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  1. #196
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    06-07-2004
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    Milano
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Ma è possibile ravvisare una domanda terapeutica nelle parole di Charlie? Voglio dire, se entra nella stanza analitica uno che ti dice che vuole soldi e donna, e che si aspetta da te che tu gli faccia ottenere questo, come imposti la cosa?
    E’ una domanda terapeutica, questa?
    No, secondo me non è una domanda terapeutica, non ancora, per quella bisogna quantomeno alzare il telefono (e non solo) e andare ad incontrare un terapeuta, purtroppo non basta accendere un pc e scrivere su un forum di psicologia: in fondo costa troppo poco. Certo, potrebbe essere un modo di avvicinarsi alla cosa, ma non so se è questo il caso. Diverso è se uno porta le stesse cose in un primo colloquio, lì effettivamente qualcosa si può giocare, certo soldi e donna non potrò farglieli ottenere, non direttamente almeno, ma non posso dire a priori come imposterei la cosa, dipende da troppi fattori e dal dire della persona che mi parla.

    Un saluto,
    ikaro

    PS "Cosa intende per studiare" non sembra una cattiva domanda...
    Ultima modifica di ikaro78 : 14-06-2010 alle ore 01.58.29

  2. #197
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    281

    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    E' proprio questo il punto, non ha alcun senso andare alla ricerca del "perchè" se questa ricerca non nasce da un movimento del soggetto, se niente arriva a fare enigma al soggetto non ha alcun effetto impegnarsi in un lavoro analitico. E' una cosa che purtroppo gli analisti dimenticano molto spesso, e spesso incolpano il paziente perchè "resiste" alle loro interpretazioni, ma le resistenze sono prima di tutto dal lato dell'analista...

    Saluti,
    ikaro

    PS Grazie Benedetta per gli auguri! Ciao Megiston, anche a me mancavano i tuoi scritti!
    Ed è un punto che non dimentico. Tant'è che ho smesso di fare domande,
    La curiosità, da parte mia, rimane. Da parte di Char_Lie, non ne vedo punto (almeno, a me pare).

    Questa non è una stanza d'analisi, e io non sono uno psicoanalista. Ma senza curiosità, per me, non vale nemmeno la pena di discutere su un forum.

    Buona vita
    Guglielmo

    Ikaro, protesta anche tu. Questo sistema insiste a dirmi che la devo dare un po' in giro prima di ridartela...
    Ultima modifica di willy61 : 14-06-2010 alle ore 02.28.32
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #198
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    ..........
    Ultima modifica di luigi '84 : 14-06-2010 alle ore 09.16.29

  4. #199
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    che bello, sto messaggio!
    Devo darla un po' in giro prima di ridarla a Megiston Mathema, ma insomma lo volevo dire!
    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    PS Non darla in giro troppo, eh! ;-)
    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    ...
    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Io invece l'ho data a lui, giuro che l'ho fatto!
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ikaro, protesta anche tu. Questo sistema insiste a dirmi che la devo dare un po' in giro prima di ridartela...
    Oh ragassi, mo siamo matti??? Guardate che qui ci bannano tutti per davvero. Più che un forum di psicologia sembra una puntata di “Dallas”. Cos’è, la primavera? Il caldo afoso di questi giorni? Comunque sia, vi consiglio vivamente di non uscire di casa nelle ore più calde, di bere molti liquidi, di fare lunghe passeggiate nei centri commerciali (per via dell’aria condizionata) e di non dimenticare il berrettino con la visiera .
    Un saluto.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 14-06-2010 alle ore 12.00.45

  5. #200
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Grazie Ikaro, è molto chiara la tua risposta.

    G

    PS “Cosa intende per studiare” vuol dire “Non c’è uno stratagemma per fare l’esame senza studiare i quattro mattoni in bibliografia?”. Mi propongono di tutto, dal riciclo di tesine fatte con altri docenti a bibliografie proprie, cioè già studiate in precedenza ovviamente. Una cosa Charlesca, insomma.

    PPS anch’io avrei voluto darla a Ikaro, Megiston e Luigi: e giuro che bevo molti liquidi (analcolici)...!!!

  6. #201
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    PPS anch’io avrei voluto darla a Ikaro, Megiston e Luigi: e giuro che bevo molti liquidi (analcolici)...!!!
    Cara Giulietta,
    anche tu??? E senza alcolici? No Martini, no party !!! Ma dove andremo a finire ... adesso che vedo, ho due nomination, sono in pole position ... continuate così mie care, esprimetevi (la grundregel uber alles) ... è il transfert, bellezza, e tu non puoi farci niente!
    Un saluto

  7. #202
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Ebbene sì, Megiston, anch’io...e hai ragione! Con il Martini è anche meglio!...hic...
    E lo so che tre sembran tanti...ma cosa vuoi, alla mia età ormai te ne sbatti di quello che pensa la gente...

    G

  8. #203
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Ultima modifica di willy61 : 14-06-2010 alle ore 15.49.08
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  9. #204
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o
    PS “Cosa intende per studiare” vuol dire “Non c’è uno stratagemma per fare l’esame senza studiare i quattro mattoni in bibliografia?”. Mi propongono di tutto, dal riciclo di tesine fatte con altri docenti a bibliografie proprie, cioè già studiate in precedenza ovviamente. Una cosa Charlesca, insomma.
    O una cosa Char_Liesca...

    E' da quando hanno fondato degli istituti scolastici o universitari, in cui obbligatoriamente si devono studiare certe materie, che gli studenti cercano stratagemmi per risparmiare fatica visto che magari per la loro futura carriera (o almeno quella che credono debba essere la loro futura carriera) non servono più di tanto certe conoscenze e nemmeno gli interessano. Sono intenzionati solo a superare l'esame o l'interrogazione con un buon voto visto che sanno bene che questo influirà sul loro futuro e nel più immediato presente se hanno dei genitori che vanno a controllare queste cose. Mica è un qualcosa che succede solo negli ultimi anni, i bignami esistevano già da un bel po' , esistevano già insieme a tutti gli svariati metodi di copia, utilizzo di appunti riassuntivi già testati con quel particolare insegnante, passaggio di compiti direttamente in classe e così via.
    Quello che forse è preoccupante è il fatto che vengano a chiedere a te quali siano questi stratagemmi , l'insegnante in questo contesto non va considerato semplicemente un amico che risulta disinteressato e che può aiutarci a raggiungere quel che vogliamo raggiungere dandoci delle dritte, non si chiede ad un antagonista quale sia lo stratagemma per ingannarlo in qualche modo e batterlo in battaglia, se il nemico sa che tu hai intenzione di usare un cavallo di troia, il cavallo di troia diviene inefficace, non funziona più .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 14-06-2010 alle ore 16.12.20

  10. #205
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi


  11. #206
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Quello che forse è preoccupante è il fatto che vengano a chiedere a te quali siano questi stratagemmi , l'insegnante in questo contesto non va considerato semplicemente un amico che risulta disinteressato e che può aiutarci a raggiungere quel che vogliamo raggiungere dandoci delle dritte, non si chiede ad un antagonista quale sia lo stratagemma per ingannarlo in qualche modo e batterlo in battaglia, se il nemico sa che tu hai intenzione di usare un cavallo di troia, il cavallo di troia diviene inefficace, non funziona più .

    Infatti. Concordo e hai centrato il punto. Eppure succede sempre più spesso. Saranno gli effetti del “genitore amico”? Dopo, si aspettano il “professore amico”? Che dirti Charlie, boooh...
    Però anche tu non esagerare: “antagonista nemico da battere in battaglia”. Suvvia...è solo un esame!

    G.

    PS Willy, ho riso come una scema: vedermi lì nella schermata, rifiutata così, mentre la volevo dare al Megiston, oggetto di transfert erotico come da manuale...

  12. #207
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Char_Lie

    "antagonista -nemico- da battere in battaglia”.

    Però, interessante...
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  13. #208
    Megiston Matema
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Ma si Giulietta hai perfettamente ragione, gaudeamus igitur, chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza. E poi, se già twu is megl che uan, figuramos tri ... Comunque, al Martini io preferirei il gin lemon, sono aperte le proposte.

    Willy, ben vengano l’amore libero e anche la promiscuità Magari scopro che in tutti questi anni mi sono perso qualcosa ... (YouTube - Amici miei - Schiaffi alla stazione - Ma perché non siamo nati tutti finocchi? (Video in HQ))

    Nessuno ha notato che Char_lie non ha battuto ciglio, non sembra manco geloso; però secondo me la storia del cavallo di Troia è significativa: che stia preparando la guerra contro i Proci???

    A Complicà, paura ehhhh che te cacciano, prima fai quelle battute e poi hai paura delle conseguenze????

    P.S. Ragazzi, è meglio che ci riabbottoniamo la giacca e che ci diamo un contegno; e riprendiamo a parlare di Miller e del perdono in analisi: io ad esempio, vi perdono tutti quanti, urbi et orbi.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 15-06-2010 alle ore 00.37.34

  14. #209
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Me so' orbo, Anzi, dato che penso che la scissione sia fondamento della mente umana, orbi.

    Ma sì, rientriamo. Riabbottoniamoci la giacca (rigorosamente grigia, con camicia bianca, alla Hartmann) e continuiamo.

    Per me, la questione del perdono continua a rimanere "ostica". Continuo a non vedere cosa c'entri con l'analisi, o con qualsiasi forma di psicoterapia.

    Nel senso che sono combattuto tra due possibilità. Una riguarda la non modificabilità di ciò che è stato. Quel che è stato è stato. Che lo perdoniamo o meno, che differenza fa, in fondo?
    L'altra riguarda la modificabilità del futuro. E, a questo riguardo, che perdoniamo o meno, una qualche differenza mi pare la faccia.

    Allora il mio analista avrà di che lavorare, penso... e anch'io. O il riconoscimento della realtà può passare anche attraverso questa strana forma di accettazione che è il perdono? Per me continua a permanere una tensione. D'altra parte, perdonare non significa dimenticare, quindi, una qualche possibilità di sintesi ci sarebbe pure (tranne che per Char_Lie, novello homo homini lupus... a suo dire).

    Beh, vediamo se mi perdonate queste farneticazioni delle 23.50

    Buona vita
    Guglielmo
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  15. #210
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Ma io invece ti dirò che preferisco quel bel Martini rosso, spicchietto di limone e due cubetti di ghiaccio...scivolaaaa che è un piacere...xx@@@!!!!hhhh!!!

    Comunque sì, riabbottoniamoci...

    Hai ragione Willy, è un ginepraio la faccenda del perdono.

    Il perdono è una delle forme di accettazione.
    Forse, importa pervenire ad un’accettazione, perdonante o meno che sia. Accettazione del passato, anche di un episodio odioso come l’abuso per esempio. Ma, ancora più importante, diventa scovarne le tracce in taluni comportamenti che molto incosciamente ci si tira dietro in seguito e che, quando li metti in pratica inconsapevolmente, in un qualche modo fanno sentire un rumore di fondo.
    Non necessariamente sentimenti di odio o rabbia focalizzata intendo, anzi: per esempio, a me è successo di sviluppare una forma molto radicata di insofferenza verso tutte quelle situazioni nelle quali la lealtà veniva meno e colpiva qualcuno ingiustamente. Nel contempo, ero parecchio incapace di arrabbiarmi per cose che mi toccavano direttamente. Un modo di esternalizzare, di allontanare da me. In pratica, di non accettare il passato.

    In effetti, personalmente, non mi sono mai posta la cosa in termini di perdono. Direi piuttosto, di comprensione.
    Tu subisci, non c’è dubbio, e non ti puoi difendere: vuoi per ragioni anagrafiche, vuoi per ragioni di debolezza psicologica. Dall’altra parte, qualcuno che sta messo male comunque, e che probabilmente non lo saprà neanche mai di esserlo.
    A te, la sfiga di averlo incontrato (o attirato inconsciamente, chissà).

    Il futuro è la chiave. La consapevolezza di quelle tracce - spesso davvero sofisticate - permette di ricostruirsi, o forse addirittura di costruirsi per la prima volta. A me devo dire che basta questo, non mi pongo di perdonare o meno. Ma è tale la sensazione che provi quando scopri che dentro hai delle risorse straordinarie e in grado di proiettarti nel futuro, pur con passati pesanti. Aggiungerei la creatività, che il passato non è riuscito a spegnere definitivamente.
    Inizi a vedere la cosa da un altro punto di vista. Ti sei piegata, ma non spezzata. Sei andata avanti, pur nella sofferenza, ma hai proseguito comunque, bene o male. E’ importante capire cosa ti ha permesso di farlo, e forse proprio partire da lì.

    Perdonare credo significhi soprattutto abbandonare i sentimenti di vendetta e risentimento verso qualcuno. Occuparsi di se stessi, e come accade attraverso un analisi, rende questi sentimenti non più utili; smettono cioè di essere il motore più o meno consapevole, più o meno inconscio, del tuo sentire, del tuo agire, del tuo relazionarti agli altri.
    Hai una “te stessa” ora da mettere in gioco, quel che cioè emerge una volta che riesci a grattare via ciò che è stato indebitamente aggiunto, e a vedere finalmente cosa c’è sotto.

    Quando oggi ripenso a chi non fu in grado di evitare di pensare solo a se stesso, mi sorge spontanea la frase di Red Butler in Via col vento: “francamente (di lui, ora) me ne infischio”.

    Son troppo presa da tutte le cose che ho scoperto di me, per stare a recriminare ancora.

    G

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