
Originalmente inviato da
lidiuzza
Francesca, una ragazza di 18 anni, si rivolge allo psicologo dopo diverse titubanze, su suggerimento del medico di famiglia. Frequenta l'ultimo anno di liceo classico in un paese vicino Roma, dove vive con il padre ingegnere, la madre insegnante e la sorella maggiore, studentessa in medicina.
Francesca riferisce che durante una manifestazione di protesta svoltasi a Roma e alla quale aveva partecipato insieme ai suoi compagni di scuola, aveva rivissuto una situazione vista in precedenza nel corso di una trasmissione televisiva e nella quale alcuni manifestanti venivano aggrediti da gruppi di disturbatori. Durante la manifestazione di Francesca non si erano verificate situazioni di scontro effettivo ma soltanto alcuni momenti di tensione. Vedendo però l'esagitazione di molti
studenti, la ragazza aveva immaginato che le si potesse presentare una situazione omologa a quella televisiva: aveva allora avvertito un tremore, aveva avuto paura che sopraggiungesse un attacco cardiaco e aveva vomitato. Questo episodio l'aveva molto spaventata. Un episodio analogo si era verificato nuovamente quindici giorni dopo a scuola. Quella mattina avrebbe dovuto essere interrogata; prima di prendere il treno per recarsi a scuola aveva nuovamente avvertito un tremore, con sensazione di vomito e conseguente paura di morire: "Il cuore andava come un pazzo e sembrava che mi saltasse fuori dal petto", precisa Francesca. Attualmente la ragazza manifesta difficoltà nel rapporto con i professori, soprattutto col docente di Lettere, non tanto perché non si senta preparata, quanto perché ritiene che egli non la metta a suo agio e teme di fare brutta figura con tutta la classe. Francesca riferisce di sentirsi molto agitata soprattutto quando a scuola ci sono delle interrogazioni e in casa delle tensioni. I suoi genitori stanno attraversando un periodo di crisi e recentemente la ragazza ha difficoltà a relazionarsi con entrambi, ma soprattutto con il padre. Con la sorella invece c'è un buon rapporto e a volte le due ragazze escono insieme. Mentre parla, Francesca assume una postura rigida; è timida e difficilmente sostiene lo sguardo. E' molto preoccupata per la sua salute: per paura di sentirsi male tende a restare spesso in casa, limitando così la sua vita di relazione; ha anche lasciato il ragazzo con il quale stava insieme da un anno.
Sulla base di quanto sopra esposto il/la candidatola indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi che ritiene
fondamentali nel determinare la sua scelta;
b) di quali altri dati ha bisogno per effettuare una diagnosi differenziale, e quale potrebbe essere
quest'ultima;
c) di quali strumenti diagnostici si avvarrebbe;
d) quali indagini, consulenze specifiche o altro richiederebbe alla persona e perché;
e) se ritiene necessario un trattamento psicoterapeutico o altro;
f) in caso di indicazione di psicoterapia, specificare il tipo di orientamento, gli obiettivi e il setting;
g) chiarire le motivazioni della scelta fatta;
h) specificare eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
Dunque questo caso secondo voi va bene ipotesi dist di panico con agorafobia, diagnosi differenziale fobia sociale, strumenti STAI x indagare l'ansia+colloquio, terapia espressiva ad orientamento psicodinamico di tipo individuale??? e per le risorse del territorio che bisogna fare???