:shy2: Certamente gli interventi seguono più il principio del piacere che quello di realtàOriginariamente postato da nico
si può affermare che in una discussione on line è molto più facile "colludere" o andare in "controdipendenza" con chi lancia il post polemico o aggressivo?
Si può affermare che, in ultima analisi, ci lasciamo andare a risposte più nette e meno negoziabili rispetto all'offline?
Se così fosse, si può ipotizzare che la mancanza di familiarità e profonda conoscenza della comunicazione on line e delle sue peculiarità, alle volte ci fa scivolare in situazioni di frizione? E ciò, non tanto perché lo premeditiamo, ma perché non ci accorgiamo della necessità di gestire alcuni meccanismo della comunicazione on line...
nico, nel senso che ci si lascia andare ad affermazioni poco negoziabili appunto... poi, secondo me, emerge anche una vulnerabilità che non esiste quando si comunica "face to face"
perchè viene tutto registrato e non si può, per un dato di fatto, rinegoziare tanto facilmente ciò che si è detto cambiando le parole, i soggetti e utilizzando altri malefici trucchetti.
Rispetto a certe situazioni faccia a faccia direi quindi che la comunicazione online è più "sicura" (ovviamente non al 100%)ma per questo anche frustrante e meno flessibile, per entrambe le parti... direi che è difficile usare alcuni meccanismi di difesa che sono utili per l'omeostasi del rapporto comunicativo.
Io penso che sia la stessa frustrazione causata dal doversi strettamente attenere a ciò che si è detto che spinge un utente a sfruttare lo stesso limite nel suo interlocutore.
Questi meccanismi funzionano invece se vengono utilizzati in gruppo: se il gruppo decide di non tener conto di un'aspetto importante del discorso... si può fare... il problema è che a questo punto, quella piccola rimozione, non serve più a mantenere un rapporto comunicativo ma serve invece a non sentire la frustrazione di un errore che non si può più rinegoziare.
Il gruppo on line... argomento interessante anche questo...
D'altro canto abbiamo anche il tempo di riflettere







, nel senso che ci si lascia andare ad affermazioni poco negoziabili appunto... poi, secondo me, emerge anche una vulnerabilità che non esiste quando si comunica "face to face"
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