Mi riallaccio brevemente ai post di Crimson e di Arte
Il rispetto per il proprio corpo e la libertà sessuale sono due cose assolutissimamente diverse a mio avviso.
Io posso anche regalarla in giro, è una mia libera scelta! Soprattutto se non ho un compagno...
Però per rispetto a me stessa, per orgoglio, per dignità o per quello che volete voi non userei mai la mia avvenenza per far carriera.
Nello specifico, preferirei passare un concorso, un esame o quello che è, per le mie capacità, non perchè l'ho elargita marxisticamente a tutti i membri della commissione esaminatrice...

Voglio che vengano valutate le mie competenze per il lavoro che dovrò svolgere, non se sono brava a letto!

Che poi posso anche essere bella, disinibita e farmi tutto lo staff con cui lavoro... questo deve venire in secondo piano!!
Ok...scrivendo questo mi rendo conto che è un po' un'utopia

Non farò mai carriera...

Per il resto sono abbastanza d'accordo con Arte.

La religione ha inciso molto sulla visione della donna, sul valore della verginità, sul corpo che andava nascosto, mortificato.
E i retaggi del cattolicesimo permangono ancora adesso, per buona parte.
All'altro estremo poi il Corpo è diventata l'ossessione dell'uomo moderno: la ricerca della perfezione ad ogni costo, curve sinuose, muscoli esibiti come a voler sbandierare, urlare in faccia all'altro la nostra femminilità/virilità.
Ormai rincorriamo la bellezza e l'eterna giovinezza perchè nessuno vuol più dimostrare l'età che ha, prefeiamo tirarci, plastificarci pur di avere sempre 20 anni!! (vedi Ornella Muti...

a me fa quasi paura...).
Finiamo per avere tutti i visi uguali: stessa forma del naso, stesse atmosfere di gonfiaggio delle labbra e del seno

, stessa espressione monocromatica della serie "Non fatemi ridere che mi si scollano i punti"...e via ogni anno a fare il tagliando dal chirurgo di fiducia.
E invece il corpo parla di noi, di quello che eravamo, di quello che siamo adesso, ogni segno, cicatrice, ruga è un pezzetto del nostro passato.
Questo non vuol dire lasciarsi andare come viene al tempo che passa.
Ma curare il proprio corpo, accettarlo e non snaturarlo.
Significa soprattutto riconoscersi quando ci si guarda allo specchio la mattina...
