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  1. #241
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Secondo te perché alcuni analisti preferiscono non trattare il tema ed i vissuti dell'abuso con pazienti che li hanno subiti?
    E cosa può determinare questo - sia a livello transferale che nel proprio intimo- nei pazienti che si sentono "rimandare" indietro questa loro necessità?
    Intanto, per comprendere in maniera approfondita il vissuto di un paziente, spesso si entra in risonanza emotiva con lui. Questo comporta l'assumere su di sé sia il ruolo psichico dell'abusato sia di quello dell'abusatore. Può darsi che questa sia una delle principali difficoltà controtransferali. Gli effetti che questo "rimandare indietro" può causare sono stati illustrati da Ferenczi nello scritto di cui Freud voleva impedire la lettura (La confusione delle lingue tra adulti e bambini).
    Poi occorre capire il livello di elaborazione che questo (supposto) trauma ha raggiunto nello psichismo del paziente: se è stato elaborato solo marginalmente e viene ancora portato come stigmate, direi che non è ancora utilizzabile in senso evolutivo; se è stato trattato in maniera corretta ed ha la possibilità di emergere come momento storico nel racconto di vita del paziente, intriso di tutte le aspettative, i desideri, le emozioni positive e negative, le colpe percepite, può essere un utile materiale di lavoro.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  2. #242
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da 404inside Visualizza messaggio
    Buongiorno a tutti. Volevo chiedere agli utenti esperti e meno esperti del forum che cosa ne pensano del concetto di perdono in psicoanalisi. Nel corso della mia analisi (incominciata circa 2 anni fa), ultimamente l'analista parla spesso della necessità di "perdonare" i genitori, "ridimensionare" i traumi dell'infanzia e "prendere le giuste distanze" dagli episodi più drammatici del proprio passato, come strumenti indispensabili di guarigione.

    Qualche giorno fa ho curiosato su google a proposito del perdono in psicoanalisi. Ed effettivamente sono numerosi gli interventi che indicano il perdono come un movente importante di una terapia ben riuscita. Poi però sono "atterrato" su un articolo di Alice Miller che mi ha letteralmente fulminato (Alice Miller).

    Non conoscevo questa autrice, che sembra essere abbastanza famosa. E scopro che è venuta a mancare un mese fa, il che mi impedisce di scriverle direttamente. L'articolo, pur essendo a mio avviso fin troppo tranchant nei confronti dei moderni terapeuti, e in ogni caso tutt'altro che scientificamente rigoroso, ha illuminato e sviluppato ciò che sento in terapia. Ovvero il pericolo che il "dover perdonare" per star meglio agisca come un pericoloso tentativo di frenare la rabbia e indignazione infantili che non hanno mai avuto sfogo. Laddove il disagio psichico non è il prodotto del risentimento, ma della sua repressione e dei sensi di colpa che ne derivano. La Miller parla, secondo me con ottime ragioni, di sconfinamento della pedagogia nella psicologia. Poi si spinge a ipotizzare che questa fretta di ripristinare i "buoni sentimenti" possa nascondere la paura dello stesso terapeuta, che non ha chiuso tutti i conti con il suo passato di bambino represso.

    Non mi dilungo oltre perché forse direi sciocchezze, non essendo io un "tecnico". Vorrei soltanto conoscere l'opinione dei presenti. Confrontandomi con una persona in analisi da 5 anni ho appreso che nel suo caso il tema del perdono/riconciliazione non è mai stato neppure sfiorato. E mi pare di aver letto che lo stesso Freud metteva in guardia contro questa tentazione, di imbrigliare le pressioni pulsionali interne. Sospetto quindi che il tema si presti a qualche riflessione/critica.
    Mi permetto di intervenire in questa discussione, per me molto interessante.
    Sono d'accordo sulle riflessioni fatte all'inizio, partendo dal testo della Miller.
    Infatti, era proprio mia intenzione portare l'attenzione al fatto che "il perdono" (anche qui bisognerebbe, forse, intendersi sul significato di questa parola. Perchè può avere numerose connotazioni: morali, filosifiche, religiose, emotive, culturali...ecc...) è un processo, passante attraverso (necessariamente....conditio sine qua non) la rivificazione del trauma, l'elaborazione, l'espressione dei sentimenti (legittimi) di rabbia e frustrazione, per poi approdare, ma solo poi, a una pacificazione, prima di tutto con se stessi.
    Saltare a piè pari le tappe di questo processo, vuol dire mentire a se stessi e agli altri.
    Che poi sia un terapeuta a proporlo, mi pare ancora più "grave". Forse si dovrebbe fare un esame di coscienza circa i propri vissuti non risolti.


    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    Poi occorre capire il livello di elaborazione che questo (supposto) trauma ha raggiunto nello psichismo del paziente: se è stato elaborato solo marginalmente e viene ancora portato come stigmate, direi che non è ancora utilizzabile in senso evolutivo; se è stato trattato in maniera corretta ed ha la possibilità di emergere come momento storico nel racconto di vita del paziente, intriso di tutte le aspettative, i desideri, le emozioni positive e negative, le colpe percepite, può essere un utile materiale di lavoro.
    Molto interessante questo passaggio.
    Mi viene da chiedere: se un paziente porta, in terapia, un suo vissuto traumatico, ne parla, lo esplora, non è già di per se l'indizio che è pronto ad utilizzarlo in senso evolutivo?
    E se è già stato trattato in maniera corretta, quale può essere l'utilità del raccontarlo in terapia, che di per se dovrebbe essere lo strumento per arrivare a trattare in modo corretto questi episodi?

    Sarebbe come dire che in terapia si affrontano problemi che sono già stati adeguatamente trattati e "risolti".
    Mi suona strano...
    Ma magari non ho afferrato bene...nel caso chiariscimi tu.

  3. #243
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da Alessia Va Visualizza messaggio
    Mi viene da chiedere: se un paziente porta, in terapia, un suo vissuto traumatico, ne parla, lo esplora, non è già di per se l'indizio che è pronto ad utilizzarlo in senso evolutivo?
    E se è già stato trattato in maniera corretta, quale può essere l'utilità del raccontarlo in terapia, che di per se dovrebbe essere lo strumento per arrivare a trattare in modo corretto questi episodi?

    Sarebbe come dire che in terapia si affrontano problemi che sono già stati adeguatamente trattati e "risolti".
    Ma non è parlando dei "vissuti traumatici" che questi "si risolvono". Consideriamo che meccanismo fondamentale del trauma (inteso in senso stretto) è la dissociazione. Semmai il trauma potrà dispiegarsi nel transfert e lì trovare uno spazio perchè si vada oltre alla ripetizione dello stesso.

    Saluti
    gieko

  4. #244
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ma non è parlando dei "vissuti traumatici" che questi "si risolvono". Consideriamo che meccanismo fondamentale del trauma (inteso in senso stretto) è la dissociazione. Semmai il trauma potrà dispiegarsi nel transfert e lì trovare uno spazio perchè si vada oltre alla ripetizione dello stesso.

    Saluti

    Ed in quelle psicoterapie analitiche ed analisi in cui in base all'impostazione teorica di riferimento, anche il transfert e la sua elaborazione condivisa, viene messa "tra parentesi"? Come si può superare secondo te la ripetizione dello stesso?
    Gaia

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  5. #245
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Ed in quelle psicoterapie analitiche ed analisi in cui in base all'impostazione teorica di riferimento, anche il transfert e la sua elaborazione condivisa, viene messa "tra parentesi"? Come si può superare secondo te la ripetizione dello stesso?
    Non capisco a quali impostazioni teoriche di riferimento ti riferisca... Non è detto che si riesca a superare la ripetizione, tutt'altro...

    Saluti
    gieko

  6. #246
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non capisco a quali impostazioni teoriche di riferimento ti riferisca... Non è detto che si riesca a superare la ripetizione, tutt'altro...
    Saluti
    A parte le impostazioni teoriche-metodologiche che in caso ti scrivo in pm ( e che non condivido, in realtà; ne avevamo parlato diverso tempo fa), cosa vuoi dire con la frase che ho evidenziato?'
    Non ho ben capito se il tuo é un discorso generale riferibile anche a tutti quei casi in cui usualmente il transfert ( ed il controtransfert) viene elaborato, oppure allo specifico della mia domanda.
    Gaia

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  7. #247
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Non ho ben capito se il tuo é un discorso generale riferibile anche a tutti quei casi in cui usualmente il transfert ( ed il controtransfert) viene elaborato, oppure allo specifico della mia domanda.
    Ritengo il mio discorso riferibile ad un livello generale: il superamento della coazione a ripetere, specie se ha a che vedere anche con il trauma, è arduo e non sempre possibile. Poi è riferibile anche alla tua domanda: se non si considera il transfert il compito appare ancora più complesso.

    Un saluto
    gieko

  8. #248
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    A parte le impostazioni teoriche-metodologiche che in caso ti scrivo in pm ( e che non condivido, in realtà; ne avevamo parlato diverso tempo fa), cosa vuoi dire con la frase che ho evidenziato?'
    Non ho ben capito se il tuo é un discorso generale riferibile anche a tutti quei casi in cui usualmente il transfert ( ed il controtransfert) viene elaborato, oppure allo specifico della mia domanda.
    Ciao Rosa,
    anche a me interesserebbe sapere a quali impostazioni teoriche-metodologiche fai riferimento...

    Un saluto,
    ikaro

  9. #249
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Credo che qui si stia parlando di traumi che lacerano il contenitore psichico del paziente, costituendo quindi una ferita aperta che richiede un costante investimento energetico per essere controllata. L'episodio (gli episodi) brucia qualsiasi trama verbale e rappresentativa, impedendo qualsiasi altra narrazione possibile. Il transfert, in questo senso, serve a liberare delle piccole risorse di energia psichica. La ripetizione può in tal modo essere sfruttata per rimarginare pian piano la ferita e lasciare che si formi una cicatrice.
    L'analisi richiede tempo e relazione. Il potere della parola, in sé, non è così importante.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
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  10. #250
    benedetta14
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    Credo che qui si stia parlando di traumi che lacerano il contenitore psichico del paziente, costituendo quindi una ferita aperta che richiede un costante investimento energetico per essere controllata. L'episodio (gli episodi) brucia qualsiasi trama verbale e rappresentativa, impedendo qualsiasi altra narrazione possibile. Il transfert, in questo senso, serve a liberare delle piccole risorse di energia psichica. La ripetizione può in tal modo essere sfruttata per rimarginare pian piano la ferita e lasciare che si formi una cicatrice.
    L'analisi richiede tempo e relazione. Il potere della parola, in sé, non è così importante.
    Per cui, in linea teorica, è anche possibile che porre la questione del trauma in termini di "perdono" possa essere una specie di resistenza alla relazione con l'analista?
    Ultima modifica di benedetta14 : 29-06-2010 alle ore 21.45.36

  11. #251
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    L'analisi richiede tempo e relazione. Il potere della parola, in sè, non è così importante.



    In effetti, la costruzione stessa della relazione, non é fatta solo di parole, sopratto in quei casi in cui sia necessario favorire la costruzione/ricostruzione di uno spazio mentale coeso.

    Grazie per le tue risposte.
    Gaia

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  12. #252
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Per cui, in linea teorica, è anche possibile che porre la questione del trauma in termini di "perdono" possa essere una specie di resistenza alla relazione con l'analista?
    Penso che il processo del perdono, se accettato tale e quale dalla coppia analitica, possa causare seri problemi alla profondità dell'indagine analitica. In questo senso, sì, è una resistenza. Occorre valutare quali affetti siano celati sotto questo perdono. Sarebbe bene comprendere se questo sia un bisogno, che magari nasconde quello di non sentirsi chiamati in causa nei fatti accaduti, ma semplicemente vittime. Oppure, nel caso opposto, se questa necessità corrisponda a dare un colpo di spugna a delle faccende che non si è in grado di affrontare perché fonti di angoscia eccessiva. Nel primo caso il paziente potrebbe continuare ad avere delle fantasie di risarcimento per un torto subìto ("li ho perdonati, ma ora, per colpa loro, guarda quante cose non riesco a fare"), mentre nel secondo è possibile che persista una menomazione nel funzionamento del paziente (il trauma continuerà ad attirare, come un buco nero, gran parte delle energie del paziente).
    Sono esempi buttati lì, giusto per far intuire i rischi di un perdono troppo facile.
    Voi ritenete possibile e sincero il perdono di un figlio che è stato abusato a qualche livello da un genitore?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    [/B]


    In effetti, la costruzione stessa della relazione, non é fatta solo di parole, sopratto in quei casi in cui sia necessario favorire la costruzione/ricostruzione di uno spazio mentale coeso.

    Grazie per le tue risposte.
    L'interpretazione innesca un processo o si inserisce in un processo di transfert. Al di fuori di questo meccanismo, gran parte di quello che si fa smuove ben poca energia psichica (risulta quindi difficile svincolare lo psichismo del paziente dall'evento traumatico).

    Prego
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  13. #253
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    L'interpretazione innesca un processo o si inserisce in un processo di transfert. Al di fuori di questo meccanismo, gran parte di quello che si fa smuove ben poca energia psichica (risulta quindi difficile svincolare lo psichismo del paziente dall'evento traumatico).
    Perdonami, ma sentire parlare di "smuovere energia psichica" fa un po' sorridere.

    Saluti
    gieko

  14. #254
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Perdonami, ma sentire parlare di "smuovere energia psichica" fa un po' sorridere.

    Saluti
    Perdonato

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    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
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  15. #255
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: A. Miller e il perdono in analisi

    Grazie per la tua magnanimità. Però non farmi sorridere troppo in futuro, se no ti troverai ad essere un distributore automatico di perdono.
    gieko

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