
Originalmente inviato da
ste203xx
marco nessuno ti impedisce di iscriverti e di "seguire la tua passione", però...hai venti anni, vero? Perché a 20 anni si ragiona in un modo, a 30 anni in un altro ben diverso, se riesci ad anticipare alcune modalità di ragionamento tipico dei 30 anni (più pratico e basato su elementi di realtà, non solo ideali) e utilizzarle per fare una scelta così imposrtante, bene, altrimenti pazienza, è uno sforzo enorme e non sempre si riesce. A 20 anni è la tua passione, ma in base a quali criteri prevedi che continuerà ad esserlo ancora tra 10 anni? Quando avevi 10 anni, quante passioni avevi che magari adesso ovviamente non hai più? Hai lo stesso modo di ragionare? Ovviamente sei cambiato, cresciuto, quindi le passioni che hai oggi, puoi considerarle un punto di partenza, ma se ce la fai, puoi andare oltre. Non fermarti solo alle passioni che hai oggi, valuta anche quelle che puoi sviluppare. Alla fine, la passione, l'interesse, si sviluppa stando in mezzo alle cose, non guardandole idealisticamente dal di fuori, come dice la stessa etimologia, inter-esse, cioè stare in mezzo. Trovarsi a 30 anni con nulla di nulla, con difficoltà ad arrivare a fine mese, solo per aver seguito una passione idealizzata che si aveva a 20 anni, ti assicuro che non è facile, ma se per te pensarlo è difficile, capisco, pazienza. La scelta universitaria è un'opportunità che hai per evitare questo e per costruire qualcosa di più solido, perché verranno i 30 anni, il ragionamento diventerà più realistico, le necessità cambieranno e sarà davvero dura non aver provveduto prima, come fa la formica che d'estate pensa a mettersi da parte il cibo, perchè sa che l'inverno arriverà. Non è detto che non iscrivendoti a psicologia, tu non riesca a coltivare la tua passione, anzi! Lavorando, puoi toglierti tutte le passioniche vuoi! E poi, una scelta importante, è rischioso farla basandosi su un unico elemento. Una torta si può preparare con un unico ingrediente, anche se a grandi dosi? Con 3 kili di zucchero ci fai una torna o piuttosto occorre meno zucchero e un altro po' di uova, farina e quant'altro? Infatti adesso ok puoi contare sui genitori benedetti che ti finanziano gli studi (ma sei sicuro che magari poi non vorranno un ritorno per l'investimento fatto? sono contenti di finanziarti a vuoto?), poi i genitori invecchiano e occorre invertire i ruoli, dovranno essere i figli a finanziare e seguire i genitori, ma come, se è difficile mangiare, se le entrate sono imprevedibili? Non si tratta di "farsi il gruzzoletto" per uscire il sabato sera, ma di fare la spesa e mettere qualcosa nel piatto, pagare l'affitto, far fronte agli imprevisti (si rompe la caldaia, c'è da cambiare la gomma alla macchina, un parente è in difficoltà e devi aiutarlo, esistono anche queste cose!). Non è che questoforum è stato messo qui appositamente per scoraggiarti, trovi semplicemente testimonianze di persone straqualificate e stracompetenti in un mercato saturo, anzi, non c'è mercato, c'è poco da fare. Inutile dire "se sono bravo, ce la farò. Pochi ce la faranno, e io sarò uno di quelli", magari essere bravi garantisse automaticamente il farcela! Non funziona così il mercato del lavoro, funziona in modo molto diverso. Prova ad esplorare anche altre tue passioni se riesci, a vedere oltre l'oggi, a considerare altri dati come le attitudini, le conoscenze, le risorse del tuo territorio, ecc, riformulare la scelta senza fossilizzarti subito, se riesci bene, altrimenti va bene lo stesso, tranquillo!