• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 3 di 3 PrimoPrimo 123
Visualizzazione risultati 31 fino 42 di 42

Discussione: analisi personale

  1. #31
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: analisi personale

    Caro Ziogargamella,

    temo che il termine che ha suscitato qualche perplessità sia quello di “analisi”, quando si parla di analisi non possono esserci dubbi, ci si riferisce senza ombra di dubbio alla “psico-analisi”, le altre chiamatele “psicoterapia”, “training”, o quant’altro. E questo non perché voglio stabilire un sistema di valori fra tutte queste cose e decidere cosa è migliore e cosa non lo è, ma semplicemente per distinguere e non creare confusione.
    “Analisi” indica un’esperienza esistenziale, un procedimento di ricerca e di esposizione molto minuzioso, un esame accurato, un’indagine attenta quantitativa e qualitativa che attinge le migliori informazioni nelle profondità dell’essere umano; pertanto, sarebbe incompatibile non soltanto con un termine di 30 ore, ma con qualsiasi termine prestabilito in partenza.
    Mi piacerebbe capire in cosa consiste questo tirocinio a cui ti stai sottoponendo, su quali principi si basa, a cosa pensi possa esserti utile e se è differente dal lavoro che eserciti con i tuoi pazienti.
    Dici che. “La diversità è ricchezza, non limite ...”, in linea generale condivido, ma è ricchezza nella misura in cui sei sufficientemente definito e strutturato da poter fare i confronti fra te e ciò che è diverso, fra il tuo metodo di lavoro e quello altrui; se non hai un’identità professionale molto ben strutturata, la diversità crea solo confusione, rifiuto e ulteriore chiusura.
    Un saluto

  2. #32
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    18-01-2010
    Messaggi
    305

    Riferimento: analisi personale

    Nel mio piccolo mi capita di avere una folla di amici che sostiene di fare analisi, salvo che solo uno di questi è in trattamento psicanalitico come la sottoscritta. Credo sia un’inflazione del termine, il chè è al limite accettabile se ciò proviene da dei pazienti – e fino ad un certo punto comunque – non lo capisco da un professionista, o aspirante tale, e indipendentemente che sia indirizzato verso una specializzazione psicoanalitica o meno.
    La durata, e tantomeno gli obbiettivi, mi è mai capitato fossero argomento nella stanza d’analisi.
    Forse per quello chi fa analisi o l’ha fatta, e a cui il quesito iniziale si rivolgeva, si trova in imbarazzo a dare un contributo, o almeno questo è quello che provo io: perchè con queste premesse (30 o 3000 ore che siano) non ci si ritrova, e sembra che si stia parlando di altro contesto da quello psicanalitico.

    Giulietta

  3. #33
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    16-10-2004
    Residenza
    Prov Mi
    Messaggi
    254

    Riferimento: analisi personale

    Credo anch'io che il problema sia il termine "analisi didattica" (psicoanalitico) ma potrebbe essere sostituito con "psicoterapia didattica".

    La mia scuola (sistemica) non obbliga a un percorso personale ma credo nell'importanza di farlo al fine di acquisire maggiore consapevolezza di sè con ripercussioni sul proprio lavoro (come ha sottolineato vimae).

    In bocca al lupo zio! Purtroppo non so rispondere alla tua domanda perchè anch'io sono in procinto di iniziare... la mia aspettativa è che sia utile sia a livello personale che professionale.

  4. #34
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: analisi personale

    Citazione Originalmente inviato da eliseaaa Visualizza messaggio
    credo nell'importanza di farlo al fine di acquisire maggiore consapevolezza di sè con ripercussioni sul proprio lavoro
    Acquisire maggiore consapevolezza di sè o avviare processi di cambiamento? La questione non è da poco, se consideriamo che questi due processi non sono necessariamente connessi...

    Saluti
    gieko

  5. #35
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    16-10-2004
    Residenza
    Prov Mi
    Messaggi
    254

    Riferimento: analisi personale

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Acquisire maggiore consapevolezza di sè o avviare processi di cambiamento? La questione non è da poco, se consideriamo che questi due processi non sono necessariamente connessi...

    Saluti
    Interessante questa domanda e ti ringrazio per averla posta perchè mi permette di riflettere sui motivi che mi hanno spinto a rimandare sempre questo percorso (mi sono quasi convinta e, se non rimando per l'ennesima volta, a breve dovrei inziare).
    Io non vorrei cambiare nella mia vita privata perchè credo di aver trovato il mio equilibrio ma penso anche che devo migliorarmi nella sfera professionale e questo di riflesso potrà portare a ripercussioni nel mio modo di essere (cambiamento che non voglio?). Questo, associato al diventare più consapevole di parti di me che probabilmente sono resistente a scoprire, mi spaventa un pò...

    Mi interessano i vostri pareri su consapevolezza e cambiamento... Grazie mille!

  6. #36
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: analisi personale

    Il mio parere è che siano due strade diverse, quella della psicoterapia (consapevolezza e adattamento) e quella della psicoanalisi (inconscio e cambiamento). E' il vecchio discorso freudiano della differenza tra il lavoro a mettere e il lavoro a levare.

    Saluti
    gieko

  7. #37

    Re: analisi personale

    Gentile Gieko (e gentili altri utenti!), un consiglio.. voglio iniziare l'analisi personale, e nella ricerca del terapeuta ho un dubbio che mi tormenta.. cercare esclusivamente uno psicanalista membro spi o allargare il mio sguardo (magari facendomi consigliare!) a psicoterapeuti ad orientamento ovviamente analitico?
    io frequento una scuola per l'età evolutiva ad orientamento psicanalitico, e non so cosa sia meglio per me. E' grave? Aiutatemi a chiarirmi le idee, vorrei avere dei paletti certi da cui partire prima di lasciarmi conquistare dall'incontro con il mio futuro/a terapeuta. Grazie mille!

  8. #38
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: analisi personale

    Credo che i paletti debbano essere soprattutto di tipo metodologico e che quindi esulino in larga misura dall'appartenenza formale ad una società, mentre hanno molto a che fare con l'assunzione da parte dell'analista del proprio ruolo. La cosa importante è che senta che l'analisi ti metta al lavoro, che ti impegni, che non ti conquisti per via della collusione.
    Detto questo, certamente la SPI rappresenta un punto di riferimento, ma molto dipenderà da te e dalle scelte che farai, sulle quali penso che solo tu possa trovare chiarimenti.

    Saluti
    gieko

  9. #39
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: analisi personale

    . La cosa importante è che senta che l'analisi ti metta al lavoro, che ti impegni, che non ti conquisti per via della collusione.
    Come può fare un paziente che si accinge per la prima volta ad un percorso analitico, a fare questo distinguo?
    Inoltre, quanto la collusione ha che fare -nel suo aspetto un pò più sano - con la ricerca di conferme che per quel soggetto (ipotetico) sono davvero necessarie, per sentirsi?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  10. #40
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: analisi personale

    Alla prima domanda risponderei dicendo che il colloquio dovrebbe lasciare dei vissuti di perdita unitamente a quelli di un guadagno. In quali forme questo si verifichi è del tutto personale e variabile, ma credo sia un buon indicatore.
    La seconda domanda non l'ho capita.

    Saluti
    gieko

  11. #41
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: analisi personale

    Grazie gieko, per la risposta al primo quesito, che spero sia utile anche ad altri. Dato che noi ne avevamo già parlato altrove.
    Riguardo alla seconda domanda in effetti, non ero stata molto chiara; spero di riuscirci meglio ora.
    Senza averlo specificato, mi riferivo più a quegli approcci che si rifanno in parte alla psicologia del sè (Kouth, ad es., ) e a quelli che prendono in carico anche pazienti con scompensi o crisi sul versante psicotico, in certe fasi devono favorire attraverso un'opera di reveriè o holding, la capacità del soggetto di "sentire" se stesso, le proprie emozioni, collegandole tra loro ed ai propri pensieri. Ed alla riacquisizione delle capacità e risprse comunicative su diversi livelli, sia interni sia interattivi.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  12. #42
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
    Data registrazione
    25-03-2008
    Residenza
    Lecce
    Messaggi
    1,011

    Riferimento: Re: analisi personale

    Citazione Originalmente inviato da valentina2004 Visualizza messaggio
    Gentile Gieko (e gentili altri utenti!), un consiglio.. voglio iniziare l'analisi personale, e nella ricerca del terapeuta ho un dubbio che mi tormenta.. cercare esclusivamente uno psicanalista membro spi o allargare il mio sguardo (magari facendomi consigliare!) a psicoterapeuti ad orientamento ovviamente analitico?
    io frequento una scuola per l'età evolutiva ad orientamento psicanalitico, e non so cosa sia meglio per me. E' grave? Aiutatemi a chiarirmi le idee, vorrei avere dei paletti certi da cui partire prima di lasciarmi conquistare dall'incontro con il mio futuro/a terapeuta. Grazie mille!
    Effettivamente la SPI rimane un punto di riferimento importante: una formazione di un certo livello, l'istituzione di un training così impegnativo sono cose fondamentali per un discernimento pur superficiale da parte dell'utenza. Come dire, almeno abbiamo dei riscontri 'formali' documentati che definiscono la 'professionalità' dello psicoterapeuta che, spesso e purtroppo, rimane una figura confusa e dai contorni sfumati, in un panorama clinico che vede il susseguirsi di metodi, soluzioni, figure cliniche improbabili. Cionondimeno, queste cose riguardano il profondo di ogni persona: lì la formalità conta poco. Per quanto mi riguarda, sono convinto che solo poche scuole in Italia garantiscano all'allievo una 'vera' formazione analitica (mi riferisco alle istituzioni storiche freudiane, junghiane, lacaniane i cui orientamenti hanno pur sempre implicazioni cliniche diverse) e dunque una base più o meno solida per poter accogliere la sofferenza degli altri. Il resto non mi convince...

    Saluti,
    Luigi

Pagina 3 di 3 PrimoPrimo 123

Privacy Policy