Davvero il massimo per il tipo di donna da voi delineato. Una delusione continua su tutti i frontiOriginalmente inviato da benedetta14
. Se le vostre teorie fossero giuste dovrei essere divenuto un playboy navigato
.
Saluti
Davvero il massimo per il tipo di donna da voi delineato. Una delusione continua su tutti i frontiOriginalmente inviato da benedetta14
. Se le vostre teorie fossero giuste dovrei essere divenuto un playboy navigato
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Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 29-09-2010 alle ore 13.39.25
La stessa cosa e non solo. Ovviamente la relazione terapeutica è calata in un contesto affettivo che prende svariate coloriture a seconda della vicenda narrata. Le vicende vengono raccontate scegliendo delle linee preferenziali e delle modalità di strutturazione del pensiero tipiche di ogni singolo paziente. Ad un certo punto si intuisce quale potrebbe essere (quali potrebbero essere) la modalità (le modalità) del paziente di organizzare i propri eventi psichici. La scommessa di un'interpretazione può essere quella di far cambiare, per un secondo, il vertice osservativo dal quale il paziente sta descrivendo il campo fiorito in cui la coppia analitica è immersa.
Ottima battuta! Perché è una battuta, vero?
E chissà, forse lo sei e non lo sai! Forse sei un diamante grezzo da lavorare
Ma comunque dire il "massimo" non è sufficiente. Tu hai detto che la vuoi "non si lamenti troppo dei miei difetti e che mi piaccia, che sia bella, che faccia l'amore bene, che mi coccoli magari anche preparandomi da mangiare come una mamma, che sia perdutamente innamorata di me "
Tu offri altrettanto o no?
Offri specialmente quel "non si lamenti troppo dei miei difetti" oppure questa donna ideale non può chiedere la stessa cosa?
Saluti
Ah! Una relazione è fatta anche di delusioni, disillusioni reciproche.
Deludi una donna con tutto il cuore, se la donna è intelligente, farà tesoro di tutte le delusioni.![]()
Ma da offrire in cambio a chi? Alla ragazza o al negoziatore? Immagino al negoziatore, visto che la donna potrei sceglierla su misura, la sceglierei con poche pretese .
In ogni caso per questo negoziatore avrei davvero il massimo da offrire: Niente di niente.
Vi immaginate 'sto negoziatore e come dovrà godere inconsciamente ad esser deluso così da uno stronzo che pretende tanto senza avere alcuna intenzione di dargli alcunché in cambio .
La delusione c'è non perché si prova piacere a restar delusi ma perché certe caratteristiche dell'altro in fin dei conti, se ci si guarda bene dentro, non ci stanno affatto bene. Spesso si mettono sui nostri personali piatti della bilancia le caratteristiche positive e quelle negative di un partner e capita che la lancetta della bilancia si trovi su di un punto in cui non vince chiaramente nessuna delle due componenti. In questi casi il comportamento della persona risulta inevitabilmente ambivalente come una sfera che sta ferma su di un piano e che sottoposta alla minima perturbazione rotola via in altre posizioni.
Bisogna sopportare molto per avere quel tipo di bene e così una donna sta con certi uomini che la fanno soffrire, sempre sotto certi aspetti, perché sotto altri la soddisfano eccome. Questa situazione però si regge su di un equilibrio precario tra gli aspetti positivi e quelli negativi, per questo il comportamento risulta oscillatorio, la donna si mette con un uomo di cui vede solo certi aspetti positivi poi col tempo emergono troppi aspetti negativi (scopre che è uno "stronzo" secondo lei) e lo molla, e questa cosa può anche andare avanti per molto tempo, proprio come fa il bambino con i mattoncini da costruzione.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 29-09-2010 alle ore 15.04.07
Sgusci come un'anguilla!
Il negoziatore va pagato, non c'è alcun dubbio. Quale altra motivazione potrebbe avere per presentare a te invece che ad un altro un tal ben di dio?! Quella inconscia che dici tu? Morirebbe di fame, non credo che la delusione che gli potresti dare tu rappresenterebbe qualcosa di così importante per lui.
Non hai neanche questo potere contrattuale.
Comunque, non far tante filosofie o lamentele, dal momento che non sei disposto a fare quel che invece vuoi dagli altri!
(con simpatia, ovviamente)
Saluti
Ultima modifica di benedetta14 : 29-09-2010 alle ore 15.12.17
Char_Lie, ok adesso stiamo parlando per estremi, c'è drogato e drogato, perfezione e perfezione (strano che tu il "ragazzo perfetto" lo abbia definito come: un bravo ragazzo, nel senso che non si droga, non fuma, e non scorreggia, ha un lavoro fisso e così via, ma tende maggiormente a star "fermo" e a non stupire). Vedere in questo modo l'incontro, per stereotipi ragazzo perfetto, ragazzo drogato era per semplificare un discorso che in realtà è più complesso. Può essere un animale un ragazzo che ha il lavoro fisso, non si droga, non scorreggia ma che si diverte a svalutare la ragazza che ha accanto, come un ragazzo che si fa gran cannoni, non ha un lavoro fisso ma è di una estrema sensibilità ed è capace di rendere felice il partner.Questo è un cliché banale che è stato messo in circolazione proprio da tutte queste letture sbagliate che secondo me sono piuttosto superficiali.
Secondo me si può riprovare ad impostare il discorso in modo differente, vi sono bisogni senza un nome preciso, magmatici, che la stessa persona non è pienamente capace di riconoscere che possono trovare di volta in volta appiglio a caratteristiche esteriori delle persone che ci circondano. La necessità che l'altro ci faccia del male può passare attraverso molteplici forme, la svalutazione, il tradimento, l'assenza di dialogo, la violenza, la repressione e così via. Ci sono tante relazioni che sono caratterizzate da queste cose e mi chiedo come tu possa giustificare il fatto che una persona accetti di vivere in queste condizioni se non le trova soddisfacenti per qualcos'altro.
Quando mai ho detto che l'ho lasciata? Stiamo assieme, nella "paura" di una relazione che si cerca di vivere nella realtà, quello che ho sentito cambiare nel tempo e nelle relazioni è stato proprio questo, prima vivevo le relazioni in modo fantastico, passione e favola a non finire, poi di punto in bianco si spezzavano senza che potessi capire il perchè. Interrogandomi, penso di aver realizzato che vivevo stando con una persona senza vederla realmente per quella che era, e capisco perchè l'ho sempre voluto evitare, è dannatamente più difficile.Io ne sono sicuro perché non dico mai a me stesso di esser completamente contento e soddisfatto di qualcosa quando non lo sono affatto e ho delle forti riserve su diversi aspetti. Secondo me hai creduto solo di aver trovato la donna perfetta e continui a crederci anche ora. Se era così perfetta per te perché l'hai lasciata? Quando stai proprio bene con una persona sotto tutti gli aspetti, come diavolo potrebbe andare male la cosa? Perché va tutto bene?
Fai un esperimento, prendi un vocabolario e cerca tutti gli aggettivi dei quali potresti lamentarti di una persona, vedrai che sono così tanti che è impossibile anche solo a livello statistico di non trovarne almeno un centinaio in ogni possibile combinazione. Quindi praticamente mi stai chiedendo, tu trovami qualcosa di impossibile, nel caso la trovassi e io mi lamento ti pago una multaSe tu la riesci a trovare per me una donna che non si lamenti troppo dei miei difetti e che mi piaccia, che sia bella, che faccia l'amore bene, che mi coccoli magari anche preparandomi da mangiare come una mamma, che sia perdutamente innamorata di me e che abbia magari anche un'erdità a disposizione che è disposta a condividere con me così non abbiamo nemmeno problemi economici (senza alle spalle però alcuna famiglia rompiballe), guarda possiamo stipulare anche un qualche tipo di contratto in cui ti garantisco che se poi mi lamento ti pago una specie di multa .
sarebbe interessante analizzare questo aspettoVi immaginate 'sto negoziatore come dovrà godere inconsciamente ad esser deluso così da uno stronzo che pretende tanto senza avere alcuna intenzione di dargli alcunché in cambio .
Buona Giornata
Ultima modifica di Amedeo!!?? : 29-09-2010 alle ore 14.51.49
E' che prima avevi scritto:Originalmente inviato da Amedeo!!??
Ma 'sta ragazza sei sicuro che coincide al tipo ideale di ragazza che piace a te? Se questa donna è perfetta sotto tutti gli aspetti secondo te, hai sostenuto prima di averla trovata una donna come piaceva a te ed è la ragazza con cui stai attualmente, perché dovrebbe farti paura vederla per quello che è? Se sai e sei così convinto che è proprio la donna che piace a te che paura dovresti avere?Originalmente inviato da Amedeo!!??
Hai rotto le palle al mondo intero ma a quanto pare tutt'ora, da quello che scrivi, non sei così convinto di avere a che fare con una donna che sei così sicuro di volere, potrebbe essere anche lei una delle donne che fanno parte del gruppo delle donne sbagliate per te, sembra proprio che tu, da come ti esprimi, non lo sappia ancora.
Se davvero io trovassi una donna che mi piace vuol dire che già saprei con buone probabilità che possiede molte delle caratteristiche positive per me (che è innamorata di certi aspetti di me e non di altri e così via) e pochissime e superficiali caratteristiche negative: insomma mi ci troverei molto bene rispetto ai piani più importanti per me, tutto il resto che andrei via via scoprendo non dovrebbe essere così importante e non dovrei aver paura di scoprire altro sul suo conto se è vero che ho trovato una donna che mi piace.
Se tu vivi nella "paura" vuol dire che non ne sei convinto affatto di quello che hai affermato prima e cioé di aver trovato una donna come piace a te, perché la donna come piace a te non è detto che coincida molto con la donna con cui stai adesso, e di questo forse in fondo hai paura.
Altrimenti spiegami di cosa di preciso hai paura, io mica ho capito come fa a reggere tutto il tuo discorso, da qualche parte non hai detto la verità.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 29-09-2010 alle ore 17.22.22
Ma se lui tutti questi dubbi non ce l'ha, vuol dire che si fida di se stesso e della donna che ha scelto,per cui è sicuro che sia giusta!
Ma come si fa a ridurre l'amore a una serie di congetture, io non lo so.
Innamorati, Char-Lie, e poi dopo chiacchiera!![]()
E' la donna perfetta per me perchè ha la pazienza di sopportarmiE' una persona leale, sincera, fedele. Ma anche ingenua incapce di prestare attenzione alle cose reali, sempre con la testa per aria. L'ho conosciuta quando avevo 17 anni, e in quel periodo era il massimo che potessi desiderare da una persona, poi si cresce, si maturano esperienze diverse, la diversità prende sempre più sostanza, ma rimane il sentimento che lega. In questo quadro la paura per me è inevitabile, quando pensi che con una persona vuoi fare il salto, anche solo immaginare di vivere assieme, ma sei consapevole di quanto c'è da mettere in gioco se si vuole vivere la relazione in termini umani, reali.
Non ci conosciamo, parliamo giusto attraverso un forum con tutte le pecche che ne conseguono, ma ho come l'impressione che vedi il mondo in blocchi monolitici,
come se le caratteristiche delle persone fossero entità discrete e non come qualcosa di estremamente fluido, mutaforma, qualcosa nel quale non puoi che farci un bagno
E quando ti fai un bagno hai sempre paura di affogare, ecco cosa fa paura di stare con una ragazza che ritieni perfetta per te. Sono riuscito a spiegarmi? In quanto a capacità comunicative non sono il massimo![]()
Char_Lie, fammi capire: tu vuoi una donna che rispecchi tutti i tuoi canoni, di cui uno, imprescindibile, è che tu le piaccia alla follia, nonostante i tuoi difetti (dovrebbero piacerle pure quelli). Se ti dicessi che ora tocca a te dimostrarmi la possibilità della sua esistenza? Perché io sono abituato a lavorare in un altro modo: mi confronto con i desideri reali dei pazienti, siano essi a livello consapevole o inconscio. Intuìti questi desideri, provo a far sì che il paziente stesso se ne renda conto e cerchi di appropriarsene. Lavoro su dei dati che, per quanto sfuggenti, sono entità reali (quanto è reale lo psichismo). Quello che stai delineando tu, invece, mi sembra un mondo alquanto ipotetico, per non dire completamente virtuale. Sei sicuro di voler continuare il confronto dialettico su queste basi? Perché così io ho già perso in partenza. Forse anche tu. Non riesco però a capire la posta in gioco.
Non mi pare. Le parole della mia analista non le sentivo scomporre il mio discorso. Piuttosto, spesso, le ho sentite rivolgersi ad un discorso che non sapevo nemmeno di pronunciare.
E quando i miei terapeuti corporei (Aristides, in gruppo e Piero in individuale) lavorano con me, spesso non ci sono parole. Eppure l'incontro dei corpi ha parole sue.
Posso provare a descrivere meglio questo aspetto, ma non è semplice perché è come se le parole dei terapeuti che ho conosciuto lavorassero contemporaneamente su due livelli differenti. Uno poteva anche essere quello della "decostruzione", dell'analisi testuale (ricordo momenti in cui usavo un termine, e la mia analista si metteva a leggere la definizione del Devoto Oli). Ma, se anche le singole parole stanno su quel livello, il discorso complessivo sta su un livello differente, e si rivolge ad un livello differente.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Non so nemmeno se esiste una donna del genere e se esiste un tipo di donna così da quello che ho potuto osservare probabilmente è molto raro, ma comunque desidero proprio questo se mi guardo bene dentro, al di là di ogni esistenza reale, non possiedo una dimostrazione di esistenza, ma anche se viceversa possedessi una dimostrazione sicura di inesistenza questo comunque non risolverebbe nulla, non è che smetterei di desiderare proprio questo. Una persona potrebbe desiderare di cavalcare un unicorno anche se ora un unicorno sa benissimo che non esiste proprio.Originalmente inviato da lalangue
Tu dici di confrontarti con i desideri delle persone e poi parli di realtà, ma i desideri per esistere devono stare solo nella testa delle persone. Io non ho a che fare con desideri inconsapevoli, sono tutti più o meno consapevoli, capisco cosa mi dà fastidio, cosa mi piace, cosa non sopporto delle situazioni, di così misterioso non c'è quasi nulla. Quando parlo di malcontento io parlo proprio del fatto che molti dei miei desideri stanno agli antipodi rispetto alla realtà circostante, o a me così sembra e non ho intenzione di adattarli a questa.
L'unica cosa che potrebbe mettere a posto certe cose dal mio punto di vista è una qualche azione che riesca ad aggirare gli ostacoli che sembrano inaggirabili e metta a punto sistemi tanto sconosciuti sia a me che agli altri da rendere realizzabile quello che a tutti sembra irrealizzabile, ma una cosa del genere deve per forza di cose essere appannaggio di qualcuno che conosce molte cose in più riguardo a cosa sia la realtà di cui parliamo. Un nostro antenato osservando un mezzo come un'auto che si muove da solo senza essere spinto da un animale o da forze per così dire esterne penserebbe automaticamente alla magia.
In ogni caso so che non è detto che questo sia possibile. Ma anche se arrivassi a sapere con certezza che è impossibile allo stesso modo il problema per me resterebbe inalterato.
Poi perché parli di "aver perso in partenza"? Mica stiamo giocando ad una qualche partita a scacchi? Si tratta di capire solo se quel che fai tu può realmente risultare utile a me. Nessuno vince e nessuno perde. Comunque la storia di andarsi a cercare le delusioni perché si desiderano masochisticamente proprio queste poco mi convince. Per provare una cosa del genere bisognerebbe mostrare che dando a certe persone proprio ed esattamente quel che vanno cercando poi lo butteranno via per andarsi a cercare di nuovo oggetti che si scelgono proprio perché sono difettati e deludenti. Cose del genere io non le ho mai osservate, quel che s'è buttato via lo si è buttato via perché era imperfetto sotto diversi ed importanti aspetti per quella persona e così qualche volta si rischia e si prosegue la ricerca per cercare di trovare qualcosa di meglio oppure si cerca di stabilizzarsi in modo molto ambivalente su quel che si è trovato, visto che l'oggetto trovato comunque è molto lontano dall'ideale che si stava cercando, oppure stremati dalla ricerca si lascia proprio perdere. Ma in nessuno di questi casi s'è trovato quel che si cercava e lo si è buttato via oppure si sono andati a scegliere degli oggetti proprio perché difettati per restare poi delusi e godere della delusione.
x benedetta
Beh, so bene di non essere il massimo rispetto ai gusti generali delle donne (da quel che ho potuto capire stando a contatto con queste) ed anche se non sono il minimo mi trovo credo al di sotto della media, però sogno lo stesso di essere considerato tale da qualcuna che piace a me, poi non cerco una donna per mettere su famiglia e questo è un altro problema, ma comunque se trovassi qualcosa di vicino a quel che cerco io non lo butterei di certo via per andarmi a cercare volontariamente una persona che non mi piace. Secondo me è facile incappare in persone che non piacciono per il semplice motivo che probabilmente sono molte di più rispetto a quelle con cui amiamo stare ed anche perché pure noi non piaciamo a molti se non a tutti in certi contesti.
Poi insomma io vorrei molto ma l'altra persona non dovrebbe sentire di darmi tutto questo, dovrebbe fare quel che fa senza chissà quale sforzo e lo stesso dovrebbe essere per me: soltanto in questo caso riuscirei davvero a provare quel senso di gratitudine e di affetto nei confronti dell'altra persona.
Se due persone molto simili a me iniziano a sforzarsi e faticare troppo per stare insieme e accontentare l'altro, secondo me già si è all'inizio della fine del rapporto, conviene davvero che questi tipi cerchino persone più vicine a quelle che per loro sono ideali con cui si stia realmente bene, che assecondare uno sforzo continuo a tollerarsi o al sacrificio, i sacrifici che si fanno volentieri non sono più nemmeno sacrifici. Poi per me sarebbe davvero meglio starsene da soli che in compagnia di persone che non ti piacciono o viceversa che ti piacciono ma con le quali ti devi sforzare di essere in qualche modo che piace a loro e sacrificare altre parti importanti di te, nel mio caso la naturalissima tendenza alla pigrizia nello spostarmi o muovermi in certi modi che non ha nulla a che vedere con la depressione. Non mi metterei con una donna di un certo tipo per poi chiederle di cambiare per me e vorrei che su questo almeno ci fosse reciprocità.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 30-09-2010 alle ore 11.18.45
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Ma non è vero, tu non desideri la donna perfetta. A te serve quest'idea solo per scaricare la frustrazione dell'impossibilità di realizzazione e riversarla su un terzo, traendo godimento da quello che credi essere un potere di arrecare frustrazioni agli altri.
Saluti