Blog: Spazio di Psicoanalisi
Si, ho capito...però anche tu abbi pazienza: ci sono percorsi scientifici e culturali ben precisi da sostenere prima di potersi esprimere in merito a questioni che, per ora, esulano totalmente dalla tua esperienza di studente...sbaglio? Che tu abbia a partire con delle idee personali in merito a ciò che vorresti non significa per questo che il ''sapere'' corrisponda alle nostre scarse esperienze. E' bene non trincerarsi mai, ma è bene anche fare esperienze ben precise sul campo: dovrai pur conoscere la psicometria per poter dirne qualcosa, o la biologia comparata, o le teorie dinamiche, o le complesse teorizzazioni neuropsicologiche, o i modi di procedere della psicoanalisi e della psicoterapia, per poter integrare uno sguardo critico che sappia cogliere punti di forza e debolezze; questo è il mio pensiero anche riguardo alle facoltà di psicologia: bisognerebbe integrare la parte clinica con esperienze molte piu 'dure' in merito, bisognerebbe rafforzare le basi antropo-filosofiche (cioè quelle che permettono di difenderci dalle ingerenze che altri campi, spesso ingiustamente, fanno nei confronti della psicologia), bisognerebbe introdurre le scienze biologiche con maggiore consapevolezza degli oggetti della psicologia rispetto a quelli delle scienze naturali. E bisognerebbe pure capire, ad un certo punto, che anche in campo filosofico non si può più procedere come una volta: lo smascheramento attuato dalla psicoanalisi, il sapere dell'inconscio, impone una svolta anche a tutti gli approcci che tentano ancora di sottrarsi allo sguardo freudiano. Lo stesso accade in campo scientifico: si chiede mai la scienza da dove provenga il suo sapere? C'è un inconscio nella scienza? Ovviamente si, ma mi dilungherei troppo. Quindi, per concludere, comprendo bene la tua passione: ma ti posso assicurare che ne vedrai delle belle, qualunque via tu possa intraprendere; e cambierai spesso idea, perchè crescerà la tua consapevolezza...sempre però all'insegna dell'ascolto: come si fa sennò a essere preparati, senza ascoltare? Giudizio critico e umiltà scientifica non si escludono: i più grandi nomi della psicologia sono esempi in tal senso. I filosofi che ho avuto l'onore di incontrare, anche loro, mi hanno insegnato ad ascoltare, a dubitare...ecco perchè, personalmente, e per smentire la nostra amica, non mi accontento delle risposte che mi si danno: per una questione di rispetto nei confronti del sapere, delle istituzioni scientifiche che, per quanto mi riguarda, mi hanno insegnato a non fermarmi, a non accontentarmi, mai...e dunque ad ascoltare, sempre (a parte le personali antipatie!).
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
è ovvio che ho usato termini semplici, non è possibile scrivere un trattato ogni volta che si risponde, e bisogna scrivere in modo che sia semplice e di facile comprensione a chi è digiuno di psicologia. Non è mia intenzione aprire un dibattito sulla parola "curare" in psicologia; volevo solamente dire che attualmente la terapia cognitivo-comportamentale, che si basa sui principi dell'apprendimento definiti "quelle robe là" dal nostro interlocutore, è attualmente quella che gode di maggior riconoscimento scientifico riguardo l'efficacia nel "trattamento" (va bene trattamento?) dei disturbi d'ansia e dell'umore.
Ciao Marco non ho letto tutta la discussione che era davvero lunga e molto argomentata... ti consiglio comunque di fare bene le tue valutazioni e riflessioni...
A Firenze il taglio e' decisamente biomedico con la "svalutazione" di tutto cio' che e' dinamico, analitico e freudiano... Ci sono esami di filosofia, sociologia.. ma e' piu' per cultura generale che per necessita' formativa ...
Anche gli esami che sono maggiormente discorsivi e "teorici" che potrebbero essere psicologia dello sviluppo, psicologia sociale, psicologia dei gruppi, psicologia degli atteggiamenti.. in realta' si.. hanno una base discorsiva e di teorie... ma puntano tutto sulla dimostrazione delle stesse tramite esperimenti... quindi molto difficilmente leggerai un libro con disquisizioni e puro esercizio teorico... ma fra un discorso e l'altro.. fra una teoria e l'altra spunteranno chi quadri, varianze, analisi fattoriali ecc...
Sinceramente pur avendo io un approccio molto scientifico allo studio e piacendomi le materie scientifiche.... trovo che un approccio piu' puramente dinamico o teorico come impostazione abbia pari dignita'.. basta che uno capisca che punto di vista vuole adottare...
Ti consiglio di scaricarti dei programmi e andare in biblioteca a prendere qualche manuale di psicologia sociale, generale, dello sviluppo da consultare in modo da farti un'idea maggiore...
La psicologia nasce dalla filosofia.. non e' vero che fra le due c'e' una distanza abissale... Anzi secondo me la filosofia e' molto simile alla matematica e alla fisica come modalita' di ragionamento (non a caso i piu' grandi filosofi sono stati anche grandi matematici)...
Una cosa pero' devi tenere presente... al di la' delle possibilita' lavorative...delle varie distinzioni fra varie specializzazioni di psicologi (dello sviluppo, del lavoro, clinici, sperimentali ecc ecc ).... Lo studio della psicologia necessita di una naturale inclinazione all'essere umano, una curiosita' verso il mondo... verso il comportamento umano... verso tutto cio' che ci circonda... verso tutto cio' che osserviamo ... e' da li che nasce il taglio scientifico... dalla volonta' di capire il perche' della complessita' dellì'essere umano in tutte le sue sfaccettature..
Ma guarda non volevo che scrivessi un trattato, davvero! Ho semplicemente sottolineato il fatto che non sono d'accordo per niente con quella dichiarazione. Hai detto delle cose ben precise mi pare: secondo me non è così, semplicemente. Poi hai detto anche per la maggior parte delle psicopatologie...vabbè, sai come la penso e non voglio polemizzare affatto!
Io non so nemmeno se esiste qualcosa come ''un disturbo d'ansia'' per dirti, quindi...
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
-->secondo me non è così, semplicemente?
Eh no ... se contesti qualcosa devi spiegare perchè non è così secondo te ...
P.S.: Pensa un pò la vita...ho letto il tuo blog Luigi, e mi sono trovata assolutamente daccordo con te per il primo articolo. Incredibile no???!!!
Ultima modifica di Patrizia67 : 24-04-2010 alle ore 22.59.22
come saprai bene, è ampiamente documentato che la terapia cognitivo-comportamentale è molto efficace per i disturbi più disparati. Altri approcci non hanno questa evidenza empirica (potrebbe essere semplicemente che altri approcci -tipo quelli dinamici e giù di lì- hanno minor interesse a documentare i risultati, ma sta di fatto che altri approcci non hanno questa evidenza)Ma guarda non volevo che scrivessi un trattato, davvero! Ho semplicemente sottolineato il fatto che non sono d'accordo per niente con quella dichiarazione.
va bè allora è inutile star qui a discutereIo non so nemmeno se esiste qualcosa come ''un disturbo d'ansia'' per dirti, quindi...
Non è certamente questa la sede per fare un discorso epistemologico sulla validità delle classificazioni diagnostiche, anche perché alla fine torneremmo al punto di partenza. Io personalmente sono un estimatore dell'approccio fenomenologico, per dirla tutta. Ma se vogliamo conoscere e trattare qualcosa, gli dobbiamo pur dare un nome. Poi lo possiamo dimenticare, ma prima lo dobbiamo "conoscere" in qualche modo. I disturbi d'ansia ti assicuro che esistono, se non hai ancora fatto il tirocinio ti consiglio di svolgerlo presso una asl o un spdc e avrai modo di appurare di persona
Ultima modifica di Johnny : 24-04-2010 alle ore 23.04.34
Questo non è smentire, ma dissentire.
Non hai smentito nessuno; stai solo pensando di essere diverso da me immaginando che io mi "fermi" a non farmi domande mentre tu ti fai tutte le domande dell'universo...(-chissà poi perchè? Ho detto l'esatto contrario...mah...vabbe..).
Ma va bene così.
L'importante è che non passi l'idea che la psicologia oggi non sia una scienza e che sia ancora una branca della filosofia.
Mi dispiacerebbe se delle matricole leggessero questi post, si iscrivessero e poi rimanessero male quando scoprono che devono studiare anche ben altre materie.
Guarda, conosco l'angoscia come le mie tasche, asl a parte. Ma non è questo il punto: cos'è l'angoscia? Quale struttura sostiene e utilizza l'angoscia? Isterica, ossessiva, psicotica? L'angoscia è ovunque e sinceramente mi riesce difficile immaginarmi un ''disturbo d'ansia'' come entità a se stante con la stessa facilità dei bla bla psichiatrici. Solo questo.
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
io ho rispetto...(e non hai la minima idea delle persone con cui ho avuto (e ho tuttora) a che fare...e quando parli di attacchi di panico/ fobie /depressione so quindi di cosa parliamo...
semplicemente io da essere umano prima ancora di conoscere questi tizi e leggere dei loro esperimenti sui libri analizzando e facendo ipotesi sono arrivato alla loro stessa conclusione...poi leggendo su carta ne ho avuto la conferma...
loro hanno solo il merito di essere nati prima di noi...
alla fine è quello che sto dicendo io...porti l'acqua al mio mulino...
uno psicologo che non sa analizzare, porre dei dubbi, creare, trasformare anche ciò che ha studiato per trovare anche soluzioni e risposte nuove...e psicologo solo a metà...
poi magari arriva allo stesso punto in cui sono arrivati già altri...
ma io piuttosto di uno psicologo che è semplicemente infarcito e che intellettualmente non ha provato a fare qualche congettura su ciò che ha studiato, preferisco quello ch qualche domanda se l'è posta...
non so quanto rispetto si ha per il materiale umano se ci si limita ad "applicare" senza cercare nuove soluzioni (anche)...
per fortuna tu stesso hai detto che la psicologia si basa sul metodo scientifico...e la scienza si basa sulla "ricerca" continua...ricerca per andare oltre le consocenze attuali e trovare nuove soluzioni e risposte ai nostri problemi...
altrimenti saremmo ancora fermi e stazionari...
1- il quele robe là" era voluto...
ho già ribadito una volta che di libri di psicologia e psicologi a grandi linee ne ho letti e dunque non sono uno disinteressato alla materia di cui parla...non ho conoscenze approfondite, ma e grazie all'analisi che faccio e grazie ai libri che ho letto che mi hanno confermato certe cose e plasmato altre, parlo di certe cose...
la terapia cognitivo-comportamentale senza dover essere uno studente di psicologia sono il primo a dire che è ultrautile ed io stesso sono il primo a dire che per certi problemi (fobie varie, fobia sociale, disturbo evitante ad esempio...ecc...ecc...) è ottima...
e anzi sono il primo a dire che è ottima per essere utilizzata anche per superare piccoli limiti che qualcuno può avere...
io stesso per tanti motivi parto da una personalità complessa e con dei limiti che via via ho cercato di superare (e se ce l'ho fatta è grazie ad un approccio alla mia psiche di un certo tipo...)...sono arrivato al punto quasi di "rieducarla"...
e...leggendo terapie cognitive-comportamentali di psicologi vari messi su carta mi son reso conto che procedevano spesso e volentieri esattamente come procederei io...e hanno applicato piccole soluzioni che applicherei io (e che ho applicato anche su me stesso per superare grandi limiti che avevo)...
x luigi: sono d'accordo in tutto ciò che hai detto...eccetto appunto il fatto che se parlo di certe cose, ovviamente non le conosco approfonditamente, ma appunto anche grazie alla mia grande passione non ne sono completamente ignorante...
ti ringrazio sia per i consigli e sia sul tuo punto di vista...
si effettivamente anche secondo me a vederla bene le cose stanno così e ovviamente tutto nasce per il mio interesse per la conoscenza e quindi per conoscere al meglio anche l'essere umano nella sua complessità..
infatti io non stavo parlando di angoscia (che può avere un significato esistenziale ecc..), ma di "ansia". In particolare dei "disturbi d'ansia", ossia quei quadri psicopatologici in cui l'ansia è la manifestazione principale e comporta sofferenza o/o limitazioni e compromissione nella vita sociale, privata, lavorativa. Questi 2 aspetti (sofferenza e/o compriomissione) distinguono un disturbo da ciò un disturbo non è.
Non ho mai detto che stavo parlando specificatamente di ansia che si manifesta in un disturbo istrerico, ossessivo, psicotico, ecc...A questo punto anche io potrei rdirti: l'esteria non esiste, è un'invenzione dell'800, poiché quella che nell'800 era definita "isteria" oggi si chiama in modo diverso, ed è stata spezzettata in tanti disturbi diversi (che fanno parte, appunto, dei disturbi d'ansia e di personalità). Nè ho detto che intendo il "disturbo d'ansia come entità a sé stante", questo lo hai aggiunto tu.
Sappiamo che l'ansia è un costrutto (notare "costrutto") bidimensionale, che comprende aspetti somatici (legati al s..n.) e cognitivi (senso di preoccupazione, apprensione, ecc...); se questa "ansia" raggiunge livelli eccessivi può essere a ragione definito un "disturbo", perché di fatto disturba la vita del soggetto. Non c'è tanto da girarci intorno.
Possiamo certamente riflettere sul valore "esistenziale" dell'ansia, sul significato che essa esprime, ecc..ma sta di fatto che, se l'ansia raggiunge livelli eccessivi, possiamo definirla "disturbo d'ansia", al di là dell'approccio teorico
Ultima modifica di Johnny : 25-04-2010 alle ore 12.31.27
marco, sinceramente, a me sembri un po' presuntuoso.
Sei pieno di pregiudizi sulla psicologia (i classici pregiudizi dovuti all'ignoranza....la psicologia non è una scienza, non credo alla psicologia, siamo tutti psicologi, gli psicologi analizzano le persone per strada...le solite cose che ti dicono quando scoprono che studi psicologia). L'ignoranza non è una colpa, anzi tutti siamo ignoranti, quel che è irritante è che non fai nulla per diminuire questa ignoranza e anzi non accetti pareri da chi ne sa più di te sull'argomento.
Poi se chiedi delle cose senza la volontà di confrontarti (come hai scritto qualche pagina fa) e non vuoi ascoltare chi esce dai tuoi schemi, trovo anche inutile rispondere, infatti qeusto sarà il mio ultimo post.
non ho idea delle persone hai incontrato tu, ma ciò non aumenta l'autorevolezza delle tue affermazioni, altrimenti uno solo per aver incontrato la Regina dovrebbe avere sempre ragione...per fortuna non è così.io ho rispetto...(e non hai la minima idea delle persone con cui ho avuto (e ho tuttora) a che fare...e quando parli di attacchi di panico/ fobie /depressione so quindi di cosa parliamo...
semplicemente io da essere umano prima ancora di conoscere questi tizi e leggere dei loro esperimenti sui libri analizzando e facendo ipotesi sono arrivato alla loro stessa conclusione...poi leggendo su carta ne ho avuto la conferma...
loro hanno solo il merito di essere nati prima di noi...
rispondo con un battuta per sdrammatizzare, perché se faccio un discorso serio tu lo sminuirai:
« Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. » - B. Munari
come ultima cosa, posto wikipedia alla voce "psicologia" perchè forse tra le tante letture potrebbe esserti sfuggila la più importante..nell'ultima parte c'è anche una breve disamina sulle critiche alla scientificità della psicologia e sul perché esse non hanno consistenza
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia
buona fortuna
Ultima modifica di Johnny : 25-04-2010 alle ore 13.08.19
Io senza farmi prendere da tante manie di grandezza sarei gia' felicissima e soddisfatta se quando arrivero' alla fine dei miei giorni potro' dire di essere stata una BUONA terapeuta, anche senza essere divenatata "famosa", anche senza aver dato alla psicologia nulla di piu' di quanto non si era gia' a conoscenza. E credimi Marco, se riusciro' almeno ad essere una buona terapeuta allora la mia scelta di vita avra' gia' avuto un senso....
Edit: E questo non significa non porsi dubbi o non trasformare cio' che altri hanno studiato...
Ultima modifica di chiaravarri : 26-04-2010 alle ore 22.11.34
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus