Rimane da capire: le indicazioni dell'ISPESL hanno più valore normativo di quelle del Coordinamento tecnico interregionale della prevezione nei luoghi di lavoro? Il coordinamento, nelle linee guida, a pagina 15, sostiene che "in linea generale tutti i metodi devono prendere in esame elementi oggettivi e verificabile e elementi soggettivi".Però, a pagine 17, si contraddice, sostenendo che, una volta effettuata l'analisi oggettiva, se il rischio non è basso, si deve procedere con quella soggettiva; altrimenti ci si può fermare a quella oggettiva.
L'ISPESL è più chiaro: si fa la valutazione oggettiva e se è necessario si procedere a quella soggettiva.
Se diamo più credito al Coordinamento, noi psicologi possiamo proporre entrambe le valutazioni, per completezza e per tutelare le aziende dal rischio di non aver rilevato un rischio stress attenendosi solo alla prima valutazione. Saluti







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