• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 14 di 45 PrimoPrimo ... 4121314151624 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 196 fino 210 di 667
  1. #196
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    22-11-2009
    Messaggi
    347

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    IO DIREI dist di panico com agorafobia (folla, mezzi pubblici)

    terapia: espressiva psicodinamica, cognitivo comp per modificare pensieri e risposte disfunzionali e utilizzare tecnichre comprtmantali come desensibilizzazione sistematica per desensibilizzazione verso stimoli temuti

    test: mmpi.2, scid1, CBA, stai

  2. #197
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
    Data registrazione
    01-02-2010
    Messaggi
    877

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da chiaretta83 Visualizza messaggio
    milano DOMANI!!!!
    in bocca al lupo!
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  3. #198
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
    Data registrazione
    01-06-2007
    Messaggi
    294
    Blog Entries
    1

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    sono daccordo con la possibil diagnosi di attacco di panico con agorafobia e sulla diagnosi differenziale di fobia specifica (escluse prima l'eventuale assunzione di sostanze e condizioni mediche).
    per quanto riguarda i test di approfondimento lo stai per la misurazione dell'ansia di stato e quella di tratto.
    per la terapia potrebbe andar bene sia psicodinamica individuale ma anche la cognitivo comportamentale (che per i dist. d'ansia e dell'umore è molto indicata).
    voi che dite?
    quoto in pieno!!
    iri

  4. #199
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
    Data registrazione
    01-02-2010
    Messaggi
    877

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    vi propongo questo caso:
    L. M. ha 21 anni, maschio, studente universitario, vive con la madre.
    Da quasi due anni ha una relazione con una sua coetanea, della quale si dice molto innamorato anche se, racconta in modo profondamente angosciato e dopo molte incertezze, non riesce ad avere con lei rapporti sessuali completi. Anche nella sua adolescenza, pur avendo avuto alcuni flirt non ha mai avuto rapporti sessuali. Si descrive come un po’ introverso, senza molti amici, ma fondamentalmente ottimista e fiducioso nel suo futuro.
    Denuncia problemi di insonnia e lamenta di avere molto spesso incubi notturni che lo spaventano profondamente. Soffre con una certa frequenza di mal di testa che possono durare anche alcuni giorni.
    In tre occasioni, che ricorda in maniera particolareggiata, ha avuto l’impressione di svenire e questa sensazione gli ha provocato molta angoscia.
    Il suo rendimento scolastico è molto buono, anche se per raggiungere questo risultato L.M. dice di dovere studiare ed impegnarsi molto. I genitori hanno divorziato quando lui aveva 16 anni e nelle sue parole, dopo un periodo di difficoltà, la situazione è stata vissuta in modo non traumatico. Il padre si è risposato e dal nuovo matrimonio ha avuto una figlia che adesso ha 3 anni. Ammette di avere migliori rapporti con il padre che vede una volta alla settimana e con il quale trascorre parte delle vacanze estive, compiendo lunghe escursioni in montagna. La madre viene descritta come molto presa dal suo lavoro di avvocato, spesso assente da casa per impegni, ma attenta a non fare mancare nulla al figlio.
    L.M. dice di essere certo che se riuscirà ad avere una vita sessuale felice con la sua partner, tutte le sue difficoltà si risolveranno e chiede se esistano tecniche psicologiche o medicine che possano risolvere il suo problema.
    Il/la Candidato/a descriva quali strumenti utilizzerebbe per giungere una valutazione diagnostica e quale tipologia di trattamento suggerirebbe.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  5. #200
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
    Data registrazione
    01-06-2007
    Messaggi
    294
    Blog Entries
    1

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Caso interessante.. ma non riesco ad arrivare a una diagnosi... pensavo a un dissturbo di somatizzazione.. ma non sono sicura...
    iri

  6. #201
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-03-2009
    Messaggi
    167

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Vorrei provare a dare una mia interpretazione del caso di L.M. con tutti crismi del caso come se fossi in sede d'esame e volevo cheidervi di commentare poi cosa secondi voi vada bene e cosa invece andrebbe rivisito.....
    innanzitutto dato la complessità del caso preferirei rimanere sul vago...ok si procede:

    L.M., 21 anni, studente universitario riporta, con un certo imbarazzo, di non riuscire ad avere un rapporto sessuale completo con l'attuale partner (anche con partner avute in precedenza il ragazzo non è riuscito ad avere rapporti completi). Introverso, con pochi amici (fiducioso comunque sul futuro), L.M. denuncia problemi di insonnia, incubi notturni frequenti, mal di testa dalla durata anche di alcuni giorni. In tre occasioni, che ricorda in maniera particolareggiata, il paziente riporta di avere avuto l’impressione di svenire e questa sensazione gli ha provocato molta angoscia.
    Nel seguente caso non viene specificato se la consultazione dello psicologo da parte del paziente sia avvenuta in modo spontaneo o meno. Sarebbe opportuno indagare ulteriormente su quali siano le aspettative che L.M. ripone verso lo psicologo.
    Ai fini diagnostici verrà fatto riferimento al manuale DSM IV TR. In base ai sintomi riportati precedentemente si potrebbe diagnosticare, in via del tutto ipotetica e provvisoria, una comorbidità tra disturbo d'ansia (insonnia, mal di testa, 3 diversi episodi in cui L.M. si è sentito svenire e che gli hanno procurato una forte angoscia) e disturbi della sfera sessuale (incapacità di riuscire ad avere un rapporto sessuale).
    Come detto precedentemente queste risultano essere semplici ipotesi che andrebbero approfondite attraverso ulteriori colloqui, in virtù del fatto che si dovrebbe indagare sulla presenza di ulteriori sintomi in grado di verificare o al contrario confutare le ipotesi diagnostiche menzionate. Più precisamente si dovrebbe indagare sulla storia dei sintomi (prima comparsa, frequenza, vissuto del paziente in relazione ad essi), sulla storia della famiglia attuale, della famiglia di orgine, dell'ambito scolastico e (eventualmente) lavorativo.
    Nel condurre simili indagini sarebbe opportuno fare uso di strumenti atti a raccogliere ulteriori informazioni come il SCID-I (intervisa semistrutturata utile nella valutazione diagnostica di disturbi di Asse I) o l'MMPI-II (test molto usato per valutare le principali caratteristiche della personalità).
    Qualora l'Io del paziente, le sue funzioni, il rapporto con la realtà venga giuducato in una certa misura compromesso, si potrebbe consiglie un trattamento espressivo/supportivo in quanto il clinico dovrebbe fungere da sostegno ad un Io in difficoltà, aiutarlo nella gestione dell'ansia e allo stesso tempo dvrebbe cercare di favorire la formazione di un buon insight nel paziente, la rielaborazione delle tematiche conflittuali

    CHE NE DITE? CONDIVIDETE LA MIA IPOTESI? HO PREFERITO RIMANERE SUL VAGO PERCHE' NONOSTANTE LA RICCHEZZA DI INFORMAZIONI NESSUNA DI QUESTE MI SEMBRAVA COSI' SALIENTE NEL PROPENDERE PER UNA DIAGNOSI PIUTTOSTO CHE PER UN'ALTRA

  7. #202
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    22-11-2009
    Messaggi
    347

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Anche io ho fatto cosi..cioè ansia e sessuali, cioè potrebbe essere un dist sessuale collegato ad uno ansia no?

  8. #203
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-03-2009
    Messaggi
    167

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    è un caso bello ostico...a fronte di tante informazioni (compresa una ricca anamnesi) non abbaimo comunque nessun sintomo che possa fungere da chiarificatore........le 3 occasioni in cui LM si è sentito svenire, i disturbi del sonno potrebbero farci pensare anche ad un disturbo di panico...ma mancano comunque molte informazioni perchè possiamo ritenere in concreto che si tratti di questo disturbo....e così è pure per il disturbo sessuale. tuttavia mi sembrano i più plausibili. comunque sia in simili casi è meglio davvero rimanere sul vago

  9. #204
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
    Data registrazione
    01-02-2010
    Messaggi
    877

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    io indagherei anche che cosa intende nello specifico quando dice di non riuscire ad avere repporti sessuali (mancanza di erezione ad esempio?)inoltre, come ha vissuto la nascita della figlia del padre?
    comunque sono daccordo con voi: il caso non presenta sufficienti indizi per arrivare ad una diagnosi abbastanza chiara, quindi mi limiterei a disturbi d'ansia e dist. della sfera sessuale.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  10. #205
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-03-2009
    Messaggi
    167

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    io indagherei anche che cosa intende nello specifico quando dice di non riuscire ad avere repporti sessuali (mancanza di erezione ad esempio?)inoltre, come ha vissuto la nascita della figlia del padre?
    comunque sono daccordo con voi: il caso non presenta sufficienti indizi per arrivare ad una diagnosi abbastanza chiara, quindi mi limiterei a disturbi d'ansia e dist. della sfera sessuale.
    esatto! anche io avrei indagato sulla dimensione sessuale....qualcun altro ha qualche altro caso da postare????? AUANTI

  11. #206
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
    Data registrazione
    01-02-2010
    Messaggi
    877

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    detto fatto!
    ecco qua:
    Caso Clinico
    B ha 17 anni. Frequenta l'Istituto Magistrale come ripiego dopo una bocciatura "inaspettata" di due anni fa al Liceo Classico. Da allora ha chiuso ogni rapporto con i compagni e con qualsiasi ambiente in cui possa incontrare persone del Liceo. Non si è ben inserita nella classe attuale. Figlia unica, madre maestra, padre Direttore di un Istituto per Handicappati. Chiede consulenza perchè accusa insonnia, tachicardia, mal di testa non risolti con terapia farmacologica prescritta da un neurologo che ha escluso qualsiasi aspetto organico.
    Il candidato esponga in maniera schematica e fornisca una breve giustificazione dei metodi, strumenti e tecniche coi quali approdondirebbe la valurazione del caso; del tipo di intervento psicologico che ritiene appropriato; delle modalità che utilizzerebbe per la verifica successiva dell'andamento e dell'esito effettuato.

    buon lavoro....a dopo
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  12. #207
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
    Data registrazione
    01-06-2007
    Messaggi
    294
    Blog Entries
    1

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Si presenta nello studio dello psicologo un signore di 48 anni, seguendo il suggerimento del suo medico di base al quale si era rivolto per una infiammazione di tendini del braccio destro trattata con farmaci e laser-terapia con scarsi risultati.
    È coniugato, ha due figli di 20 e 17 anni; la moglie è casalinga. Occupa un posto di caporeparto presso una ditta di servizi della stazione locale, ne è molto soddisfatto anche se esprime il desiderio di essere più tranquillo (cioè senza troppe responsabilità).
    Durante il colloquio cita un "esaurimento nervoso" di 11 anni prima, curato con psicofarmaci e risolto in breve tempo.
    L'episodio è comparso in concomitanza con lo sfratto, la ricerca di un nuovo alloggio, dopo molte battaglie burocratiche e la sistemazione della nuova casa, a cui aveva provveduto da solo, lavorando anche di notte.
    Passato il momento di crisi, il paziente aveva ripreso la sua vita con gli stessi ritmi frenetici di sempre: turni lavorativi, attività sportiva intensa (pratica calcio e soprattutto tennis), lavori manuali pesanti in casa e per parenti. Nell'ultimo periodo, l'infiammazione ai tendini lo ha costretto a sospendere l'attività sportiva e ad una forzata immobilità.
    Il paziente associa questa immobilità con sintomi di "sudorazione, panico e fuga", quando deve uscire di casa per recarsi in qualche posto, soprattutto luoghi affollati o quando sa che deve relazionarsi con persone che lo possono giudicare. Utilizza le manifestazioni somatiche di ansia per non affrontare certe situazioni impegnative, una delle quali dovrebbe essere prossimamente la conoscenza dei suoceri della figlia maggiore. Riferisce che sta già immaginando la scena e comincia a sudare.
    Dentro casa e a letto si sente a proprio agio. È da notare come i sintomi si attenuino o scompaiano appena il paziente affronta la situazione che ritiene problematica. Di se stesso è soddisfatto perché con la forza di volontà è sempre arrivato dove voleva ed è riuscito a smettere di fumare da un giorno all'altro. Si definisce "aggressivo, iroso, pieno di energia, incapace di star fermo", ma non comprende come possa essere "pauroso e titubante" in certi casi.
    Sulla base di questo quadro, ricavato dal primo colloquio, il candidato illustri in maniera chiara e sintetica i seguenti punti:
    • Quali ulteriori notizie ritiene di dover acquisire per completare il quadro dei dati necessari;
    • Su quali ipotesi diagnostiche terrebbe il successivo colloquio (o colloqui);
    • Se sia possibile individuare motivatamente fobie o paure nel quadro presentato;
    • Quali possono essere i diversi percorsi di intervento psicologico o psicoterapeutico derivanti dalle ipotesi diagnostiche formulate dopo il primo colloquio.

    cosa mi dite di questo caso?
    iri

  13. #208
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-03-2009
    Messaggi
    167

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    B., 17 anni. Frequenta l'Istituto Magistrale come ripiego dopo una bocciatura "inaspettata" di due anni fa al Liceo Classico. Da allora ha chiuso ogni rapporto con i compagni e con qualsiasi ambiente in cui possa incontrare persone del Liceo. Non si è ben inserita nella classe attuale. Figlia unica, madre maestra, padre Direttore di un Istituto per Handicappati.
    Ai fini diagnostici del caso verrà fatto rierimento al manuale DSM IV TR. Alla luce delle manifestazioni cliniche riportate (insonnia, tachicardia, mal di testa) e una volta appurato che tale sintomatologia non può essere associata ad un disturbo organico, si potrebbe diagnosticare, in via del tutto ipotetica e provvisoria un disturbo d'ansia. Le informazioni in nostro possesso risultano essere fin troppo esigue, sarebbero necessari ulteriori colloqui per poter approfondire aspetti che al momento rimangono insufficienti ai fini di una diagnosi più approfondita. Per ora si potrebbe ipotizzare un disturbo di panico con agorafobia oppure una fobia sociale date le condotte evitanti della paziente nei confronti dei suoi ex compagni di istituto e in generale verso tutto ciò che possa ricordargli l'esperienza avuta al liceo. Le informazioni comunque, come detto precedentemente, non sono sufficienti perchè il clinico possa propendere per una ipotesi diagnostica piuttosto che per un'altra.
    Si renderebbero utili ulteriori incontri per indagare sul come e sul perchè sia avvenuto avvenuto il primo contatto con lo psicologo, sopratutto se questo sia stato voluto dalla paziente o dalla famiglia. Si dovrebbe indagare sulle aspettative di B. riversate verso lo psicologo. Allo stesso modo si dovrebbero approfondire dimnsioni della ragazza che vanno dal contesto familiare a quello scolastico, attuale e precedente (perchè B. evita anche gli ex compagni? Tra questi non aveva amici? Come mai anche l'inserimento nella nuova classe non è soddisfacente?).
    Nella conduzione di ulteriori e necessarie indagini si potrebbe fare uso di tecniche e test utili a tal fine come il SCID-I (intervista semi strutturata attraverso la quale indagare sui disturbi di Asse I previsti dal DSM IV) o il MMPI-II o il Test di Rorscharch, strumenti utili per poter rilevare diversi aspetti di personalità della persona.
    Si potrebbe suggerire, sempre in linea ipotetica, un trattattamento espressivo ad orientamento psicodinamico, qualora comunque la ragazza dimostri un rapporto con la realtà e un Io non compromessi, al fine di favorire la rielaborazione dei termini conflittuali. Qualora, invece, alla luce dei necessari approfondimenti, ci si rendesse conto di una certa compromissione dell'Io, delle sue funzioni e del rapporto con la realtà si potrebbe suggerire un preventivo trattamento supportivo, in modo da sostenere l'Io compromesso e favrire la corretta gestione dell'ansia.

    OK...CHE TE NE PARE? SUGGERIMENTI? MANCA QUALCOSA? CAMBIERESTI QUALCOSA?

  14. #209
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-03-2009
    Messaggi
    167

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Quello di irenesotgia (sarda?) è un bel caso...ora ci lavoro e spero di postare un commento quanto prima

  15. #210
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
    Data registrazione
    01-02-2010
    Messaggi
    877

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Giupeppe Visualizza messaggio
    B., 17 anni. Frequenta l'Istituto Magistrale come ripiego dopo una bocciatura "inaspettata" di due anni fa al Liceo Classico. Da allora ha chiuso ogni rapporto con i compagni e con qualsiasi ambiente in cui possa incontrare persone del Liceo. Non si è ben inserita nella classe attuale. Figlia unica, madre maestra, padre Direttore di un Istituto per Handicappati.
    Ai fini diagnostici del caso verrà fatto rierimento al manuale DSM IV TR. Alla luce delle manifestazioni cliniche riportate (insonnia, tachicardia, mal di testa) e una volta appurato che tale sintomatologia non può essere associata ad un disturbo organico, si potrebbe diagnosticare, in via del tutto ipotetica e provvisoria un disturbo d'ansia. Le informazioni in nostro possesso risultano essere fin troppo esigue, sarebbero necessari ulteriori colloqui per poter approfondire aspetti che al momento rimangono insufficienti ai fini di una diagnosi più approfondita. Per ora si potrebbe ipotizzare un disturbo di panico con agorafobia oppure una fobia sociale date le condotte evitanti della paziente nei confronti dei suoi ex compagni di istituto e in generale verso tutto ciò che possa ricordargli l'esperienza avuta al liceo. Le informazioni comunque, come detto precedentemente, non sono sufficienti perchè il clinico possa propendere per una ipotesi diagnostica piuttosto che per un'altra.
    Si renderebbero utili ulteriori incontri per indagare sul come e sul perchè sia avvenuto avvenuto il primo contatto con lo psicologo, sopratutto se questo sia stato voluto dalla paziente o dalla famiglia. Si dovrebbe indagare sulle aspettative di B. riversate verso lo psicologo. Allo stesso modo si dovrebbero approfondire dimnsioni della ragazza che vanno dal contesto familiare a quello scolastico, attuale e precedente (perchè B. evita anche gli ex compagni? Tra questi non aveva amici? Come mai anche l'inserimento nella nuova classe non è soddisfacente?).
    Nella conduzione di ulteriori e necessarie indagini si potrebbe fare uso di tecniche e test utili a tal fine come il SCID-I (intervista semi strutturata attraverso la quale indagare sui disturbi di Asse I previsti dal DSM IV) o il MMPI-II o il Test di Rorscharch, strumenti utili per poter rilevare diversi aspetti di personalità della persona.
    Si potrebbe suggerire, sempre in linea ipotetica, un trattattamento espressivo ad orientamento psicodinamico, qualora comunque la ragazza dimostri un rapporto con la realtà e un Io non compromessi, al fine di favorire la rielaborazione dei termini conflittuali. Qualora, invece, alla luce dei necessari approfondimenti, ci si rendesse conto di una certa compromissione dell'Io, delle sue funzioni e del rapporto con la realtà si potrebbe suggerire un preventivo trattamento supportivo, in modo da sostenere l'Io compromesso e favrire la corretta gestione dell'ansia.

    OK...CHE TE NE PARE? SUGGERIMENTI? MANCA QUALCOSA? CAMBIERESTI QUALCOSA?
    allora...innanzitutto complimenti per la tua modalità di espressione...fa molto professionista?
    sono daccordo con te sulla possibile diagnodi di disturbo d'ansia ma mi limiterei a questo. secondo me attacchi di panico o fobia sociale sono troppo azzardati. ci sono poche info per arrivare a ipotizzare questo.
    quindi si potrebbero programmare una serie di incontri successivi in cui andare ad indagare l'insorgenza della sintomatologia (quando è cominciata, da quanto dura, si è presentata in coincidenza con la bocciatura ecc.)
    poi andrei ad esplorare ulteriormente il rapporto con la famiglia: stile educativo, rapporto con i genitori (secondo me non è stato messo a acso il fatto che entrambe lavoraro in strutture educative). quindi: la ragazza si sente di aver deluso le aspettative dei genitori? non si sente all'altezza?
    inoltre: ha delle relazioni amicali al di fuori della scuola? ha avuto relazioni sentimentali? ha una vita sociale?
    per quanto riguarda la teralia, se venisse confermata la diagnosi di disturbo d'ansia si potrebbe provare con una terapia psicodinamica come hai proposto oppure anche una terapia cognitivo comportamentale.
    azzarderei anche una retapia sistemico familiare che coinvolga i genitori..
    che dici?
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

Pagina 14 di 45 PrimoPrimo ... 4121314151624 ... UltimoUltimo

Privacy Policy