E qual è questo interesse (desiderio?)? Alla fine, scendendo al fondo di tutte le costruzioni, scopriamo sempre la stessa cosa! Che ''tutto il fluente non è che un simbolo'', cioè un compromesso, e che il ''reale'' è inabitabile dall'uomo. Qual è questo interesse? Forse dovremmo concordare con Severino la dove ci mostra che, con tutta probabilità, al principio della vita umana non c'è affatto il calore di un focolare...all'inizio dei tempi pre-storici (cioè i tempi non codificati dai vari linguaggi) gli uomini si sono riuniti intorno al 'grido'...''Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. E per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato.''
''Ogni civiltà, e soprattutto quella occidentale, non è stata altro che edificante – anche e proprio quando ha prodotto l'estremo della distruzione e dell'orrore. Potrà mai accadere all'uomo di non essere edificante?''
La scienza è l'edificazione delle edificazioni, ovviamente. Il linguaggio dei linguaggi...possiamo accordarci all'infinito, come comunità di uomini, non è un problema...ma qui si tratta di ''sapere'', semplicemente e senza convenire su nulla, tutto ciò che si situa al fondo di questo ''interesse''...la psicoanalisi ci accompagna in questo sapere ci porta nei pressi di una ''scelta''...
Saluti,
Luigi









Rispondi citando
) perchè scegliere comporta l'esserci con tutte le sue vicissitudini. Ed il rischio di uscirne perfino meglio


