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  1. #121
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da chiaretta83 Visualizza messaggio
    Come ipotesi diagnostica principale, sempre poi falsificabile, si potrebbe ipotizzare un dist di personalita, asse 2, cluster B narcisistico.
    Il paziente infatti riporta un immagine di se grandiosa, fantasie illimitate di potere, fascino, gli altri li ritiene invidiosi di lui e non lo meritano, richiede ammirazione eccessiva (le sue partner sono anche molto belle, caratteristica tipica di questi soggetti che sentono l esigenza di esibire il partner).

    Si consiglia una terapia ad orientamento supportivo espressivo, per favorire un migliore contatto con la realtà per quanto riguarda la dimensione affettiva, associando terapia individuale per instaurare una solida alleanza e poi di gruppo per ricevere feedback e confrontare l immagine di se e quella degli altri.

    anche i pazienti borderline, antisociali ricercano l attenzione, sono superficiali etc pero nel narcistio con compare la rabbia, autodistruttivita tipica del borderline e non commettono atti antisociali,non sono disonsti, mentitori etc..

    Mi sembra perfetto!!!
    Qualche altro caso?
    iri

  2. #122

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    stavo guardando le tracce uscite nelle precedenti sessioni e ho notato che sono divise in due parti la prima molto confusa e la seconda con le solite tracce qualcuno mi spiega la prima parte? credo sia il caso a piacere e prendendo ad es. l'ambito clinico dovrei svolgere i punti 1a 2a 3ab e 4ab solo non sono certo che 3 e 4 corrispondano ai punti: 2) i passi successivi da effettuare nella valutazione del paziente, comprese le areeda indagare e gliıeventuali strumenti psicodiagnostici da utiJinare (motivando)ı
    3) una "Yaiutazione sulle posgrntità di 1mttamento, specifiemdone l'orientamento, gli obieut.n, iiı
    setting e il modo di proporlo al paziente.ı
    TI candidatola è invitatoa rispondere a tutti i punti indicandone il numero, e fornendo per ognuno leı
    motivazioni delle scelte fatte


    "1) Descrivete:
    a-)il caso di un individuo (adulto o bambino)
    oppure
    b-) il caso di un gruppo di individui (in un contesto familiare, o scolastico, o organizzativo, o terapeutico)
    oppure
    c-) un fenomeno psicologico potenziale oggetto di una specifica ricerca psicologica
    2)In base alla vostra descrizione proponete:
    a-) Un inquadramento diagnostico del caso (avanzate ipotesi, specificando quanto vi sembrano plausibili
    e se si possono escludere ipotesi alternative)
    oppure
    b-) una definizione e valutazione dei dati iniziali (qual è il problema? Quali sono le richieste?)
    oppure
    c-) un possibile progetto di ricerca (indicate finalità, ipotesi ed obiettivi)
    3)Descrivete un protocollo d’intervento specificando:
    a-b) La finalità, la metodologia, le tecniche e la durata; argomentate la funzionalità dell’intervento
    rispetto all’inquadramento diagnostico o alla definizione del punto 2.
    oppure
    c-) le principali fasi e strumenti dell’indagine, le procedure sperimentali o tecniche osservative utilizzate
    nella ricerca delineata ai punti 1c-2c; in che modo questi strumenti e procedure permettono di affrontare
    le finalità, ipotesi o obiettivi del punto 2?)
    4)Delineate sinteticamente un modello teorico che ha ispirato il protocollo d’intervento (a-b) o le
    procedure sperimentali(c)."
    Ultima modifica di deadpoet : 05-07-2010 alle ore 13.25.02
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    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

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  3. #123
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    non lo so!!

    scusate per i dist umore, si specifica solo depress maggiore, distmico, ciclotimico,bipolare o anche depress maggiore con manifestazioni psicotiche, in remissione etc??

  4. #124
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Oddio.. io non penso di specificarle, anche perchè non le ricorderei tutte...
    iri

  5. #125
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Si infatti!
    pero ciclotimico, distimico si??

  6. #126
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    si si.. quelli si..
    Hai qualche caso da vedere insieme?
    iri

  7. #127
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    è una donna di 36 anni che si presenta alla consultazione dello psicologo su indicazione di una sua amica che glielo ha
    raccomandato definendolo un professionista serio e preparato.
    Si presenta molto curata nell'aspetto ed esordisce nell'affermare la sua sfiducia nella psicologia. Vorrebbe però essere
    aiutata a risolvere il suo problema, magari sottoponendosi e delle sedute di rilassamento di cui l'amica le ha tanto parlato. Parla a voce bassa, quasi scandendo e selezionando con cura le parole che usa. E' molto esigente con sé stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente.
    Svolge il lavoro di giornalista da 10 anni ma si dichiara insoddisfatta a causa dell'ambiente del giornale. In particolare ha un
    pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di
    meritare. Il motivo della consultazione psicologica sono dei frequenti mal di testa di cui soffre da nove anni. Il dolore è
    associato ad una perdita della sensibilità agli arti superiori e risulta resistente a qualsiasi trattamento farmacologico. A. si
    sente disperata per il persistere della sua "malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
    e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività.
    A. è la seconda di tre figli, ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo
    rapporto ed un fratello più piccolo di otto anni che dice di amare moltissimo "come se fosse un figlio".
    Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli.
    Il padre definito "meraviglioso" ma purtroppo " assente e sempre concentrato sui propri problemi".
    Nel passato ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite, così che non ha potuto coronare il suo sogno di avere un
    figlio.
    Sulla base dei dati forniti, il candidato indichi in maniera sintetica:
    Quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustificazione
    dell'ipotesi fatta
    Di quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale
    Di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe
    Quali indagini, consulenze specialistiche o altro richiederebbe alla persona e perché
    Se ritiene necessario un trattamento psicoterapeutico o altro.
    In caso di indicazione di psicoterapia specificare il tipo di orientamento, obiettivi, setting. Chiarire le motivazioni della scelta
    fatta. Eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare. I candidati sono invitati ad indicare la lettera di risposta per ciascun
    punto mantenendo l'ordine dato.

  8. #128

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    scusate se insisto, ma penso sia qualcosa che ci interessi tutti..

    quando la traccia dice : "La finalità, la metodologia, le tecniche e la durata; argomentate la funzionalità dell’intervento
    rispetto all’inquadramento diagnostico o alla definizione del punto 2"

    credo intenda:
    La finalità = obiettivi terpaeutici,
    la metodologia = approccio terapeutico,
    le tecniche = test
    e la durata = ??? come si stabilisce a prioir la durata?!
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    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

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  9. #129
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    mi verrebbe da pensare a disturbo di panico (mal di testa, parestesie) con agorafobia ("malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
    e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività).
    sarebbe utile indagare in quali situazione insorgono i sintomi, analizzare maggiormente il rapporto con i familiari e con la madre in particolare; Si ipotizza che i problemi siano legati a una fissazione nel processo di separazione individuazione.
    il rapporto con la realtà sembra conservato; quersto permette di utilizzare una terapia con enfasi espressiva ad approccio psicodinamico in modo da rielaborare i termini del conflitto tra dipendenza e indipendenza.
    Diagnosi differenziale: fobia sociale, specifica ,disturbo ossessivo compulsivo (l'evitamento non è limitato alle situazioni sociali per timore di essere imbarazzati, a situazioni particolari o legato a particolari ossessioni)
    Potrebbe esssere proposta anche una terapia familiare per indagare meglio i rapporti che intercorrono all'interno della famiglia e eventuali difficoltà di comunicazione.
    iri

  10. #130
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    mi verrebbe da pensare a disturbo di panico (mal di testa, parestesie) con agorafobia ("malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
    e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività).
    sarebbe utile indagare in quali situazione insorgono i sintomi, analizzare maggiormente il rapporto con i familiari e con la madre in particolare; Si ipotizza che i problemi siano legati a una fissazione nel processo di separazione individuazione.
    il rapporto con la realtà sembra conservato; quersto permette di utilizzare una terapia con enfasi espressiva ad approccio psicodinamico in modo da rielaborare i termini del conflitto tra dipendenza e indipendenza.
    Diagnosi differenziale: fobia sociale, specifica ,disturbo ossessivo compulsivo (l'evitamento non è limitato alle situazioni sociali per timore di essere imbarazzati, a situazioni particolari o legato a particolari ossessioni)
    Potrebbe esssere proposta anche una terapia familiare per indagare meglio i rapporti che intercorrono all'interno della famiglia e eventuali difficoltà di comunicazione.
    iri

  11. #131
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ora ci penso e vi dico cosa scriverei io!

  12. #132

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da chiaretta83 Visualizza messaggio
    il caso di ire io lo inquadrerei nei dist dell'umore..tra i dist bipolari, tipo ciclotimico (2 anni, con sintomi depressivi e episodi ipomanicali).
    in differenziale e cmq considererei dist bipolare se sono soddisfatti i crireri per depressivo maggiore (calo ponderale, minore sonno o ipersonnia, idee suicidarie, colpa e svalutazione etc..)

    terapia: supportivo espressiva ad orientamento sistemico familiare se la famiglia collabora (il padre, eventuali fratelli e o sorelle etc..)



    qualcuno ha idee??
    io in differenziale metterei anche borderline considerata l'impulsività che ha portato all'incidente e le relazioni che iniziavano in maniera promettente (idealizzazione) e si interrompevano bruscamente (deidealizzazione e disprezzo) che ne dici?
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  13. #133
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    s si anche border in differenziale per instabilita relazionale..

  14. #134

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da irenesotgia Visualizza messaggio
    mi verrebbe da pensare a disturbo di panico (mal di testa, parestesie) con agorafobia ("malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
    e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività).
    sarebbe utile indagare in quali situazione insorgono i sintomi, analizzare maggiormente il rapporto con i familiari e con la madre in particolare; Si ipotizza che i problemi siano legati a una fissazione nel processo di separazione individuazione.
    il rapporto con la realtà sembra conservato; quersto permette di utilizzare una terapia con enfasi espressiva ad approccio psicodinamico in modo da rielaborare i termini del conflitto tra dipendenza e indipendenza.
    Diagnosi differenziale: fobia sociale, specifica ,disturbo ossessivo compulsivo (l'evitamento non è limitato alle situazioni sociali per timore di essere imbarazzati, a situazioni particolari o legato a particolari ossessioni)
    Potrebbe esssere proposta anche una terapia familiare per indagare meglio i rapporti che intercorrono all'interno della famiglia e eventuali difficoltà di comunicazione.

    sono fondamentalmente d'accordo solo mi lasciano in dubbio quei dati iniziali che poco c'entrano col disturbo di panico come l'esordio aggressivo riguardo al non credere alla psicologia seguito da un cambiamento repentino (parlare a bassa voce facendo attenzione alle parole) e la preoccupazione costante per l'opinione altrui. dato che di solito non mettono mai indicatori a caso non vorrei fosse un suggerimento per una differnziale anche se non saprei quale
    Ultima modifica di deadpoet : 05-07-2010 alle ore 16.55.32
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  15. #135
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    non potrebbe trattarsi di un disturbo algico? spesso è associato con disturbi dell'umore e disturbi d'ansia.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

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