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Visualizzazione risultati 16 fino 30 di 116
  1. #16
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Comunque si sta andando fuori tema.
    Molto semplicemente si tratta di livelli organizzativi dell'essere umano presenti in formati diversi e quindi regolati dai relativi funzionamenti. Ciò non toglie che essi si interfaccino - come potrebbe accadere per hardware e software che rispondono a logiche differenti assolvendo a funzioni differenti pur essendo in collegamento - e che un livello non potrebbe esistere senza l'altro.
    Comunque sia, chiudiamola qui perchè evidentemente non hai conoscenze sufficienti per discutere del tema, non puoi accorgerti quindi della confusione di livelli implicita nei tuoi interventi e, come sempre, sei più preoccupato di contraddire che di capire.

    Saluti
    gieko

  2. #17
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco_84
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    24-12-2006
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    146

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Charlie, ora farò un analogia terrificante di cui già mi sto pentendo, ma mettiamola così:

    pensa al cervello come se si trattasse dell'hardware di un computer... CPU, memoria ecc...
    la tua soggettività, il mondo dei significati, è invece il software.
    questo software è scritto con diversi "linguaggi di programmazione", da quelli a più alto livello a quelli più vicini al codice macchina, più oscuri.
    Se c'è qualcosa che non funziona, bisogna guardare il codice di questo software, come è stato creato... un "codice" che non è scritto in Java ma è fatto di affetti, di significati, di memorie presimboliche, di rimozioni.

    Ora qualcuno potrebbe vedere un computer, provare un programma e constatare che non funziona bene.
    Potrebbe dire che la colpa è della CPU.
    Oppure del programma che, a qualche livello, è difettoso, è fatto di parti che si contraddicono, è programmato male, o per compiti diversi da quelli richiesti ecc....


    uscendo da quest'orrida metafora, le cose sono un po' più complesse perché siamo abituati a ragionare in maniera troppo lineare.
    E' bene pensare che la mente è l'interfaccia tra corpo e ambiente, è un operatrice semiotica. La mente è inscindibile dal corpo ed allo stesso tempo è plasmata dall'ambiente. I significati non sono inscritti nel nostro DNA ma vengono dall'ambiente, e sono questi a strutturarci.

    Quindi se io sono depresso perché, chessò, mi è morto il gatto, ha poco senso dire "sono depresso perché c'è poca serotonina". Sì, c'è poca serotonina che gira... perché il gatto significava qualcosa di importante, c'era dell'affetto, qualcosa che ha a che fare con la mente, con ciò che sono, con la mia storia di vita, E QUINDI con il cervello.
    Allo stesso modo, ci sarà chi sarà geneticamente predisposto ad essere più o meno depresso... ma non c'è nessuna causalità lineare, bisogna ragionare in maniera dialettica

  3. #18
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    27-12-2009
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    549

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma se seguono modalità profondamente diverse, come fa ad esserci correlazione tra i due processi? Se c'è correlazione una somiglianza di forma (una sorta di isomorfismo) tra i due processi dovrà pur esserci e conseguentemente i due modi di funzionare non possono essere così diversi come sostieni.
    Perciò non capisco cosa vuoi dire quando affermi che le modalità di funzionamento sono profondamente diverse, ci sono forse elementi mentali che esistono da soli senza dover appoggiarsi o esser correlati a niente di fisico? Se la mente e le idee che ci frullano per la testa possono funzionare indipendentemente (non c'è correlazione insomma) da come funziona il supporto fisico cerebrale allora sì che si potrebbe affermare che può funzionare in una qualche modalità profondamente diversa da quest'ultimo. Altrimenti non vedo come sia possibile che accada qualcosa del genere, è come voler affermare allo stesso tempo che c'è una correlazione sincronica tra le lancette di due orologi distinti ma che poi uno dei due scandisce un tempo ed un ritmo che è profondamente diverso dal secondo. Se sono realmente sincronizzati e così correlati il tempo battuto non potrà essere profondamente diverso nei due sistemi. Comunque si sta andando fuori tema.

    Saluti
    Wilfred Bion sostiene che una cosa simile non solo sia pensabile, ma sia anche fortemente probabile. La base della sua teoria del pensiero appoggia sulla convinzione che il cervello non sia un organo adatto per gestire i pensieri, che, potrei dire, si manifestano come epifenomeni. Questi pensieri in nuce, prodotti di scarto del cervello, vengono pensati da qualcosa che lo psicoanalista britannico chiama "apparato per pensare i pensieri".
    La faccenda non è così fuori tema come potrebbe sembrare, e per due buonissime ragioni: la prima è che questo tema ci riconduce alla specificità delle terapie, riportandoci a considerare come, cambiando la tipologia di pazienti da analizzare, si debba per forza ampliare lo strumentario teorico/tecnico (Bion si è interessato ai gruppi e alle psicosi); la seconda consiste nel fatto, travisato da Char_lie ma abbastanza consueto, che, per scoprire una funzione, si può partire da una qualche sua menomazione, salvo poi ricordarsi che le due cose non coincidono perfettamente.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  4. #19
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    “Il disegno terribile di una burocrazia a venire potrebbe trovare proprio nella psicologia il sostegno necessario al compimento definitivo della sua barbarie: un’umanità sprovvista di capacità d’azione, funzionante solo sulla base di meccanismi psicologici (di adattamento e prestazione) connessi a meccanismi più vasti capaci di configurare un ordine planetario. Questo è oggi il sogno del burocrate! Ma prima che questo sogno si avveri, dovrà un’altra volta mettere a sacco Atene e cancellarla dalla memoria della specie. In qualche modo il burocrate ci sta provando a fare questo, ma la memoria ce l’ha ogni essere umano, ed ogni essere umano può svegliarsi un mattino e ricordarsi di una fanciulla di Tebe [fa riferimento ad Antigone dell’omonima tragedia sofoclea] che portava scritta una legge nel cuore. E questo, nel bel mezzo del sogno, dà al burocrate il senso di un incubo che non sarà mai in grado di dominare”. (Lorenzo Accame, Per chi sorride l’angelo della morte?, Francisci Editori, Padova, 1995, p. 310)

  5. #20
    Megiston Matema
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    "Uso la stessa tattica di Megiston nel forum: faccio l'uomo progressista... Per sopravvivere "
    Ikaro, almeno citane la fonte (il povero Char_lie) o gli altri crederanno che ho qualche ragione quando dico che non sai fare una citazione
    Un saluto

  6. #21
    Partecipante Figo L'avatar di anturium_rosa
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Ho stimolato un interessante dibattito

    Grazie a tutti per le risposte

  7. #22
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Ikaro, almeno citane la fonte (il povero Char_lie) o gli altri crederanno che ho qualche ragione quando dico che non sai fare una citazione
    Provvedo subito!

  8. #23
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da anturium_rosa Visualizza messaggio
    Ho stimolato un interessante dibattito

    Grazie a tutti per le risposte
    Attendiamo anche le tue riflessioni in merito.

    Saluti
    gieko

  9. #24
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Veramente sono ugualmente importanti entrambi gli aspetti, da porre necessariamente in continua dialettica. Questo pseudo-pragmatismo ribalta la modalità con cui viene trattata la sofferenza del soggetto, mettendo al centro la prospettiva del terapeuta con l'illusione che la generalizzazione a livello della tecnica (e non a livello della teoria!) possa semplificare la clinica.
    Non mi stupisce che una simile mentalità sia ormai dominante nel mondo universitario cui ti riferisci, probabilmente perchè fresco di esame di stato. Ma il lavoro clinico quotidiano è un'altra cosa e dei dubbi - quantomeno - li dovrebbe generare.

    Saluti
    Caro Gieko, capisco che gli approcci psicologici presi nei loro differenziazioni.
    1)psicodinamico 2)comportamentista 3) cognitivista 4)umanistico/esistenziale
    5) sistemico relazionale, occupandosi dell'uomo nella sua globalità dovrebbero in teoria essere applicabili ad ogni aspetto della sofferenza umana.
    Ma nella pratica clinica ciò è poi vero? è questo il dubbio che ha spinto i ricercatori ad occuparsi degli studi in termini di efficacia, efficienza, e i risultati di questi studi ci dicono una cosa "non tutte le terapie danno gli stessi risultati nelle diverse patologie".
    saluti.

  10. #25
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Caro Gieko, capisco che gli approcci psicologici presi nei loro differenziazioni.
    1)psicodinamico 2)comportamentista 3) cognitivista 4)umanistico/esistenziale
    5) sistemico relazionale, occupandosi dell'uomo nella sua globalità dovrebbero in teoria essere applicabili ad ogni aspetto della sofferenza umana.
    Ma nella pratica clinica ciò è poi vero? è questo il dubbio che ha spinto i ricercatori ad occuparsi degli studi in termini di efficacia, efficienza, e i risultati di questi studi ci dicono una cosa "non tutte le terapie danno gli stessi risultati nelle diverse patologie".
    saluti.
    Dal punto di vista delle applicazioni cliniche, chi in un modo, chi nell'altro, ma non mi risulta che ci siano comportamentisti che dicano: "un narcisista non lo posso prendere in terapia perchè se ne occupano gli psicoanalisti di questa patologia". Tutt'al più, come ho scritto sin dall'inizio, ci sono dei problemi di natura clinica, che vanno da difficoltà di un singolo terapeuta a problemi di teoria della tecnica o di teoria (che implicano continue revisioni, ed è in questo senso che ci deve essere sempre dialettica tra clinica e teoria).
    I risultati dei ricercatori sarebbero da analizzare attentamente, invece, perchè ci sono diversi impliciti che rendono frasi lapidarie come quella che riporti, decisamente semplicistiche.

    Saluti
    gieko

  11. #26
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    [QUOTE=gieko;2388822]Dal punto di vista delle applicazioni cliniche, chi in un modo, chi nell'altro, ma non mi risulta che ci siano comportamentisti che dicano: "un narcisista non lo posso prendere in terapia perchè se ne occupano gli psicoanalisti di questa patologia". Tutt'al più, come ho scritto sin dall'inizio, ci sono dei problemi di natura clinica, che vanno da difficoltà di un singolo terapeuta a problemi di teoria della tecnica o di teoria (che implicano continue revisioni, ed è in questo senso che ci deve essere sempre dialettica tra clinica e teoria).
    I risultati dei ricercatori sarebbero da analizzare attentamente, invece, perchè ci sono diversi impliciti che rendono frasi lapidarie come quella che riporti, decisamente semplicistiche.

    Saluti[/QU
    In realtà, la convinzione che un determinato approccio terapeutico funzioni non può fondarsi unicamente sulla propria esperienza clinica: la verifica sperimentale ci consente di superare la trappola pericolosa dell'auto-inganno, sostenuto dal desiderio di proteggere la fiducia nel metodo terapeutico abbracciato (Migone, 2001).
    è già dal 1997 che L'American Psycological association ha stillato una lista delle psicoterapie validate scientificamente e più valide per certi disturbi,
    Conoscere l'efficacia degli interventi terapeutici significa inoltre sapersi orientare in modo consapevole verso un determinato tipo di psicoterapia e sapere, una volta effettuata la diagnosi, quali sono le possibilità di miglioramento rispetto al proprio caso.
    Ripeto Gieko teoricamente il tuo pensiero è potenzialmente giusto sopratuto per chi studia analisi, è inaccetabile una simile differenziazione, ma ripeto le evidenze cliniche e scientifiche ci dicono altro e sembrano avere una importanza in primis rispetto alle teoria di riferimento, al giorno d'oggi sostenere che ogni approccio va bene per qualsiasi problema è quanto meno anacronistico.
    saluti

  12. #27
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    psicoterapie.
    Psicoterapia - Wikipedia

  13. #28
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    L'argomento è sicuramente interessante ma almeno così come è presentato mi è sempre apparso abbastanza confuso. La remissione del sintomo come il miglioramento comportamentale può essere preso come indice per valutare l'efficacia di una psicoterapia basata sul sintomo e sul comportamento, ma non penso che possa essere usato come mezzo comparativo tra una psicoterapia orientata al sintomo e una orientata al soggetto. Ogni psicoterapia ha degli obiettivi specifici che vanno dall'intrapsichico all'intergenerazionale e la valutazione dei risultati presuppone una conoscenza approfondita di ogni metodo, in caso contrario si va incontro ad indebite semplificazioni alle quali il metodo sperimentale non è nuovo e che trova spesso conferma nella contraddittorietà e la non confrontabilità dei risultati ottenuti. Concludendo penso che la richiesta all'esame di stato di specificare quale sia il trattamento migliore per il caso assegnato non possa essere usata per legittimare questa procedura.
    Buona giornata!

  14. #29
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da Amedeo!!?? Visualizza messaggio
    L'argomento è sicuramente interessante ma almeno così come è presentato mi è sempre apparso abbastanza confuso. La remissione del sintomo come il miglioramento comportamentale può essere preso come indice per valutare l'efficacia di una psicoterapia basata sul sintomo e sul comportamento, ma non penso che possa essere usato come mezzo comparativo tra una psicoterapia orientata al sintomo e una orientata al soggetto. Ogni psicoterapia ha degli obiettivi specifici che vanno dall'intrapsichico all'intergenerazionale e la valutazione dei risultati presuppone una conoscenza approfondita di ogni metodo, in caso contrario si va incontro ad indebite semplificazioni alle quali il metodo sperimentale non è nuovo e che trova spesso conferma nella contraddittorietà e la non confrontabilità dei risultati ottenuti. Concludendo penso che la richiesta all'esame di stato di specificare quale sia il trattamento migliore per il caso assegnato non possa essere usata per legittimare questa procedura.
    Buona giornata!
    Gentile Amedeo ti ringrazio per avere dato il tuo contribuo alla discussione, devo però dirti che le mie argomentazioni non sono rilegate ad un esame di stato, ma ad una letteratura che ci dice che esistono terapie validate scientificamente ed altre no! "fermo restando, che in psicologia il termine scientifico vista la soggetività umana, deve essere usato con parsimonia", comunque psicoterapie con anni di ricerca e dati di efficacia a discapito di altre con pochi dati e magari anche di basso risultato.
    La differenza tra "sintomatologia e soggetto",la trovo fuorviante, qualsiasi terapeuta si interessa del soggetto! per es. la tcc, considera che la patologia nasca da false credenze e schemi mentali distorti, ma deve nascere rapporto con il soggetto ottenendo la sua collaborazione per il buon esisto terapeutico, al max qualcuno dubita che tali terapie possano ristrutturare la personalità, ma al giorno d'oggi non esistono evidenze scientifiche che la personalità possa essere mai modificata con con la psicoterapia.
    Per concludere io reputo che qualsiasi paziente possa trarre giovamento con qualsiasi forma terapeutica, dalla musicoterapia, arte terapia , teatro terapia.
    Ma compito di un operatore del settore è anche quello di sapere quali siano le terapie validate.
    Saluti

  15. #30
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    La differenza tra "sintomatologia e soggetto",la trovo fuorviante, qualsiasi terapeuta si interessa del soggetto! per es. la tcc, considera che la patologia nasca da false credenze e schemi mentali distorti, ma deve nascere rapporto con il soggetto ottenendo la sua collaborazione per il buon esisto terapeutico,
    Beh, ma non è dello stesso "soggetto" che si parla evidentemente, qui la parola soggetto coincide con 'persona', 'individuo', 'paziente', etc., ma bisogna precisare le cose secondo me, lo psicoanalista e il terapeuta cognitivista non hanno a che fare con lo stesso 'soggetto'.

    Saluti,
    ikaro

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