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  1. #121
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    07-07-2009
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    Sono un po' di fretta ed ho letto poco, ma... quando dicevo "per una volta faccio l'analista dell'IPA", non intendevo che sono un analista dell'IPA. Non vorrei mi si accusasse di millantato credito! Però qualcuno della Compagnia dell'Anello l'ho sentito parlare, e pare che si esprimano nei termini di cui sopra. Che poi, a ben vedere, l'unica garanzia che fornisce il bollino "IPA" è quella di una formazione dura e "selezionante", e non certo quella del "sapere assoluto" e della "giusta scelta". Si tratta di serietà professionali, ma anche di convenzioni. Tuttavia, in una cornice/contenitore stabile come il setting, l'angoscia si deposita sul quadro stesso e alcune resistenze si manifestano come attacchi al setting (così è possibile interpretarle). Il setting permette una certa consuetudine, un mood che accoglie e che fa sentire sicuro il paziente. Il resto si fa con gli strumenti dell'analista. Quello che è incomprensibile, in una cornice teorica e in una prassi simili, sono proprio le "cesure lacaniane", che, viste da fuori, sembrano degli acting (anche su questo "oggetto misterioso" ci sarebbe da discutere).
    Appunto. Era quel che volevo dire; IPA o non IPA mi pare che quanto dici sia riscontrabile. Nella realtà. Nessuno ha parlato di saperi assoluti; non mi pare che ce ne siano, anzi. Quella dell'angoscia è una bella questione però; mi domando che fine faccia se rispedita a casa col suo paziente, o troncata, per così dire: di netto. Chissà, magari sparisce; e si scoprì che Lacan era un precursore del "solo quando lo dirò io...". Scusate l'Ot; sto scherzando.

    Ergo, lascio ben volentieri a lui la parola sulle cesure.

  2. #122
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    "Era quello che volevo dire": sarà pure così, ma di fatto hai scritto tutt'altra cosa, e cioè: "lalangue sembra averci gentilmente dato un contributo in qualità di analista dell'IPA". Ora, ditemi voi: il sottoscritto ha mal interpretato, o missfreedom ha scritto una cazzata? Per carità, sono cose che capitano, ma non c'è bisogno di chissà quali artifici retorici, bastava dire: "Ops, scusate, ho detto una cavolata, ho capito male, etc." e invece no, cosa mi tocca leggere? Questo: "ma se lalangue non è un analista dell'IPA secondo quale principio tu dovresti essere un analista formato o in formazione che sia? Questo significa, in base a quale principio dovresti essere preso in considerazione più di lui?" Ma mi spiegate che cosa c’entra? Io non so se devo essere preso in considerazione più o meno di lui, ma conosco il setting lacaniano e il valore del taglio della seduta, il suo valore entro il quadro di riferimento della psicoanalisi e, in particolare, nell’opzione lacaniana. Proprio in virtù di questo ho provato a dire qualcosa sulla durata delle sedute e sulla funzione del tempo nella teoria e nella tecnica psicoanalitica, perché non mi rispondete su questo, anziché eludere costantemente la questione dietro improbabili motivazioni pseudo-cliniche, tipo l’equilibrio e la sicurezza del paziente? Voglio dire, potrebbe essere anche questo, ma vorrei capire entro quale cornice teorica di riferimento, se c’è, perché io non la conosco e, poste così, sembrano considerazioni talmente general-generiche che vanno bene per tutti e quindi per nessuno. Nell'IPA, lo ripeto, la definizione del tempo della seduta è nata negli anni '20, ad opera di Max Eitingon, quello dell’Istituto di Berlino, che avviò un centro di clinica psicoanalitica (un’istituzione per il pubblico) e per motivi del tutto estrinseci e nient'affatto legate ad esigenze cliniche e analitiche, stabilì i 50 minuti. (Per la cronaca: quella di Max Eitingon fu la prima ‘analisi didattica’ nella storia della psicoanalisi: si trattava di passeggiate serali, con Freud). Ora, se poi sono sorte delle implicazioni analitiche in questo non lo so (e vi chiedo di fornirmi, eventualmente, della letteratura), ma resta il fatto che il tempo standard della seduta è una convenzione, un accordo tacitamente condiviso a partire dal modello Eitingon, e raramente messo in discussione: non solo è una regola del tutto slegata dalla teoria di riferimento, ma anche considerata quale misura di valore del lavoro dell'analista, secondo i parametri dell'economia capitalistica (un tot al chilo, o al minuto, insomma: 'il tempo è denaro'). Certamente c'è anche questo -visto che, volenti o nolenti, viviamo entro un certo sistema e dobbiamo pur campare- ma non può essere solo questa la logica che regola il tempo di una seduta psicoanalitica. Oppure, se è questa la logica principale che regola questo aspetto del setting, lo si dica (come del resto ha fatto lo stesso Freud, mi pare…), senza invocare improbabili questioni di ordine clinico ed etico. Trovo quindi paradossale accusare -bonariamente, per carità!- di giucascasellismo chi ha portato avanti una riflessione tecnica e teorica sulla temporalità delle sedute. E’ pertinente, invece, l’accenno di critica che avete mosso alla ‘cesura delle sedute’, che peraltro ho trovato simile a quella dello psicoanalista argentino dell’IPA, H. Etchegoyen, discreto lettore di Lacan (al quale dedica, nel suo manuale sulla tecnica, ben due capitoli). La questione che ponete ha a che fare con il problema del controtransfert, o meglio: c’è il rischio di cadere, con il taglio della seduta, in un agito controtransferale dello psicoanalista? L’interrogativo è legittimo, ma è lo stesso per qualsiasi altro intervento dello psicoanalista, compresa l’interpretazione classica. Resta il fatto che il taglio della seduta poggia sulla nozione di 'atto analitico' nella teoria di Lacan, che è esattamente ciò che va distinto dal controagito transferale dell'analista: il primo è un taglio simbolico, che produce effetti reali sulla posizione inconscia soggettiva, il secondo invece ha solo effetti immaginari. Mancando ad Etchegoyen questa chiara distinzione tra il registro dell’immaginario, del simbolico e del reale diventa difficile, per lui, cogliere questa differenza. Ad ogni modo, gli effetti si danno solo a posteriori, esattamente come l'interpretazione classica, secondo la logica della nachträglichkeit. Come ben intuite, comunque, l'attitudine all'atto è strettamente legata alla formazione dell'analista anche se, è bene dirlo, non c'è garanzia su questo, come non c'è garanzia possibile nell'interpretazione: sono vane finchè non produrranno degli effetti.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 08-02-2010 alle ore 14.51.57 Motivo: Dettaglio: Max Eitingon

  3. #123
    Partecipante Esperto L'avatar di missfreedom
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    [I]Era quello che volevo dire": sarà pure così, ma di fatto hai scritto tutt'altra cosa, e cioè: "lalangue sembra averci gentilmente dato un contributo in qualità di analista dell'IPA". Ora, ditemi voi: il sottoscritto ha mal interpretato, o missfreedom ha scritto una cazzata? Per carità, sono cose che capitano, ma non c'è bisogno di chissà quali artifici retorici, bastava dire: "Ops, scusate, ho detto una cavolata, ho capito male, etc." e invece no, cosa mi tocca leggere? Questo: "ma se lalangue non è un analista dell'IPA secondo quale principio tu dovresti essere un analista formato o in formazione che sia? Questo significa, in base a quale principio dovresti essere preso in considerazione più di lui?" Ma mi spiegate che cosa c’entra?
    In principio era quello che lui ha affermato, ed è ciò a cui mi sono attenuta; le cazzate imputale a qualcun altro
    Ancora una volta "era quello che volevo dire" è riferito al fatto che analista dell'IPA o meno, per me ha detto una verità.
    E con questo penso di avere chiuso, dato che hai persino smesso di rivolgerti a me.
    Del resto, ho rispettato il tuo punto di vista. Ma pazienza.

    Buona giornata.

    P.s. Quanto a giucascasella, tu sei il primo a fare battute da mattina a sera.
    Mi fa piacere sapere che gli altri abbiano i tuoi stessi diritti, forse in un'altra vita però.

    NB. non ho capito male, è lalangue che si è corretto in seguito (casomai ti servisse anche una traduzione dall'italiano).
    Ultima modifica di missfreedom : 08-02-2010 alle ore 13.11.48

  4. #124
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da missfreedom Visualizza messaggio
    In principio era quello che lui ha affermato, ed è ciò a cui mi sono attenuta; le cazzate imputale a qualcun altro
    Ancora una volta "era quello che volevo dire" è riferito al fatto che analista dell'IPA o meno, per me ha detto una verità.
    E con questo penso di avere chiuso, dato che hai persino smesso di rivolgerti a me.
    Del resto, ho rispettato il tuo punto di vista. Ma pazienza.

    Buona giornata.

    P.s. Quanto a giucascasella, tu sei il primo a fare battute da mattina a sera.
    Mi fa piacere sapere che gli altri abbiano i tuoi stessi diritti, forse in un'altra vita però.

    NB. non ho capito male, è lalangue che si è corretto in seguito (casomai ti servisse anche una traduzione dall'italiano).
    In principio era il Verbo
    Ultima modifica di lalangue : 08-02-2010 alle ore 13.30.09
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  5. #125

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Salve a tutti! Faccio la necessaria premessa di non essere un'esperta della materia, infatti studio Filologia Moderna; la prossima settimana ho un esame di Teoria della Letteratura Comparata e mi sono imbattuta nel sesto seminario di Lacan "Le desir et son interpretation", ho avuto difficoltà ad interpretare i grafi che propone, perchè mi manca del tutto la legenda dei simboli; qualcuno può aiutarmi??? anche la segnalazione di qualche link dove trovare la spiegazione potrebbe bastarmi...
    Grazie

    Annamaria

  6. #126
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Salve a tutti! Faccio la necessaria premessa di non essere un'esperta della materia, infatti studio Filologia Moderna; la prossima settimana ho un esame di Teoria della Letteratura Comparata e mi sono imbattuta nel sesto seminario di Lacan "Le desir et son interpretation", ho avuto difficoltà ad interpretare i grafi che propone, perchè mi manca del tutto la legenda dei simboli; qualcuno può aiutarmi??? anche la segnalazione di qualche link dove trovare la spiegazione potrebbe bastarmi...
    Cara Annamaria,
    chiedi e ti sarà (forse) dato!

  7. #127

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    ciao Ikaro ti ringrazio per la tua disponibilità forse potrò finalmente capire quello che mi sta torturando negli ultimi giorni ...cioè il grafico del desiderio...quello a forma di punto interrogativo (spero che tu abbia capito di quale grafico si tratta (io l'ho pubblicato sul mio profilo di FB e questo è il link...spero che riuscirai a vederlo....questo semplificherebbe le cose.. questo è il link...Accedi | Facebook)
    cmq ho difficoltà a spiegare il grafico....ho capito che va letto dall'alto verso il basso...e che la linea continua indica il pensiero cosciente e quella trattegiata l'inconscio...per il resto buio completo!!!!
    non riesco a spiegare i simboli e non so come articolare il discorso!!! potresti aiutarmi a squarciare le tenebre che mi impediscono di capire?!!!
    grazie aspetto una tua risposta....

  8. #128
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    ciao Ikaro ti ringrazio per la tua disponibilità forse potrò finalmente capire quello che mi sta torturando negli ultimi giorni ...cioè il grafico del desiderio...quello a forma di punto interrogativo (spero che tu abbia capito di quale grafico si tratta (io l'ho pubblicato sul mio profilo di FB e questo è il link...spero che riuscirai a vederlo....questo semplificherebbe le cose.. questo è il link...Accedi | Facebook)
    cmq ho difficoltà a spiegare il grafico....ho capito che va letto dall'alto verso il basso...e che la linea continua indica il pensiero cosciente e quella trattegiata l'inconscio...per il resto buio completo!!!!
    non riesco a spiegare i simboli e non so come articolare il discorso!!! potresti aiutarmi a squarciare le tenebre che mi impediscono di capire?!!!
    grazie aspetto una tua risposta....
    Sì, è il cosiddetto 'grafo del desiderio', che Lacan incomincia a costruire l'anno prima (nel V Seminario) e completerà qualche anno dopo (in particolare, la versione completa si trova in 'Sovversione del soggetto e dialettica del desiderio nell'inconscio freudiano', del 1960), che trovi negli Scritti. Guarda, è davvero difficile da spiegare, si tratta effettivamente di un mostro sacro della teoria di Lacan, comunque va letto nella direzione delle frecce, e cioè: dal basso verso l'alto e da sinistra a destra. Ad ogni modo, mandami la figura in privato (non ho il profilo FB) e non so a quale versione del grafo ti riferisci. Inoltre dimmi se ne sai qualcosa, che cosa hai colto e cosa non ti è chiaro, almeno posso provare a spiegarti qualcosa...

  9. #129

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    ok ikaro...però non so a quale indirizzo mandarti il file... mi manderesti un tuo indirizzo mail?...

  10. #130

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sì, è il cosiddetto 'grafo del desiderio', che Lacan incomincia a costruire l'anno prima (nel V Seminario) e completerà qualche anno dopo (in particolare, la versione completa si trova in 'Sovversione del soggetto e dialettica del desiderio nell'inconscio freudiano', del 1960), che trovi negli Scritti. Guarda, è davvero difficile da spiegare, si tratta effettivamente di un mostro sacro della teoria di Lacan, comunque va letto nella direzione delle frecce, e cioè: dal basso verso l'alto e da sinistra a destra. Ad ogni modo, mandami la figura in privato (non ho il profilo FB) e non so a quale versione del grafo ti riferisci. Inoltre dimmi se ne sai qualcosa, che cosa hai colto e cosa non ti è chiaro, almeno posso provare a spiegarti qualcosa...
    ok risolto!!! ho trovato la tua mail di contatto sul tuo profilo...ti ho mandato una mail con l'allegato

  11. #131

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Mi spegate la teoria del nome del padre?

  12. #132
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da sandorferenczi Visualizza messaggio
    Mi spegate la teoria del nome del padre?
    Al solito, robe semplici!

    Il No(me) del Padre ha a che fare con l'interdizione dell'incesto, quindi con la castrazione. Alla tematica del Nome del Padre è legato un concetto cardine della teoria lacaniana, ovvero quello di forclusione (o preclusione) del Nome del Padre, ma qui lascio il passo a chi ne sa più di me.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  13. #133

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    Al solito, robe semplici!

    Il No(me) del Padre ha a che fare con l'interdizione dell'incesto, quindi con la castrazione. Alla tematica del Nome del Padre è legato un concetto cardine della teoria lacaniana, ovvero quello di forclusione (o preclusione) del Nome del Padre, ma qui lascio il passo a chi ne sa più di me.
    Grazie per la risposta.
    Perchè hai scritto "no(me)"? Il padre interdice l'incesto tramite la minaccia della castrazione, ok, ma il Nome del padre che fà?

  14. #134
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da sandorferenczi Visualizza messaggio
    Grazie per la risposta.
    Perchè hai scritto "no(me)"? Il padre interdice l'incesto tramite la minaccia della castrazione, ok, ma il Nome del padre che fà?
    Ho scritto No(me) in riferimento al fatto che in francese ci sia quasi una omofonia tra Nom du Père e Non du Père, ovvero tra Nome del Padre e No del Padre, cioè tra la funzione simbolica del Padre e la castrazione simbolica. In fondo la funzione del Padre (e del suo Nome) è quella di impedire l'incesto (o il godimento diretto de Das Ding, della Cosa freudiana). Il Nome sta a indicare proprio il fatto che non è il padre reale o quello fantasmatico, ma è il padre simbolico ad essere in questione, nella sua funzione di limite al godimento.
    Diciamo che il Nome del Padre è un significante che permette la concatenazione degli altri significanti. La forclusione (o preclusione) del Nome del Padre impedisce l'accesso al Simbolico.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
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  15. #135

    Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    Ho scritto No(me) in riferimento al fatto che in francese ci sia quasi una omofonia tra Nom du Père e Non du Père, ovvero tra Nome del Padre e No del Padre, cioè tra la funzione simbolica del Padre e la castrazione simbolica. In fondo la funzione del Padre (e del suo Nome) è quella di impedire l'incesto (o il godimento diretto de Das Ding, della Cosa freudiana). Il Nome sta a indicare proprio il fatto che non è il padre reale o quello fantasmatico, ma è il padre simbolico ad essere in questione, nella sua funzione di limite al godimento.
    Diciamo che il Nome del Padre è un significante che permette la concatenazione degli altri significanti. La forclusione (o preclusione) del Nome del Padre impedisce l'accesso al Simbolico.
    Adesso la situazioone mi è un pò più chiara. Il nome del padre ci permette l'accesso al simbolico, ma come fà? E come si riconosce uno che non ha avuto accesso al simbolico?

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