nei week di riposo dal lavoro si metta a studiare, che so....., biochimica-neurologica o appunto come è fatta una tiroide!
    come dice Simunafo, ci sono vari indirizzi, e l'indirizzo clinico effettivamente ti prepara a capire quali siano i problemi organici che tizio potrebbe avere. Sappiamo tutti che la tiroide può dare problemi di ansia (tipo il panico, appunto). MA non è necessario sapere il perché e il percome, vita morte e miracoli della tiroide.
    Anche perché per diagnosticare un disturbo d'ansia devono essere soddisfatti vari criteri diagnostici. Non è che se uno dice "sono ansioso" si fa una diagnosi si dist. ansioso. Deve essere soddisfatto un certo numero di sintomi (cognitivi, somatici) e per un certo periodo di tempo. A quel punto si fa una ipotesi diagnostica, che va approfondita con vari strumenti (test, colloquio, ecc....) per indagare altre variabili (le relazioni familiari, relazioni sociali, quali pensieri specifici provocano ansia, e così via). Insomma, i dist. d'ansia si sviluppano in un contesto, e se è solo un problema di tiroide ci si arriva, perché il panico si sviluppa senza altri "sintomi".
    Dubito che uno psicologo del lavoro scarti potenziali lavoratori per problemi alla tiroide in genere si somministrano dei test, si traccia un profilo di personalità o comunque si traccia un profilo delle attitudini, e in base a quelle attitudini si indirizza il cliente verso un tipo di lavoro piuttosto che un altro. Non credo che la tiroide possa influire più di tanto, su questo procedimento. Anche perché, mettiamo il caso che il cliente soffra di problemi alla tiroide che provocano ansia, gli strumenti che lo psicologo usa permettono di tracciare un profilo della personalità (quindi per definizione "l'insieme dei modelli stabili e duraturi di pensare e interagire col mondo") e quindi i problemi attuali (come un problema alla tiroide, ad esempio) non influiscono più di tanto sul profilo di personalità, non trovi?


    Potremmo fare anche il ragionamento inverso a quello proposto da questo 3d: cioè, studiare più seriamente la Psicologia nelle facoltà di Medicina. Spesso le lamentele dei pazienti vengono trattate con un certo snobbismo, e tante volte l'atteggiamento è del tipo "è una roba psicologica, vada a casa" quando invece di psicologico spesso non c'è niente. Cosa ne pensate?
    Ultima modifica di Johnny : 05-04-2010 alle ore 19.36.20

  10. #25
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Tu invece sei un bravo psicologo vero?
    Ad aggredire chi ha un parere diverso dal tuo in questa maniera?
    E' molo costruttivo il tuo apporto per la discussione vero ?
    Saluti!
    Aggredire?? Suvvia! Era giusto un pò di pepe per scaldare la serata! E' che mi ha fatto un pò sorridere il fatto della biblioteca.. Per il resto, ci mancherebbe, a ognuno la sua biblioteca!

    Saluti,
    Luigi

  11. #26
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Perchè, lo psicologo del lavoro seleziona le persone?

    Nel colloquio serve solo la sua presenza fisica, all'azienda, esattamente come i corsi di formazione tenuti da laureati in psicologia, corsi cosiddetti "comportamentali", che servono solo a incassare i contributi statali.
    Lo dicono in maniera palese gli stessi dirigenti ai malcapitati corsisti.
    Tant'è vero che sono costretti a farli anche lavoratori sulla soglia della pensione.

    Quanto alla selezione del personale, l'ultima persona che conta è lo psicologo, che sta lì a fare coreografia, dà l'apparenza della "serietà" alla cosa.

    Ma via, siete fuori del mondo.

    Arrivi con le stesse competenze e conoscenze di uno che proviene da una montagna dell'Africa Centrale, e ti ritrovi a darti tutta questa importanza?

    Quanto ai problemi di salute, l'assunzione non sarà, mi auguro, pilotata in nome di discutibili criteri salutistici, salvo alcune professioni delicate, es il pilota o il macchinista.

    Per il resto, sarebbe veramente vergognoso, eticamente ripugnante, che lo psicologo indagasse su fatti Privati, c'è la legge sulla Privacy, infatti, neanche il certificato medico di assenza per malattia, può specificare la malattia.

    E che è!

    Spero che il "potere" , che sembra lusingarvi tanto, non ve lo diano mai, a voi.
    Ricorda tanto il caporalato: "vai da baffone a cercare lavoro" come cita Tornatore in "Nuovo Cinema Paradiso".

    Vedi come fanno le aziende a trovare complicità, persino tra gli studenti si rintracciano certe "avvisaglie"...
    la psicologia si mette subito al servizio del potere, invece di pensare a dare contributi più costruttivi per il benessere comune.
    Ultima modifica di complicata : 05-04-2010 alle ore 20.45.06

  12. #27
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Be credo che sotto sotto qui sorga il famoso complesso di inferiorità nei confronti della figura del medico (solo perche questa socialmente più accettata e prestigiosa).

    Molti medici d’altronde (soprattutto i psichiatri) hanno la visione dello psicologo come di colui che frustrato di non essere riuscito a studiare medicina tenta a giocare “ad una specie di dottorino della mente”. (collaboro con dei psichiatri e vi garantisco che molti la pensano proprio così).

    Io sono d’accordo con il fatto che lo psicologo clinico ( lo psicoterapeuta) dovrebbe poter acquisire la preparazione teorico-prattica ANCHE per prescrivere dei farmaci ma affermare che lo psicologo durante il suo percorso di laurea studi meno, o meno estesamente (qualitativamente e quantitativamente) solo perche ciò non aviene é scorretto. (tra l’altro sto preparando l’esame di psicobiologia e sono proprio urtato da questa affermazione).
    Inoltre lo psicologo che si sentirebbe “più socialmente accettato e riconosciuto” e quindi realizzato solo per il fatto di poter prescrivere dei farmaci forse avrebbe davvero dovuto studiare medicina.

    Non sto polemizzando, ma certi discorsi credo stiano riducendo la mia futura professione legandola ad un campo d’azione (terapeutico) come può essere quello della medicina.

    Io sono d’accordo con il doc. che la mente e il corpo sono un tutt’uno ma (avendo lavorato nei vari ospedali a contatto con vari medici di varie specializzazioni) affermo in modo responsabile che i medici IN GENERE curano la patologia, la disfunzione, soprattutto organica e (eccezioni a parte) la stragrande maggioranza trascura “la psiche”, l’essere umano nella sua globalità già dal primo contatto con il paziente. Quando un medico psichiatra CURA un paziente, unica competenza che possiede in più (dallo psicoterapeuta) é quella di prescrivere dei farmaci, non mi sento meno competente come PSICOLOGO).

    Le due figure devono essere delle figure ben distinte, in una eventuale stretta collaborazione ma distinte. Tocca lo psicologo “fare lo psicologo (in tutte le sue specializzazioni e sfumature)” e acquisire il prestigio con la sua professionalità, competenza e perche no l’individualità, e lasciamo che i medici facciano dei bravi medici, secondo me saranno più bravi se prenderanno in considerazione maggiormente l’essere umano come un tutt’uno, se sapranno ad umanizzare la medicina, ma questo è un altro discorso.

  13. #28
    Partecipante Affezionato L'avatar di Stephen Lusdade
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Secondo me il medico DEVE fare il medico e lo psicologo DEVE fare lo psicologo.
    Inniettare maggiore organicismo in ambito psicologico e maggiore psicologia in ambito medico a cosa vuole portare?
    Si parla di Università. Io mi riferisco all'ambito pubblico, non al privato. La questione è sempre quella: mancano i soldi. Il problema a mio avviso non è la maggiore conoscenza organica o biologica, per gli psicologi il problema è essere riconosciuti nel settore pubblico, sia dal punto di vista formativo che economico.
    La formazione medica vuole che finiti i 6 anni, vincere un concorso in ambito ospedaliero significa cominciare a percepire 1750 euri (Prodi) mensili. E per i POCHISSIMI che non trovano inserimento in ospedale possono "consolarsi" guadagnando fior di quattrini con le guadie mediche e quant'altro ( es. mio amico 3000 euro in un mese).
    Paragonate ciò all'ingresso nel mondo del lavoro dello psicologo (raccomandati & figli di papà a parte)
    Se ponessi - sul piano di importanza sociale - lo psicologo allo stesso livello del medico, anche se su un forum di psicologia, rischierei il linciaggio forse, pertanto mi limito a dire: ok, l'intervento diretto sul corpo organico ha maggiore importanza, questo però non significa che l'aspetto psicologico debba essere svalorizzato così come è ora. La psicologia non è l'ancella della medicina così come non lo è della filosofia.
    Il discorso può sembrare off\topic ma se preso in una certa prospettiva non lo è: in poche parole piu' denaro > maggiori possibilità di formazione.

    p.s. per chi volesse vivere un confronto tra visione medica e psicologica consiglierei di informarsi circa i Gruppi Balint.
    Le nostre esistenze sono la rappresentazione dei nostri sogni: le nostre storie cliniche sono fin dall'inizio, in un modo archetipico, drammi, e noi siamo maschere (personae) attraverso cui risuonano (personare) gli Dei.
    James Hillman

  14. #29
    Super Postatore Spaziale L'avatar di simoncino
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Ragazzi ricordo che la tematica del post non è la classica diatribra MEDICO-PSICOLOGO...... esite già una discussione su questo tema...

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