grazie mille![]()
grazie mille![]()
cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)
rieccomi! allora, ti faccio uno schemino piu preciso...è quello che ho io..
analisi della domanda:
1-committenza ( chi invia il soggetto, o autoinvio)
2-motivazione
3-aspettative
4-aree di indagine: -cosa porta il sog.al colloquio
-quando è iniziato il probema
perchè si rivolge allo psico proprio ora
storia dei sintomi
-storia familiare
-strategie x far fronte al disagio
-relazioni interpersonali
-breve anamnesi medica x escludere un'eziologia medica, comunque nel dubbio si dovrà inviare al medico di base che prescriverà lui degli accertamenti specifici
ecco, è piu o meno quello che ti avevo detto prima, ma così è piu preciso!!
grazie mille per il materiale!!!!
cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)
Scusatemi ma ieri non ce l'ho fatta a conettermi. Sorry.
ciao chiara! non t preoccupare...abbiamo rimandato il caso a oggi.....abbiamo chiarito un po' l'analisi della domanda! se ce la facciamo a fare un caso, postiamolo poi ci si confronta! io mi connettetrò credo dopo le 3 e cerco di far qualcosa!!![]()
buongiorno ragazze...aaltro giorno di studio.
allora, io proporrei un caso facilino tanto per iniziare. se va bene ci possiamo trovare oggi pomeriggio verso le cinque con il caso svolto per confrontarci.
una domanda: ma quando parliamo della possibile terapia secondo voi va messo l'orientamento espressivo o supportivo? in tanti testi non viene citato...
vi posto il caso fatemi sapere se va bene per oggi pomeriggio
B.L. è una donna sposata di 34 anni che vive nella famiglia nucleare composta dal marito e da un figlio maschio di 7 anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito, coetaneo, svolge lavori precari ed è iscritto a un corso universitario. Le famiglie di origine dei coniugi abitano in città diverse da quella di residenza di B.L., hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi.
Circa un anno fa, B.L., che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L., si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un dipartimento di salute mentale.
Il candidato individui le modalità più opportune per approfondire l’inquadramento del caso in esame, suggerendo eventuali strumenti di indagine per una definizione diagnostica e indichi le possibili linee di un trattamento adeguato.
cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)
Scusate... Qualcuno mi chiarisce come dobbiamo comportarci rispetto al suggerimento di TRATTAMENTI per il caso clinico? Le linee guida dell'Ordine Psicologi mi mandano in crisi. . .
Questa cosa mi ha fatto venire dei dubbi in generale sulle competenze dello psicologo. Con interventi di "sostegno" psicologico di preciso cosa si intende? Perchè ho visto interventi di sostegno psicologico che utilizzano tecniche cognitivo - comportamentali. Possiamo applicarle come psicologi? Ho un bel po' i confusione.... Quello che possiamo fare è sostegno, abilitazione - riabilitazione ecc.. Ma con quali tecniche?
Esempio: applicare tecniche cognitivo comportamentali (tipo modellaggio, desensibilizzazione sistematica, ... per la gestione dell'ansia si può? ho visto dei progetti in cui suggeriscono l'applicazione di queste tecniche per i disturbi dell'apprendimento e del comportamento.
Spero che qualcuno mi sappia rispondere![]()
Ultima modifica di lisa11482 : 12-07-2010 alle ore 10.03.47 Motivo: edit
Per quanto riguarda le competenze dello psicologo posso passarti questo articolo, daleggere attentamente che mi ha chiarito non poco le idee (anche perchè all'università sembra che se non sei psicoterapeuta non puoi fare NIENTE...) HT Psicologia: Cosa puo' fare lo Psicologo non Psicoterapeuta?
Come psicologo puoi fare ad esempio test, diagnosi, supporto ecc ecc. Nel momento in cui trovi che la persona ha un disturbo PERò puoi fare supporto alla persona o lavorare sulla presa di coscienza del disturbo ma non puoi "curare" il disturbo, in quel caso invii allo psicoterapeuta. Infatti nel caso clinico, quando io ho trovato che c'era un possibile disturbo x o comunque quando era richiesto l'intervento psicoterapeutico scrivevo una cosa del tipo "nel caso in cui l'ipotesi del disturbo x fosse confermata, potremmo proporre alla persona un invio ad un psicoterapeuta ad indirizzo x" magari specificando le aree di indagine o qualche metodica che potrebbe utilizzare (come la desensibilizazione sistematica ad esempio!). Ad esempio io mi sono letta bene l'indirizzo cognitivo-comportamentale e l'ho applicato a tutti (anche perchè non c'è l'indirizzo IN ASSOLUTO giusto per un disturbo). Comunque secondo me, in Devison-Neale chiarisce le idee anche se và fatta un po' di selezione nei paragrafi relativi alle terapie.
E comuqnue non dilungatevi troppo....rischiate di andare in sfondoni (come ho fatto io la prima volta che non l'ho passato)
sono pienamente daccordo!
io di solito nel compito scrivo così: "nel caso in cui fosse confermata l'ipotesi di distutbo x allora proporrei una terapia cognitico comportamentale (o psicodinamica dipende dai casi) con l'obbiettivo di ....". io in caso di terapia cognitivo comportamenatel mi limito ad esporre gli obbiettivi senza specificare le possibili metodilogie da adottare.
cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)
per il disturbo del controllo degli impulsi secondo voi quale terapia è più indicata?
cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)
buongiorno a tutti! oggi verso le 5 va bene, dovrei esserci anch'io...spedisco le bimbe dai nonni e poi giù col dsm!!..mi raccomando, andiamoci cauti con i trattamenti...il discorso di spappara mi sembra giustissimo, quello di dire " nel caso in cui..consiglierei l'invio ad uno psicoterapeuta."...e mettiamo l'indirizzo, giustificando la nostra scelta come hanno detto di fare nelle linee guida dell'ordine....ho trovato nell'esame a roma molti casi svolti!!! a oggi ciao!
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mah..secondo me la vecchia, cara cognitivo-comportamentale va sempre bene..magari un training specifico sulla gestione dell'aggressività o sulla capacità di controllo e gestione dehli impulsi, appunto...ci sono tante tecniche comportamentali, specie x i bimbi, che insegnano a gestire gli impulsi..ma non mi dilungherei troppo e proporrei un trattamento cognitivo-comportamentale ecciao!!
..oppure un bel condizionamento aversivo come quello di "arancia meccanica"!!!uaargh...sto impazzendo....