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Discussione: Prova: Caso Clinico

  1. #166
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    01-02-2010
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Citazione Originalmente inviato da CHIARA09 Visualizza messaggio
    Ciao Ragazze come sempre non vi stò dietro. Siete bravissime. Le ore l'altra sessione erano 3. Io non ho ancora capito come organizzare il caso se mettere prima analisi della domanda e approfondimenti sulla storia personale e poi la mia ipotesi diagnostica e dopo altri approfondimenti/test da fare e diagnosi diff. o se mettere prima diagnosi e poi approfondimenti? aiuto manca pochissimo
    io di solito seguo i punti in successione come indicati nel compito.
    se fosse per me metterei:
    1. analisi della domanda
    2.approfondimenti (con colloqui e test)
    3possibile diagnosi (e differenziale se chiesto)
    4. tipo di trattamento consigliato
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  2. #167
    Partecipante Super Esperto L'avatar di CHIARA09
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Grazie

    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    io di solito seguo i punti in successione come indicati nel compito.
    se fosse per me metterei:
    1. analisi della domanda
    2.approfondimenti (con colloqui e test)
    3possibile diagnosi (e differenziale se chiesto)
    4. tipo di trattamento consigliato

  3. #168
    Partecipante Affezionato L'avatar di psycomamma
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    28-04-2010
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Citazione Originalmente inviato da CHIARA09 Visualizza messaggio
    Ciao Ragazze come sempre non vi stò dietro. Siete bravissime. Le ore l'altra sessione erano 3. Io non ho ancora capito come organizzare il caso se mettere prima analisi della domanda e approfondimenti sulla storia personale e poi la mia ipotesi diagnostica e dopo altri approfondimenti/test da fare e diagnosi diff. o se mettere prima diagnosi e poi approfondimenti? aiuto manca pochissimo


    ciao chiara!! allora, l'analisi della domanda, quale che sia la scaletta del compito, è la prima cosa da fare; sono le primissime indagini, basilari x quelle successive; poi io in genere metto un po' di approfondimenti generici, che rientrano comunque nella analisi dekla domanda, e poi a seconda della scaletta:
    . o ipotesi diagnostica- diagnosi differenziale-approfondimenti e test-conclusioni e terapia
    oppure approfondimenti-hp diagnostica-diagnosi differenziale-test-terapia
    quello secondo me dipende dalla scaletta..

    forzaforza che ce la facciamo tutte insieme!!!!!!

  4. #169
    Partecipante Affezionato L'avatar di psycomamma
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    tobbino arrivoo; siccome ci siamo già praticamente confrontati su alberto, provo a fare l'altro e poi lo posto! hai visto i risultati? sembra che abbiano passato tante persone!!!! speriamo che non cambino....

  5. #170
    Matricola
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    25-07-2005
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Ciao ragazze, io sono di sviluppo, ma vorrei svolgere il caso sull'adulto... si può scegliere vero? Comunque, la mia scaletta è :
    - analisi della domanda
    - ipotesi diagnostica + diagnosi dirrerenziale
    - ulteriori approfondimenti
    - invio in terapia (sia psicoterapia che psichiatra se necessario)

  6. #171
    Matricola
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Ma qualcuno ha dato esami con Cionini?Molto probabilmente avevano scritto i testi prima che lui rinunciasse all'incarico...

  7. #172
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    01-02-2010
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Citazione Originalmente inviato da Almaviva Visualizza messaggio
    Ma qualcuno ha dato esami con Cionini?Molto probabilmente avevano scritto i testi prima che lui rinunciasse all'incarico...
    io ho dato l'esame di psicopatologia con lui, ma sinceramente non ricordo molto... a parte che aveva in programma il davison neal con delle sue dispense...comunque io non credo che l'abbia fatto la prova di domani. l'importante è che non sia lui a correggere i compiti!
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  8. #173
    Partecipante Affezionato L'avatar di psycomamma
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    28-04-2010
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Allora....provo...ma l'esposizione e la scaletta non mi soddisfano: inzomma mi incarto !!!


    si presenta al colloquio una giovane donna ben vestita e molto magra su invio dell'endocrinologo per un problema di amenorrea secondaria; nel corso del colloquio appaiono problematiche relative all'alimentazione, e complicati rapporti con la madre e nelle relazioni interpersonali.
    innanzitutto, visto l'invio da parte di un medico, sarebbe opportuno indagare il livello di motivazione della ragazza e le sue aspettative riguardo al colloquio e ad un eventuale trattamento.
    La ragazza, primogenita, appare scrupolosa, perfezionista, competitiva e brillante negli studi, ma con un tono di voce aggressivo e una postura rigida; durante il colloquio emerge un rapporto conflittuale con la madre e descrive il padre come debole, ma affettuoso; inoltre emerge un disturbo alimentare, non mangiando il cibo preparato dalla madre, presentando inoltre abbuffate la sera; riferisce altresì una preoccupazione per la situazione lavorativa del padre, contestando le sue scelte e rifiutandosi di lavorare con lui.

    per le finalità diagnostiche faremo riferimento al DSM-IV-TR
    i pochi dati a disposizione potrebbero far propendere per un'ipotetica diagnosi di anoressia nervosa, tuttavia il caso necessita di ulteriori approfondimenti.
    Sarebbe opportuno , quindi, soffermarsi a indagare:
    -la storia dei sintomi: da quanto tempo sono presenti la preoccupazione per il corpo e le restrizioni alimentari ; quando sono emerse le abbuffate e se sono seguite da condotte di eliminazione; il vissuto della ragazza nei confronti della sintomatologia e se sono presenti eventuali antecedenti che favoriscono la comparsa o l'esacerbazione dei sintomi; da quanto tempo è presente l'amenorrea
    -la preoccupazione per il corpo ed il peso influiscono sui livelli di autostima?

    -la storia medica, per escludere eventuali cause dovute a condizioni mediche o all'uso di sostanze
    -la storia familiare, soffermandosi su le modalità educative
    -le relazioni interpersonali : riferisce di non avere mai avuto un ragazzo: ciò può essere ricondotto alla preoccupazione per il corpo? ha amici o amiche con i quali uscire o trascorre maggior parte del tempo da sola?

    per approfondire tali aspetti e avere un quadro più ampio della situazione, e se la ragazza fosse consenziente, sarebbe utile proporre una serie di incontri (3-4) caratterizzati da colloqui e somministrazione di test;
    a tal proposito proporrei la somministrazione di un test ad ampio spettro come l'MMPI_2 x inserire la sintomatologia in un quadro più ampio; inoltre consiglierei un test specifico per i disturbi alimentari come l'EDI-2.
    la ragazza inoltre tiferisce rapporti conflittuali con i genitori, in particolare con la madre; sarebbe utile soffermarsi ad approfondire tale aspetto, con particolare riferimento al rifiuto di mangiare il cibo preparato da lei; non sappiamo niente dei rapporti con i fratelli: per questo motivo proporrei un'indagine secondo il modello ERAAwC di l'Abate, per indagare i rapporti tra i familiari e con il mondo esterno e le modalità di comunicazione delle emozioni.
    inoltre sarebbe opportuno soffermarsi ad indagare l'area lavorativa: la ragazza dice di non condividere le scelte del padre e di rifiutarsi di lavorare con lui ( desidererebbe svolgere un altro lavoro? magari svincolata dal padre?ritiene il padre un'incapace?)

    se i dati ottenuti confermassero l'ipotesi diagnostica di partenza, si potrebbe supporre quindi anoressia nervosa seguita da abbuffate e, se l'indagine lo riportasse, condotte di eliminazione.
    se la paziente fosse d'accordo, potrebbe essere indirizzata verso una terapia sistemica familiare x favorire una comunicazione circolare fra i membri , una terapia cognitivo-comportamentale x ristrutturare le modalità disadattive di pensiero e le convinzioni irrazionali, o una psicodinamica espressivo-supportiva per rafforzare l'io esplorare i conflitti con le figure di riferimento


    da ultimo ho tirato via xchè mi chiamava la piccoletta!! uffa, questa caso non mi è piaciuto x niente...non ne posso piùùùùùùblè

  9. #174
    Partecipante Affezionato L'avatar di psycomamma
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    Raga..attenzione...:
    ero sul sito dell'ordine, e sono andata a vedere le norme su privacy e consenso informato: c'è scritto che secondo la legge ... al momento della raccolta dati bisogna far firmare il consenso e l'informativa sulla privacy...ora...l'articolo era stato scritto dal puccioni, segretario dell'ordine nonchè membro della commissione....che dite, si fa bella figura se all'inizio del compito, si fa un discorso tipo: " sarebbe opportuno, prima di procedere alla raccolta dei dati necessari agli approfondimenti, presentare al paziente il modulo x consenso informato e x la privacy" o una roba del genere...che dite???

  10. #175
    Partecipante Figo L'avatar di tobbbino
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    allora, ho appena finito l'altro caso, ve lo invio..l'ho fatto velocemente (un'ora circa) perciò siate clementi..


    La paziente, una giovane donna di 25 anni, viene inviata dallo psicologo da un medico endocrinologo per un problema di amenorrea secondaria.
    Inizialmente,Dato che l’invio è stato effettuato da terzi, riterrei opportuno indagare la reale motivazione della donna ad intraprendere un possibile percorso terapeutico e quali sono le aspettative che nutrirebbe a tal riguardo.
    Riterrei opportuno anche sapere se è la prima volta che la donna affronta un percorso terapeutico e, in caso affermativo, per quale tipo di problematica e che esito ha avuto tale percorso.
    Per la formulazione di una possibile ipotesi diagnostica, farò riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 4-tr).
    In base alle poche informazioni riportate, in via del tutto provvisoria, riterrei plausibile una ipotetica diagnosi di disturbo alimentare, nello specifico anoressia nervosa. Sappiamo infatti che la donna presenta amenorrea, è molto magra, preoccupazione per l’aspeto fisico, cura del proprio corpo, grande impegno in attività sportive; inoltre la paziente stessa riferisce di mangiare molto poco e mai a tavola con la famiglia. Inoltre riferisce che le capita spesso di abbuffarsi la sera tardi di dolci e cioccolatini.
    Per avere una conferma alla ipotetica diagnosi di anoressia nervosa, riiterrei necessari una serie di ulteriori colloqui di approfondimento, nonché la somministrazione alla donna di particolari test psicodiagnostici.
    Per quanto riguarda il primo aspetto, fondamentale è sapere a mio avviso da quanto tempo è presente l’amennorrea secondaria e avere una stima del peso della donna (sapere se ha un peso inferiore al peso normale ).
    Fondamentale anche indagare come valuta il suo peso (se si ritiene magra oppure no) e come valuta anche il suo aspetto fisico.
    La ragazza si impegna molto in attività sportiva e nella cura del corpo; sarebbe importante indagare se lo fa per piacere e si ritiene soddisfatta degli sforzi che fa oppure no. Inoltre, quanto tempo dedica alla cura del corpo e all’attività fisica?
    Riferisce che durante l’adolescenza è stata in sovrappeso: ha iniziato diete drastiche per dimagrire? Il dimagrimento in quanto tempo è avvenuto?
    Perché si rifiuta di mangiare a tavola con la famiglia e soprattutto perché rifiuta il cibo che la madre prepara? Le abbuffate serali di dolci e cioccolatini con che frequenza avvengono e da quanto tempo?
    Riterrei opportuno anche valutare maggiormente l’aspetto relazionale e sentimentale. La donna riferisce di non avere mai avuto un ragazzo; sarebbe utile sapere il perché (si è innamorata ed è stata rifiutata oppure non si è mai innamorata?)inoltre, ha mai avuto esperienze sessuali?
    Nel testo non si accenna ad eventuali amicizie della donna:ha degli amici con cui ha una vita sociale?
    Ulteriore campo di approfondimento riguarda il contesto familiare.
    Dal testo risulta che il padre è un uomo mite, affettuoso ma un po’ debole. Riterrei opportuno indagare che cosa intende la donna con l’aggettivo ‘debole’, se ad esempio imputa alle sue scarse capacità la crisi dell’azienda di famiglia e perché si rifiuta di lavorare ancora con lui. La madre invece viene descritta come severa, fredda, poco affettuosa e preoccupata del rispetto delle regole sociali. Come vive la donna la scarsa affettività della madre? Ha sempre avuto questo comportamento oppure no?
    Anche la figlia, come la madre, dà importanza alle regole sociali?
    Inoltre, che tipo di rapporti ha con il fratello e la sorella minori?
    Dopo aver effettuato questi approfondimenti, riterrei opportuno somministrare alla donna dei test psicodiagnostici, nello specifico l’MMPI-2, per un inquadramento della struttura di personalità e la EDI-2, per la valutazione dei sintomi comunemente associati all’anoressia nervosa. Questo ultimo test si rivela utile per le indicazioni del trattamento e per una valutazione successiva in itinere.
    Escluse possibili condizioni mediche, uso di sostanze che possono influire sulla sintomatologia , se dagli approfondimenti effettuati edai test somministrati venisse confermata la diagnosi di anoressia nervosa, proporrei (se i membri della famiglia e la paziente sono d’accordo) un invio per una terapia sistemico-relazionale,con l’obbiettivo di far emergere eventuali sottoinsiemi familiari ed alleanze tra i membri, favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema, rafforzare la figura paterna se è marginale e sostituire regole disfunzionali con regole maggiormente funzionali per ripristinare un’omeostasi familiare non più patologica.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  11. #176
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    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    allora, ho appena finito l'altro caso, ve lo invio..l'ho fatto velocemente (un'ora circa) perciò siate clementi..


    La paziente, una giovane donna di 25 anni, viene inviata dallo psicologo da un medico endocrinologo per un problema di amenorrea secondaria.
    Inizialmente,Dato che l’invio è stato effettuato da terzi, riterrei opportuno indagare la reale motivazione della donna ad intraprendere un possibile percorso terapeutico e quali sono le aspettative che nutrirebbe a tal riguardo.
    Riterrei opportuno anche sapere se è la prima volta che la donna affronta un percorso terapeutico e, in caso affermativo, per quale tipo di problematica e che esito ha avuto tale percorso.
    Per la formulazione di una possibile ipotesi diagnostica, farò riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 4-tr).
    In base alle poche informazioni riportate, in via del tutto provvisoria, riterrei plausibile una ipotetica diagnosi di disturbo alimentare, nello specifico anoressia nervosa. Sappiamo infatti che la donna presenta amenorrea, è molto magra, preoccupazione per l’aspeto fisico, cura del proprio corpo, grande impegno in attività sportive; inoltre la paziente stessa riferisce di mangiare molto poco e mai a tavola con la famiglia. Inoltre riferisce che le capita spesso di abbuffarsi la sera tardi di dolci e cioccolatini.
    Per avere una conferma alla ipotetica diagnosi di anoressia nervosa, riiterrei necessari una serie di ulteriori colloqui di approfondimento, nonché la somministrazione alla donna di particolari test psicodiagnostici.
    Per quanto riguarda il primo aspetto, fondamentale è sapere a mio avviso da quanto tempo è presente l’amennorrea secondaria e avere una stima del peso della donna (sapere se ha un peso inferiore al peso normale ).
    Fondamentale anche indagare come valuta il suo peso (se si ritiene magra oppure no) e come valuta anche il suo aspetto fisico.
    La ragazza si impegna molto in attività sportiva e nella cura del corpo; sarebbe importante indagare se lo fa per piacere e si ritiene soddisfatta degli sforzi che fa oppure no. Inoltre, quanto tempo dedica alla cura del corpo e all’attività fisica?
    Riferisce che durante l’adolescenza è stata in sovrappeso: ha iniziato diete drastiche per dimagrire? Il dimagrimento in quanto tempo è avvenuto?
    Perché si rifiuta di mangiare a tavola con la famiglia e soprattutto perché rifiuta il cibo che la madre prepara? Le abbuffate serali di dolci e cioccolatini con che frequenza avvengono e da quanto tempo?
    Riterrei opportuno anche valutare maggiormente l’aspetto relazionale e sentimentale. La donna riferisce di non avere mai avuto un ragazzo; sarebbe utile sapere il perché (si è innamorata ed è stata rifiutata oppure non si è mai innamorata?)inoltre, ha mai avuto esperienze sessuali?
    Nel testo non si accenna ad eventuali amicizie della donna:ha degli amici con cui ha una vita sociale?
    Ulteriore campo di approfondimento riguarda il contesto familiare.
    Dal testo risulta che il padre è un uomo mite, affettuoso ma un po’ debole. Riterrei opportuno indagare che cosa intende la donna con l’aggettivo ‘debole’, se ad esempio imputa alle sue scarse capacità la crisi dell’azienda di famiglia e perché si rifiuta di lavorare ancora con lui. La madre invece viene descritta come severa, fredda, poco affettuosa e preoccupata del rispetto delle regole sociali. Come vive la donna la scarsa affettività della madre? Ha sempre avuto questo comportamento oppure no?
    Anche la figlia, come la madre, dà importanza alle regole sociali?
    Inoltre, che tipo di rapporti ha con il fratello e la sorella minori?
    Dopo aver effettuato questi approfondimenti, riterrei opportuno somministrare alla donna dei test psicodiagnostici, nello specifico l’MMPI-2, per un inquadramento della struttura di personalità e la EDI-2, per la valutazione dei sintomi comunemente associati all’anoressia nervosa. Questo ultimo test si rivela utile per le indicazioni del trattamento e per una valutazione successiva in itinere.
    Escluse possibili condizioni mediche, uso di sostanze che possono influire sulla sintomatologia , se dagli approfondimenti effettuati edai test somministrati venisse confermata la diagnosi di anoressia nervosa, proporrei (se i membri della famiglia e la paziente sono d’accordo) un invio per una terapia sistemico-relazionale,con l’obbiettivo di far emergere eventuali sottoinsiemi familiari ed alleanze tra i membri, favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema, rafforzare la figura paterna se è marginale e sostituire regole disfunzionali con regole maggiormente funzionali per ripristinare un’omeostasi familiare non più patologica.






    ..e non aggiungo altro...

  12. #177
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    Citazione Originalmente inviato da psycomamma Visualizza messaggio
    Raga..attenzione...:
    ero sul sito dell'ordine, e sono andata a vedere le norme su privacy e consenso informato: c'è scritto che secondo la legge ... al momento della raccolta dati bisogna far firmare il consenso e l'informativa sulla privacy...ora...l'articolo era stato scritto dal puccioni, segretario dell'ordine nonchè membro della commissione....che dite, si fa bella figura se all'inizio del compito, si fa un discorso tipo: " sarebbe opportuno, prima di procedere alla raccolta dei dati necessari agli approfondimenti, presentare al paziente il modulo x consenso informato e x la privacy" o una roba del genere...che dite???
    boh...non lo scrive nessuno....e ti dirò: non ho mai sentito nessuno andare dallo psicologo e dire che aveva firmato un foglio sulla privacy....

    ho finito ora di leggere il tuo:
    1.complimenti per il discorso sull'autostima (io non me lo ricordavo...)
    2.volevo chiederti: cos'è il test che somministri successivamente
    3. l'invio terapeutico...beh io metterei solo il sistemico familiare magari argomentandolo un pò meglio

    hai letto il mio?
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  13. #178
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    Citazione Originalmente inviato da tobbbino Visualizza messaggio
    boh...non lo scrive nessuno....e ti dirò: non ho mai sentito nessuno andare dallo psicologo e dire che aveva firmato un foglio sulla privacy....

    ho finito ora di leggere il tuo:
    1.complimenti per il discorso sull'autostima (io non me lo ricordavo...)
    2.volevo chiederti: cos'è il test che somministri successivamente
    3. l'invio terapeutico...beh io metterei solo il sistemico familiare magari argomentandolo un pò meglio

    hai letto il mio?
    eheh..nion l'hai visto il mio commento?
    x i moduli: è una legge del 2007, il puccioni ha fatto un articolo in cui ci insiste parecchio, e mi sembra che sia abbastanza attento alle leggi..era nel link delle cose da sapere x l'orale...quando ero all'asl x il tirocinio facevo firmare io quei moduli..dovrebbero essere anche x i privati, magari glielo chiediamo!!

    quel test che ho trovato era sul moderato ( l'unica cosa buona insieme ai test x le demenze!)..più che altro è un indagine ad ampio spettro sulla famiglia che fornisce anche degli stili (invischiata...ecc), indaga la comunicazione, i rapporti con l'esterno, l'espressione delle emozioni, come la fam.vede gli altri nel contesto, prova a cercare su google..io nn ho lo scanner sennò te lo mandavo, xè sono diverse pagine

    si, le terapie le ho buttate lì xchè c'era un emergenza!!!!e poi...chedduep....baaastaaaa voglio andare in pisciinaa!

  14. #179
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    Riferimento: Prova: Caso Clinico

    intanto vi posto un altro caso:

    Ragazzo di 21 anni, diploma di scuola superiore, figlio unico. Circa un anno fa, mentre era alla guida della sua auto ebbe una crisi improvvisa, con ansia, tachicardia, sudorazione fredda, tremore, forte disagio e paura di morte imminente. Da allora episodi analoghi si sono presentati ad intervalli irregolari e come la prima volta senza motivi apparenti. Da qualche mese si è ritirato in casa, ha lasciato la ragazza, non ha contatti con gli amici e nessun interesse esterno. Il giorno dorme molto e trascorre gran parte della notte al computer o immerso nella lettura di libri di guerra. La madre, già manager di una azienda, viene descritta dal figlio come una donna forte, molto capace ed efficiente e molto protettiva nei suoi confronti. Il padre come un uomo brillante in società e quasi assente in famiglia. Il giovane racconta che ebbe la prima crisi durante il viaggio di ritorno a casa dopo il soggiorno di qualche mese in un'altra città e che durante la sua assenza i genitori avevano avuto una grossa crisi coniugale di cui era stato informato solo qualche giorno prima del suo rientro in famiglia. si dimostra distaccato da tutto e a tratti aggressivo. I genitori sono preoccupati, la madre tende a proteggerlo, giustificarlo, il padre infastidito dimostra invece una scarsa disponibilità. Il candidato esprima una propria valutazione del caso, formuli una ipotesi diagnostica, indichi strumenti di approfondimento e un'eventuale programma terapeutico.
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

  15. #180
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    ..e non aggiungo altro...
    allora, cara la mia psycomamma, non avevamo detto di andar giù duro con le critiche?
    a parte che io sono la più severa critica di me stessa, non esageriamo dài, che poi mi monto la testa e non è il caso...

    mi mancano da schematizzare le parti sulle demenze e i disturbi sessuaali, poi ripassare tutti i disturbi....messa bene eh?
    cosa vuoi che sia passa tutto quanto ancora un pò di tempo e ci riderai su (LIgabue)

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