ok grazie![]()
ok grazie![]()
a quanto vedo sul sito il prof ha intenzione di non metterli prima....ihih in fondo ci speravo!! dovremmo aspettare almeno fino al 24...sigh!
Sono usciti![]()
ma io nn li vedo apro la pagina ma è tutta bianca
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Ecco i risultati...![]()
grazie............
Qualcuno sta preparando questo esame per luglio?
Volevo sapere se ciò che c'è da studiare è sempre:
- Mitchell S.; Black M. (1996): L'esperienza della psicoanalisi. Bollati - Boringhieri (limitatamente ai cap. 1,2,4,5,6).
- La Forgia M.; Marozza M.I. (2008) a cura di: La conoscenza sensibile. Moretti e Vitali, Milano (limitatamente ai cap. 1 -Introduzione-, 2 -La Forgia-,5 -Manciocchi-).
sì!![]()
Ma sapete se per passare l'esame è sufficiente studiare "l'esperienza della psicoanalisi" perchè l'altro libro è veramente incomprensibile!!! Grazie mille
è necessario, ci fa almeno una domanda!
tutti e due,, ma del secondo libro bisogno studiare solo l'introduzione, il cap di manciocchi e quello di la forgia!
...stringimi allora tra nuvole e lenzuola non dire una parola non farlo mai per ora abbracciami ancora tra nuvole e lenzuola...
sì ragazzi.....
ragazzi scusate ma io su infostud ho la prenotazione su psicologia dinamica sia da 2 che da 4 crediti col manciocchi, sessione estiva, stessa data, sempre step-com, stesso numero del verbale che significa?
Sapete le risposte a queste domane o cmq dove trovarle?
- realtà inequivoca di bion
- traslazione per kohut
- come cambia la concezione delle ass libere dopo anna freud
- going to being per la klein ( io ho trovato sl quello di winnicot)
- espediente della klein per studiare l'infanzia ( dice solo che poi lo usa con gli adulti ma non specifica il metodo -.-)
- psicologo specchio
- ambiente facilitante per winnicot
se qualcuno ha le risposte sono disposto a inviargli tutte quelle che sto trovando io alle domande uscite fin qui prese da tutti i post passati. magari itnegrandole possiamo postare tutto sul forum.
ringrazio in anticipo.
Come cambiano le associazioni libere dopo Anna Freud
Anna Freud apportò diverse innovazioni alla psicoanalisi, dando il via ad una nuova corrente in psicologia, la psicologia dell’Io,dal momento che spostò l’attenzione dal Sé all’Io. La sua esplorazione dell’Io ripercorreva i processi difensivi partendo da sintomi specifici chiaramente individuabili, per arrivare alla loro diffusione nell’intero carattere. Alla base della sua teoria stava l’assunto che, dal momento che le tre istanze (Es, Io e Super-io) appartengono tutte all’inconscio, anche l’Io e il Super-io allora sfuggono al controllo del paziente, sono al di fuori della sua consapevolezza, e soprattutto non hanno interesse ad emergere durante l’analisi: per questi motivi il metodo delle libere associazioni sarebbe compromesso dal principio e l’analista rappresenterebbe una minaccia per l’Io. Il nuovo compito dell’analista, allora, sarebbe quello di individuare non tanto gli impulsi dell’Es celati nelle libere associazioni, ma soprattutto il sottile lavoro delle difese all’interno di tali associazioni: se i processi difensivi inconsci non vengono portati allo scoperto, l’analisi ne risulta gravemente compromessa.
L’atteggiamento ideale dell’analista è un atteggiamento “neutrale”, di osservazione equidistante di tutte e tre le istanze. La Freud dimostrò inoltre come la comparsa delle difese sia normale dal punto di vista evolutivo e potrebbe avere origine anche da un dispiacere esterno.
L’espediente della Klein usato per studiare l’infanzia
Uno delle più importanti questioni per la quale la Klein si discosta dalla psicoanalisi classica,è la questione dell’analizzabilità dei bambini. Per la psicoanalisi più classica i bambini non potevano essere analizzati perché il loro Io era debole e non ancora in grado di gestire le interpretazioni profonde del conflitto pulsionale. La Klein invece afferma la piena analizzabilità dei bambini a patto che fosse il loro gioco ad essere interpretato,cosi come ogni associazione libera,ciò è spiegabile anche dal fatto che secondo la Klein,la mente umana,sia del bambino che dell’adulto è sempre instabile e fluida.
Cosa intende Bion quando parla di realtà in equivoca
Quando Bion si riferisce al concetto di “realtà inequivoca” parla di impossibilità di descrivere la realtà bensì di poterla solo interpretare ma questo determina di nuovo la visione di strutturare e catalogare la realtà reinserendola nella prospettiva convenzionale. Bion afferma pertanto che l’analista dovrebbe, per approdare a una terapia ben riuscita, calarsi in una memoria sognante mentre l’analizzato dovrebbe essere consapevole di vedere le immagini scorrere in un flusso caratterizzato da uno scarto temporale. Bion invita a “morire” cognitivamente” ma non psichicamente e ad “accecarsi artificialmente per fare buio su senso della vista su cui tanto basiamo tutto il resto delle nostre percezioni. Solo in questo modo possiamo evitare una IPOSTATIZZAZIONE che ci conduce a convincerci sulla veridicità unica e reale delle immagini che vediamo. Pertanto invece che soffermarsi sulla contenuto linguistico e veritativo del paziente è più importante capirne la prospettiva ovvero secondo quali regole del gioco egli stia vivendo o giocando ma non per comprenderne l’inquadramento ma per conoscere l’arte “dell’imparar a far finta che” .Solo così l’analista può imparare a divenire condividendo.
Ambiente facilitante
L’ambiente facilitante è per W quello che egli stesso definisce come ambiente di Holding ovvero uno spazio fisico e psichico all’interno del quale il bambino è protetto senza sapere di essere protetto,in modo che proprio questa dimenticanza costituisca la base dalla quale può partire spontaneamente l’esperienza successiva
Concetto di Going on Being, e differenza rispetto alla visione Keniana:
Il neonato fluttua in una Corrente di momenti non integrati, desideri e bisogni diversi emergono spontaneamente e a man mano che vengono soddisfatti,si fondono di nuovo nella corrente che W. Defini going on being.La scelta di W. Di non integrazione per descrivere lo stato mentale più antico del bambino è molto importante e suggerisce,in contrasto con la Klein,non più una terrificante esperienza di frammentazione concepita come un flusso caledoscopico di immagini e fantasie,bensi un’un esperienza estremamente discontinua e fluida,impegnata a tenere lontani angoscia e senso di colpa.
Cos’ è la traslazione per Kohut
Due sono i tipi di traslazione possibili, secondo Kohut, per il paziente narcisista: quella “idealizzante” e quella “speculare”. La traslazione idealizzante riflette l’attivazione di un’immagine parentale idealizzata e deriva da un “oggetto-Sé” arcaico e rudimentale. La separazione da questo oggetto idealizzato fa sentire il paziente vuoto e impotente, tanto è importante per il paziente utilizzarlo a compensazione e complemento di un segmento mancante della propria struttura psichica, legato alla carenza di sufficienti apporti libidici da parte di “oggetti-Sé” primitivi. Lo sviluppo nella traslazione analitica di un “Sé grandioso” induce la formazione di transfert speculari, che appaiono altamente regressivi e sono di tre tipi: transfert “fusionale”, transfert “gemellare”, transfert “speculare in senso stretto”. Forme arcaiche della traslazione, con un gradiente dalla maggiore regressione per il tipo “fusionale” a quella minore per il tipo “speculare in senso stretto”, consentono l’utilizzo della presenza dell’analista come fonte di sostegno per il Sé in termini assai primitivi. La traslazione “fusionale” comporta l’estensione del Sé grandioso alla figura dell’analista e la riedizione di un primo stadio di identità primaria del Sé e dell’oggetto fusi tra loro. Nel transfert “gemellare” il paziente sperimenta l’analista come uguale o molto simile a sé stesso. Nella traslazione “speculare in senso stretto” l’analista viene percepito come una persona separata e importante solo nella misura in cui è necessario agli scopi del Sé grandioso.
Spero ti siano utili!!!![]()
NeSsUnO StUdiO PeR QuAnTo PoSsA EsSeRe AcCuRaTo PoTrà Mai SoStiTuiRe UnA BeLLa BoTtA Di CuLo!!!