Ciao Hermes, ti ringrazio per avermi postato le tue risonanze un po’ di tempo dopo aver fatto il sogno, perché mi dà modo di potermi guardare un po’ indietro. Non credo di essere in grado di fare un’interpretazione del mio stesso sogno perché non sono in terapia.
Ma ciò non toglie che anche chi non è in analisi possa pensare alla propria attività onirica e fare qualche riflessione su se stesso.
Ci sono molte cose che non possono emergere su un forum, per esempio il fatto che l’avevo sognato il giorno dopo aver preso una decisione importante di chiusura con il passato. La cosa che mi aveva lasciato sorpresa era la sensazione piacevole che contrastava con la preoccupazione e la sofferenza che provavo a seguito di tale decisione. Insomma, in quel periodo pensavo di poter fare sogni angoscianti e non certo rilassanti.
Inoltre era un sogno che veniva dopo “quello” della scacchiera, in cui non riuscivo a trovare la porta della stanza ed uno in cui la porta della mia camera si apriva, mossa dal vento.
Sono d’accordo su quanto dici riguardo le risorse di tipo maschile. Anche in questo caso, ciò che pensavo al riguardo, col tempo si è rivelato molto più in linea con quanto avevo sognato: avevo la sensazione di non potercela fare ad affrontare certe situazioni in cui bisognava essere concreti, logici e razionali e invece ci sono riuscita abbastanza bene.
Per gli aspetti “femminili”, quelli li ho davvero sacrificati, pensando di accantonarli per poi, passata la bufera, rispolverarli. Cosa sbagliatissima, perché poi certi vissuti emozionali si perdono e soprattutto perché mi avrebbero dato la motivazione per agire in tempi più rapidi.
E’ vero anche che oggi (non al tempo del sogno) posso dire che la chiusura col passato ha riguardato proprio l’accettazione dell’esaurimento degli aspetti emozionali delle situazioni e delle relazioni più che i fatti concreti in sé. Sono una che tende a dare sempre la seconda, la terza, la quarta possibilità agli altri, e molto poche a se stessa e le fotografie mostrate dalla mia amica mi sembravano un monito per ricordare che avevo deciso di aver chiuso e di non tornarci sopra. Quindi potrebbe essere giusta la tua interpretazione che i legacci del passato siano privi di potenzialità per la mia crescita.
La scuola l’ho sognata anche qualche giorno dopo questo sogno. C’era un terremoto che faceva crollare tutte le pareti, ma non le scale che rimanevano sospese in aria ed integre ed io dovevo portare in salvo due bambini: il maschio lo lasciavo sul pianerottolo del primo piano e la bambina su quello del secondo ed io proseguivo l’ascesa di queste scale bianchissime e luminose che contrastavano con i toni cupi dello scenario esterno.
So benissimo che può essere una lettura che si ferma ad un certo livello, ma va bene così.
Attualmente penso di stare ancora in barca, che è una condizione che mi permette di andare al largo e potermi tuffare ogni tanto, sapendo che, una volta esaurite le energie, posso sempre tornare a bordo

Saluti