L’insistenza di alcuni modelli teorici sul breve e sul sintomatico, non mi creerebbero alcun problema se fossero corredate da una certa correttezza e da un certo rigore nell’esplicitare ciò che realmente fanno; in fondo non è cosa di poco conto privare una persona del suo sintomo, spesso molto fastidioso, in alcuni casi sostituendolo con una modalità relazionale o comportamentale più adattiva.
Capita anche in analisi che alcuni pazienti si ritengano soddisfatti della sparizione (o attenuazione) sintomatica e che decidano unilateralmente di interrompere la terapia; io in genere in questi casi dico che a mio parere il lavoro non è concluso, che il sintomo è diventato transfert, che occorrerebbe comprenderlo a fondo, analizzarlo per essere sicuri di aver capito qual’era il significato soggettivo di quel sintomo e pensare di poterlo padroneggiare davvero. Se il paziente è risoluto nel voler concludere, rispetto la sua volontà e non mi oppongo in alcun modo.
La nota dolente a mio parere non sta nella soluzione sintomatologia, che può anche essere definitiva per quel che riguarda quel sintomo, ma nel pensare che in fondo le terapie più o meno brevi e quelle più lunghe psicodinamiche o cognitive facciano la stessa cosa, solo che le prime la realizzano in un tempo molto minore, con un minor dispendio di risorse psicologiche e materiali.
Questa insistenza sui criteri sintomatici e quantitativi mi pare paragonabile al modo di lavorare di quella cameriera che scopa il salotto e butta la polvere sotto il tappeto, poi alla padrona mostra il pavimento pulito, soprattutto negli angoli più visibili, ma cerca in tutti i modi di evitare che si alzi il tappeto, perché si scoprirebbe il suo inganno.
O come quell’illusionista che ha fatto sparire la carta con molta maestria e mostra bene il palmo delle mani, ma evita accuratamente di mostrare il dorso perché la carta è li, tenuta fra le pieghe di due dita e proprio la dimostrazione ostentata che non c’è nasconde accortamente dov’è.
Un meccanico onesto, di fronte ad una vecchia carretta ti dice che forse sarebbe meglio comprarne una nuova, ma se non vuoi o se non puoi, ti dice che può sistemarla per farla durare ancora qualche anno, dopo forse bisognerà rimetterci le mani, fare qualche altra modifica; un meccanico disonesto ti dice di lasciare fare a lui che te la renderà come nuova.