
Originalmente inviato da
Char_Lie
Ma cos'è una risposta coerente quando abbiamo a che fare con i desideri e le aspettative? Se una persona dicesse "desidero davvero che esista qualcuno che mi ami" e supponiamo che in realtà non esiste alcuna persona che ti ama così come si è, abbiamo a che fare con un desiderio coerente o no?
Quando una persona afferma desidero che quella donna mi ami, sta immaginando qualcosa di coerente o no?
A sapere quel che si vuole lo si sa in genere, quello che non si sa è se sia realmente realizzabile, ed è quando la realizzazione di qualcosa che si desidera molto inizia ad incontrare ostacoli si finisce col vivere male e sorgono una serie di problemi senza fine.
Io purtroppo resto nella tragedia anche sapendo che gli altri così come sono non se ne andranno e tutto il mondo resterà così com'è perché non ho il potere di cambiarlo nei modi che davvero preferisco, ma la consapevolezza non mi aiuta perché sono una persona irragionevole, anzi è proprio questa consapevolezza quasi certa che cose e persone sono proprio così come le ho osservate che mi lascia poi senza possibilità di raggiungere una qualche soluzione che mi soddisfi, ho a che fare con un'irrimediabile miseria eppure sono sempre io a desiderare un rimedio per questa miseria, in fin dei conti non nego il mio desiderio di possedere rimedi, e so che probabilmente non potrà realizzarsi, forse rappresenta un desiderare l’impossibile, ma è così, è questo quel che sento, non posso far finta di nulla. Tutto questo mi rende comunque inevitabilmente insoddisfatto nei confronti di certe cose... Ne posso parlare con qualcuno come suggerisci e così siamo in due a discuterne, ma resta poi tutto comunque fittizio se l’altro non possiede davvero qualche idea migliore delle mie per cambiare le cose come vorrei, alla quale io non ho proprio pensato.
L’unica soluzione per me sarebbe rendere quel che ora credo quasi impossibile possibile, ossia frantumare quel vetro con qualche sistema a me sconosciuto e non adattarmi a questo. E’ un qualcosa che è inevitabilmente vicino alla magia ma anche alle forme di tecnologia avanzate in cui in certi frangenti sono stati scoperti nuovi modi per manipolare il mondo, le cose e le persone per trasformarli in modi che erano ritenuti impossibili prima.
Megiston suggerirebbe di demolire questi "desideri infantili" (da quello che ho capito lui ha questa idea di “maturazione” quando si riferisce a questa specie di emersione del soggetto) ma non posso certo far finta che non ci siano, non farebbe per me questo tipo di intervento (alla Megiston intendo) e non mi servirebbe a nulla. Io invece delle volte credo che siano proprio i desideri infantili con cui bisognerebbe fare i conti (molte persone si dicono soddisfatte, dicono di aver superato il loro esser bambini e poi comunque quando li si va ad osservare con attenzione, si lamentano come bambini), io almeno ne tengo conto di tutto questo e non ho mai creato alcuna divisione adulto/bambino, divisione fittizia per me, né penso come Megiston che i bambini non siano soggetti e lo diventino o che ci siano adulti che non sono diventati soggetti. Quelle esigenze infantili (esigenze e basta per me) chiedono soddisfazione e non le si riesce ad accantonare con manovre finte del tipo “abbiamo accettato il male insito nell’esistenza, noi siamo adulti” perché al di là di queste belle frasi, in fondo in fondo non è affatto vero che abbiamo accettato certe cose così come stanno, perché poi ci incazziamo, siamo frustrati e così via.
Se le persone fossero consapevoli di tutto davvero, come auspicate, credo che già ci saremmo autodistrutti da un bel po’. Parte dell’umanità viene usata similmente a certi animali da soma e se tutte queste persone fossero realmente consapevoli di tutto questo (se nessuno gli avesse inculcato l’idea che questo male è insito nella loro esistenza e devono comunque continuare a fare quel che fanno per sopravvivere perché questa è la loro condizione naturale e “da adulti” devono sopportare tutto questo ed accettare queste limitazioni continuando indefinitamente a star male e morire di fame perché sempre “da adulti” devono sopportare questi disagi) il mondo si fermerebbe, scoppierebbero rivoluzioni a macchia d’olio e chi siede in poltrona e fa il maestro sostenendo che a questi mali ci si deve abituare farebbe una brutta fine (di tanto in tanto la consapevolezza produce qualche atto di “folle” lucidità).
Produciamola questa consapevolezza, io lo vorrei davvero, ma non lo fate nemmeno voi questo perché voi stessi avete paura di tener conto di questi desideri infantili, in un qualche periodo della vostra esistenza alcuni di voi hanno scelto di metterci un argine ed adesso hanno paura di toglierlo e vorreste aiutare altre persone a piazzare lo stesso argine per farle star bene, questa è la vostra idea di salute ed io non ci sto, l’argine è una soluzione fittizia. Credo di non essere completamente impazzito a differenza di altre persone, che sono sbroccate proprio, perché di argini ho deciso di non metterne e così non sono maturato.
Io non ho bisogno di comprendere che là “c’è un vetro”, questo l’ho capito, ho bisogno di comprendere perché là “c’è un vetro” in maniera tale da poter possedere un sistema per toglierlo, abbatterlo, frantumarlo quel vetro, se mi si ripete che è necessario che ci sia, mi si ripete qualcosa di cui già sono a conoscenza e non potrò mai farci nulla o risolvere alcunché di quel che vorrei risolvere, l’accettazione del male non risolve in realtà nulla, lascia tutto così com’è.
Se le persone avessero il coraggio di sostenere i propri desideri senza piazzare limiti, non ci sarebbero alternative, diventeremmo quasi tutti sadici con tendenze alla depressione. Ma non sono i sintomi il problema, perché si tradurrebbero nel caso di salute in mali esistenziali di cui poi non si conosce nemmeno l'origine. Una persona fa un lavoro normale vive normalmente e si sente in crisi senza sapere nemmeno perché.
Tornando al tema principale di questa discussione direi che se il perdono è un'operazione che non è realmente sentita dal soggetto è un qualcosa che finisce col coprire o rimuovere altri desideri che pulsano là sotto con prepotenza, dietro questa operazione compiuta in modo superficiale. Per perdonare davvero qualcuno bisogna desiderarlo senza riserve.
Rosa io mi trovo di fronte a certi bivi ma ognuna delle strade capita che non mi sta bene, ho imboccato una delle due in passato rimanendo sempre deluso. L’analisi mi aiuterebbe soltanto se mi facesse scoprire altre strade e non a scegliere una delle due già note, la consapevolezza del bivio non mi aiuta, non hai scelta se devi scegliere di morire impiccato o ghigliottinato mentre quel che davvero vuoi è continuare a vivere, non hai nulla da scegliere.
Saluti