• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 6 di 8 PrimoPrimo ... 45678 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 76 fino 90 di 116
  1. #76
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
    Data registrazione
    27-12-2009
    Messaggi
    549

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Sì, comunque è anche vero che le "cure" psicologiche spesso hanno dei risultati disastrosi o nulli.
    Leggete le cronache, la maggior parte delle persone che hanno sterminato famiglie e fidanzate, erano in cura dai servizi pubblici.
    E tutte le volte c'è qualcuno che dichiara che era imprevedibile, che il paziente era migliorato, che negli ultimi tempi era normale, ecc.
    Come mai?
    Vorrà dire qualcosa?
    Ce ne sono altrettante che non sono in cura, se non di più: ocio!
    Probabilmente erano in cura per la loro instabilità, e altrettanto probabilmente, per degli errori nella gestione, per delle ricadute dovute a fattori interni o esterni, o, semplicemente, per un atto volontario del paziente, le cose hanno preso una brutta piega. Se non fossero stati in cura... cioè, secondo te sarebbe stato meglio che non fossero stati in cura? O preferisci una cura più purificante?

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Non è che hanno esiti disastrosi o nulli, piuttosto non sapiamo cosa hanno fatto nelle loro terapie nè tanto meno possiamo sapere che correlazione possa mai esservi tra atti criminali e trattamenti psichiatrici/psicoterapeutici. Converrai che si allargherebbe troppo l'azione di mille variabili.
    Poi, perchè pensi che chi commette un omicidio o una strage sia passato da uno psichiatra o affini...? Lo dicono forse i giornali? ahiahiahiahiahiahi.....
    E non trascurare il fatto che qui si concettualizza parecchio, in questo forum, poi ciò che avviene in clinica è decisamente un'altra storia psicoterapeutica...



    ciaz.
    Sì, si concettualizza parecchio. Spesso la cura, per continuare ad utilizzare questo lessico, è composta dalla costruzione meticolosa di una rete di sostegno che possa arginare il paziente e contenerlo nel migliore dei modi (soprattutto quando la sua patologia è parecchio grave). Ovviamente i Servizi non sono onnipotenti, e, per inciso, non sono nemmeno ricchi: gli strumenti che mettono in campo sono spesso insufficienti a sostenere tutto quanto.

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Diciamo che la psicoanalisi serve per modificare certi aspetti, ora riguardo a cosa dia soddisfazione o più soddisfazione... Come lo si fa a stabilire in generale?
    Non pensi che questo possa variare?
    Se una persona ritiene soddisfacenti questo tipo di cambiamenti, preferirà accedere a questo tipo di cambiamenti che ritiene migliori ora. Io pesonalmente non credo in teorie generali del benessere ossia che ci sia realmente accordo riguardo a cosa sia un'esistenza soddisfacente e quale gerarchia usare per stabilire quale sia un'esistenza più soddisfacente in generale. Quell'"in teoria, migliorano la soddisfazione per la propria vita" ad esempio non ho capito se fa parte della teoria psicoanalitica stessa o di una tua opinione personale.
    Se la psicoanalisi al livello teorico contiene giudizi riguardo a cosa sia un'esistenza migliore o peggiore, rappresenta un punto di vista etico (un punto di attacco) e non più una tecnica per far qualcosa.

    Saluti
    Diciamo che Freud aveva dato la sua opinione in questo modo, circa: "riesce a lavorare? Fa l'amore? Allora è OK".
    Come indicatori non sono affatto male, ma forse alcune persone possono avere anche altri desideri (o sublimare in altre maniere).

    P.S.: quell'"in teoria" è più un "nella mia teoria", o meglio nella mia statistica personale. Ovviamente ci sono sempre delle eccezioni, ma sono da passare al vaglio di un'analisi approfondita
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  2. #77
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
    Data registrazione
    04-03-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    626
    Blog Entries
    8

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Non può darsi invece che ci sia una sottovalutazione delle reazioni di un individuo, da parte di chi lo ha in cura?
    Faccio le chiacchiere da bar, d'accordo, ma uno psichiatra secondo voi ci può prevenire se decidessimo sul momento?
    Esistono i raptus, no?
    Anche una persona sanissima perde la testa in un secondo.
    No sottovalutazione, non credo, anzi. Ma certo è che lo psicoterapeuta non può diventare un detective o un poliziotto, nè tanto meno può farsi carico di paranoie o previsioni paranoiche (lo fa già abbastanza in studio seduto su una scomoda sedia del CSM...).
    Sugli aspetti appunto da raptus (giornalistico, fai attenzione), per definizione non puoi far nulla. Vengono e li subisci. Il punto è che magari il tessuto sociale che aveva intorno era piuttosto sordo a certe richieste. Ma insomma è un discorso troppo lungo e che trasformerebbe la discussione in una complicata analisi sociologica e dintorni. Da starci lontani in questo tipo di speculazioni.
    Lo psicologo è un professionista che opera sul mercato, non un missionario/scienziato.

    ciaz.

  3. #78
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
    Data registrazione
    27-12-2009
    Messaggi
    549

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Per rispondere in maniera più approfondita a Char_lie, la psicoanalisi ha svariati punti di vista etici, a seconda dell'orientamento (postfreudiani, postkleiniani, lacaniani e -ani di varia fattura).
    Quello in cui mi sento più a mio agio è quello della responsabilità: il paziente deve arrivare a farsi carico del proprio desiderio inconscio. Il mio modo di vedere la relazione analitica è quello del rispetto del desiderio inconscio e di una sua esplorazione senza giudizi di sorta. Alla fine del trattamento il paziente sarà in grado di decidere se, come e in che misura farsi carico del suo desiderio inconscio, ovvero della parte di sé che è sempre un po' "fuori fase".
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  4. #79
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco_84
    Data registrazione
    24-12-2006
    Messaggi
    146

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Esistono filoni di ricerca sull'efficacia della psicoanalisi che tengono conto della soggettività del paziente, valutando i risultati attraverso interviste all'ex paziente e all'analista con vari follow up. Nessuno meglio di un paziente può dirci se ha ottenuto benefici o meno (ed è interessante confrontare le sue impressioni con quelle dell'analista).
    Ovviamente i pazienti in questione non sono scelti accuratamente cercando rarissimi individui con un singolo disturbo da DSM, ma sono generici pazienti la cui specificità non è assimilabile a nessuna etichetta.
    Queste ricerche dimostrano che una buona frequenza (2 o 3 sedute) sia più predittiva del "successo" rispetto alla durata complessiva della terapia.

    Credo che una ricerca qualitativa di questo tipo non confligga con la natura della psicoanalisi, come invece sostengono inspiegabilmente alcuni anziani analisti come Green, per i quali immagino sia preferibile l'eclisse della psicoanalisi piuttosto che qualunque pericolosa innovazione.
    Ultima modifica di marco_84 : 30-07-2010 alle ore 20.56.38

  5. #80
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
    Data registrazione
    04-03-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    626
    Blog Entries
    8

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da marco_84 Visualizza messaggio
    Esistono filoni di ricerca sull'efficacia della psicoanalisi che tengono conto della soggettività del paziente, valutando i risultati attraverso interviste all'ex paziente e all'analista con vari follow up. Nessuno meglio di un paziente può dirci se ha ottenuto benefici o meno (ed è interessante confrontare le sue impressioni con quelle dell'analista).
    Ovviamente i pazienti in questione non sono scelti accuratamente cercando rarissimi individui con un singolo disturbo da DSM, ma sono generici pazienti la cui specificità non è assimilabile a nessuna etichetta.
    Queste ricerche dimostrano che una buona frequenza (2 o 3 sedute) sia più predittiva del "successo" rispetto alla durata complessiva della terapia.

    Credo che una ricerca qualitativa di questo tipo non confligga con la natura della psicoanalisi, come invece sostengono inspiegabilmente alcuni anziani analisti come Green, per i quali immagino sia preferibile l'eclisse della psicoanalisi piuttosto che qualunque pericolosa innovazione.
    Temo che sia azzardato parlare di innovazione qualora si adotti un approccio "qualitativo! (che sarebbe una intervista autoreferenziale su pazienti che presumibilmente non posssono che essere leggermente influenzati dal loro personale investimento in risorse sia emotive che economiche). Prima di Galileo, la maggiorparte delle ricerche era in formato qualitativo. Cioè fuori da ogni controllo sperimentale.

    ciaz.
    Ultima modifica di neuromancer : 30-07-2010 alle ore 21.06.43

  6. #81
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco_84
    Data registrazione
    24-12-2006
    Messaggi
    146

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Temo che sia azzardato parlare di innovazione qualora si adotti un approccio "qualitativo! (che sarebbe una intervista autoreferenziale su pazienti che presumibilmente non posssono che essere leggermente influenzati dal loro personale investimento in risorse sia emotive che economiche). Prima di Galileo, la maggiorparte delle ricerche era in formato qualitativo. Cioè fuori da ogni controllo sperimentale.

    ciaz.
    l'innovazione, aimè, non riguarda il metodo ma il fatto stesso di fare ricerca sui risultati.
    esistono analisti a cui questo non va giù... anche se non è mi sono chiare le loro motivazioni.

    per quanto riguarda il metodo, credo che i metodi quantitativi siano molto validi per tutto tranne che per indagare l'esperienza soggettiva di un essere umano.
    senza contare che il decidere di usare misure oggettive, decidere ciò che è misurabile e il come misurarlo "oggettivamente", è prerogativa di soggetti anche loro leggermente influenzati da fattori economici. E immagino che queste misurazioni debbano effettivamente riguardare il paziente "misurato", che come minimo dovrà riempire un modulo a crocette, o addirittura parlare di sé.

  7. #82
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Umpf, come minimo dovreste sottoporre il paziente e il terapeuta alla prova della macchina della verità.
    Sennò potreste intervistare i familiari.

  8. #83
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
    Data registrazione
    04-03-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    626
    Blog Entries
    8

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da marco_84 Visualizza messaggio
    l'innovazione, aimè, non riguarda il metodo ma il fatto stesso di fare ricerca sui risultati.
    esistono analisti a cui questo non va giù... anche se non è mi sono chiare le loro motivazioni.

    per quanto riguarda il metodo, credo che i metodi quantitativi siano molto validi per tutto tranne che per indagare l'esperienza soggettiva di un essere umano.
    senza contare che il decidere di usare misure oggettive, decidere ciò che è misurabile e il come misurarlo "oggettivamente", è prerogativa di soggetti anche loro leggermente influenzati da fattori economici. E immagino che queste misurazioni debbano effettivamente riguardare il paziente "misurato", che come minimo dovrà riempire un modulo a crocette, o addirittura parlare di sé.
    Guarda, rimaniamo nel tema, lascia stare l'esperienza soggettiva che non può essere misurata. La mia era una osservazione sul fatto che per te sia innovativo una analisi qualitativa. Che finisce per essere ampiamente soggettiva (iatrogena in clinica).
    Vi è un fondamentale spartiacque quando ci si addentra nella clinica in quanto non è possibile poter usifruire di certezze almeno probabilistiche come nelle scienze forti. Ciò non toglie che si possa fare uno sforzo epistemologico entro il quale far confluire l'apporto interdisciplinare delle scienze della vita, penso alle neuroscienze, alla etologia, alla sistemica, alla psicologia evolutiva.

    ciaz.

  9. #84
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco_84
    Data registrazione
    24-12-2006
    Messaggi
    146

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Guarda, rimaniamo nel tema, lascia stare l'esperienza soggettiva che non può essere misurata. La mia era una osservazione sul fatto che per te sia innovativo una analisi qualitativa. Che finisce per essere ampiamente soggettiva (iatrogena in clinica).
    ripeto, ciò che a quanto pare è una novità per almeno una parte della psicoanalisi, è la ricerca sui risultati.
    cosa che fatico a comprendere.

    sul fatto che un analisi dei risultati di questo tipo sia qualitativa e quindi soggettiva, non ci piove. Il soggettivo è il suo oggetto.
    è anzi molto importante essere consapevoli di ciò e non nascondersi dietro all'illusione di poter usare metodi "oggettivi".



    Vi è un fondamentale spartiacque quando ci si addentra nella clinica in quanto non è possibile poter usifruire di certezze almeno probabilistiche come nelle scienze forti.
    secondo me il problema di misurare qualità di esperienza che chiamerei fenomenologiche con strumenti oggettivanti da "scienze forti" non si pone nemmeno.
    Ma se invece di un soggetto abbiamo un ente caratterizzato da una collezione di sintomi a cui un manuale legato alle case farmaceutiche attribuisce l'arbitraria etichetta X, allora sì, immagino che possiamo usare qualunque metodo da "scienza forte", perché il soggetto non c'è più.
    E non deve esserci, proprio perché renderebbe impossibile quella "scienza dura" tanto rassicurante quanto illusoriamente scientifica.

    Per questo, se parliamo di risultati delle terapie, la questione del soggettivo non può mai essere "lasciata stare"... è proprio il fulcro della questione.
    Ultima modifica di marco_84 : 30-07-2010 alle ore 23.49.41

  10. #85
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da lalangue
    Per rispondere in maniera più approfondita a Char_lie, la psicoanalisi ha svariati punti di vista etici, a seconda dell'orientamento (postfreudiani, postkleiniani, lacaniani e -ani di varia fattura).
    Quello in cui mi sento più a mio agio è quello della responsabilità: il paziente deve arrivare a farsi carico del proprio desiderio inconscio. Il mio modo di vedere la relazione analitica è quello del rispetto del desiderio inconscio e di una sua esplorazione senza giudizi di sorta. Alla fine del trattamento il paziente sarà in grado di decidere se, come e in che misura farsi carico del suo desiderio inconscio, ovvero della parte di sé che è sempre un po' "fuori fase".
    Ma una persona lalangue perché si è rivolta a te? La domanda di aiuto in cosa consiste: nel farsi carico di qualcosa? Figli a carico, moglie a carico, e pure desideri a carico…
    Quello che mi chiedo io è se quel che dai tu e quel che viene richiesto da una persona che si rivolge a te coincidono abbastanza.
    Se per un certo modo di vedere le cose cercare di soddisfare le richieste del soggetto ossia di una persona rappresenta una collusione, come diavolo si fa ad aiutare qualcuno, lo si aiuta non aiutandolo affatto?
    Tu ti senti a tuo agio “nel rendere responsabile l’altro”, ma l’altro come si sente? Quando affermi “L’altro deve arrivare a farsi carico del proprio desiderio inconscio” ecco questo “deve” che usi nella frase non è casuale secondo me e la dice anche lunga sul tipo di intervento adoperato. Io in un modo o nell’altro certe manovre le avverto.
    Secondo me un’altra persona “non deve fare proprio nulla” se non ha motivi suoi personali che la spingono a fare quel qualcosa e ad agire in qualche modo nei suoi interessi (i suoi, non i tuoi o della psicoanalisi o dell’etica). Il tuo punto di vista etico piazza dei “lei deve” qua e là all’altro là dove non è affatto detto che l’altro senta qualcosa prima che tu gliel’hai ripetuto cento volte… Cos’è questa se non una forma di rieducazione?
    Secondo me guarda può darsi anche che quel che si fa è efficace, io comunque mi chiedo ancora prima se è un qualcosa che serve davvero a me personalmente. Io dubito che rappresenti un qualcosa che serve a tutti in generale.

    Effettivamente però sono d’accordo con Marco riguardo al fatto che in fin dei conti ed in ultima analisi sono i soggetti stessi che devono giudicare la qualità o il valore di un intervento, il valore da dare a qualcosa però va distinto dall’efficacia dell’intervento stesso nel caso in cui questo intervento rappresenti una tecnica per far qualcosa (secondo qualcuno). Possiamo dar valore soggettivamente ed amare pratiche di pranoterapia, di astrologia e così via, ma se si vuol misurare l’efficacia di queste pratiche nel conseguire un qualche scopo determinato, il giudizio di valore di questo o quel soggetto non è significativo e non avvalora la verità di alcuna delle tesi in gioco.
    Possiamo amare i suoni che produce un pianoforte, ma da questo non possiamo di certo dedurre che sia accordato, potremmo anche non possedere le competenze e gli strumenti necessari per giudicarlo e verificarlo soggettivamente, anche se soggettivamente siamo capacissimi di avvertire che quel tipo di suoni ci piacciono.
    Degli interventi possono in generale non funzionare effettivamente nel conseguire certi scopi, ma avere comunque un certo valore per molte persone. Non vale la regola “se funziona in questo modo ha valore ed è utile, se non funziona in questo modo non ha valore ed è inutile”.
    Uno scopo definitivo e generale l’arte ad esempio non sembra a quanto pare averlo, eppure piace ed interessa a molte persone. Il punto importante da notare a mio avviso è che nessuna forma d’arte pretende d’essere una tecnica per conseguire chissà quali scopi, né di essere una cura che va a posizionarsi all'interno della medicina.

    Ora se le psicoterapie e gli psicoterapeuti pretendono che quel che fanno sia considerata una cura per curare qualcosa, l’ho già detto prima, questo significa ammettere che adoperano delle tecniche, inoltre questo significa che pretendono anche in qualche modo che quel che fanno venga posizionato all'interno del settore medico e riconosciuto come cura. Visto che le risorse stanziate da uno stato per la salute dovranno essere poi adoperate per questo tipo di interventi è ovvio che poi qualcuno particolarmente rompi scatole (visti tutti questi interessi in gioco), cercherà di andare a vedere se le cose stanno così come viene affermato da questo o quel clinico. Tutto questo non ha molto a che fare con il fatto che queste pratiche abbiano un’utenza e che questa utenza ne faccia uso e le giudichi come un qualcosa che per loro ha un grande valore.

    Possiede un’utenza entusiasta che valorizza certi tipi di pratiche, il cinema trash, la poesia, il death metal, le pratiche sataniche, scientology, lo yoga, il porno e così via… La gerarchia di valori da dare a cose, persone e attività varie può essere molto diversa e variare da persona a persona. Può capitare che moltissime persone leggano l'oroscopo sostenendo magari pure che quel che c'è scritto è vero, ma questo non può rappresentare alcuna prova, per chi usa un minimo di raziocinio, per stabilire che gli astrologi siano capaci di predire gli avvenimenti futuri. Ovviamente se c'è un'utenza dei motivi diversi e variegati ci saranno pure ma non hanno necessariamente a che fare col fatto che un certo tipo di efficacia nel fare uso di quel tipo di pratica esiste davvero.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 01-08-2010 alle ore 10.01.54

  11. #86
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
    Data registrazione
    17-01-2007
    Residenza
    roma
    Messaggi
    768

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ma una persona lalangue perché si è rivolta a te? La domanda di aiuto in cosa consiste: nel farsi carico di qualcosa? Figli a carico, moglie a carico, e pure desideri a carico…
    Quello che mi chiedo io è se quel che dai tu e quel che viene richiesto da una persona che si rivolge a te coincidono abbastanza.
    Se per un certo modo di vedere le cose cercare di soddisfare le richieste del soggetto ossia di una persona rappresenta una collusione, come diavolo si fa ad aiutare qualcuno, lo si aiuta non aiutandolo affatto?
    Tu ti senti a tuo agio “nel rendere responsabile l’altro”, ma l’altro come si sente? Quando affermi “L’altro deve arrivare a farsi carico del proprio desiderio inconscio” ecco questo “deve” che usi nella frase non è casuale secondo me e la dice anche lunga sul tipo di intervento adoperato. Io in un modo o nell’altro certe manovre le avverto.
    Secondo me un’altra persona “non deve fare proprio nulla” se non ha motivi suoi personali che la spingono a fare quel qualcosa e ad agire in qualche modo nei suoi interessi (i suoi, non i tuoi o della psicoanalisi o dell’etica). Il tuo punto di vista etico piazza dei “lei deve” qua e là all’altro là dove non è affatto detto che l’altro senta qualcosa prima che tu gliel’hai ripetuto cento volte… Cos’è questa se non una forma di rieducazione?
    Secondo me guarda può darsi anche che quel che si fa è efficace, io comunque mi chiedo ancora prima se è un qualcosa che serve davvero a me personalmente. Io dubito che rappresenti un qualcosa che serve a tutti in generale.

    Effettivamente però sono d’accordo con Marco riguardo al fatto che in fin dei conti ed in ultima analisi sono i soggetti stessi che devono giudicare la qualità o il valore di un intervento, il valore da dare a qualcosa però va distinto dall’efficacia dell’intervento stesso nel caso in cui questo intervento rappresenti una tecnica per far qualcosa (secondo qualcuno). Possiamo dar valore soggettivamente ed amare pratiche di pranoterapia, di astrologia e così via, ma se si vuol misurare l’efficacia di queste pratiche nel conseguire un qualche scopo determinato, il giudizio di valore di questo o quel soggetto non è significativo e non avvalora la verità di alcuna delle tesi in gioco.
    Possiamo amare i suoni che produce un pianoforte, ma da questo non possiamo di certo dedurre che sia accordato, potremmo anche non possedere le competenze e gli strumenti necessari per giudicarlo e verificarlo soggettivamente, anche se soggettivamente siamo capacissimi di avvertire che quel tipo di suoni ci piacciono.
    Degli interventi possono in generale non funzionare effettivamente nel conseguire certi scopi, ma avere comunque un certo valore per molte persone. Non vale la regola “se funziona in questo modo ha valore ed è utile, se non funziona in questo modo non ha valore ed è inutile”.
    Uno scopo definitivo e generale l’arte ad esempio non sembra a quanto pare averlo, eppure piace ed interessa a molte persone. Il punto importante da notare a mio avviso è che nessuna forma d’arte pretende d’essere una tecnica per conseguire chissà quali scopi, né di essere una cura che va a posizionarsi all'interno della medicina.

    Ora se le psicoterapie e gli psicoterapeuti pretendono che quel che fanno sia considerata una cura per curare qualcosa, l’ho già detto prima, questo significa ammettere che adoperano delle tecniche, inoltre questo significa che pretendono anche in qualche modo che quel che fanno venga andato a posizionare all'interno del settore medico e riconosciuto come cura. Visto che le risorse stanziate da uno stato per la salute dovranno essere poi adoperate per questo tipo di interventi è ovvio che poi qualcuno particolarmente rompi scatole (visti tutti questi interessi in gioco), cercherà di andare a vedere se le cose stanno così come viene affermato da questo o quel clinico. Tutto questo non ha molto a che fare con il fatto che queste pratiche abbiano un’utenza e che questa utenza ne faccia uso e le giudichi come un qualcosa che per loro ha un grande valore.

    Possiede un’utenza entusiasta che valorizza certi tipi di pratiche, il cinema trash, la poesia, il death metal, le pratiche sataniche, scientology, lo yoga, il porno e così via… La gerarchia di valori da dare a cose, persone e attività varie può essere molto diversa e variare da persona a persona. Può capitare che moltissime persone leggano l'oroscopo sostenendo magari pure che quel che c'è scritto è vero, ma questo non può rappresentare alcuna prova, per chi usa un minimo di raziocinio, per stabilire che gli astrologi siano capaci di predire gli avvenimenti futuri.

    Saluti
    Post interessante; hai sbagliato solamente una cosa: "chi ha moglie e figli a carico, cerca uno sgravio fiscale, e non uno psicologo" eh eh eh

  12. #87
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Ma il paziente dall'analista non ci va perchè è convinto di essere malato!
    Ci va perchè è convinto di avere un approccio sbagliato alla vita che lo danneggia facendolo star male!

    Es, vado agli esami, mi emoziono e non riesco a rendere, oppure non riesco a rapportarmi con le persone e sono sempre arrabbiato e vado da uno per avere una visione, un'analisi dei miei comportamenti.
    Dov'è che sbaglio? Cosa posso migliorare, cosa posso cambiare?

    Perchè anni fa si andava dall'"anziano"?
    Uguale.
    E' ovvio che lo psy poi fa lastessa cosa professionalmente, ma tutto questo discorso del "medico" e "paramedico" è fuorviante!
    Freud scelse di parlarci con la gente, invece di legarla al letto, e ora si vuol ritornare a mischiare le cose?

    Non è logico ed è anche sminuente che il lavoro dello psicologo sia considerato una cura medica: per la cura medica c'è lo psichiatra, ovviamente dove occorre.
    Qualunque persona può sottoporsi a terapia psicologica senza soffrire di alcun disturbo psichico, viceversa lo psichiatra deve curare solo i malati, non quelli sani!( saranno tre in tutto, invece gli psichiatri prosperano, chissà perchè)

    Poi bisogna distinguere i sani dai malati, ma questo è un altro discorso.
    Se ne potrebbero scoprire delle belle!
    Pagherei a sapere se le diagnosi vengono sottoposte a verifiche "scientifiche".
    Perchè se parlate di "efficacia", bisognerà che stabiliate il punto di partenza, prima di quello di arrivo.
    Ultima modifica di complicata : 01-08-2010 alle ore 20.11.20

  13. #88
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Qualunque persona può sottoporsi a terapia psicologica senza soffrire di alcun disturbo psichico, viceversa lo psichiatra deve curare solo i malati, non quelli sani!( saranno tre in tutto, invece gli psichiatri prosperano, chissà perchè)

    Poi bisogna distinguere i sani dai malati, ma questo è un altro discorso.
    Per me nemmeno si pone il problema di distinguere chi è sano da chi è malato, il punto è sempre stabilire per ogni singola persona che significa in fin dei conti per questa vivere meglio, ecco che così al livello soggettivo si può sapere cosa significa accedere ad uno stato di salute migliore.
    Una cura è efficace o no perché modifica certi assetti, poi risulterà utile o meno se questo o quel soggetto giudica che quel tipo di cura gli permette di accedere ad uno stato di salute migliore secondo il suo metro di valori.
    Se anche io fossi malato secondo un qualche psichiatra in fin dei conti quelle che lui considera cure per farmi star meglio per me non è detto che rappresentino affatto qualcosa del genere; perché magari dal mio punto di vista non mi permettono di accedere ad uno stato di salute migliore. In ultima analisi per me insomma non rappresenterebbero tecniche che mi potrebbero servire in qualche modo per star meglio perché può darsi che apportano cambiamenti che secondo il mio metro di giudizio attuale non risultano migliorativi per quanto riguarda la mia esistenza in generale. Da sano potrei essere anche molto più infelice di quando ero malato secondo questo o quel tizio.
    La medicina per me rappresenta un'insieme di tecniche trasformative (che per essere utili a qualcuno dovrebbero risultare quanto meno efficaci), non credo che però i medici possano giudicare cosa sia davvero più sano per una persona e quindi nemmeno chi risulta sano e va quindi non curato in alcun modo e chi invece malato e curato. L'eutanasia ad esempio pone dilemmi del genere, ma la medicina è una scienza, non un'etica e non può prendere decisioni del genere.
    I medici e nemmeno alcuno psicologo, e nessuno psicoanalista o grande saggio anziano possiede alcuna competenza in più rispetto a noi stessi per dirci se e quando la vita valga la pena d'essere vissuta.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-08-2010 alle ore 12.53.37

  14. #89
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Una competenza in più potrebbe essere saper ascoltare le persone, mica tutti lo sanno fare.
    Di solito chiunque ti vuol "curare", a modo suo, lo psicoanalista dovrebbe essere una delle poche persone formata a non aver pregiudizi, ad avere la mente aperta, a farci riflettere e parlare senza preconcetti, senza obiettivi, senza orpelli, senza preoccupazioni di risultati,ce ne sono già tante, nella vita.

    Io penso che il primo risultato dell'"efficacia" di una terapia, ed è già tanto, è se il terapeuta riesce a essere "qualcuno" per il suo paziente.
    Il che non è affatto scontato.
    Sarò un'idealista.

    Per questo a me innervosisce l'idea che la psicoterapia sia considerata "scientificamente".
    Secondo me non è una scienza,nel senso ortodosso, come può essere la chimica, la fisica, casomai lo è nel senso etimologico del termine, cioè "conoscenza", e ridurla alle leggi della sperimentazione scientifica, è andar contro al principio stesso che la ispira.
    Era un principio rivoluzionario, al tempo, ne convieni?
    Tutto il resto è un derivato, tant'è vero che gli psichiatri a volte si danno da fare per diventare semplici psicologi, (quando si dimenticano le pasticche, naturalmente)
    L'avete mai visto uno psichiatra all'opera?
    " Signora, non si preoccupi, finchè si immagina di ammazzare qualcuno, e non lo mette in atto, è tutto normale."

    Poi, sai, le leggi della società, del passaggio di denaro, sono sempre sovrane in questo mondo...bisogna sempre dimostrare e render conto a qualcuno.

    Perciò capisco che tutto quello che dici è vero.
    Ultima modifica di complicata : 02-08-2010 alle ore 20.45.18

  15. #90
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
    Data registrazione
    06-07-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    1,975

    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    I medici e nemmeno alcuno psicologo, e nessuno psicoanalista o grande saggio anziano possiede alcuna competenza in più rispetto a noi stessi per dirci se e quando la vita valga la pena d'essere vissuta.
    E' esattamente questa la cifra etica della psicoanalisi.

    Saluti,
    ikaro

Pagina 6 di 8 PrimoPrimo ... 45678 UltimoUltimo

Privacy Policy