A parte che potrei risponderti che se fosse stata davvero una questione “personale” potevi essere il primo a dare il buon esempio e mandare tu un messaggio privato a Giulietta; se decidi di continuare a rendere pubbliche le tue repliche vuol dire che anche gli altri possiamo leggerle ed eventualmente intervenire, visto che questo thread prevede la compartecipazione e fare gli arbitri o i segnalinee non piace a nessuno.
Poi, vorrei farti notare che non sono entrato dentro la vostra “bega” che mi è sembrato di capire vertesse fondamentalmente su un consiglio non richiesto e non gradito, sono partito piuttosto su una cosa che mi ha colpito: il termine “solamente paziente” e da li ho aggiunto una considerazione etica (“clamorosa caduta di stile”), che è l’unico appunto personale che mi sono permesso, e ho cercato di sviluppare un discorso teorico generale sull’opportunità di fare i conti anche (e soprattutto) in clinica, con il paziente, piuttosto che escluderlo (come sembri fare tu) dalla possibilità di dire la sua su aspetti anche “tecnici” della terapia.
Su ciò che sottolinei in rosso “tu ti sei attaccato con l'altra utente, mi sembra benedetta se non erro; non mi risulta di averle dato manforte. .”, a parte la concezione da lotta fra bande rivali che sembra veicolare questo concetto e quelli affini (“Capisco che ti senti in dovere appoggiare chi sostiene la psicoanalisi, perché è il tuo orientamento teorico”) da Guelfi contro Ghibellini, Bianchi contro Neri, Partito dell’amore che predomina sempre sull’odio e sull’invidia, ti dico subito che stai equivocando ... non c’è stato nessuno spargimento di sangue, Benedetta e io abbiamo affidato all’ordalia il potere di dirimere la nostra questione

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“Nelle cose tecniche possa entrarci solo un tecnico”? Proprio questo è il punto, se il mio meccanico mi chiede 1200 euro per aver sistemato la frizione della mia macchina, mi viene da chiedermi com’è fatta questa frizione: è forse d’oro zecchino tempestata di lapislazzuli? Allora voglio diventare un po’ tecnico anch’io, voglio capire per quale motivo sto pagando quella cifra, voglio vedere i pezzi che mi ha cambiato e magari imparo anche qualcosa di meccanica (alla fine è un piacere anche per chi ti spiega che qualcuno cerchi di approfondire il suo lavoro, a meno che non sia un emerito furfante e allora ha tutte le ragioni per farti capire il meno possibile).
Se il mio barbiere venisse a dirmi che la psicoanalisi è tutta una balla, non credo che gli risponderei: “Che cavolo vuoi saperne tu di psicoanalisi, vuoi conoscerla meglio di me che la frequento da anni?”; molto probabilmente gli chiederei: “Cosa ti fa fare un’affermazione così categorica? Perché dici che è tutta una balla?” ... hai visto mai che imparo qualcosa che non sapevo e che lui abbia qualche ragione che a noi esperti sfugge.
D’altronde io prendo spunto da un maestro che ha imparato quasi tutto ciò che sapeva ascoltando con molta umiltà le isteriche quando i grandi luminari del tempo pensavano che stessero fingendo e tuttalpiù le utilizzavano come cavie per dimostrare pubblicamente le loro teorie; Freud non solo ha imparato i meccanismi della nevrosi, ma anche alcune tecniche fondamentali dalle sue pazienti.
Per questo sono aiutato a pensare che il paziente è molto importante in una terapia, adesso stiamo rivalutando un po’ anche il ruolo terapeutico dell’analista, per equilibrare la coppia analitica.
Non so se ti scandalizza la mia affermazione che nel mio modo di lavorare il senso di ciò che succede e gli strumenti tecnici vengono costruiti (o meglio creati) congiuntamente da paziente e terapeuta, nessuna cosa viene calata dall’alto come un deus ex machina delle tragedie euripidee, nemmeno l’autorità o il sapere dell’analista, e più che mai nemmeno il sapere “tecnico” che per te sembra molto importante.
Può darsi che essere possessori della “tecnica” terapeutica vi faccia sentire dei piccoli demiurghi, io credo nel valore della “creatività della tecnica” e anche quando introduco qualcosa di tecnico cerco sempre di fare in modo che questo sia perfettamente comprensibile per il paziente.
Ciò vale per quanto riguarda la terapia e vale anche quando devi fornire le referenze della terapia che eserciti, non vedo perché non si possa e non si debba rendere comprensibile al paziente in modo semplice e sintetico come è fatta tecnicamente una ricerca, come è stato selezionato il campione, quali indagini epidemiologiche sono state eseguite, quali i riferimenti teorici, quali sono gli indici scelti che verranno monitorati, come è stata eseguita l’operazionalizzazione, quali gli strumenti di analisi dei dati, quali i risultati , ecc.
Un saluto.