Prendere le distanze significa collocare realisticamente il brutto avvenimento nella propria storia: se una persona ci ha fatto del male non è detto che tutto il male attuale dipenda da questo. Quest'idea però non equivale a perdonarla né a spegnere il rancore nei suoi confronti se c'è, serve soltanto a dargli un posto preciso, a collocarlo bene nella nostra esistenza ed anche per dirigere precisamente l'attacco verso ciò che vogliamo davvero attaccare qualora si presentasse qualche buona occasione per farlo.
Penso ad esempio a certi casi di violenza sessuale,
prendere le distanze da quel che è avvenuto non significa perdonare un aguzzino, secondo me significa proprio il contrario, serve per impedire che l'odio finisca con l'attaccare oggetti sbagliati nella ricerca di un qualche cosa di sostitutivo da colpire (compresi noi stessi). Prendere le distanze a mio avviso significa odiare per bene proprio chi o cosa si vuole davvero odiare (è un mettere a fuoco la situazione), non serve però per estinguere i sentimenti di racore, vendetta o insoddisfazione nei confronti di certi torti realmente subiti.
Secondo me l'unica cosa che può davvero estinguere i sentimenti di vendetta, se ci sono, spesso è soddisfarli per bene nei confronti degli oggetti o le categorie odiati (senza cercare capri espiatori o sostitutivi che poi lasciano comunque insoddisfatti), non ci sono
cure alternative a mio avviso

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In buona parte quando si invoca "Giustizia" nei confronti di qualcuno che ci ha fatto del male, si invoca in pratica una forma di vendetta. Spesso delle persone non possono restituire più il maltolto (quando il danno è morale o fisico).
Saluti