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  1. #211
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Si hai perfettamente ragione....le ulteriori indagini che hai proposto risulterebbero davvero utili...allo stesso modo i trattamenti da te proposti sono secondo me corretti...anch'io ho pensato di aggiungere una terapia sistemico familiare. Ok dai nel pomeriggio spero di riuscire a mettermi a lavoro sul caso postato da irenesotgia così magari possiamo confrontarci anche su quello ok?

  2. #212
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ok.
    buono studio
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  3. #213
    Partecipante Esperto L'avatar di irenesotgia
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Giupeppe Visualizza messaggio
    Quello di irenesotgia (sarda?) è un bel caso...ora ci lavoro e spero di postare un commento quanto prima
    Si sarda...
    iri

  4. #214
    Neofita
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Ragazzi in riferimento al caso clinico da inventare viene richiesto di descrivere:
    a) il caso di un individuo (adulto o in età evolutiva)
    2) Delinei sinteticamente il modello teorico che ispira il protocollo di intervento
    3) In base alla descrizione approfondisca:
    a) il processo diagnostico del caso (avanzando ipotesi, specificando se e come si possono
    escludere ipotesi alternative)
    4) Descriva l’intervento specificando:
    a-b) La finalità, la metodologia , le tecniche e la durata; si argomenti la coerenza
    dell’intervento rispetto all’inquadramento diagnostico.
    La mia domanda è: Cosa si intende per modello teorico che ispira il protocollo di intervento???? Premetto che sto studiando sul falabella e mi sembra che queste informazioni mancano...

  5. #215
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    COMMENTO AL CASO DI IRENESOTGIA (anch'io sardo):

    Il paziente, 48 anni, coniugato (moglie casalinga), 2 figli (17 e 20 anni), caporeparto presso una ditta di servizi della stazione locale, si rivolge allo psicologo su suggerimento del proprio medico di base conseguentemente ad una infiammazione ai tendini del braccio destro trattata con farmaci e laser-terapia con scarsi risultati.
    Ai fini diagnosici del caso qui proposto si farà riferimento al manuale DSM IV-TR. Il ricco corollario sintomatologico riportato nel presente caso potrebbe prestarsi a diverse interpretazioni diagnostiche: la sudorazione, il panico, le condotte evitanti specie in conseguenza di uscite di casa, e specie quando deve sostare in luoghi affollati o quando sa che deve relazionarsi con persone che lo possono giudicare potrebbero condurre ad una diagnosi, del tutto ipotetica e provvisoria, ad un disturbo d'ansia. Le manifestazioni cliniche precedentemente riportate sembrerebbero suggerire, più nello specifico, un disturbo di panico con agorafobia o una fobia sociale. Ad ogni modo le informazioni al momento in possesso, non sono tali da poter giustificare una propensione verso una ipotesi diagnostica specifica, almeno fino a quando non verranno condotte ulteriori e più chiaritrici indagini sul caso.
    Il dolore al braccio potrebbe invece condurre il clinico ad ipotizzare una ulteriore diagnosi di disturbo somatoforme ma, ancora una volta, tale diagnosi rimane sospesa su un piano puramente ipotetico e provvisorio così come, sempre del tutto ipotetica e provvisoria sarebbe una eventuale diagnosi di disturbo dell'umore riconducibile a quanto affermato dal paziente il quale in certi casi si sente "aggressivo, iroso, pieno di energia, incapace di star fermo" mentre in altri "pauroso e titubante".
    Le possibili diagnosi fin qui ipotizzate dovrebbero trovare un maggiore riscontro in una serie di colloqui successivi che consentirebbero così di rilevare e avere un ulteriore conferma dello stato sintomatologico del paziente. Tali colloqui sarebbero molto utili al fine di comprendere quali siano le aspettative del paziente nei confronti del clinico (riordiamoci che la consultazione dello psicologo da parte del paziente non è spontanea) e quali siano le sue richieste implicite. Si dovrebbe indagare sulla storia dei sintomi, quando sono comparsi la prima volta, con quale frequenza tendono a ripetersi e con quale intensità, in che modo vengono vissuti ed elaborati dal paziente. Si dovrebbe indagare circa eventuali disturbi precedenti a quelli attuali (il paziente riporta di aver intrapreso, 11 anni prima, una cura di psicofarmaci per un "esaurimento nervoso" risolto in breve tempo. Non si dovrebbe neanche trascurare la dimensione familiare e lavorativa del paziente.
    Nel condurre le indagini del caso lo pscologo potrebbe servirsi di appositi e utili strumenti come lo SCID I e II, 2 interviste semi strutturate, rispettivamente impiegate nella rilevazione di disturbi di Asse I e II del DSM IV, o il MMPI-II, batteria di scale con le quali rilevare diverse componenti di peronalità del paziente.
    Sempre che le ipotesi diagnostiche precedentemente espresse dovessero poi trovare un certo riscontro si potrebbe suggerire un trattamento supportivo (qualora il clinico ritenga che l'Io del paziente necessiti di sostegno) ed espressivo ad oreintamento psicodinamico in modo da favorire una rielaborazione dei termini conflittuali. Prima ancora di qualsiasi trattamento sarebbe opportuno consigliare una visita psichiatrica in modo tale che il paziente intraprenda un eventuale trattamento farmacologico utile a stabilizzare il livello dell'ansia o il tono dell'umore.

    OK E ANCHE QUESTO E' FATTO....PARERI? SUGGERIEMNTI? CORREZIONI?

  6. #216
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    penso che faccia riferimento al tipo di intervento: sistemico relazionale, cognitivo comportamentale, supportivo-espressivo, e poi spieghi i fondamenti teorici di quello che hai scelto....penso è!

  7. #217
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da lidiuzza Visualizza messaggio
    Ragazzi in riferimento al caso clinico da inventare viene richiesto di descrivere:
    a) il caso di un individuo (adulto o in età evolutiva)
    2) Delinei sinteticamente il modello teorico che ispira il protocollo di intervento
    3) In base alla descrizione approfondisca:
    a) il processo diagnostico del caso (avanzando ipotesi, specificando se e come si possono
    escludere ipotesi alternative)
    4) Descriva l’intervento specificando:
    a-b) La finalità, la metodologia , le tecniche e la durata; si argomenti la coerenza
    dell’intervento rispetto all’inquadramento diagnostico.
    La mia domanda è: Cosa si intende per modello teorico che ispira il protocollo di intervento???? Premetto che sto studiando sul falabella e mi sembra che queste informazioni mancano...
    ma è possibile che ci facciano davvero costruire un caso? a noi? insomma: meno fanno meglio stanno?!?

  8. #218
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da Giupeppe Visualizza messaggio
    COMMENTO AL CASO DI IRENESOTGIA (anch'io sardo):

    Il paziente, 48 anni, coniugato (moglie casalinga), 2 figli (17 e 20 anni), caporeparto presso una ditta di servizi della stazione locale, si rivolge allo psicologo su suggerimento del proprio medico di base conseguentemente ad una infiammazione ai tendini del braccio destro trattata con farmaci e laser-terapia con scarsi risultati.
    Ai fini diagnosici del caso qui proposto si farà riferimento al manuale DSM IV-TR. Il ricco corollario sintomatologico riportato nel presente caso potrebbe prestarsi a diverse interpretazioni diagnostiche: la sudorazione, il panico, le condotte evitanti specie in conseguenza di uscite di casa, e specie quando deve sostare in luoghi affollati o quando sa che deve relazionarsi con persone che lo possono giudicare potrebbero condurre ad una diagnosi, del tutto ipotetica e provvisoria, ad un disturbo d'ansia. Le manifestazioni cliniche precedentemente riportate sembrerebbero suggerire, più nello specifico, un disturbo di panico con agorafobia o una fobia sociale. Ad ogni modo le informazioni al momento in possesso, non sono tali da poter giustificare una propensione verso una ipotesi diagnostica specifica, almeno fino a quando non verranno condotte ulteriori e più chiaritrici indagini sul caso.
    Il dolore al braccio potrebbe invece condurre il clinico ad ipotizzare una ulteriore diagnosi di disturbo somatoforme ma, ancora una volta, tale diagnosi rimane sospesa su un piano puramente ipotetico e provvisorio così come, sempre del tutto ipotetica e provvisoria sarebbe una eventuale diagnosi di disturbo dell'umore riconducibile a quanto affermato dal paziente il quale in certi casi si sente "aggressivo, iroso, pieno di energia, incapace di star fermo" mentre in altri "pauroso e titubante".
    Le possibili diagnosi fin qui ipotizzate dovrebbero trovare un maggiore riscontro in una serie di colloqui successivi che consentirebbero così di rilevare e avere un ulteriore conferma dello stato sintomatologico del paziente. Tali colloqui sarebbero molto utili al fine di comprendere quali siano le aspettative del paziente nei confronti del clinico (riordiamoci che la consultazione dello psicologo da parte del paziente non è spontanea) e quali siano le sue richieste implicite. Si dovrebbe indagare sulla storia dei sintomi, quando sono comparsi la prima volta, con quale frequenza tendono a ripetersi e con quale intensità, in che modo vengono vissuti ed elaborati dal paziente. Si dovrebbe indagare circa eventuali disturbi precedenti a quelli attuali (il paziente riporta di aver intrapreso, 11 anni prima, una cura di psicofarmaci per un "esaurimento nervoso" risolto in breve tempo. Non si dovrebbe neanche trascurare la dimensione familiare e lavorativa del paziente.
    Nel condurre le indagini del caso lo pscologo potrebbe servirsi di appositi e utili strumenti come lo SCID I e II, 2 interviste semi strutturate, rispettivamente impiegate nella rilevazione di disturbi di Asse I e II del DSM IV, o il MMPI-II, batteria di scale con le quali rilevare diverse componenti di peronalità del paziente.
    Sempre che le ipotesi diagnostiche precedentemente espresse dovessero poi trovare un certo riscontro si potrebbe suggerire un trattamento supportivo (qualora il clinico ritenga che l'Io del paziente necessiti di sostegno) ed espressivo ad oreintamento psicodinamico in modo da favorire una rielaborazione dei termini conflittuali. Prima ancora di qualsiasi trattamento sarebbe opportuno consigliare una visita psichiatrica in modo tale che il paziente intraprenda un eventuale trattamento farmacologico utile a stabilizzare il livello dell'ansia o il tono dell'umore.

    OK E ANCHE QUESTO E' FATTO....PARERI? SUGGERIEMNTI? CORREZIONI?
    ho dato una lettura veloce ma mi sembra been fatto. oggi pomeriggio niente studio perchè sono da sola con la piccolina e non ce la faccio a fare niente.
    stasera o domani mattina riguardo tutto con calma e vi dico la mia.
    ragazze, ancora niente dei risultati?siete sempre in bilico?
    mi immagino la vostra ansia.
    forza e coraggio che tra pochi giorni sarà tutto finito
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  9. #219
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    intanto vi posta un altro caso:
    B.L. è una donna sposata di 34 anni che vive nella famiglia nucleare composta dal marito e da un figlio maschio di 7 anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito, coetaneo, svolge lavori precari ed è iscritto a un corso universitario. Le famiglie di origine dei coniugi abitano in città diverse da quella di residenza di B.L., hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi.
    Circa un anno fa, B.L., che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L., si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un dipartimento di salute mentale.
    Il candidato individui le modalità più opportune per approfondire l’inquadramento del caso in esame, suggerendo eventuali strumenti di indagine per una definizione diagnostica e indichi le possibili linee di un trattamento adeguato.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  10. #220
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    intanto vi posta un altro caso:
    B.L. è una donna sposata di 34 anni che vive nella famiglia nucleare composta dal marito e da un figlio maschio di 7 anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito, coetaneo, svolge lavori precari ed è iscritto a un corso universitario. Le famiglie di origine dei coniugi abitano in città diverse da quella di residenza di B.L., hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi.
    Circa un anno fa, B.L., che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L., si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un dipartimento di salute mentale.
    Il candidato individui le modalità più opportune per approfondire l’inquadramento del caso in esame, suggerendo eventuali strumenti di indagine per una definizione diagnostica e indichi le possibili linee di un trattamento adeguato.
    B.L., 34 anni, sposata con un uomo della stessa età e con un figlio (7 anni). Circa un anno fa, B.L., che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L., si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un dipartimento di salute mentale.
    Nel trattare questo caso verrà fatto riferimento al manuale diagnostico DSM IV-TR. Alla luce dei sintomi riportati (ansia sistematica, attacchi di panico in differenti contesti ambientali) si potrebbe ipotizzare, in linea del tutto provvisoria, almeno fino a quando non verranno condotti ulteriori accertamenti, un disturbo d'ansia. Diagnosticare un disturbo di panico con agorafobia, oppure una fobia sociale non sarebeb corretto in assenza di ulteriori riscontri sintomatologici necessari alla propensione del clinico verso una diagnosi piuttosto che per un'altra.
    Si rendono, pertanto, necessari nuovi incontri al fine di raccogliere maggiori informazioni: si dovrebbe indagare sulle motivazioni implicite che hanno portato la paziente alla visita dallo psicologo, le aspettative che essa nutre oltre che tutta una serie di informazioni attinenti al contesto familiare attuale (il figlio frequenta regolramente la seconda elementare, il marito svolge lavori precari e frequenta un corso universitario) e a quello di origine (la famiglia di B.L., così come quella di origine del marito risiedono entrambe in città diverse e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi). Sarebbe opportuno indagare anche sulle condizioni economiche della famiglia e sul contesto lavorativo di cui la paziente faceva parte (dopotutto B.L. riporta che la comparsa dei primi sintomi è avvenuta a distanza di poco tempo dal licenziamento).
    Si potrebbero dimostrare utili strumenti come lo Scid-I, intervista semi strutturata imiegata nella diagnosi di disturbi di Asse I del DSM IV, o ancora il MMPI-II o il Test di Rorscarch, specie nella rilevazione di caratterisitche i personalità della paziente.
    Si consiglia una visita psichiatrica in modo tale che venga prescritta una terapia farmacologica in grado di alleviare lo stato d'ansia. A tale trattamento si consiglierebbe di associare un trattamento supportivo-esressivo di orientametno psicodinamico in moda tale da favorire la gestione dell'ansia e l'elaborazione dei diversi termini conflittuali

    OLE'...E UN'ALTRO FATTO..repeat: SUGGERIMENTI, CORREZOINI?

  11. #221

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    ho appena chiamato l'ufficio esami di stato, i risultati cartacei sono arrivati 5 minuti fa e ora sono affissi in bacheca. La pubblicazione elettronica dovrebbe avvenire in giornata anche se non ne sarei sicurissimo visto che chi mi ha risposto ha detto una cosa strana: "mi hanno detto che ci sono dei problemi con il sito [...] può venirli a vedere ora o più tardi sul sito" voi che dite borderline? XD
    ---------------------------------------------

    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  12. #222
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    buongiorno a tutt...ecco un altro caso:
    La Sig.ra A, di 40 anni consulta un professionista su insistenza del marito a causa di sintomi che sono diventati progressivamente più gravi ed intollerabili, che stanno condizionando sempre più la vita di coppia, che non ha figli. A è costantemente dedita alla pulizia della casa, a mettere in ordine, a lavare gli indumenti, a controllare gli oggetti che il marito porta a casa per il timore di contaminazioni. Tali manifestazioni sono diventate sempre più intense dopo la morte della madre di A circa 5 anni prima, per le conseguenze di una malattia infettiva. Attualmente A è casalinga dopo aver lasciato qualche anno prima il lavoro di segretaria presso un'azienda. In questo lei era competente e preparata; tuttavia svolgeva le sue mansioni con scrupolo e meticolosità eccessivi, per cui impiegava molto tempo per completare i compiti assegnati, che la portavano ad oltrepassare l'orario di lavoro e a continuare a occuparsene anche a casa. Inoltre ogni decisione da prendere era fonte di ansia per i persistenti dubbi che la tormentavano. A è sempre stata poco desiderosa di intrattenere relazioni sociali e il marito lamenta anche una scarsa disponibilità affettiva e sessuale. A è una donna che mostra un persistente stato di insoddisfazione, sentimenti di inadeguatezza e di sfiducia, è convinta di non valere nulla e pensa che la vita non abbia più molto da offrirle. Soffre anche di insonnia. Il marito non riesce in alcun modo ad esserle di aiuto, si sente infelice ed impotente di fronte alla situazione.
    Il candidato indichi:
    1) in quale (o quali) categoria psicopatologica vanno presumibilmente collocate le manifesazioni sintomatologiche e comportamentali della signora A;
    2) quali dati anamnestici e biografici è utile indagare per approfondire la conoscenza del caso;
    3) i concetti psicologici esplicativi del quadro clinico, all'interno di un modello teorico di riferimento prescelto;
    4) le indicazioni rerapeutiche più opportune per affrontare il caso, motivandone la scelta.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  13. #223
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    giupeppe: io sono dell'idea che per i disturbi d'ansia la terapia cognitivo comportamentale è la più indicata
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  14. #224

    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    buongiorno a tutt...ecco un altro caso:
    La Sig.ra A, di 40 anni consulta un professionista su insistenza del marito a causa di sintomi che sono diventati progressivamente più gravi ed intollerabili, che stanno condizionando sempre più la vita di coppia, che non ha figli. A è costantemente dedita alla pulizia della casa, a mettere in ordine, a lavare gli indumenti, a controllare gli oggetti che il marito porta a casa per il timore di contaminazioni. Tali manifestazioni sono diventate sempre più intense dopo la morte della madre di A circa 5 anni prima, per le conseguenze di una malattia infettiva. Attualmente A è casalinga dopo aver lasciato qualche anno prima il lavoro di segretaria presso un'azienda. In questo lei era competente e preparata; tuttavia svolgeva le sue mansioni con scrupolo e meticolosità eccessivi, per cui impiegava molto tempo per completare i compiti assegnati, che la portavano ad oltrepassare l'orario di lavoro e a continuare a occuparsene anche a casa. Inoltre ogni decisione da prendere era fonte di ansia per i persistenti dubbi che la tormentavano. A è sempre stata poco desiderosa di intrattenere relazioni sociali e il marito lamenta anche una scarsa disponibilità affettiva e sessuale. A è una donna che mostra un persistente stato di insoddisfazione, sentimenti di inadeguatezza e di sfiducia, è convinta di non valere nulla e pensa che la vita non abbia più molto da offrirle. Soffre anche di insonnia. Il marito non riesce in alcun modo ad esserle di aiuto, si sente infelice ed impotente di fronte alla situazione.
    Il candidato indichi:
    1) in quale (o quali) categoria psicopatologica vanno presumibilmente collocate le manifesazioni sintomatologiche e comportamentali della signora A;
    2) quali dati anamnestici e biografici è utile indagare per approfondire la conoscenza del caso;
    3) i concetti psicologici esplicativi del quadro clinico, all'interno di un modello teorico di riferimento prescelto;
    4) le indicazioni rerapeutiche più opportune per affrontare il caso, motivandone la scelta.
    direi disturbo ossessivo compulsivo di personalità e in differenziale depressione e disturbo schizoide di personalità

    strumenti mmpi II scid 2
    ---------------------------------------------

    "figliuolo è in momenti drammatici come questo che un padre... SI METTE A URLARE COME UNA RAGAZZINA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH!!!!"

    di questo passo diventerò un grande attore di prozac

  15. #225
    Partecipante Assiduo L'avatar di ntegnomo
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    Riferimento: caso clinico adulto 3 prova

    Concordo...!!Come affrontereste il punto 3) i concetti psicologici esplicativi del quadro clinico, all'interno di un modello teorico di riferimento prescelto;??
    P.S:incredibile...ancora niente risultati..!

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